Le antiche civiltà della Mesopotamia
La civiltà sumera
Per Mesopotamia si intende la regione compresa tra i due fiumi fino alla loro confluenza, deriva dal greco mésos-medio e potamós-fiume. A partire dal VI-IV millennio a.C. nelle fertili pianure tra il Tigri e l’Eufrate si stanziarono popolazioni nomadi provenienti dall’Iran e dall’Asia Minore e avviarono un’opera di canalizzazione delle acque fluviali, che favorendo lo sviluppo dell’agricoltura, diede origine alle prime comunità organizzate. Tra il 3500 e il 3000 a.C. nella bassa Mesopotamia, con la fondazione della prima città di Uruk, si costituì uno dei primi nuclei urbani della storia.
Periodo protodinastico I (ca. 2900-2750 a.C.)
A nord il sistema delle città si diffuse più tardi, in seguito alla colonizzazione dei Sumeri nel III millennio a.C., un popolo indoeuropeo le cui origini sono oscure. Fondarono piccoli stati, formati ciascuno da una città circondata da un piccolo territorio (città-stato): Uruk, Ur, Eridu, Lagash e Umma a sud e Kish ed Eshnunna a nord. Ogni città era governata da un sovrano locale, detentore del potere militare, e da una casta di sacerdoti che amministravano il culto e l’educazione. Le guerre fra città rivali erano frequenti e ogni tentativo di egemonia sui vicini mediatamente contrastato.
La civiltà sumerica diede vita a una cultura artistica e architettonica complessa, tavolette in argilla rinvenute in vari siti archeologici documentano infatti come presso i Sumeri fosse già in uso la scrittura nel IV millennio a.C., una scrittura di tipo pittografico a base di disegni simbolici che venne poi sostituita da carattere cuneiformi impiegati per registrare il flusso di beni e persone nelle città, inventarono la ruota, il carro, la vela, l’aratro, la ruota del vasaio. Per quanto riguarda la ricostruzione cronologica delle più antiche dinastie sumeriche, ci possiamo basare sulla lista Reale Sumerica, un documento che contiene i nomi dei re delle antiche dinastie.
Periodo protodinastico II (ca. 2750-2600 a.C.)
Il primo sovrano la cui esistenza storica è stata provata tramite ritrovamenti archeologici è Enmebaragesi di Kish, ventiduesimo re di quella dinastia, che conquistò l'Elam, la parte sud-occidentale dell'attuale Iran, e costruì il tempio di Enlil a Nippur. Il suo successore Agga, ultimo re della dinastia di Kish, si pensa che abbia combattuto contro Gilgamesh (fine del III millennio a.C.), leggendario re della città di Uruk vissuto intorno al 2600 a.C., figlio della dea Khubaba e di un mortale, protagonista del poema che narra l'epopea di Gilgamesh, che parla del suo viaggio agli inferi alla ricerca dell’immortalità e per la prima volta del diluvio universale. Originariamente la città di Uruk era chiamata Eanna, che passerà poi ad indicare il tempio della città dedicato alla dea Inanna.
Meshkiagkashar secondo la lista dei re sumeri, fu il primo Re di Uruk. A lui succedette Enmerkar, noto per essere menzionato nel poema epico “Enmerkar e il Signore di Aratta” che narra il suo viaggio attraverso il fiume ad Aratta, spesso considerata una forma arcaica del nome Urartu, queste informazioni sono tratte solo dai suddetti poemi epici, ma questi rispecchiano, quasi sicuramente, le imprese e le conquiste dei vari re sumerici. Lugalbanda, terzo re della prima dinastia di Uruk e figlio di Enmerkar. Il suo nome compare soltanto, oltre che nella Lista dei re, in due poemi epici (detti “Lugalbanda I” e “Lugalbanda II”) in cui si afferma che sua moglie fosse la dea Ninsun. Da questa unione sarebbe nato Gilgamesh. Lugalkidul, l'ultimo re della prima dinastia di Uruk, perse l'egemonia della città di Kish per opera di Mesilim di Kish, che però non compare nella lista reale sumerica, un re che in alcune iscrizioni originali conservate si fregia del titolo di re di Kish, ma che era probabilmente principe di un’altra città, forse Der del nord. Infatti, in un’iscrizione di un più tardo governatore di Lagash, Entemena, che ricorda l’opera di Mesilim come giudice su controversi di confine tra Lagash e Umma, si dice che egli agì secondo la parola di Shatran, dio appunto di Der.
Periodo protodinastico III (ca. 2600-2350 a.C.)
