la sfida dell’insegnamento
di cosa si occupa la pedagogia?
la pedagogia è la scienza che si focalizza sull’esperienza educativa, individuando i criteri che
• favoriscono lo sviluppo della persona umana
Ex-‐ducere= trarre fuori
• Intus-‐ducere= fare entrare
• Prendersi cura
• formare: determinato da disposizioni naturali e dall’ambiente (pennac)
• circolo della farfalla: filmato educativo a che racconta la storia di attori circensi. Il protagonista
• affronta due realtà differenti. Insegna a concentrarsi sulle proprie potenzialità piuttosto che sui
propri difetti. Educare vuol dire offrire una prospettiva, trasformazione. Vuol dire aiutare l’essere
umano a diventare più umano. Educare significa liberare, e quindi sostenere il soggetto nel dare
spazio alle proprie potenzialità (empowerment) come nel “circo della farfalla”, il bruco, che
rappresenta l’insicurezza, diventa farfalla: simbolo di cambiamento in positivo delle proprie
potenzialità.
un esempio di educazione è la maieutica Socratica: Socrate tira fuori all’allievo pensieri
• assolutamente personali, attraverso un dialogo basato su domande e risposte tra Socrate e il suo
interlocutore.
i tre paradigmi -‐modi di insegnare-‐ : trasmissione (unidirezionale, l’insegnante è l’emittente di un
• sapere che va trasmesso all’alunno. Il paradigma di riferimento è l’autorità del maestro e del libro. Il
film Amarcord di F.Fellini, ci presenta una caricatura della scuola, dove l’autorità è priva di
autorevolezza. Alunni e insegnanti avrebbero voluto essere altrove, i contenuti quindi, anche se
elevati, sono sminuiti del loro valore tramite scherzi e risate); mediazione (l’insegnante deve avere la
capacità di saper trasmettere i contenuti agli alunni attraverso strumentazioni capaci di facilitare il
passaggio delle conoscenze. Gli alunni non sono più vasi da riempire ma soggetti
attivi); promozione (maggiore attenzione ai metodi di insegnamento e alle tecniche didattiche, è
presente la consapevolezza della necessità di mediare i contenuti, segmentarli per facilitarne
l’apprendimento. Puó essere chiamata comunicazione didattica: l’insegnante si fa destinatario delle
comunicazioni che è l’alunno ad inviare in un processo dialogico. L’insegnate promuove le
potenzialità dell’alunno).
Rapporto educazione con passato/presente/futuro
Passato: memoria delle tradizioni, senso di appartenenza ad una specifica comunità
• Presente: viviamo in una società multiculturalista, alla base della quale c’è la relazione
• Futuro: precario, dunque il compito dell’insegnante è quello di “insegnare ad apprendere”, per una
• evoluzione che sia di tipo dinamico e continuo nel tempo (long life learning)
Paradigmi dell’apprendimento
libro bianco UE “verso la società conoscitiva”: l’istruzione consiste in una logica utilitaristica e
• funzionale all’economia (punto di vista esterno)
Rapporto delors UNESCO “nell’educazione un tesoro”: esprime una visione pedagogica connotata in
• senso umanistico, attenta alle dimensioni della persona e della comunità. È guidato dalla logica
antropocentrica che comprende nell’educazione non solo la crescita umana ma anche un maggiore
miglioramento per la società (visione interna)
4 pilastri dell’educazione: bisogno di autorealizzazione (desiderio e piacere di riuscire a fare
• bene); bisogno di buone relazioni con gli altri (desiderio di raggiungere il successo sociale); la
dimensione di pro socialità (esperienza psicologica di comunanza); bisogno di conoscere (esprimere il
bisogno profondo di ogni essere umano di esplorare la realtà).
Sfide e antinomie
cooperazione/competizione: cooperazione consiste nella ricerca del bene comune. La competizione è il
• luogo in cui gli altri rappresentano un problema. Si può riportare come esempio di competizione il film
“Tutta la vita davanti” di Paolo Virzì, in cui avviene una spersonalizzazione (alienazione), in cui la
dimensione sociale non aiuta il gruppo a formare una condizione di benessere ma crea una
dimensione di ansia da prestazione e stress, dunque la motivazione che viene data in quel contesto
lavorativo è potenzialmente efficace per alcuni, ma ostacola le prestazioni per altri. Per rendere
ancora più concreta la definizione di “cooperazione”, riporto la frase di Don Lorenzo Milani: “Quando
siamo di fronte ad un problema, cercare di risolverli solo è avarizia, insieme è politica.”
Qualità/inclusione: Non si è costretti a scegliere tra qualità e inclusione: in una classe competitiva si
• inizia a provare piacere per gli insuccessi degli altri. Invece, prendendo d’esempio Don Lorenzo Milani
nel testo collettivo “Lettera ad una professoressa”, in cui contribuiscono tutti alla scrittura, dimostra
come la cooperazione frutta dal punto di vista qualitativo. Progettare e valutare nella scuola e nella
società inserisce, integra ed include. Il tema dell’accoglienza è strettamente legato ad una necessità. A
differenza dagli altri paesi la sanità e la scuola italiana dagli anni ’60 si caratterizza per l’accoglienza: ha
aperto le porta a tutti a prescindere dalla condizione sociale ed economica.
“a prescindere da come sei, da chi sei, dai tuoi punti di forza e debolezza sei considerato una persona”.
Si passa quindi da una logica di esclusione ad una di inclusione; ad esempio attraverso la chiusura delle
scuole speciali e dei manicomi (legge 118 del ’71, Basaglia: questa legge come ritiene Andrea
Canevaro, è un inserimento selvaggio poiché, pur garantendo diritti che favoriscono l’inserimento, non
spiega il modo corretto per impiegare questi al meglio).
Globale/locale: per globale, si intende una realtà multiculturale. Per locale invece, c’è riferimento alla
• chiusura da parte del singolo nei confronti degli altri, dovuta alla chiusura. Papa Francesco riconosce la
grande superiorità dell’uomo che grazie alle sue scoperte ha reso possibile la globalizzazione, che ha
portato ad una cultura dello scarto (si scartano giovani senza lavoro, bambini, disabili e anziani). La
società del cambiamento porta all’incertezza e al disorientamento, importante è dunque l’intercultura,
per rendere un dialogo efficace per una realtà ormai multiculturale. Essere cittadini oggi vuol dire:
essere cittadini del proprio paese e delle proprie origini, essere cittadini italiani, cittadini europei,
cittadini del mondo e del pianeta (natura e società).
Reale/virtuale: le comunità virtuali stanno acquisendo un’enorme importanza, mettendo l’educazione
• davanti ad una sfida: come aiutare le persone a sviluppare i necessari strumenti critici per non essere
sopraffatti dal potere dei nuovi media? Non abolendo il virtuale, ma integrandolo con il reale: ecologia
della conoscenza (tecnologia non come delega del ricordo, ma come strumento di cristallizzazione).
Istruzione/educazione: si può separare l’educare dall’istruire? Ogni relazione è educativa, dunque un
• professore deve essere necessariamente educatore, ma non necessariamente un educatore deve
saper istruire. In merito alla questione della