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NATURA GIURIDICA DEI TITOLI AZIONARI

I titoli azionari devono indicare:

1) la denominazione e la sede della società;

2) la data dell'atto costitutivo e della sua iscrizione e l'ufficio del registro delle imprese dove la

società è iscritta;

3) il loro valore nominale o, se si tratta di azioni senza valore nominale, il numero complessivo

delle azioni emesse,

nonché l'ammontare del capitale sociale;

4) l'ammontare dei versamenti parziali sulle azioni non interamente liberate;

5) i diritti e gli obblighi particolari ad essi inerenti.

Abbiamo detto che i titoli azionari incorporano oppure rappresentano, la partecipazione nella

società. Il preciso

significato di queste espressioni dipende dalla definizione della natura giuridica di questi titoli. Si

tratta in

particolare di stabilire se essi sono titoli di credito e, quindi, la loro disciplina debba essere

interpretata e integrata

utilizzando quella generale dei titoli di credito. Si devono confrontare le due discipline per

verificare se quella delle

azioni sia compatibile con quella dei titoli di credito. Dal 2356, che disciplina gli effetti del

trasferimento di azioni

non ancora liberate, si desume che nei confronti della società all'acquirente di tali azioni è

responsabile per i residui

conferimenti ancora dovuti, e non effettuati dall'alienante. Sembra quindi che la società possa

opporre

l'inadempienza del precedente proprietario anche all'acquirente che in buona fede avesse ignorato

l'esistenza del

debito. Tale regola non potrebbe essere applicata sia analoga situazione si prospetta a sé con

riferimento ad una

cambiale. Vale per i titoli cambiari la norma per cui il debitore può porre al portatore in buona fede

soltanto le

eccezioni che risultano dalla lettera di titolo (caratteristica della letteralità). Tale caratteristica

manca alle azioni.

Al di là di singoli spunti letterari, inducono a negare alle azioni questa caratteristica (letteralità) e

considerazioni

attinenti alla tutela dei terzi in particolare dei creditori sociali, che potrebbero essere pregiudicati

che il meccanismo

della letterarietà consentisse l'esercizio dei diritti sociali a chi non ha contribuito a formare quel

fondo patrimoniale

dalla cui integrità dipendono le speranze di soddisfazione dei creditori. Per chi ritiene che la

letterarietà sia una

componente essenziale dei titoli di credito il discorso si chiude con una conclusione negativa che

rende

inapplicabile le azioni alla disciplina dei titoli di credito. Il tentativo di estendere tale disciplina le

azioni ha

contribuito ad indurre molti ad operare una manipolazione della nozione di titolo di credito,

eliminando la

letterarietà dal novero delle sue caratteristiche. Si avrebbero così due categorie di titoli di credito:

quelli dotati di

letterarietà e quelli non dotati. A questa seconda categoria potrebbero appartenere le azioni. Il

discorso sulla loro

natura può così essere riaperto: la mancanza della letterarietà non è sufficiente a farle escludere

dalla intera classe

"titoli di credito", ma solo da una sottospecie (quella dei titoli letterali). Tuttavia alla disciplina delle

azioni non è

conforme a quella generale dei titoli di credito. Ciò non consente di trarre argomenti contro la

classificazione ma

sicuramente impedisce di trarne in favore. Un tentativo di aggirare questi ostacoli può essere

compiuto spostando il

discorso sul piano della fattispecie: qui occorre verificare se le azioni abbiano le caratteristiche di

fatto dei titoli di

credito. Così, se si ritiene che la caratteristica essenziale della fattispecie a titolo di credito sia

costituita dalla

destinazione alla circolazione impressa alle titolo del suo autore o dalla coscienza sociale

probabilmente le azioni

dovrebbero essere considerate titoli di credito.

AZIONI NOMINATIVE E AL PORTATORE

Per quanto riguarda la legge di circolazione, le azioni possono essere distinte in azioni nominative e

azioni al

portatore. Il legislatore alle 2354 dispone che i titoli possono essere nominativi o al portatore, a

scelta della socio,

se lo statuto o le leggi speciali non stabiliscono diversamente. Attualmente in Italia solo le azioni di

risparmio

possono essere al portatore. Le azioni ordinarie non possono essere al portatore. L'opportunità di

imporre la

nominatività delle azioni è stata in passato molto dibattuta. Sono coinvolti in questa discussione i

temi della

giustizia fiscale e della trasparenza. Le azioni al portatore possono infatti favorire forme di elusione

fiscale ed è

ovvio che ciò riduce drasticamente la trasparenza. Tuttavia il discorso sulla nominatività non è più

molto attuale

visti i mezzi per scoprire e quelli per nascondere le identità dei proprietari.