Alla fase finale del Protodinastico II e al periodo iniziale del protodinastico III appartengono alcuni sovrani di Ur, di cui sono state rinvenute iscrizioni durante gli scavi delle celebri tombe reali di quella città. Akalamdug e Meskalamdug, i nomi dei quali non figurano nella lista reale sumerica perché si tratta di sovrani anteriori al regno di quel re Mesannepeda, con cui cominciava la lista dinastica di Ur. Mesannepada dunque fu il primo re del protodinastico III, sconfisse attorno al 2560 a.C, sia Lugalkidul di Uruk che Mesilim di Kish, poi ci furono Aannepada, Meskiagnunna, Elulu e Balulu.
La città di Ur, uno dei centri maggiori della Mesopotamia sotto i sovrani della III dinastia, era dominata dal recinto sacro che conteneva il tempo di Nanna e il gigantesco ziggurat di Urnammu, alto più o meno 20 metri. Nello stesso periodo in cui Mesannepeda diveniva re di Ur e assumeva il controllo della Mesopotamia meridionale e centrale, a Lagash inizia un’importante dinastia, che non è inserita nella lista reale perché le fonti di quel centro paleosumerico non furono utilizzate o non pervenendo al tardo redattore sumerico. Il più antico sovrano di Lagash fu Ur-Nina, o Urnanshe, ad Ur-Nina succedette il figlio Akurgal, che fu probabilmente ucciso in una guerra contro l’ensi di Umma. Ad Akurgal succedette il figlio Eannatum il re più importante di questa dinastia, egli sconfisse gli Elamiti che si erano spinti nel territorio di Lagash e una potente coalizione settentrionale costituita da Kish, Akshak e Mari, il cui esercito fu sconfitto davanti al tempo Antasurra del dio Ningirsu nei sobborghi stessi della città. Egli sconfisse anche Enakalle, il re di Umma, e si appropriò di territori di confine attribuiti al tempo dell’arbitrato di Mesilim a Lagash. Dopo la vittoria su Umma, Eannatum prese Uruk e Ur, la cui I dinastia era in grave crisi e volgeva al termine.
Al crollo definitivo della I dinastia di Ur, il controllo della zona medievale della Mesopotamia, probabilmente dopo un breve intermezzo elamita e un’altrettanto effimera supremazia di Kish, passò alla II dinastia di Uruk, il cui fondatore, Enshakushanna, figlio di Elulu di Ur, fu dapprima governatore di Uruk e quindi re di Uruk e Ur in un’età corrispondente alla fase finale del protodinastico III. Inoltre egli dominò su Nippur, e assediò Enbishtar re di Kish, ed espugnò la città. I successori di Enshakushanna furono Lugalkinishedudu e Lugalkisalsi, noti da iscrizioni e mantennero il titolo di re di Uruk e re di Ur.
Secondo un’iscrizione di Lagash è noto che il primo di questi principi strinse alleanza con Entemena, secondo successore di Eannatum. Di molto incerta collocazione cronologica è la figura di Lugalannemundu, re di Adab, al quale la più tarda tradizione mesopotamica attribuì grandi gesta di conquista nella Mesopotamia e nelle regioni confinanti. Mentre riguardo Ansud di Mari, è stata rinvenuta un’iscrizione nel palazzo presargonico della grande città del medio Eufrate. La lista reale dopo il re di Mari menziona successivamente la III dinastia di Kish, composta dal solo Kubaba e ritenuta leggendaria, una dinastia di Akshak per 99 anni, la IV dinastia di Kish, cui appartiene Urzababa connesso dalla tradizione agli inizi della splendida ascesa di Sargon il Grande, egli era un coppiere di Urzababa prima di diventare il governatore dell'Impero accadico. La III dinastia di Uruk era composta dal solo Lugalzagesi (il cui nome significa “re dei paesi”), il suo regno si estese per 25 anni e si chiuse con la sfortunata guerra contro Sargon. Una lunga iscrizione afferma che Lugalzagesi dominò "dal mare Inferiore lungo il Tigri e l'Eufrate, fino al mare Superiore”, e ricorda che Enlil diede a lui il governo del paese. Inoltre secondo una celebre iscrizione di Urukagina di Lagash, si scopre che egli fece una guerra contro il potente re di Uruk, quest’ultimo mise a fuoco e saccheggiato la città di Lagash. I suoi 25 anni di regno furono dunque molto violenti e spietati, venne rovesciato da un funzionario del re Urzababa della IV dinastia di Kish, che divenne poi uno degli eroi della tradizione nazionale mesopotamica, Sargon di Akkad.
