Ordinamento giuridico e storia dello stato
L'ordinamento giuridico riguarda una serie di regole che sono collegate razionalmente e, se sono affiancate da organi in grado di produrre norme e farle rispettare, possiamo avere, appunto, un ordinamento giuridico. Esistono una pluralità di ordinamenti e questo ha prodotto molto sdegno attorno agli anni Cinquanta, quando si pensava solo allo Stato come ordinamento. Lo Stato, nella storia del diritto, occupa solo una piccola parte ma ha delle peculiarità che gli altri ordinamenti non hanno. Lo Stato è un ordinamento giuridico a fini generali che esercita il potere sovrano su un dato territorio e sui soggetti ad esso appartenenti. Lo Stato è una particolare forma storica di organizzazione del potere politico nato in Europa tra il XV e XVII secolo, che si caratterizza per il monopolio della forza legittima e per la presenza di apparati amministrativi propri.
Riassumendo, è l'insieme dei caratteri che giustificano l'esistenza dello Stato: esprime il fondamento delle funzioni statali, come lo Stato giustifica la sua autorità, la sua sovranità, rispetto alla libertà originaria dei cittadini, l'insieme delle finalità che si propone di raggiungere ed i valori a cui ispira la propria azione. È la sovranità l'elemento cardine ed è interna ed esterna. Gli ordinamenti giuridici esterni allo Stato sono definiti extrastatali come l'UE o l'ordinamento internazionale; quelli interni sono infrastatali e vi rientrano quelli regionali, religiosi, sociali e via dicendo.
Sovranità e ordinamenti giuridici
Per la sovranità esterna si intende originarietà e indipendenza; è sovrano quell'ordinamento che non deriva la sua esistenza da un altro e che ha la sua capacità di escludere ingerenze esterne. Quella interna è riconducibile alla nozione di supremazia, perciò è quella che è capace di porre comandi giuridici vincolanti nei confronti di tutti i soggetti dell'ordinamento. La sovranità appartiene al popolo e fa capire che i nostri rappresentanti pensano e promulgano leggi e siamo tenuti a rispettarle data la nostra appartenenza a quell'ordinamento e ciò vale per tutti perché siamo stati noi a dare il potere, quindi, se un cittadino non vuole rispettare la regola "x" lo Stato può usare la forza per farla rispettare.
Definizione di Stato
Quando parliamo di Stato parliamo anche di forma, cioè l'insieme dei fattori esteriori e delle finalità che vengono perseguite. Possiamo dare due definizioni: una prima qualifica la forma di Stato come il modo attraverso il quale la sovranità si distribuisce personalmente e territorialmente; la seconda può essere individuata in relazione ai rapporti che esistono tra autorità e libertà, tra governanti e governati, considerando gli obiettivi e le finalità espresse solitamente nelle Costituzioni.
I° periodo: nascita dello Stato moderno
Il Stato moderno nasce tra il XV-XVII secolo in Europa in un contesto di un potere organizzato con assetto di ordinamento feudale. I contadini si riunivano insieme e in cambio di protezione lavoravano per il feudatario. Il territorio era patrimonio personale del feudatario e non vi era diritto pubblico o privato. Né sul piano interno né su quello esterno vi era una supremazia dato che avevano Impero vs Chiesa e ogni feudatario dettava le proprie regole (i propri Statuti). Verso il basso medioevo ci sono una serie di trasformazioni sociali ed economiche: infatti abbiamo varie scoperte geografiche, nuove tecnologie, l'ascesa dei mercanti e molto altro. Nascono Comuni, Città, Signorie che si ingrandiscono e si organizzano con un proprio esercito. Per reperire le risorse si adottano misure coercitive, cioè il fisco. Concludendo in questo periodo:
- Pluralità di ordinamenti;
- No monopolio del diritto e nessuno maggiore di altri;
- Diritti diversi a seconda del lavoro ed estrazione sociale;
- Regole fatte da professori;
- Se una legge va contro Dio (Ragione) il promotore poteva anche essere ucciso (T. D'Aquino).
II° periodo: lo Stato assoluto
Lo Stato assoluto è la prima forma moderna di Stato e si sviluppa tra il XV-XVII. I mercanti diventano sempre di più e per realizzare il desiderio di stabilità finanziano i sovrani per creare delle realtà territoriali maggiori. Esso è caratterizzato da una concentrazione del potere in mano ad una persona, la quale legittimava il potere perché venuto da Dio e/o dal padre. Cerca di affermare la propria potenza sia in ambito interno che esterno ma non riuscirà mai ad imporsi totalmente e forme tipiche del medioevo continueranno a vivere. Lo Stato assoluto viene anche definito per ceti, prima ve ne erano soltanto 3 adesso aumentano di numero e diventano via via sempre più complessi. La costituzione di questo tipo di Stato è stata definita come la risultante di un insieme di rapporti materiali, ossia dell'insieme dei rapporti tra i diversi soggetti - monarchia e ceti - che caratterizzavano il particolarismo giuridico dell'ordinamento feudale e che influenzarono quello assolutistico.
Il diritto è di volontà del sovrano che accentra tutti i poteri ed è lui la fonte di tutto, il diritto emerge sempre più ma i diritti individuali non ci sono, il soggetto deve obbedire al Re ma per il resto i suoi diritti sono molto limitati. Negli imperi molto grandi viene ripreso il modello romano di un decentramento del potere dove i rappresentanti venivano inviati nelle colonie o amministravano parte del territorio per conto del Re. Verso la fine del periodo, con la nascita dell'assolutismo illuminato vi è lo Stato di polizia che rappresenta una evoluzione del tipico Stato assoluto e monarchico in quanto basato sullo ius politiae, un diritto mirato, sull'onda di alcuni principi giusnaturalistici, alla soddisfazione degli interessi dei sudditi e alla promozione del loro benessere, sebbene la determinazione di questi interessi continui ad essere operata dall'alto e riguardi solo interessi di tipo patrimoniale.
L'unica eccezione in Europa è l'Inghilterra dove, nonostante i tentativi degli Stuart e Tudor, non vi sarà mai un sovrano, perciò, il Parlamento e la Magna Carta non vengono abrogati, nel 1689 con Cromwell avviene la Glorious Revolution e con l'Act of Settlement il Parlamento sceglie il nuovo Re. Parliamo di Monarchia costituzionale dato che i reali hanno una funzione rappresentativa e di unità.
III° periodo: lo Stato liberale di diritto
Lo Stato liberale di diritto nasce con la Rivoluzione francese e americana ma le tappe sono tante e tortuose. Tale forma entra in crisi nel XX° secolo con l'affermazione del totalitarismo. Con “Stato liberale” si indica la finalità perseguita dai poteri pubblici, mentre con “Stato di diritto” si intendono gli strumenti utilizzati. Le finalità riguardano la garanzia dei diritti individuali e l'abbandono totale del periodo precedente. L'individuo è titolare di diritti naturali e lo Stato deve farsi garante di essi e proteggerli. In questo periodo si afferma sempre più la colonna dello Stato, cioè, la borghesia che non apparteneva alla nobiltà.
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