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L'azienda turistica: nuovi scenari e modelli evolutivi

Introduzione

Il turismo è un settore con il quale si sono confrontate e continuano a misurarsi numerose discipline. Si tratta di un ambito che la letteratura ha definito “interdisciplinare”. Lo studio che se ne può fare è basato sulle relazioni. Vi è una relazione tra il territorio di partenza del turista e quello di arrivo e tra i beni e servizi in cui si articola il prodotto turistico. Si è scelto di affrontare il tema da un punto di vista economico-aziendale. In quest’ultimo l’idea di impresa non è completa e trova una “ragion d’essere” se non come risposta a un bisogno di tipo economico, attraverso la produzione di un bene e un servizio.

Gli scenari economici del turismo: strumenti per la produzione sostenibile

Inquadrare il valore del turismo significa mettere in luce il ruolo del comparto nella creazione di ricchezza e nella contribuzione all’economia complessiva. Indagare l’ambito facendo emergere l’economicità (la loro capacità di permanere sul mercato in modo duraturo e autonomo) delle imprese che in esso si muovono è molto importante.

Sviluppo sostenibile

Il turismo è un settore sostenibile. Questa concezione affonda le radici nel momento in cui è stato categorizzato il concetto stesso di sostenibilità, ovvero quando la World Commission on Environment and Development presentò il proprio rapporto “Our Common Future”. Esso proponeva uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente e che permetta alle generazioni future di appagare le proprie necessità. Vi sono due concetti chiave, confini ideali entro cui le azioni umane devono prendere coscienza:

  • Concetto di bisogno dei meno abbienti, ai quali si dovrebbe attribuire la massima priorità.
  • Concetto di limite rispetto alle possibilità dell’ambiente di soddisfare istanze contemporanee e venture, determinato sia dalle conoscenze tecnologiche sia dall’organizzazione sociale.

È necessario secondo il rapporto che si diffonda capillarmente sia nei paesi più sviluppati sia in quelli in via di sviluppo, creando un consenso condiviso e un comune piano di azione. Il rapporto Bruntland rappresenta un passaggio epocale nella concezione dell’integrazione tra i bisogni e gli obiettivi umani e la conservazione dell’ecosistema.

Lo scenario globale

La UNWTO, ovvero l’organizzazione mondiale del turismo delle Nazioni Unite, nel 2005 ha raccolto l’eredità del rapporto Brundtland che si era rafforzato durante il Summit di Rio del 1992. La crescita del volume di attività turistiche ha portato l’organizzazione a due considerazioni: l’aumento del turismo costituisce un contributo economico importante ma presuppone un maggiore utilizzo dell’ambiente naturale; il turismo può contribuire a migliorare il tenore di vita di paesi e aree tipicamente a reddito più basso. Deve esistere un giusto bilanciamento che garantisca sostenibilità a lungo termine e quindi occorre:

  • Fare un uso ottimale delle risorse ambientali (approccio conservativo).
  • Rispettare l’autenticità socio-culturale delle comunità ospitanti (tolleranza interculturale).
  • Garantire azioni economiche che siano praticabili nel lungo periodo, trasferendo in modo equo benefici socio-economici.

Definizione di turismo sostenibile: il turismo che tenga pienamente conto del suo attuale e futuro impatto economico, sociale e ambientale affrontando le esigenze dei lavoratori e delle comunità ospitanti.

Impresa: attore centrale e motore di una sostenibilità evolutiva

Una lettura sostenibile del settore turistico è tutt’altro che svincolata da un approccio economico. La crescente e inarrestabile globalizzazione ha mutato la percezione dei confini, per le imprese multinazionali ciò si è tradotto in un incremento della complessità delle operazioni di approvvigionamento e di produzione, oltre che in un aumento dei rischi. Occorrono quindi comportamenti adeguati che si esprimono in una governance collaborativa della supply chain e delle relazioni con gli stakeholder. Nascono così istanze dal basso, bottom up, dedite a un maggiore consumo responsabile e a una sempre maggiore responsabilità sociale ed ecologica.