Impero accadico (2370-2250)
Sargon (anche noto come Sargon il Grande), fondò la città di Akkad, egli è una figura gigantesca della storia del Vicino Oriente antico, intorno alle cui gesta fiorirono leggende numerose che testimoniano dell’impressione profonda che lasciarono nelle coscienze dei nostri non solo le imprese militari straordinariamente fortunate di quel sovrano, bensì anche i fondamenti ideologiche ne erano alla base e le importanti conseguenze reattive all’affermarsi della cultura mesopotamica nelle regioni circostanti che ne derivarono. Sargon dopo aver conquistato Uruk, incontro Lugalzagesi in campo aperto, lo sconfisse, lo catturò e lo contundesse prigioniero a Nippur. Immediatamente dopo, le principali città che avevano collaborato con il re di Uruk e che erano forse tutti i centri della Babilonia meridionale, e prime fra tutte Ur, furono aggredite e le loro mura furono smantellate, come riferisce un iscrizione del re.
Dopo aver ottenuto il controllo di tutta la Mesopotamia meridionale, almeno dal territorio di Kish fino a Eridu, sono da porre le impose sardoniche in oriente e in occidente. Egli estese il dominio sul medio Eufrate e su larga parte della Siria con il Tauro (montagna d’argento), l’Amano (foresta dei cedri), Ebla e altri importanti centri situati a occidente dell’Eufrate. Negli ultimi anni del glorioso regno di Sargon, i paesi si rivoltarono contro di lui prima lo assediarono ad Akkad dove lui riuscì a sconfiggerli spezzando il loro grande esercito poi un altra sollevazione, anch’essa sfortunata dei paesi settentrionali. Inoltre secondo la testimonianza di una cronaca neobabilonese, il re commise un anacronistico sacrilegio contro Babilonia, dopo il quale una grave carestia distrusse il suo popolo e la sua tomba fu profanata. Secondo le iscrizioni di suo figlio Rimush confermerebbero questo sacrilegio compiuto contro il grande dio Babilonese Marduk.
Rimush sconfisse una grande coalizione delle città sumeriche rivoltatesi sotto la guida di Kaku, re di Ur, inoltre ottenne vittorie sui paesi orientali di Elam e di Warakhshe. Il fratello di Rimush, Manishtushu, che gli successe al trono, si trovò a dover fronteggiare un’altra rivolta di 32 re, nei quali lo stesso sovrano riconobbe i governanti di tutte le terre come il pane gli aveva lasciato in eredità. All’instabilità politica dovute alle continue rivolte dei paesi recentemente conquistati, si aggiunsero problemi interni o meglio dinastici, che portarono a una congiura di palazzo lasciando il trono al figlio Naramsin, che ebbe un regno lungo (39 anni) e glorioso. Egli condusse alcune importanti spedizioni a nord e a nord-ovest, riuscendo a sottomettere le città occidentali come Armanum e a sconfiggere il potente regno di Ebla, compì importanti spedizioni contro il bellicoso popolo montano dei Lullubi. Con queste vittorie Naramsin riuscì a realizzare un impero che si estendeva dal mare inferiore al mare superiore, considerato così significativo sul piano ideologico fin dai tempi protodinastici.
Crisi dell’impero accadico e l’invasione dei Gutei
Dopo Naramsin l'impero accadico entra in una fase di lenta decadenza, Sharkalisharri, figlio di Naramsin, fu il quinto re di Akkad. Fu l'ultimo discendente di Sargon sul trono di Akkad. I primi due anni di regno, furono caratterizzati dalle vittorie contro l’Elam ribellato e contro gli Amorrei. Ma l’invasione dei Gutei, un popolo di barbari delle montagne dell’est, portarono presto alla rovina di Akkad. Dopo i 25 anni di regno di Sharkalisharri, il potere di Akkad era ormai limitato alla sola città capitale. La comparsa dei Gutei fu violenta e caratterizzato da estesi saccheggi, depredarono tutte le città trucidando le popolazioni e distruggendo la capitale Akkad. Del dominio guteo pochissimo è noto dagli scarsissimi frammenti di iscrizioni originali di carattere votivo e dall’avversa tradizione neosumerica e babilonese. I Gutei non furono mai numerosi ed occuparono solo poche posizioni strategiche, come la città di Nippur. Durante questo lasso di tempo non fu più presente un governo centrale, ma non per questo si assistette ad un crollo completo della civiltà. Verso la fine del dominio guteo si collocano, tuttavia, a Lagash i regni du Urbaba, Gudea, Urningirsu, e poi forse Urgar, Nammakhani e Ugme, che sembrano aver goduto di notevole autonomia e prosperità. Gudea, secondo re della III dinastia di Lagash, tentò di riportare la cultura sumerica ai vecchi splendori, intraprese la costruzione di imponenti opere pubbliche, vennero intensificati i commerci ed eresse santuari importanti come l’Eninnu del dio Ningirsu. Ma la rivolta per l'indipendenza sumerica ebbe inizio da Uruk con il governatore Utukhegal, che riuscì liberare la Mesopotamia meridionale dai Gutei e la tradizione neosumerica vide nel principe di Uruk, insieme al restauratore della legale regalità nel paese di Sumer, l’esecutore di un ordine del dio Enlil di Nippur.
