La professione dell'assistente sociale per l'esame di stato sez. B
Il lavoro sociale
Innanzitutto, per lavoro sociale si vuole intendere la scienza che fa riferimento e che tratta, come argomento di studio, tutte le professioni di aiuto, compresa quella del Servizio Sociale e, dunque, dell'Assistente Sociale.
Il termine lavoro sociale si traduce in inglese in social worker ed è comparso, per la prima volta, proprio in Inghilterra, tra gli anni Ottanta e Novanta.
In questo breve manuale andremo a trattare, come argomento di studio, in particolare modo, la professione di aiuto dell'Assistente Sociale, una professione, da sempre, impegnata ad operare con e per le persone, a favore del loro stesso benessere e di quello dell'intera comunità.
Difatti, l'Assistente Sociale pone al centro del suo operato la persona che si presenta a lui e/o a lei con un problema/bisogno da soddisfare, aiutandola a superare la sua situazione problematica per un miglioramento della sua qualità di vita.
L'Assistente Sociale svolge la sua professione nell'ambito sociale e verso persone, gruppi e comunità che presentano situazioni di sofferenza, degrado, disagio e multiproblematicità.
La persona, che si rivolge all'Assistente Sociale, viene definita utente e/o cliente anche se, a mio avviso, è da considerarsi, prima di tutto, in quanto persona.
Al centro dell'agire dell'Assistente Sociale vi è la persona/utente con il suo ambiente circostante, con la sua storia di vita personale e le sue reti sociali.
La persona/utente è inserita in una comunità e l'Assistente Sociale svolge la propria azione, sia per il benessere del singolo che dell'intera società locale.
Per fare ciò, tuttavia, l'Assistente Sociale deve avere una buona conoscenza delle risorse che sono presenti a livello territoriale, sapendo fare un buon lavoro di rete e sapendo mobilitare ed attivare i servizi che possono cooperare con i servizi sociali, con l'obiettivo comune di migliorare la qualità di vita della persona/utente e del suo ambiente di vita.
Breve storia del Servizio Sociale
Il Servizio Sociale nasce intorno agli anni Settanta, sempre, in Inghilterra. Inizialmente, esso voleva essere inteso come mobilitazione a livello politico, per migliorare la qualità di vita delle persone e dell'intera comunità, preoccupandosi, principalmente, di essere un movimento a favore del superamento di tutte le varie ingiustizie sociali e a favore delle persone e dei gruppi sociali più svantaggiati della società.
Dopodiché, intorno agli anni Novanta, il Servizio Sociale non viene più inteso come agire sociale, che vuole tutelare i diritti di ogni cittadino, ma semmai come azione sociale che viene finanziata, soprattutto, dalle entrate pubbliche e, quindi, dalle tasse versate da ogni cittadino.
Dunque, in questo periodo storico viene inteso come un mero prodotto del mercato che esiste tramite finanze pubbliche. È negli anni Novanta che nascono le prime scuole specifiche per Assistenti Sociali. In questo periodo cominciano a presentarsi, sulla scena del Servizio Sociale, i primi carers, ovvero i primi cittadini che si mobilitano ed attivano, essi stessi, per prendersi cura delle persone più bisognose della comunità.
È importante ricordare che in Italia il Servizio Sociale è nato, dapprima, all'interno delle fabbriche. Per diverso tempo, il Servizio Sociale, ha faticato a trovare una sua collocazione e a essere riconosciuto come professione, con un proprio albo e con un proprio codice deontologico. Per questo motivo, il Servizio Sociale, è, da sempre, impegnato a farsi conoscere attraverso vari studi e ricerche.
L'Assistente Sociale può essere inteso come il professionista della relazione d'aiuto che agisce a favore del benessere di singole persone, gruppi e comunità, attivando risorse e servizi che sono presenti nella persona stessa, nelle sue relazioni sociali, nella rete di servizi e nella stessa organizzazione in cui svolge la propria professione l'Assistente Sociale. L'Assistente Sociale deve essere abile a svolgere un buon lavoro di rete, attivando le varie risorse e cooperando all'interno di una equipe con tutti gli altri professionisti della relazione d'aiuto quali gli educatori professionali, gli psicologi o i mediatori culturali etc.
L'empowerment
L'Assistente Sociale, come è stato già accennato, pone al centro del suo agire professionale la persona che si presenta ad essa con una sua situazione di estremo disagio e malessere, dettato da una situazione di grande sofferenza.
Tuttavia, l'Assistente Sociale, in qualità di professionista della relazione d'aiuto, non può essere considerato come un mero erogatore di risorse. Egli è un professionista che si occupa di aiutare l'utente, semplicemente, affiancandolo ed aiutandolo ad attivare le sue stesse risorse, comprese quelle presenti all'interno del suo ambiente di vita e/o familiare. Questo avviene attraverso un lavoro di empowerment e mediante l'autodeterminazione della persona/utente.
La persona/utente, infatti, viene affiancata dall'Assistente Sociale ed aiutata ad attivarsi per il suo stesso benessere. Dunque, per empowerment vogliamo intendere il fatto che l'Assistente Sociale dà il potere alla persona di attivarsi essa stessa, attraverso le sue potenzialità e risorse, per poter migliorare la propria qualità di vita.
La persona/utente, infatti, non viene considerata come passiva ma, semmai, come persona attiva e come essa stessa agente di cambiamento. Ciò significa che, nell'agire professionale dell'Assistente Sociale, ci deve essere un atteggiamento positivo verso il cambiamento, considerando la persona come unica ed irripetibile e come essa stessa parte attiva dell'azione sociale che porterà, attraverso l'attivazione delle varie risorse e dei vari servizi, al superamento della situazione problematica di estrema sofferenza che si è venuta a creare nella vita della persona/utente che si è rivolta al professionista d'aiuto.
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