Le riforme
Il Seicento si caratterizza come il periodo in cui i principali stati europei avviarono un percorso di riordinamento e trasformazione che non fu dappertutto efficace e fecondo, ma in nessun luogo risulta del tutto assente. In particolare vi fu un rapporto che si venne a creare tra le idee illuministiche portate avanti dai philosophes e i sovrani. Se il monarca aveva la migliore legittimazione del potere assoluto nella repubblica delle lettere, impersonando il re filosofo, gli intellettuali più vicini ai sovrani potevano vedersi riconosciuta una funzione professionale anche sul piano economico e insieme aprivano la strada alla realizzazione dei propri ideali. L’incontro tra potere e cultura avrebbe trovato definizione della formula “dispotismo illuminato”.
Oltre le numerose riforme attuate per un potenziamento dello stato; la via per tentare di uscire dalla crisi, aggravata dalle guerre di successione prima e da quella dei sette anni poi, fu individuata nella distribuzione dei carichi fiscali. Il mezzo, suggerito dalla cultura illuministica, fu l’abbattimento dei privilegi e dei particolarismi. I risultati sarebbero stati condizionati dalle diverse capacità di resistenza dalla struttura corporativa dei ceti detentori di poteri e privilegi nei singoli stati, ma non avrebbero soddisfatto né i sostenitori né i nemici dell’ancien regime. Il processo di modernizzazione nella spinta settecentesca risultava caratterizzato da un nuovo modo di porre i problemi e di proporre soluzioni: un supporto culturale di grande efficacia alla politica e al potere fu offerto dal linguaggio dei lumi, maturato dalla svolta spirituale di fine Seicento. In genere gli storici sono concordi nell’indicare nel 1763 con la fine della guerra dei sette anni l’inizio dell’epoca delle riforme estesa sino alla rivoluzione francese.
Vecchie e nuove potenze sullo scacchiere europeo
Nel Settecento gli Stati europei furono a lungo impegnati in guerre. Un tale sforzo militare non sarebbe stato sostenibile senza il rafforzamento delle strutture statali verificatosi in quasi tutta l’Europa nella seconda metà del Seicento e proseguito nel secolo successivo. Tuttavia, i meccanismi dello Stato rimanevano largamente imperfetti, nel senso che consuetudini antiche, privilegi locali e resistenze di ceto ostacolavano una rapida ed efficace attuazione delle decisioni prese al centro. Il solo elemento effettivo d’unità statale restava la monarchia.
Queste caratteristiche si riflettevano nella composizione degli eserciti e nelle modalità delle guerre. Nel Settecento gli eserciti erano a tutti gli effetti gli eserciti del re e non della nazione e le guerre furono guerre “dinastiche”, diverse tanto dalle guerre religiose del Cinque-Seicento quanto dalle guerre “nazionali” o “ideologiche” dell’Otto-Novecento: furono guerre, cioè, il cui obiettivo principale consisteva nel conseguimento di vantaggi territoriali e commerciali. In queste guerre l’obiettivo dei sovrani e degli Stati non era la distruzione degli avversari ma il cambiamento degli equilibri politici ed economici esistenti. Le crisi dinastiche rappresentavano l’occasione più propizia per mettere in discussione l’equilibrio europeo stabilito dai trattati di pace.
Guerra di successione spagnola 1702-1713
- Cause: Il re di Spagna Carlo II Asburgo muore senza figli e designa come suo erede e successore Filippo d’Angiò - Borbone, nipote del re di Francia Luigi XIV. Filippo d’Angiò diventa re di Spagna con il nome di Filippo V. Gli altri Stati europei si oppongono a Filippo V in quanto temono che Luigi XIV, con l’unione dei due regni di Spagna e di Francia, raggiunga una potenza tale che gli consenta di dominare tutta l’Europa, e propongono come re di Spagna Carlo d’Asburgo, secondogenito dell’imperatore d’Austria.
- Schieramenti:
- Francia
- Spagna
- Baviera
- Candidato al trono di Spagna: Filippo d’Angiò - Borbone
- Impero austriaco
- Inghilterra
- Brandeburgo - Prussia
- Olanda
- Savoia
- Portogallo
- Candidato al trono di Spagna: Carlo d’Asburgo, secondogenito dell’Imperatore d’Austria
- Esito: Muore il primogenito dell’imperatore d’Austria: Carlo d’Asburgo diventa imperatore d’Austria e quindi per gli altri Stati non è più desiderabile che diventi anche re di Spagna; si cerca una soluzione di compromesso, raggiunta nelle paci d...
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