Mutazioni
Si deve al botanico olandese Hugo de Vries, nel 1902, l'individuazione con i suoi esperimenti del fenomeno delle mutazioni. Egli scoprì su una pianta (Rapunzia europea), su cui stava conducendo studi sull'ereditarietà mendeliana, che a volte appariva un carattere che non era presente in nessuno dei due genitori né in alcun antenato di quella pianta.
Egli ipotizzò che tali caratteri comparissero a seguito di improvvisi cambiamenti verificatisi nei geni e che tali cambiamenti genetici venissero ereditati come ogni altro carattere ereditario. Chiamò tali cambiamenti ereditari mutazioni e gli organismi che li avevano subiti mutanti.
Cause delle mutazioni
Oggi si è chiarito come tali mutazioni possano insorgere spontaneamente (per errore nella duplicazione del DNA) o possano essere indotte da mezzi fisici (es. radiazioni ionizzanti), chimici (agenti mutageni e a elevato rischio di essere anche cancerogeni) o biologici (es. virus come alcuni retrovirus).
Importanza delle mutazioni
In biologia, attualmente le mutazioni sono valutate come un mezzo indispensabile per creare variabilità biologica, substrato sul quale opera la selezione naturale e quindi alla base dell'evoluzione.
Tipi di mutazioni genetiche
Le mutazioni genetiche sono distinte in dominanti e recessive, in spontanee e indotte.