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Le emozioni

Appunti di Psicopedagogia sulle emozioni basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Rapisarda dell’università degli Studi di Palermo - Unipa, Facoltà di Scienze motorie, Corso di laurea in scienze delle attività motorie e sportive. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Psicopedagogia dal corso del docente Prof. F. Rapisarda

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L'EMOZIONE.

Le emozioni sono stati mentali e fisiologici associati a stimoli interni o esterni. Secondo

Darwin, la loro principale funzione consiste nel rendere più efficace la reazione dell'individuo a

situazioni in cui si rende necessaria una risposta immediata ai fini della sopravvivenza. Le

emozioni rivestono anche una funzione relazionale (comunicazione agli altri delle proprie

reazioni psicofisiologiche) e una funzione auto-regolativa (comprensione delle proprie

modificazioni psicofisiologiche).

La risposta emotiva riflessa ---> La risposta iniziale ad un'emozione è un output motorio. Il

sistema motorio reagisce automaticamente e involontariamente e coinvolge principalmente

due branche: scheletrica e vegetativa.

La risposta Scheletrica include una serie di manifestazioni specie specifiche che coinvolgono

cambiamenti rapidi, riflessi involontari nell’espressione facciale, vocale, nella postura e nei

movimenti del corpo.

Accanto ad essa vi è la risposta vegetativa che comprende modificazioni fisiologiche ed

ormonali. I segnali che scatenano risposte vegetative hanno origine nell’ipotalamo e sono

comunicati tramite il sistema autonomo ,che agisce tramite il controllo autonomo, ed il

sistema endocrino che agisce tramite gli ormoni.

Tutte queste manifestazioni rappresentano l’attivazione fisiologica (arousal).

TEORIA PERIFERICA DELLE EMOZIONI

William James nel 1884 propose per primo una definizione empirica e verificabile di

emozione. Egli ritenne che la percezione di un evento eccitante determina una risposta

fisiologica e che l'interpretazione di tale risposta fosse l'emozione. Le diverse emozioni

riflettono le nostre interpretazioni di stati fisiologici diversi. Di conseguenza: «non tremiamo

perché abbiamo paura, ma abbiamo paura

perché tremiamo».

In generale secondo James, ogni emozione p caratterizzata da stati fisiologici chiaramente

distinguibili.

James nel 1884 propose per primo una definizione empirica e verificabile di

emozione.

La formulazione della teoria di James fu verificata sperimentalmente da Sherrington e da

Cannon e fu ritenuta infondata .

TEORIA CENTRALE

In opposizione alla teoria periferica Cannon propone la teoria centrale delle emozioni secondo

la quale esse sono attivate e regolate da centri nervosi centrali che si trovano nell' ipotalamo. I

segnali nervosi provenienti dall'ipotalamo sarebbero in grado di indurre le manifestazioni

espressivo – motorie delle emozioni e di determinare gli aspetti soggettivi dell'esperienza

tramite connessioni con la corteccia cerebrale.

TEORIA DEI DUE FATTORI ( COGNITIVO- ATTENZIONALE)

Le teorie periferica e centrale si sono dimostrate entrambe vere, ma parziali; entrambe inoltre

hanno focalizzato l’attenzione sugli aspetti biologici

Schachter introduce per primo una concezione psicologica delle emozioni attraverso la teoria

dei due fattori o teoria cognitivo-motivazionale. Secondo tale teoria, le emozioni sono il

risultato di un processo a due stati: In primo luogo vi era l'attivazione fisiologica come risposta

ad uno stimolo, e in secondo luogo, l'elaborazione cognitiva del contesto in cui lo stimolo si era

sviluppato. Collegata a questa teorie vi è l'ipotesi dell'attribuzione erronea. Secondo essa

l’intensità dell’esperienza emotiva diminuisce se il soggetto è indotto ad attribuire

erroneamente la propria attivazione fisiologica a cause non emotive, quindi «neutre».

TEORIA DELLA VALUTAZIONE COGNITIVA

Richard Lazarus si interessò alla relazione o distinzione fra esperienza emotiva e cognizione.

Egli riteneva che le emozioni fossero il risultato di una valutazione cognitiva e che il ruolo di

questa valutazione fosse dipende da quanto la situazione sia favorevole o sfavorevole rispetto

agli obiettivi a breve e a lungo termine dell'individuo.

A questa Teoria si contrapponeva un altro ricercatore, Robert Zajonc, il quale sosteneva che le

emozioni sono indipendenti dalla cognizione.

LE EMOZIONI DI BASE

Secondo Ekman ( 1972) Vi sono sei espressioni facciali di base delle emozioni: gioia, collera,

paura , disgusto, tristezza, sorpresa. Ciascuna di esse è caratterizzata da un unico insieme di

movimenti dei muscoli facciali e la capacità di compierli appare innata.

Un idea simile è quella di Solms e Turnbull, i quali hanno appunto dimostrato l'esistenza di un

sistema di emozioni di base biologicamente innate che provengono da diverse aree anatomiche

e che svolgono dei ruoli differenti. Le emozioni di base sembrano composte da modelli

predeterminati di associazione tra le situazioni esterne e le risposte soggettive. Ciò implica

specifici stimoli percettivi i quali a loro volta innescano automaticamente risposte motorie.

