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Introduzione

L'affermarsi di nuove forme di famiglia: I cambiamenti strutturali della famiglia sono cominciati negli anni '70. Se all'inizio di quel decennio le famiglie rappresentate da un unico genitore erano meno del 10%, oggi sono circa il 30% sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito. L'aumento delle famiglie monogenitoriali è andato di pari passo con il calo dei matrimoni e l'incremento dei divorzi sia negli Stati Uniti sia in Europa. Negli Stati Uniti e in Europa la convivenza è diventata un fenomeno ordinario. Circa la metà dei bambini nati da madri non sposate negli Stati Uniti sono figli di donne che convivono con il padre dei loro figli. C'è stato anche uno straordinario incremento nel numero di famiglie ricostituite in molte società occidentali. L'argomento principale di questo testo sono le nuove famiglie più che le famiglie non tradizionali. Con questa espressione si intendono quelle forme familiari che fino alla fine del ventesimo secolo non esistevano o erano pochi visibili nella società: famiglie con madri lesbiche o con padri gay o rappresentate da madri che hanno scelto di essere single e delle famiglie create ricorrendo alle tecniche di procreazione assistita con fecondazione in vitro, ovodonazione, inseminazione eterologa, donazione di embrioni e gestazione di sostegno.

Le famiglie tradizionali

Il benessere psicologico dei genitori

La qualità del matrimonio: I figli di genitori in conflitto tra loro risultano più aggressivi, disubbidienti e difficili da controllare, più propensi ad avere comportamenti delinquenziali e cattivi risultati scolastici, più inclini all'ansia e alla depressione e più esposti a difficoltà di rapporto con i coetanei. Il fatto che i genitori siano in conflitto tra loro però non è di per sé sufficiente ad assicurare che i figli soffriranno di problemi psicologici. Quasi tutti i bambini vedono i genitori litigare ma la maggioranza non ne risente, anzi si ritiene che questo genere di esperienza possa essere positivo per loro perché avrebbero l'opportunità per imparare a risolvere i disaccordi e fare pace. Ciò che sembra contare non è tanto se i genitori litighino ma piuttosto il modo in cui lo fanno. Tra gli aspetti deleteri per i figli possiamo annoverare gli scontri frequenti, la convinzione che le liti preannuncino una separazione tra i genitori, una forte ostilità, il fatto di essere l'oggetto dei diverbi tra i genitori e l'incapacità di questi ultimi di riappacificarsi. Alcuni autori ritengono che i conflitti coniugali nuociano per via degli effetti indiretti sulle cure genitoriali, i genitori potrebbero essere ostili verso i figli o non controllarli e disciplinarli adeguatamente o non dedicare loro attenzione sufficiente. La conflittualità coniugale può interferire nel rapporto emotivo con i figli, genitori emotivamente disponibili e sensibili al bisogno della prole e capaci di rispondere adeguatamente ai suoi segnali sono quelli che hanno maggiore probabilità di avere figli con attaccamento sicuro.

Le condizioni psicologiche dei genitori

Nei numerosi lavori che si sono occupati delle conseguenze dei disturbi psichiatrici dei genitori, l'aspetto più studiato riguarda gli effetti della depressione. Si riscontra regolarmente che i figli di genitori depressi hanno spesso problemi comportamentali, sociali ed emotivi. Una spiegazione è che la depressione riduce la capacità di assolvere efficacemente alle funzioni di genitore. Si ritiene che la depressione interferisca con l'educazione e la disciplina dei figli nonché con la disponibilità emotiva e la sensibilità nei loro confronti, mettendo a repentaglio così la sicurezza del loro attaccamento. L'analisi dettagliata delle interazioni videoregistrate tra madri e neonati ha dimostrato che le donne depresse sono meno affettuose e responsive. È interessante notare che quando si chiede alle madri non depresse di far finta di essere depresse, i loro piccoli sono immediatamente turbati e volgono lo sguardo altrove. I figli di madri depresse hanno maggiori probabilità di avere un attaccamento insicuro rispetto ai figli di madri non depresse. Anche i figli di genitori alcolisti o tossicodipendenti sono in una situazione di svantaggio. Rispetto agli altri bambini essi hanno maggiori probabilità di presentare problemi di condotta. Una spiegazione ovvia è che i genitori frequentemente sotto l'effetto di alcol o di altre droghe o la cui attenzione sia focalizzata sul procacciamento della prossima dose non possono occuparsi adeguatamente dei loro figli. Inoltre i genitori che diventano dipendenti dall'alcol o da altre droghe spesso vivono in condizioni di povertà estreme e a volte soffrono di disturbi psichiatrici come la depressione. Nei figli si riscontra un tasso elevato di trascuratezza e abusi. A parte le esperienze di vita che accrescono il rischio di problemi psicologici, questi bambini possono ereditare una vulnerabilità alla dipendenza. I figli di madri che consumano alcol o droghe in quantità durante la gravidanza corrono anche altri rischi: oltre a un peso ridotto alla nascita molti figli di madri alcoliste presentano ritardi dello sviluppo della prima infanzia nonché deficit cognitivi, iperattività e difficoltà di concentrazione. I figli di madri eroinomani nascono già dipendenti dall'eroina, non solo sperimentano sintomi di astinenza nei primi giorni di vita ma possono anche riportare conseguenze più durature come difetti di coordinazione motoria e di attenzione e problemi di iperattività.

