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Le azioni - Diritto commerciale

Appunti di Diritto commerciale sulle azioni basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni dell’università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt, Facoltà di Economia, Corso di laurea in Economia Economia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto commerciale docente Prof. P. Scienze giuridiche

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Articolo 2348: Categorie di azioni

Le azioni devono essere di uguale valore [2463, 2468] e conferiscono ai loro possessori uguali diritti.

Si possono tuttavia creare, con lo statuto [2328, n. 8,2351] o con successive modificazioni di questo [2346,2350, 2351, 2365, 2369, 2376, 2436], categorie di

azioni fornite di diritti diversi anche per quanto concerne la incidenza delle perdite (2). In tal caso la società, nei limiti imposti dalla legge, può liberamente

determinare il contenuto delle azioni delle varie categorie.

Tutte le azioni appartenenti ad una medesima categoria conferiscono uguali diritti.

Diritti dell’azione

I diritti dell'azione spettano a ciascuna azione, quindi a qualsiasi socio. Un esempio è il diritto di partecipare all'assemblea.

diritti di minoranza,

Ci sono poi i che spettano a chi raggiunge una determinata soglia di azioni (vedi esempio dell'articolo 2377).

Articolo 2377: Annullabilità delle deliberazioni

Le deliberazioni dell'assemblea, prese in conformità della legge e dell'atto sostitutivo, vincolano tutti i soci, ancorché non intervenuti o dissenzienti. Le

deliberazioni che non sono prese in conformità della legge o dello statuto possono essere impugnate [2351, 2606] dai soci assenti, dissenzienti od astenuti, dagli

amministratori, dal consiglio di sorveglianza e dal collegio sindacale.

L'impugnazione può essere proposta dai soci quando possiedono tante azioni aventi diritto di voto con riferimento alla deliberazione che rappresentino, anche

congiuntamente, l'uno per mille del capitale sociale nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio e il cinque per cento nelle altre; lo statuto può

ridurre o escludere questo requisito. Per l'impugnazione delle deliberazioni delle assemblee speciali queste percentuali sono riferite al capitale rappresentato

dalle azioni della categoria.

I soci che non rappresentano la parte di capitale indicata nel comma precedente e quelli che, in quanto privi di voto, non sono legittimati a proporre l'impugnativa

hanno diritto al risarcimento del danno loro cagionato dalla non conformità della deliberazione alla legge o allo statuto.

La deliberazione non può essere annullata:

1) per la partecipazione all'assemblea di persone non legittimate, salvo che tale partecipazione sia stata determinante ai fini della regolare costituzione

dell'assemblea a norma degli articoli 2368 e 2369;

2) per l'invalidità di singoli voti o per il loro errato conteggio, salvo che il voto invalido o l'errore di conteggio siano stati determinanti ai fini del raggiungimento della

maggioranza richiesta;

3) per l'incompletezza o l'inesattezza del verbale, salvo che impediscano l'accertamento del contenuto, degli effetti e della validità della deliberazione.

L'impugnazione o la domanda di risarcimento del danno sono proposte nel termine di novanta giorni dalla data della deliberazione, ovvero, se questa è soggetta

ad iscrizione nel registro delle imprese, entro novanta giorni dall'iscrizione [23, 25, 1109, 1445, 2391] o, se è soggetta solo a deposito presso l'ufficio del registro

delle imprese, entro novanta giorni dalla data di questo.

L'annullamento della deliberazione ha effetto rispetto a tutti i soci ed obbliga gli amministratori, il consiglio di sorveglianza e il consiglio di gestione a prendere i

conseguenti provvedimenti sotto la propria responsabilità. In ogni caso sono salvi i diritti acquistati in buona fede dai terzi in base ad atti compiuti in esecuzione

della deliberazione [23, 2964].

L'annullamento della deliberazione non può aver luogo, se la deliberazione impugnata è sostituita con altra presa in conformità della legge e dello statuto. In tal

caso il giudice provvede sulle spese di lite, ponendole di norma a carico della società, e sul risarcimento dell'eventuale danno.

Restano salvi i diritti acquisiti dai terzi sulla base della deliberazione sostituita.

Il valore delle mie azioni, quindi, vale, oltre che quando supero la soglia che mi permette di avere la maggioranza, anche quando supero delle

altre soglie rilevanti per la minoranza (es. 5% nelle società chiuse). Il legislatore mette delle soglie perchè c’è un esigenza di efficienza e stabilità:

proteggo i soci sopra una certa soglia e proteggo la società sotto una certa soglia.

Diritti proporzionali: aumentano o diminuiscono a seconda del numero di azioni possedute. Esempi sono il diritto di voto ed il diritto agli utili, che

aumentano in maniera proporzionale al numero di azioni possedute.

Diritti amministrativi, patrimoniali e misti

Diritti amministrativi: quello per eccellenza è il voto. Hanno a che fare con il governo della società, come il diritto di impugnare le delibere.

Diritti patrimoniali: liquidazione della quota ed utili. Riguardano ciò che posso ricavare dal mio investimento.

Diritti misti: diritti in cui si "uniscono" contenuti patrimoniali a contenuti amministrativi. Es. Diritto di recesso: esco e ho diritto alla liquidazione

(Diritto patrimoniale) ma, prima di recedere, posso minacciare il recesso, e ciò ha dei riflessi sul governo della società (Diritto amministrativo).

