Le immobilizzazioni
Le immobilizzazioni s'identificano con i fattori produttivi a utilizzazione pluriennale impiegati con strumenti del processo produttivo e, in quanto tali, non sono destinati né alla vendita né alla trasformazione. Esse costituiscono una tipica classe d'investimento in fattori produttivi ad uso durevole in quanto sono dotate di un'utilità economica che si estende oltre i limiti del singolo processo produttivo. Inoltre, sono fattori anticipati, cioè acquistati in anticipo rispetto allo svolgimento del processo produttivo, al quale parteciperanno attraverso i flussi di potenzialità che da essi derivano e in tal modo danno luogo a costi anticipati comuni a più esercizi.
Sotto il profilo finanziario, si tratta di fattori a lento rigiro, infatti, l'investimento ritorna in forma liquida in tempi lunghi e in modo indiretto tramite i ricavi ottenuti dai processi produttivi che tali fattori alimentano. Le immobilizzazioni comprendono beni di uso durevole materiali ed immateriali, nonché il fattore permanente terreni che si utilizza indefinitamente senza perdere la sua utilità economica.
Le immobilizzazioni materiali
Sono costituite dai beni immobili durevoli, che comprendono:
- I terreni che non sono soggetti ad alcuna forma di logorio fisico e/o economico, pertanto, di regola, non vengono ammortizzati. In molti casi, i terreni non partecipano al processo e in questo caso rappresentano investimenti patrimoniali accessori a fini speculativi.
- I fabbricati civili cioè immobili non utilizzati né utilizzabili per la loro natura nel processo produttivo, ma possono costituire degli investimenti patrimoniali accessori da cui ottenere una remunerazione o proventi.
- I fabbricati destinati all'industria cioè immobili che partecipano al processo produttivo, sia in senso fisico-tecnico (fabbricato industriale), sia nell'ambito commerciale (fabbricato commerciale), che nell'ambito amministrativo (fabbricato amministrativo).
E dai beni mobili durevoli, che comprendono:
- Gli impianti e i macchinari cioè le opere non strutturali di tipo generico ed i macchinari ed impianti di tipo specifico.
- Le attrezzature che comprendono gli attrezzi vari e minuti, le macchine utensili di uso generico e le attrezzature di magazzino.
- Gli imballaggi ad uso durevole destinati ad essere negoziati.
- I mobili e le macchine d'ufficio che corrispondono alla dotazione degli uffici e sono comprensivi dell'arredamento e delle macchine di ogni tipo.
- Gli automezzi che comprendono sia i mezzi di trasporto iscritti al Pubblico Registro Automobilistico, che i mezzi di trasporto interni.
Le modalità d'acquisto delle immobilizzazioni
L'acquisizione può avvenire in cinque modi:
- L'acquisto in senso stretto, inteso come l'operazione soggetta a IVA ad esclusione dell'acquisto di beni da privati e l'acquisto di terreni non suscettibili di utilizzazione edificatoria.
Pagamento acconto
VF Debiti v/fornitori + VF Banca c/c -
Liquidazione acconto
VF Fornitori c/acconto + VF Iva a credito + VF Debiti v/fornitori -
Fattura d'acquisto
VE- Attrezzature industriali VF Iva a credito + VF Fornitori c/anticipi - VF Debiti v/fornitori -
Fattura di trasporto
VE- Spesa di trasporto VF Iva a credito + VF Debiti v/fornitori -
Oneri accessori
Tutti gli oneri accessori direttamente riferibili alle singole immobilizzazioni che si devono sostenere per consentire l'utilizzo nel processo produttivo vengono portati, tramite il processo di capitalizzazione, in aumento del costo d'acquisto delle immobilizzazioni stesse, partecipando a loro volta al processo di ammortamento. Per la capitalizzazione degli oneri accessori si può procedere ad un'imputazione immediata al conto acceso al fattore oppure rilevare prima l'onere in uno specifico conto e stornare il valore in un momento successivo.
Capitalizzazione immediata delle spese
VE- Attrezzature VE Spese di trasporto +
Capitalizzazione indiretta
VE- Spese di trasporto VF Iva a credito + VF- Debiti v/fornitori
Gli oneri accessori comuni che concorrono a formare il valore originario delle immobilizzazioni sono:
- Per gli immobili, le spese notarili, le tasse per la registrazione dell'atto, gli onorari per la progettazione e i costi per le opere urbane.