La qualità dei rapporti genitori-figlio

La teoria dell'attaccamento: Secondo Bowlby gli infanti hanno la tendenza innata di usare i genitori come base sicura per esplorare il mondo e come fonte di conforto nei momenti di sofferenza. Egli riteneva che la qualità della relazione con la madre nel primo anno di vita determinasse il benessere futuro del bambino. Oggi alcune delle sue convinzioni sono state messe in discussione per esempio non si pensa più che la figura di attaccamento primaria debba essere necessariamente la madre piuttosto si ritiene che la persona più coinvolta nell'accudimento del bambino diventerà la figura primaria di attaccamento. Mary Ainsworth dedica una particolare attenzione allo studio delle differenze tra i bambini con attaccamento sicuro e quelli con attaccamento insicuro e a tal fine mise a punto la Strange situation: I bambini classificati come attaccati in modo sicuro esplorano la stanza e usano i giocattoli con atteggiamento sicuro in presenza della madre e non si angosciano per l'arrivo dell'estraneo finché c'è lei, salutano calorosamente la madre al suo ritorno dopo l'allontanamento e se l'assenza li ha turbati si lasceranno confortare facilmente da lei per poi tornare a giocare. Le madri tendono ad essere sensibili e a rispondere con sollecitudine al bisogno dei figli. Comportamento prevedibile responsivo.

  • Quelli classificati come insicuri ambivalenti spesso esplorano la stanza di gioco con atteggiamento circospetto anche quando la madre è presente, manifestano un disagio intenso quando la madre esce dalla stanza e al suo ritorno esprimono chiaramente il desiderio di rivolgersi a lei ma al contempo si oppongono al contatto e sono difficili da tranquillizzare. Le madri dei bambini insicuri ambivalenti appaiono imprevedibili nel loro comportamento, a volte rispondono prontamente ai loro bisogni, altre volte sembrano poco disponibili e insensibili, capita che fraintendano i loro segnali e rispondano in modo inappropriato e fatichino a stabilire con loro routine sincronizzate. Imprevedibilmente responsive.
  • Al contrario i bambini classificati come insicuri evitanti tendono ad esplorare immediatamente la stanza, mostrano poca sofferenza quando la madre esce dalla stanza e poco interesse per il suo ritorno. Spesso continuano a fare ciò che stavano facendo e sembrano ignorarne la presenza. Le madri dei bambini insicuri evitanti sembrano invece avere un atteggiamento di aperto rifiuto, spesso sono insensibili ai bisogni dei figli e si mostrano fredde e impazienti. Prevedibilmente non responsive.

