Charles-Edouard Jeanneret Le Corbusier: la casa come macchina per l'abitare
(1887-1965) Massimo esponente del razionalismo formale, Le Corbusier è il primo architetto dell’era contemporanea che si pose il problema della prefabbricazione e dell’impiego del calcestruzzo armato. Formato a Parigi come pittore e poi vessillo del purismo con Amede Oxefant, rigoroso progettista, propose nel Plan Voisin per il rinnovamento di Parigi idee audaci e provocatorie, di forte matrice utopistica. Oltre ad essere un operoso progettista, Le Corbusier è anche uno dei primi teorici dell’architettura contemporanea.
I cinque punti dell'architettura
Oltre a essere un operoso progettista, Le Corbusier è anche uno dei primi teorici dell’architettura contemporanea. A lui si deve l’organizzazione del primo CIAM (Congresso Internazionale d’Architettura Moderna), tenutosi nel 1928 a La Sarraz, in Svizzera. Già nel 1923, del resto, aveva pubblicato Verso un’architettura, un fondamentale saggio-manifesto nel quale enunciava quelli che, secondo lui, avrebbero dovuto essere i cinque punti per una nuova architettura del XX secolo. Tali punti sono:
- Pilotis
- Il tetto-giardino
- La pianta libera
- La finestra a nastro
- La facciata libera
I pilotis, termine francese che può tradursi come "palafitte", sono degli esili ma robustissimi pilastrini in calcestruzzo armato. La loro funzione è quella di isolare la residenza sollevandola dal terreno. "Il cemento armato rende possibili i pilotis. La casa è nell’aria, lontano dal terreno; il giardino passa sotto casa, il giardino è anche sopra la casa, sul tetto".
Il tetto-giardino è funzionale all’evoluzione delle tecniche costruttive, per cui non si rendono più necessarie le falde pendenti per far defluire le acque piovane. Poiché il tetto deve comunque essere impermeabile, però, Le Corbusier teorizza una "misura particolare di protezione: sabbia ricoperta di lastre spesse di cemento, a giunti sfalsati. Questi giunti sono seminati di erba. Sabbia e radici non lasciano filtrare l’acqua che lentamente. I giardini-terrazze diventano opulenti: fiori, arbusti e alberi, prato".
La pianta libera, resa possibile dall’uso dei telai in calcestruzzo armato, retti da pochi ed esili pilotis, lascia al progettista la possibilità di organizzare gli spazi di ogni piano senza ricalcare necessariamente quelli dei piani sottostanti, com’era necessario fare negli edifici in muratura tradizionale. "Grande economia di volume costruito, impiego rigoroso di ogni centimetro. Grande risparmio di denaro. Razionalità agevole della nuova pianta!"
La finestra a nastro rivoluziona l’aspetto delle moderne facciate. Il suo sviluppo orizzontale è reso possibile dall’uso dei solai in calcestruzzo armato e dal conseguente alleggerimento delle pareti che, non essendo più portanti, non svolgono alcuna funzione statica. La finestra a nastro consente altresì una maggior penetrazione luminosa e una più idonea corrispondenza tra funzione interna e forma esterna. In questo modo "le finestre possono correre da un bordo all’altro della facciata".
La facciata libera, infine, discende ancora una volta dalla struttura dei solai e dei pilastri in calcestruzzo armato. Questi ultimi sono arretrati rispetto alle facciate che, perciò, possono assumere sempre nuove configurazioni in relazione alle funzioni degli spazi interni. Solo così la casa può assumere il ruolo di "macchina per abitare" e l’architetto, grazie alla conoscenza e all’impiego di materiali e tecnologie sempre più avanzati, deve riuscire a rendere tale macchina sempre più perfetta e funzionale.
I viaggi di formazione
I viaggi compiuti in Italia, Austria, Francia, Germania, Paesi Bassi, Turchia, Grecia, costituiscono una fonte di spunti artistici fondamentale per la formazione teoretica del grande maestro. Apprese le innovazioni del béton armé dei fratelli Perret a Parigi, giunge ad ammirare la massiccia strutturalità del Partenone di Atene ("la terribile macchina", ma anche "l'esattezza d'una matematica evidente e la precisione che un tornitore conferisce alla propria opera").
Rientrato a La Chaux-de-Fonds, Jeanneret progetta due case unifamiliari (di cui una per i suoi genitori), i cui caratteri sono riscontrabili in quelle costruite da Beherns a Hagen.