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La Grecia arcaica

Creta e Micene

Le Cicladi

L’arcipelago cicladico, costituito dalla moltitudine di piccole isole che costellano l’Egeo centro-meridionale, è stato sede nel periodo compreso tra 3200 a.C. e 2000 a.C. di una civiltà che, pur con espressioni diversificate, ha mantenuto costantemente un ruolo di primo piano fra le espressioni culturali conosciute intorno al bacino mediterraneo nel corso dell’età del bronzo. Alla dispersione geografica e alle limitate dimensioni territoriali delle Cicladi fa riscontro la disponibilità di materie prime quali ossidiana, piombo, argento, rame e marmo. Proprio lo sfruttamento delle sue risorse è all’origine dell’insediamento umano nell’arcipelago: almeno a partire dall’VIII secolo a.C. è infatti, attestato l’uso di materiali di provenienza ciclica in contesti continentali.

Sono soprattutto la raccolta e la commercializzazione dell’ossidiana di Milo a costituire l’elemento chiave per lo sviluppo, fra il VII e il VI millennio, di rotte commerciali attraverso l’Egeo e per lo stanziamento, nel Tardo Neolitico, dei primi insediamenti con funzione di centri di stoccaggio e smistamento delle merci. Già nel III millennio si è certi della familiarità di questo popolo con il mare e a testimoniarlo sono le diverse raffigurazioni di navi a remi. Le principali mete di esportazione erano l'isola di Creta e la più vicina Attica e, nel complesso, la penisola greca.

Il culmine di questa civiltà si colloca tra 2500-2000 c.a. per poi declinare inesorabilmente in favore di Creta. È logico pensare che la decadenza sia legata all'impossibilità di creare insediamenti di grandi dimensioni a causa della limitatezza del territorio, che limitava una crescita demografica più ampia che invece si verifico prima a Creta poi in Grecia.

Creta e il dominio minoico

Nel mar Egeo, fra le coste dell’Asia Minore e quelle della Grecia, sorsero numerose isole. La più grande di esse era Creta, nella quale fiorì una civiltà, tra il III e II millennio a.C., suggestivamente definita “minoica” dal mitico re Minosse, cui la tradizione lega l’espansione della potenza cretese al di là dei confini naturali, eco mitologica di quella che fu storicamente la talassocrazia minoica (“potenza marittima”). Un dominio di natura economica che si esplica, essenzialmente, nel controllo dei traffici commerciali e delle rotte marittime nel mar Egeo.

Creta crea la sua potenza economica d’oltremare grazie alle sinergie con le Cicladi, che mettono a disposizione la propria insuperabile perizia marinara per veicolare i prodotti cretesi e aprono la strada all’instaurazione di proficue relazioni commerciali fra Creta e le altre potenze affacciate nel Mediterraneo centro-orientale. La talassocrazia cretese, che si esprime su scala internazionale, affonda le proprie radici a livello locale, nella felice posizione geografica dell’isola e nella ricchezza del suo territorio che le garantisce la piena autosufficienza.

Gli abili navigatori cretesi, alla ricerca di schiavi da vendere sui ricchi mercati egiziani o della Siria, terrorizzavano le popolazioni della costa greca con le loro improvvise scorrerie. La storia di questa civiltà viene solitamente suddivisa in due periodi in base ai palazzi: Prepalaziale e Neopalaziale.

Il periodo Prepalaziale si configura come la fase in cui gli equilibri socio-economici, sui quali la società cretese si era retta sino a quel momento, vengono profondamente modificati per fare emergere i caratteri fondanti della successiva facies palaziale. Alcuni importanti fenomeni si definiscono proprio nel corso del III millennio: l’inaugurazione dei traffici marittimi per la commercializzazione delle eccedenze agricole e l’instaurazione di rapporti con il mondo cicladico e continentale; la nascita di un’economica mista basata sulla trasformazione dei prodotti e sull’artigianato; l’affermarsi di nuovi gruppi di potere e lo sviluppo di attività artigianali specializzate in grado di soddisfare le esigenze di questa élite.