Attualmente, la nostra partecipazione è regolata attraverso registrazioni. La gestione, nelle quotate, è dematerializzata (le azioni sono solo

registrazioni elettroniche, non ci sono più i pezzi di carta). Sulle azioni possono essere posti dei vincoli.

Vincoli sulle azioni: il più noti vincoli sulle azioni possono essere pegno, usufrutto e sequestro delle azioni, e sono trattati nell'articolo 2352 del

codice civile.

Articolo 2352: Pegno, usufrutto e sequestro delle azioni

Nel caso di pegno o usufrutto [978] sulle azioni [2025,2026, 2784, il diritto di voto spetta, salvo convenzione contraria, al creditore pignoratizio o all'usufruttuario

[2351, 2370].

Nel caso di sequestro delle azioni il diritto di voto è esercitato dal custode.

Se le azioni attribuiscono un diritto di opzione [2441], questo spetta al socio [2347] ed al medesimo sono attribuite le azioni in base ad esso sottoscritte. Qualora il

socio non provveda almeno tre giorni prima della scadenza al versamento delle somme necessarie per l'esercizio del diritto di opzione e qualora gli altri soci non

si offrano di acquistarlo, questo deve essere alienato per suo conto a mezzo banca od intermediario autorizzato alla negoziazione nei mercati regolamentati.

Nel caso di aumento del capitale sociale ai sensi dell'articolo 2442, il pegno, l'usufrutto o il sequestro si estendono alle azioni di nuova emissione.

Se sono richiesti versamenti sulle azioni, nel caso di pegno, il socio deve provvedere al versamento delle somme necessarie almeno tre giorni prima della

scadenza; in mancanza il creditore pignoratizio può vendere le azioni nel modo stabilito dal secondo comma del presente articolo. Nel caso di usufrutto,

l'usufruttuario deve provvedere al versamento, salvo il suo diritto alla restituzione al termine dell'usufrutto.

Se l'usufrutto spetta a più persone, si applica il secondo comma dell'articolo 2347.

Salvo che dal titolo o dal provvedimento del giudice risulti diversamente, i diritti amministrativi diversi da quelli previsti nel presente articolo spettano, nel caso di

pegno o di usufrutto, sia al socio sia al creditore pignoratizio o all'usufruttuario; nel caso di sequestro sono esercitati dal custode.

Le azioni sono fatte, e nascono, per circolare. Questo è fondamentale per poter raccogliere il capitale: se le azioni circolano possono essere

disinvestite con facilità, e ciò le renderà più attraenti per gli investitori. È possibile, però, stipulare dei patti sociali (anche nello statuto) o

parasociali che consentano una limitazione alla circolazione delle azioni.

Limiti convenzionali alla circolazione delle azioni: questi limiti sono desiderabili quando non si voglia che nella società entrino soggetti non graditi,

magari concorrenti.

Articolo 2355: Circolazione delle azioni

Nel caso di mancata emissione dei titoli azionari il trasferimento delle azioni ha effetto nei confronti della società dal momento dell'iscrizione nel libro dei soci. Le

azioni al portatore [2494] si trasferiscono con la consegna del titolo.

Il trasferimento delle azioni nominative [2328, n. 5,2421] si opera mediante girata autenticata da un notaio o da altro soggetto secondo quanto previsto dalle leggi

speciali. Il giratario che si dimostra possessore in base a una serie continua di girate ha diritto di ottenere l'annotazione del trasferimento nel libro dei soci, ed è

comunque legittimato ad esercitare i diritti sociali; resta salvo l'obbligo della società, previsto dalle leggi speciali, di aggiornare il libro dei soci.

Il trasferimento delle azioni nominative con mezzo diverso dalla girata si opera a norma dell'articolo 2022.

Nei casi previsti ai commi sesto e settimo dell'articolo2354, il trasferimento si opera mediante scritturazione sui conti destinati a registrare i movimenti degli

strumenti finanziari; in tal caso, se le azioni sono nominative, si applica il terzo comma e la scritturazione sul conto equivale alla girata.

Articolo 2355­bis: Limiti alla circolazione delle azioni

Nel caso di azioni nominative ed in quello di mancata emissione dei titoli azionari, lo statuto può sottoporre a particolari condizioni il loro trasferimento e può, per

un periodo non superiore a cinque anni dalla costituzione della società o dal momento in cui il divieto viene introdotto, vietarne il trasferimento. Le clausole dello

statuto che subordinano il trasferimento delle azioni al mero gradimento di organi sociali o di altri soci sono inefficaci se non prevedono, a carico della società o

degli altri soci, un obbligo di acquisto oppure il diritto di recesso dell'alienante; resta ferma l'applicazione dell'articolo 2357. Il corrispettivo dell'acquisto o

rispettivamente la quota di liquidazione sono determinati secondo le modalità e nella misura previste dall'articolo 2437 ter.

La disposizione del precedente comma si applica in ogni ipotesi di clausole che sottopongono a particolari condizioni il trasferimento a causa di morte delle

azioni, salvo che sia previsto il gradimento e questo sia concesso.

Le limitazioni al trasferimento delle azioni devono risultare dal titolo.

Clausola di prelazione: i soci hanno diritto di prelazione rispetto a terzi nell’acquisto delle azioni della società. Chiedo ai soci se vogliono


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Economia
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher BestEconomy di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Scienze giuridiche Prof.

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