- Per i beni mobili, le spese di progettazione, di trasporto, di installazione e di montaggio.
Le spese di manutenzione
Si distingue la manutenzione:
- Ordinaria con interventi programmati per prevenire i guasti o ripristinare la funzionalità del bene e rappresenta un costo d'esercizio.
- Straordinaria con interventi che aumentano gli standard di funzionamento del bene e rappresenta un costo da capitalizzare. Ci sono delle differenze a seconda del proprietario del bene, infatti:
- Se il bene è di proprietà si accresce il valore del bene.
- Se non, va contabilizzato in un conto acceso ai costi pluriennali.
Fattura di manutenzione bene di proprietà
VE- Spese di manutenzione VF Iva a credito + VF- Debiti v/fornitori
N.B. Se il bene fosse stato detenuto in locazione sarebbe addebitato il conto migliorie su beni di terzi
Capitalizzazione spese incrementative
VE- Immobili VE Spese di manutenzione +
L'acquisizione per costruzione in economia
I fattori pluriennali possono essere realizzati internamente e derivano da uno specifico processo produttivo, parallelamente a quello finalizzato alla produzione dei beni destinati alla vendita. La costruzione in proprio di immobilizzazioni tecniche si collega a motivi di convenienza come il risparmio sui costi di produzione, l'impiego di fattori produttivi, e di necessità perché non c'è la disponibilità sul mercato di fattori specializzati. L'azienda quindi, servendosi di attrezzature, di materiali e di manodopera di cui già dispone per l'attività tipica, può, in alcuni casi, provvedere alla realizzazione in proprio dei fattori della produzione.
I problemi di contabilizzazione e di valutazione legati alle costruzioni sono piuttosto complessi dato che i cespiti così costituiti non hanno un costo facilmente determinabile, per la mancanza dello scambio con soggetti esterni. Nella prassi amministrativa si ricorre generalmente ad uno schema di commessa interna, ossia ad un supporto documentale extra-contabile nel quale vengono analiticamente riepilogati i costi distinti per natura sostenuti per la realizzazione interna del bene, così da isolare tali costi dagli altri oneri sostenuti per la produzione di beni da destinare alla vendita. In tal modo si evita che i costi sostenuti per la realizzazione confluiscano nel conto economico dell'esercizio di sostenimento, procedendosi invece alla capitalizzazione cioè alla riqualificazione come costi sostenuti per l'acquisizione di fattori produttivi ad utilizzazione pluriennale.
Dal punto di vista teorico, la rilevazione potrebbe, perciò, utilizzare alternativamente la:
- Capitalizzazione diretta dei costi:
- Al momento del sostentamento degli stessi.
- A fine esercizio, o comunque dopo aver completato la costruzione in economia, rettificando direttamente i saldi dei conti.
- Capitalizzazione duretta al momento del sostenimento dei costi:
- VE- Macchinari in costruzione VF Iva a credito + VF- Fornitori di immobilizzazioni
- Capitalizzazione diretta a fine anno:
- VE- Materiali c/acquisti VF Iva a credito + VF- Fornitori di beni
- Capitalizzazione del costo a fine esercizio:
- VE- Macchinari in costruzione VE Materiali +
Capitalizzazione indiretta a fine esercizio, o comunque dopo aver completato la costruzione in economia, rettificando i saldi dei conti accesi ai costi dei fattori utilizzati indirettamente tramite l'uso di uno specifico conto intestato a "Incrementi degli impianti e di altri beni per lavori interni". Per la costruzione di un bene durevole in economia è, solitamente, necessario un certo lasso temporale, infatti, se al termine del periodo di riferimento il bene si trova ad essere in corso di costruzione, i fattori produttivi consumati troveranno in contropartita il conto "immobili o impianti in costruzione".
Capitalizzazione indiretta alla data di completamento
VE- Macchinari VE Costruzioni in economia +
Capitalizzazione indiretta a fine anno non ancora ultimato
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Ragioneria generale ed applicata - le immobilizzazioni
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Le epilessie
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le subjonctif