Più recentemente è stata identificata una quarta categoria quella degli insicuri disorganizzati. Non sembrano avere una modalità coerente di rispondere allo stress. Appaiono disorientati da quello che hanno sperimentato a volte si immobilizzano completamente altre volte si muovono i modi strani in presenza della madre. Tale modello di comportamento si osserva più spesso nei bambini abbandonati o abusati. Aspetto centrale della teoria di Bowlby è il concetto di modelli operativi interni delle relazioni di attaccamento ovvero l'idea che attraverso le prime esperienze con la madre o con le altre figure di attaccamento i bambini si costruiscono rappresentazioni mentali di queste relazioni. Secondo Bowlby questi modelli operativi interni influiscono non soltanto sulle aspettative sul comportamento del bambino nei confronti della sua figura di attaccamento ma anche sulla sua idea di sé. Negli studi in cui i bambini sono stati valutati mediante la Strange situation più di una volta è emerso che quelli sicuri possono diventare insicuri e che quelli insicuri possono diventare sicuri a seconda che le circostanze della loro vita cambino in meglio o in peggio. I bambini attaccati in modo insicuro hanno meno probabilità di giocare con entusiasmo e in modo cooperativo, avere un'autonomia elevata, essere popolari tra i coetanei, interagire positivamente con le persone che fanno visita a casa loro, dare prova di indipendenza a scuola e di competenza nello svolgimento dei compiti di problem solving e chiedere aiuto quando è il caso. Un importante punto di svolta nella ricerca sull'attaccamento è stata la messa a punto della Adult Attachment Interview da parte di Mary Main. Questa intervista è stata creata allo scopo di valutare i modelli operativi interni delle relazioni di attaccamento degli adulti e ha permesso di studiare non soltanto l'attaccamento negli adulti ma anche i nessi tra le relazioni di attaccamento dei genitori e quelle dei figli. A seconda di come rispondono gli intervistati vengono classificati in base a quattro modelli di attaccamento:

  • Persone sicure autonome riescono a parlare con facilità del rapporto con i loro genitori.
  • Persone distanzianti svalutanti danno poco peso alle relazioni di attaccamento.
  • Persone preoccupate invischiate sembrano ancora coinvolti in lotte irrisolte con i genitori.
  • Persone disorganizzate irrisolte hanno vissuto in modo traumatico la perdita o la separazione da una figura di attaccamento oppure una situazione di abbandono o di abuso e sono ancora alle prese con problemi irrisolti del passato.

Nelle donne la qualità della relazione avuta con la madre nell'infanzia sembra essere correlata con la qualità della relazione con i figli. La possibilità che i modelli di attaccamento si trasmettano da una generazione a quella successiva ha stimolato i ricercatori a immaginare come ciò possa avvenire. Un'idea è che i modelli operativi interni dei genitori riguardo alle loro relazioni di attaccamento possono influire sul comportamento nei confronti dei figli agendo in particolare sulla capacità di rispondere con sensibilità ai bambini, la quale a sua volta potrebbe influire sulla sicurezza dell'attaccamento dei piccoli.

Stili e pratiche nella cura dei figli

Alcuni esperti distinguono tra stili di cura dei figli (l'atmosfera emotiva complessiva imposta dai genitori nella relazione con i figli) e pratiche di cura dei figli. La distinzione è importante poiché la stessa pratica può ottenere risultati diversi a seconda che venga implementata con uno stile oppure un altro. Diane Baumrind è in prima linea nella ricerca sugli stili genitoriali e ne ha identificati quattro, ognuno dei quali sembra avere particolari conseguenze sui figli: genitori autoritari, autorevoli, indifferenti, permissivi.

L'ambiente sociale e le caratteristiche individuali del bambino

L'ambiente sociale del bambino ha ripercussioni importanti sulla sua vita. I bambini allevati in situazioni di povertà rispetto a quelli cresciuti nell'agio hanno maggiori probabilità di conseguire scarsi risultati scolastici, abbandonare presto gli studi, restare coinvolti in atti di delinquenza e criminalità, provocare gravidanze indesiderate e sviluppare problemi emotivi negli anni dell'adolescenza. Già prima di venire al mondo il figlio di persone poco abbienti si trova in una situazione di svantaggio ha più probabilità di essere esposto alla droga, all'alcol e alla malnutrizione nel grembo materno nonché di nascere prematuramente. Crescendo ha meno disponibilità di giocattoli e libri nell'ambiente domestico e minori di occasioni di frequentare scuole di buona qualità, due fattori che riducono la probabilità di successo scolastico. Poi la povertà ha un effetto deleterio generale sulla qualità delle cure genitoriali: non di rado i genitori sottoposti alle pressioni delle difficoltà economiche si deprimono, i loro matrimoni vanno a rotoli e le richieste dei figli diventano un'ulteriore fonte di stress. In ogni caso non tutti i bambini cresciuti in condizioni di svantaggio sociale anche nelle più avverse vanno incontro a difficoltà psicologiche. Perché alcuni bambini riescono a superare le avversità iniziali mentre altri ne risentono a tal punto che le prime esperienze di continuano ad avere un'influenza distruttiva sul loro benessere psicologico per tutta la vita? Una risposta è che alcuni bambini sono più resilienti. Essi sembrano risentire molto meno dei motivi di stress che ad altri provocherebbero problemi psicologici, possono essere allevati in condizioni di miseria oppure essere vittime di abusi ma in ogni caso per quanto vivano pessime esperienze sembrano comunque riprendersi. Questi bambini sono protetti sia da certe loro caratteristiche individuali sia dall'esistenza di relazioni solide con altre persone.