IL TRASFERIMENTO DELLE AZIONI

La negoziazione delle partecipazioni azionarie è un'attività che interviene tra i soci, a cui la società non

partecipa in quanto

tale, ma dalla quale scaturiscono effetti che evidentemente la riguardano. Si tratta, allora, di risolvere in

genere due distinti

problemi. Stabilire le condizioni per un valido trasferimento di azioni a definire e presupposti in presenza dei

quali il

trasferimento può assumere rilevanza nei confronti della società. A tal fine occorre anzitutto distinguere

l'ipotesi in cui sono

stati emessi titoli azionari, da quelle in cui non sono stati. In quest'ultima ipotesi e le 2355 prevede che il

trasferimento delle

azioni a effetto nei confronti della società dal momento dell'iscrizione nel libro dei soci. È dunque possibile

che un soggetto

sia titolare delle azioni per averle regolarmente acquistate e non abbia tuttavia il diritto di esercitarne i poteri

sociali per difetto

di iscrizione nel libro dei soci. Sei titoli azionari sono state emessi, occorre anche distinguere a seconda che

si tratti di titoli al

portatore o nominativi. Nel primo caso le azioni si trasferiscono con la consegna del titolo. Chi ha acquistato

e detiene il

possesso del titolo potrà quindi esercitare i poteri sociali e se ha acquistato dal titolare o se ricorrono le

condizioni previste dal

1994 (a cui si è in buona fede del possesso in base ad un titolo astrattamente idoneo), sarà anche titolare della

partecipazione.

In caso di titoli nominativi e la prima possibilità è che il trasferimento avvenga mediante girata autentica. In

tal caso il

giratario, se è in grado di dimostrarsi possessore ha il diritto di ottenere la notazione del trasferimento nelle

libro dei soci ed è

comunque legittimato ad esercitare i diritti sociali. Inoltre è se ha acquistato dal titolare, o se ricorrono le

condizioni del 1994,

acquista sicuramente la titolarità della partecipazione. La seconda possibilità è che il trasferimento avvenga,

ai sensi del 2022,

mediante la contemporanea annotazione del nome dell'acquirente sul vecchio titolo e sul libro dei soci (cd.

trasfert).

L'esecuzione di queste formalità comporterà sia la possibilità per il nuovo intestatario di esercitare i diritti

sociali, sia

l'acquisto da parte sua della titolarità della partecipazione (se a questa la titolare o alle condizioni del 1994).

Dunque, consegna, girata autentica e trasfert sono sufficienti a far acquistare la titolarità della partecipazione

anche in caso di

acquisto a non domino se ricorrono le condizioni del 1994. Ci si può per chiedere se tali formalità siano

anche condizione

necessaria perché si verifichi il trasferimento della titolarità. I sostenitori della teoria consensualistica

ritengono che in caso di

acquisto del titolo da colui che ne è proprietario il consenso delle parti sia sufficiente a trasferire la proprietà

del documento e

quindi la titolarità del diritto. Trasmissione del possesso e altre formalità, e le verrebbero solo sul piano della

legittimazione e

sarebbero comunque atti dovuti. La teoria opposta (e realista) considera invece le formalità previste dal 2022

a 2023 come

costitutive dell'effetto reale due conti in loro assenza non si trasferirebbe la legittimazione, e neppure la

titolarità.

IL SISTEMA DI GESTIONE ACCENTRATA E LA

DEMATERIALIZZAZIONE

Sulle regole relative alla circolazione delle azioni incidono alle norme che hanno creato un sistema di

gestione accentrata di

strumenti finanziari che consente la circolazione delle azioni in maniera svincolata dal materiale

trasferimento dei documenti

relativi. La parte più caratterizzante di tale sistema è costituita dalla cd.dematerializzazione, che comporta la

non

incorporazione delle azioni in titoli cartacei e che è obbligatoria per tutte le società con azioni quotate nei

mercati

regolamentati, mentre è facoltativa per le altre S.p.A., in cui lo statuto può prevedere altro. Tale sistema è

caratterizzato dalla

presenza di società di gestione accentrata (società previste dal 80 t.u.f., che ha determinato una certa

liberalizzazione

dell'attività in questione, prima svolta dalla sola Monte Titoli S.p.A.), alle quali determinati soggetti

intermediari (banche,

imprese di investimento, ecc) affidano le azioni ricevute in gestione dei loro clienti. A nome e su richiesta

degli intermediari,

la società di gestione accentrata apre, per ognuno di questi, conti destinati a registrare i movimenti degli

strumenti finanziari.

A sua volta, l'intermediario accende presso di sé conti nei quali registra, per ogni titolare, gli strumenti

finanziari di sua

pertinenza.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale (CATANIA - MODICA)
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Shark9191 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Costa Concetto.

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