Un altro studioso Jaak Panksepp, espone l’evoluzione dei espone l’evoluzione dei sistemi

emozionali che sottostanno alle principali emozioni. Questi sistemi emotivi regolano i differenti

aspetti della nostra vita e loro alterazioni rappresentano l'origine delle principali malattie

psicosomatiche e dei disturbi psicologici.

Questi sette principali sistemi emotivi sono:

1) il sistema della RICERCA, del desiderio e dell’euforia, legato alla Dopamina. E' situato tra le

zone di passaggio poste tra il tronco dell'encefalo e il prosencefalo fino alle porzioni libiche dei

lobi frontali e temporali. E' deputato nel ricercare tutto quello che può soddisfare i bisogni ed è

collegato al sottosistema del piacere.

2) il sistema della RABBIA e della dominanza, legato al testosterone e alla serotonina .E'

situato nell’amigdala (porzioni limbiche del lobo temporale), nell’ipotalamo e nelle strutture

delle parti superiori del tronco encefalico.

3) il sistema della PAURA e dell’ansia, legato al cortisolo. Simile al precedente.

4) Il Sistema del PANICO,Situato inferiormente tra il giro anteriore del cingolo (nel lobo

limbico frontale) ed il tronco encefalico superiore.

5) il sistema della SESSUALITÀ e della brama, legato agli ormoni sessuali,

6) il sistema della CURA e dell’amorevolezza, legato all’ossitocina

7) il sistema della TRISTEZZA, del panico e della solitudine affettiva, legati all’assenza di

CURA.

8) il sistema del GIOCO, della fantasia e della gioia, legati alla dopamina e all’endorfina.

I sistemi delle emozioni di base, non sono predeterminati al punto da essere immodificabili. Al

contrario sembrano avere dei vuoti predisposti che possono essere riempiti dalle varie

'esperienze della vita( in particolar modo dalle esperienze precoci).

I sistemi emozionali,hanno due specifiche caratteristiche:

1)Struttura particolare dei legamenti, costituiti dalle sinapsi.

Essi sono attivati mediante neurotrasmettitori. In generale si tratta della regolazione dei

segnali di comunicazione tra varie cellule, regolate dai vari neurotrasmettitori sia in senso

inibitorio che eccitatorio. L’azione dei neurotrasmettitori viene regolata principalmente dagli

ormoni e dai peptidi.

2) Influenza dell’ambiente.

Tutti noi alla nascita siamo dotati di miliardi di sinapsi in più di quelle di cui abbiamo bisogno.

Tali sinapsi rappresentano le connessioni potenziali tra neuroni, le quali sono influenzate

dall'ambiente circostante e dalle esperienze precoci che realizzano nel rapporto tra madre e

bambino. Tramite l'influenza dell'ambiente esterno, vi è una sorta di potatura, un “pruning”,

per cui si rafforzano tutte quelle connessioni utili nel mondo reale ed eliminate quelle che non

sono più usate. Questa “ potatura” non cessa superata l'infanzia, ma persiste per tutta la vita.

Vi è una sorta di principio usa e getta, in conseguenza del quale connessioni attivate

frequentemente nell'infanzia sono successivamente eliminate in età più avanzata. Questo

accade in quanto, non essendo più richieste, non hanno più alcuna utilità.

strutturando. In poche parole le connessioni, o meglio le sinapsi non utilizzate si atrofizzano.

Tutto ciò ci fa capire quanto l''ambiente affettivo circostante è fondamentale nello sviluppo

cognitivo.

L'espressione delle emozioni

Le emozioni oltre a determinare una modificazione fisiologica, sono anche un importante

mezzo di comunicazione. Le emozioni non restano dentro noi, ma vengono condivise con

l'esterno mediante la voce l'espressione facciale e i comportamenti motori.

Espressione Facciale ---> L'espressione è sicuramente la più evidente rappresentazione

dell'emozione. Esse sono forme unitarie, universalmente condivise, uguali per tutte le persone

e si mostrano solitamente in modo involontario e spontaneo.

E' necessario distinguere due livelli per comprendere le espressioni facciali: Quello molecolare

, rappresentato cioè dai movimenti dei singoli muscoli facciali, e il livello molare , cioè

l'aspetto finale che deriva da tutti questi movimenti minimi.

Alcuni studiosi, tra qui Ekman, hanno ideato una teoria chiamata teoria neuro-culturale

secondo la quale ogni emozione attiva uno specifico programma facciale affettivo attraverso

una serie di istruzioni codificate dal sistema nervoso. Dalla connessione tra emozione e

programma facciale derivano la presunta invariabilità e universalità delle espressioni. Tuttavia,


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cr1s93

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze delle attività motorie e sportive
SSD:
Università: Palermo - Unipa
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cr1s93 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicopedagogia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Palermo - Unipa o del prof Rapisarda Fabio.

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