Thomas e Chess hanno studiato le differenze comportamentali tra neonati e dimostrarono che già nella primissima infanzia i bambini possono essere classificati in:

  • Facili: di buon umore per la maggior parte del tempo, si adattano bene alle esperienze nuove, regolari nel sonno e nell'alimentazione.
  • Difficili: irritabili, reagiscono male alle situazioni nuove, irregolari nel sonno e nell'alimentazione.
  • Lenti ad attivarsi: hanno bisogno di tempo per adattarsi ai cambiamenti di routine.

Poiché i neonati dimostrano di avere differenze di temperamento fin dalla nascita si pensava che potessero ereditare una predisposizione a comportarsi in un certo modo e che le loro esperienze nei rispettivi ambienti di vita potessero accentuare o attenuare tali tendenze comportamentali. Si riteneva pertanto che un bambino geneticamente predisposto a problemi di comportamento avesse maggiori probabilità di svilupparne qualora si trovasse in un ambiente familiare ostile, rispetto a un altro bambino privo di fattori di rischio genetico che si trovassero contesto familiare analogo. Contrariamente all'idea che sulle differenze biologiche temperamentali agissero le esperienze ambientali, nelle concettualizzazioni più recente il temperamento è considerato il prodotto di un'interazione tra fattori biologici e ambientali che comincia nel periodo prenatale.

Famiglie con madri lesbiche

I principali argomenti in base ai quali si negava alle madri lesbiche l'affidamento dei figli erano tre: Si diceva che le donne lesbiche sarebbero state inadeguati come genitori essendo meno accudenti delle donne eterosessuali e che pertanto i bambini avrebbero sviluppato problemi psicologici. Ci si aspettava che i loro figli fossero derisi e rifiutati dai pari e che anche questo potesse essere causa di problemi psicologici. Si pensava che i figli avrebbero avuto uno sviluppo di genere atipico: i maschi sarebbero stati meno mascolini e le femmine meno femminili rispetto ai ragazzi e alle ragazze con genitori eterosessuali.

Le opinioni dei teorici riguardo a quanto genitori potessero influenzare lo sviluppo di genere dei figli e quindi alla misura in cui il comportamento sessuale tipizzato dei figli potesse risentire degli orientamenti sessuali delle madri erano varie. In generale però si riteneva che la non conformità ai tradizionali comportamenti di genere fosse un esito evolutivo negativo.

  • I teorici di impostazione psicoanalitica sottolineavano quanto fosse importante avere due genitori eterosessuali affinché il conflitto edipico fosse risolto con successo cosa considerata essenziale per l'identificazione maschile con il padre e l'identificazione femminile con la madre.
  • Anche i teorici dell'apprendimento sociale erano dell'opinione che i genitori fossero influenti per lo sviluppo di genere dei loro figli. I due processi considerati importanti erano l'assunzione del genitore dello stesso sesso a modello dei figli e il rinforzo differenziale del comportamento sessualmente tipizzato delle figlie femmine e dei figli maschi da parte dei genitori. Nonostante ciò i teorici dell'apprendimento sociale credevano anche che altri adulti al di là dei genitori potessero essere modelli e fornire rinforzi contingenti per il comportamento sessualmente tipizzato nei bambini.
  • I teorici cognitivo evolutivi hanno dato meno importanza al ruolo dei genitori dello sviluppo dei generi dei loro figli credendo che i bambini integrassero informazioni sul comportamento sessualmente tipizzato proveniente dal loro ambiente sociale più ampio.
  • Nella prospettiva biologica in cui comportamento sessualmente tipizzato era considerato già determinato prima della nascita, si giudicava che il comportamento genitoriale facesse poca differenza per lo sviluppo di genere dei figli.

Le famiglie con madre lesbica dopo un divorzio: I primi studi hanno preso in esame le famiglie formatesi in seguito alla separazione o al divorzio della madre dal padre dei loro figli.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AliceDP97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia della genitorialità e delle relazioni familiari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Baiocco Roberto.
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