Il ruolo dell’impresa turistica

Il turismo rappresenta un campo in cui la Responsabilità Sociale di Impresa trova un campo di applicazione e un banco di prova di grande interesse finalizzato a migliorare l’immagine aziendale. “Contributo alla comunità” proposto nel bilancio Sociale Alpitour (2015) che annovera tra le iniziative: il coinvolgimento di forza lavoro locale a Zanzibar, la disponibilità del medico a favore dei locali sull’isola di Alimathà e la possibilità da parte dei turisti di portare capi di abbigliamento e materiale scolastico alla popolazione locale. Si tratta di una Responsabilità sociale mimetica che si adatta e cambia colore in base al bisogno di percepire l’impegno dell’azienda da parte del cliente. Si ottiene un duplice risultato: amplificare e incrementare il risultato dello sforzo e diffondere una cultura dell’impatto positivo del turismo. Il Codice Mondiale di Etica del turismo (1999) investe le imprese di settore di due fondamentali imperativi: la raccomandazione di non abusare di un’eventuale posizione predominante, in particolare nel caso delle multinazionali; la verifica preventiva dell’impatto dei progetti di sviluppo che deve essere discussa a livello locale.

Turismo e bisogni economici

La definizione del UNWTO. Il turismo è un fenomeno sociale, culturale ed economico che comporta il movimento di persone verso paesi o luoghi al di fuori del loro ambiente culturale per scopi personali o aziendali/professionali. Queste persone sono dette visitatori e il turismo ha che fare con le loro attività, alcune delle quali riguardano la spesa turistica.

Dati e trend: fatturato, contribuzione al PIL

Il World Travel e Tourism Council (WTTC) è l’ente globale che rappresenta il settore privato Travel e Tourism che si pone come motore dello sviluppo economico, veicolo di condivisione di culture e costruzione di reciproca conoscenza. All’interno del Council si riuniscono presidenti o direttori delle maggior società di settore a livello internazionale, coprendo tutte le aree geografiche e i segmenti della filiera, dai trasporti all’ospitalità. L’ultimo report è dedicato al “Global economic impact e issues”. Per il Council l’attuale diffusione di movimenti populisti è campanello di allarme e indice di un sistema globalizzato che non funziona e non distribuisce uguali benefici in tutte le aree del mondo. Il settore in virtù di una propria funzione economica diventa traino di uno sviluppo globale, non globalizzato ma universalmente diffuso che parte e trascina con sé valori condivisi. La realizzabilità del compito affidato al comparto è testimoniata da alcuni dati esplicativi:

  • Nel 2015 il turismo internazionale ha generato 1,5 trilioni di dollari.
  • Il turismo copre il 10% del PIL globale.
  • Dal 2009 si assiste a una crescita del 4% annuale negli arrivi turistici internazionali.

Nel 2016 il settore Travel e Tourism ha contribuito in modo diretto all’economia globale, creando posti di lavoro in tutto il mondo. L’impatto economico lo si misura prendendo in considerazione l’effetto diretto e indotto, il primo si genera nella supply chain mentre il secondo misura l’impatto del denaro speso nell’economia locale da dipendenti il cui salario è legato in modo diretto o indiretto al turismo. Elemento molto rilevante è il paragone intersettoriale che il Council fa rispetto alla crescita del Pil: il turismo si assesta al 3,1%, quello dei servizi finanziari al 2,5% mentre la distribuzione all’ingrosso al 2,3%.

Il quadro europeo

Le entrate del turismo internazionale in Europa sono cresciute dell'1%. Metà della cifra mondiale di turisti internazionali sono entrati nel nostro continente. L’Europa beneficia del positivo andamento turistico globale e si contraddistingue per una capacità di importazione l’incoming che prospera e genera aumento di spesa sui territori.

Lo scenario italiano

Il patrimonio ambientale e culturale trova nel turismo un ambito produttivo che ha il potenziale di coniugare la generazione di risorse che contribuiscono al mantenimento con la genesi di mezzi che valorizzano comparti vicini. Si pensi ad esempio all’Enogastronomia dove il 23% di turisti stranieri è destinato al consumo di cibo. L’Italia risulta al 6º posto nella classifica globale in termini di entrate per il turismo e 5º in termini di arrivi. Il paese è in 8ª posizione nel Competitiveness Report del World Economic Forum che tiene conto di quattro macro indicatori di competitività: ambiente, politiche e condizioni generali, infrastrutture e risorse naturali e culturali.

Approcci, politiche per uno sviluppo turistico sostenibile

I dati riportati fanno chiarezza sul peso del settore turistico in termini economici. Nascono approcci e soluzioni politico-istituzionali da cui discendono linee guida e strumenti operativi per un orientamento del comparto teso alla sostenibilità poiché a causa dell’importanza strategica attuale e quella prospettica che rischia di avere impatti non esclusivamente positivi a livello ecologico e sociale raggiungendo situazioni critiche.