Come riflesso di tali profonde trasformazioni, dal punto di vista insediativo si assiste alla graduale differenziazione degli abitati, con l’emergere di alcuni centri che assumono un ruolo guida per il territorio circostante. Si nota la presenza di una burocrazia, addetta alla registrazione degli introiti, delle merci del palazzo e della loro ridistribuzione e consumo, in base alla presenza di documenti redatti con una scrittura geroglifica. La ricchezza archeologica di raffigurazioni su affreschi di giochi, processioni, sacrifici e tauromachie lascia intuire anche come questi fossero luoghi sacri.

I centri divenuti importanti nel corso del Bronzo Antico furono Cnosso, Festo e Mallia, il maggiore tra questi era quello di Cnosso, che aveva più di mille stanze intercomunicanti e nell’antichità fu chiamato labirinto. Nel corso del XVII secolo a.C. i palazzi vennero distrutti forse a causa di fattori concomitanti di tipo naturale (disastro sismico) e di tipo antropico (sommovimenti interni), sulle rovine vennero edificati nuovi palazzi di maggiore magnificenza e monumentalità.

La fase neopalaziale rappresenta una svolta netta per il mondo minoico, Cnosso emerge su tutti gli altri centri assumendo il ruolo di guida politica e religiosa dell’isola, si assiste alla definitiva concentrazione di tutte le principali funzioni statali all’interno dei complessi palaziali, che manifestano un notevole sviluppo sia a livello planimetrico sia negli alzati, con la fusione di nuovi corpi di fabbrica raccordati da scale e propilei monumentali.

Si diffonde un nuovo tipo di scrittura, il lineare A. Questo tipo di scrittura ci aiuta a identificare la sfera di influenza cretese, infatti si scrive in lineare A anche a Cipro, in Laconia, nelle Cicladi e nel Peloponneso, questo lineare A, assieme a ritrovamenti di sigilli per pergamene, che purtroppo sono andate perdute, denuncia un vero e proprio salto di qualità in avanti nella pratica delle registrazioni. Il livello di organizzazione raggiunto dai cretesi nella fase neo-palaziale è simile ai casi di modelli palaziali del Vicino Oriente.

A giudicare dai sigilli e dagli affreschi, le donne cretesi godevano di una grande libertà e di una considerazione sociale che era conosciuta presso altri popoli antichi. Forse il rispetto per le donne a Creta va messo in relazione con il culto della madre-terra, una dea potentissima che reggeva il cielo, la terra, il mare. Quello della madre-terra era stato, all’origine, il culto fondamentale dell’isola.

La cosiddetta civile dei palazzi fiorì a Creta per quasi sei secoli, dal 2000 al 1400 circa a.C. Durante questo periodo l’isola godette di prosperità e di relativa pace. La civiltà minoica crollò probabilmente in seguito a una catastrofe naturale (un terremoto, un’eruzione…) o all’invasione di genti straniere. Fra il 1500 e il 1400 tutti i palazzi furono distrutti e molti non furono più ricostruiti. Cnosso, invece, ebbe un nuovo periodo di prosperità ma questa volta sotto il controllo di una dinastia micenea sino alla sua distruzione nel corso successivo. La fine della civiltà minoica coincide con la definitiva annessione politica e, verosimilmente, culturale di Creta all’universo miceneo.

Il Palazzo di Cnosso

Venne scoperto agli inizi del Novecento dall’archeologo inglese Sir Arthur, considerata la dimora del leggendario re Minosse. Questo palazzo fu progettato con ingegnosità, costituisce infatti l’esempio più notevole del fenomeno palaziale per ampiezza e articolazione dello sviluppo. Il palazzo è organizzato su più livelli: al piano terra, a ridosso della facciata occidentale, si sviluppano i magazzini, destinati allo stoccaggio delle riserve alimentari dell’intero regno. Fra i magazzini e la corte centrale si snoda la parte pubblica, con sale di rappresentanza, sacelli e luoghi per la gestione amministrativa.

Una grande scalinata monumentale immette al primo piano, dove è ospitata la sala del trono. I quartieri si sviluppano ulteriormente al primo piano, offrendo una vista straordinaria sulla ricchezza e complessità dell'architettura cretese. Questo palazzo rappresenta la fusione di nuovi corpi di fabbrica raccordati da scale e propilei monumentali.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/02 Storia greca

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