La III dinastia di Ur e la monarchia neo-sumerica
La vittoria sui Gutei pose Utukhegal in una posizione di particolare preminenza in Sumer e lo condusse forse a scontrarsi con altri governatori di città meridionali, che gli erano stati vassalli e probabilmente alleati nella lotta della liberazione. Uno di costoro, Urnammu di Ur, rovesciò il predominio di Utukhegal, fondando la III dinastia di Ur. Egli restaurò il tempio di Nanna, il dio lunare, e riedificò la cinta muraria. Condusse una campagna vittoriosa, contro Uruk e le altre città della Mesopotamia meridionale e fece di Ur la capitale di un vasto regno. Fece edificare monumenti colossali, come lo ziggurat di Ur, che dovevano accrescere il prestigio politico e la considerazione religiosa di cui godeva la dinastia di Ur. Promulgò anche un “codice” di leggi il più antico fino ad oggi conosciuto, che precede di tre secoli quello di Hammurabi. A Urnammu gli successe il figlio Shulgi, che regnò per 48 anni, egli proseguì la politica del padre, condusse una serie di spedizioni contro i paesi a est del Tigri, da Arrapkha al nord fino a Susa al sud, e negli ultimi anni di regno, condusse ripetute spedizioni contro le popolazioni orientali. Organizzò un vasto impero creando un’amministrazione efficiente e fortemente gerarchizzata.
Durante i regni dei due immediati successori di Shulgi, Amarsin e Shusin, entrambi figli del grande sovrano di Ur, continuarono le spedizioni contro popolazioni iraniche. Soprattutto sotto Shusin si intensificarono le incursioni degli Amorrei, una gente semitica seminomade, che metteva in pericolo i grandi centri di Sumer. Per questo Shusin eresse il “muro dell’Ovest”, contro gli Amorrei. Sotto il successore di Shusin, Ibbisin, l’impero neosumerico si andò disfacendo rapidamente e l’autorità di Ur non doveva più essere effettiva sulle maggiori città mesopotamiche già agli inizi del suo regno. La posizione di Ibbisin di fronte alla disgregazione del suo impero non fu passiva, perché di lui sono note campagne a est del Tigri, nel paese di Simuru, a nord, e contro Susa, ma probabilmente la definitiva rovina dello Stato sumerico fu provocata da una crisi economica e da disordini sociali connessi alla penetrazione massiccia degli Amorrei. La fine della dinastia, la presa di Ur e la cattura di Ibbisin, invece, avvennero per opera degli Elamiti e della popolazione nord-orientale di Susa che assediarono Ur e la distrussero.
Quando la città fu conquistata, si erano già verificate rivolte importanti in Sumer e in Akkad, Ibbisin aveva inviato Ishbierra un funzionario nel nord, per motivi di vettovagliamento. Ishbierra però si rivoltò, conquistando vari territori e si proclamò re di Isin.
Primo Impero babilonese
È indubbio che l’infiltrazione sempre più massiccia degli Amorrei durante il regno di Ibbisin provocò squilibri economici notevoli e disordini sociali, che culminarono sia con la ribellione di funzionari dell’impero neosumerico, come Ishbierra che si proclamò re di Isin, sia con la formazione di reami minori costituiti da capi amorrei, come Naplanum che assunse il potere a Larsa. Ishbierra consolidò il suo potere liberando Ur dagli Elamiti, e assunse il titolo di re di Ur. I successori di Ishbierra mantennero il loro potere fino a quando Lipitishtar di Isin non fu scacciato dagli Amorrei e contemporaneamente Gungunum di Larsa intraprendeva campagne verso est sconfiggendo Anshan in Iran e assicurandosi il dominio sulle città mesopotamiche a est di Isin, da Ur a Lagash. L’ascesa concomitante di Larsa creò problemi tra le varie città-stato.
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