SDG

Nel settembre del 2015 le Nazioni Unite hanno dato il via all’Agenda 2030 per lo sviluppo Sostenibile ovvero un programma per i 15 anni successivi che consta di tre P: Piano di azione per la società, il pianeta e la prosperità che si evolvono nella proposta: il profit legato a una concezione egoistica dell’azienda diviene “prosperity” includendo una concezione durevole di benessere e vengono inserite due nuove componenti cioè pace e partnership. Solo una partecipazione globale sorretta da una solidarietà diffusa può portare alla realizzazione dell’Agenda. Le Nazioni Unite stilano una lista di 17 Sustainable Development Goals ovvero 17 obbiettivi di sviluppo. Per ognuno dei “goal” le Nazioni Unite mettono a disposizione i dati della condizione attuale, gli obbiettivi fissati per il 2030 e i riferimenti a una ulteriore documentazione. Il programma suggerisce possibili azioni collegate ad altrettanti traguardi.

Connessione tra SDG e il settore in analisi

Il riferimento al turismo è inserito in modo diretto nei “goal”:

  • Concepire e implementare entro il 2030 politiche per favorire un turismo sostenibile che crei lavoro, promuova la cultura e i prodotti locali.
  • Sviluppare strumenti per monitorare gli impatti dello sviluppo sostenibile.
  • Entro il 2030 aumentare i benefici economici dei piccoli tratti insulari in via di sviluppo e dei paesi meno sviluppati.

A fronte dei risultati del comparto e della sua rilevanza strategica è chiaro che l’attenzione che si rivolgerà ai player del comparto sarà incentrata sull’adesione a tale linea. La UNWTO ha costituito una piattaforma che riunisce gli stakeholder disposti ad abbracciare i “goal”; il progetto prende il nome di TourPact e pone il turismo nel cuore della trasformazione verso una Green Economy.

Global Sustainable Tourism Council

È un’organizzazione indipendente e senza scopo di lucro registrata negli Usa e raggruppa compagnie di viaggio, hotel, tour operator uniti dalla condivisione di un turismo sostenibile. Esistono i criteri GSTC che si dividono in criteri di destinazione e criteri industry dedicati a hotel e tour operator. Stabilisce i requisiti minimi che ogni azienda dovrebbe raggiungere per proteggere e sostenere le risorse naturali rendendo il turismo strumento di conservazione e sviluppo nonché di riduzione della povertà. Per le destinazioni gli obiettivi principali sono:

  • Dimostrare una gestione sostenibile della destinazione.
  • Massimizzare i benefici sociali ed economici e minimizzare gli impatti negativi per la comunità ospitante.
  • Massimizzare i benefici per la comunità, i visitatori e il patrimonio culturale.
  • Massimizzare i benefici all’ambiente e minimizzare gli impatti negativi.

I criteri e gli indicatori sono stati sviluppati sulla base di altre proposte provenienti da contesti culturali, geografici e politici differenti. La scelta del GSTC è stata quella di adesione allo Standard-Setting Code dell’ISEAL Alliance, ente riconosciuto per fornire norme per una credibilità sostenibile per tutti i settori. Il GSTC intende porsi come guida e punto di riferimento per il mercato sia dal lato della domanda che da quello dell’offerta.

Commissione europea: politiche per il turismo

Da parte dell’Unione Europea è molto alta la consapevolezza dell’importanza del turismo e della necessità di proseguire verso un orientamento sostenibile del comparto. È questo il migliore degli approcci che garantisca continuità economica e crescita sociale assicurando la conservazione dei fattori produttivi del settore. Gli assi attorno al quale la politica europea si muove sono:

  • Lo stimolo della competitività.
  • Lo sviluppo di un turismo sostenibile, responsabile e di qualità.
  • Il consolidamento dell’immagine della visibilità europea come insieme di destinazioni turistiche.
  • La massimizzazione del potenziale di politiche e strumenti finanziari per sostenere il turismo.

La commissione propone numerose iniziative oltre al turismo marittimo, costiero e a quello nella bassa stagione. È di interesse specifico il progetto EDEN, ovvero European Destinations of Excellence, che sulla base dell’impegno rispetto alla sostenibilità sociale e ambientale seleziona destinazioni caratterizzate da un particolare tema come il turismo rurale, acquatico e accessibile. Anche il turismo culturale rientra tra le linee programmatiche della Commissione in quanto promotore di una “destinazione turistica unica”.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Nich-Anto di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Cortese Damiano.
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