Cronologia dell'alto medioevo (IV – X secolo compreso)
III secolo: Diocleziano imperatore (tetrarchia e editto di persecuzione cristiana)
IV secolo: periodo paleocristiano
- 306 – 337: Costantino imperatore
- 313: Editto di Milano (tolleranza religiosa)
- 324 – 330: Trasferimento della capitale a Costantinopoli (arte bizantina erede dell’arte classica)
- 337: Battesimo di Costantino, morte di Costantino, divisione dell’Impero romano in Occidente (con capitale Milano e Ravenna) e Oriente
- 374 – 397: Sant’Ambrogio vescovo di Milano
- 380: Editto di Teodosio, successore di Costantino (il cristianesimo è religione di stato)
V secolo:
- 401: I goti scendono in Italia
- 452 in poi: Attila e i vandali in Italia
- 476: Fine dell’Impero Romano d’Occidente
- 493: Teodorico sconfigge Odoacre
- 493 – 534: L’Italia diventa un regno romano – barbarico
VI secolo:
- 527 – 565: Giustiniano imperatore d’Oriente
- 528: Fondazione da parte di San Benedetto dell’abbazia di Montecassino
- 568: Arrivano i longobardi in Italia (essendo nomadi, invece dell’architettura, privilegiano l’arte mobile)
VII secolo:
- 653: Da ariani, i longobardi si convertono al cristianesimo
VIII secolo:
- 774: La dominazione termina quando Carlo Magno sconfigge Desiderio
IX secolo: Sacro Romano Impero (arte carolingia: le forme diventano più chiare e leggibili, in un’omogenea compostezza): i franchi, sotto la guida di Carlo Magno e con il sostegno della romana Chiesa, hanno un concetto del potere come universale e voluto da Dio
X secolo: gli ottoni
Di epoca ottoniana sono la porta bronzea di San Michele, occidentale (figure) e non bizantina (incisioni), e San Giorgio a Oberzeu su un’isola nel lago di Costanza (il principale scriptorium imperiale, che racchiude ad esempio i vangeli di Ottone III); mentre la pittura monumentale è andata perduta…
E del basso medioevo
- Fine XI secolo – prima metà XII secolo: periodo romanico
Monumenti e opere: basilica di San Clemente, basilica di Sant’Ambrogio, duomo di Modena, Bibbie Atlantiche, complesso di Parma
Il gotico
Il gotico è lo stile che succede al romanico. In Italia, comprende l’arte del XIII – XIV secolo, filtrata da una cultura mediterranea. Il termine “gotico” nasce nell’Umanesimo, periodo in cui si guarda con un certo disgusto alla scrittura gotica, subentrata alla carolina, classificata come illeggibile e anticlassica (diversamente dalla scrittura umanistica, che riprende quella di Carlo Magno).
- Scrittura carolina
- Scrittura gotica
- Scrittura umanistica
Gothi, erano i germanici, con un’attitudine allo spostamento, considerati responsabili della caduta dell’Impero Romano.
Il biografo Giorgio Vasari, considerato il primo storico dell’arte, ha una concezione fiorentino – centrica e incentrata sul Rinascimento. Nel capitolo III del “De’ cinque ordini d’architettura”, Giorgio Vasari tratta rustico, dorico, ionico, corinto, composto, e del lavoro tedesco, mentre stronca l’architettura dei “gotti”. Sarà necessario aspettare l’Ottocento per una rivalutazione, quando Goethe ne “Sull’architettura tedesca” (1773), porta alla riscoperta del gotico, in sintonia con il Romanticismo.
D’altra parte è il secolo della laicizzazione della cultura, vista la presenza delle università, e di nuove forme di spiritualità, ovvero i cistercensi e gli ordini mendicanti.
Il centro è Ile de France (Parigi) e il primo edificio è l’Abbazia di Saint Denis (1137).
Gli elementi distintivi sono:
- L’arco acuto
- L’accentuato verticalismo degli edifici
- Lo svuotamento delle pareti per l’inserimento delle vetrate
- Le nuove tecniche costruttive per scaricare al meglio il peso
Ma sono presenti delle differenze per via dei regionalismi; inoltre, un tipo diverso è stato proposto dai cistercensi, missionari del gotico in Italia: austero, senza colore, con molta luce per comunicare con Dio.
Nel periodo romanico le basiliche sono costituite da:
- Archi a tutto sesto
- Pilastri con quattro mezze colonne accostate
- Volte a crociera (due volte a botte che si incrociano)
- Campata
- La facciata è suddivisa da scene, interrotte da loggette, monofore e occhi, in cui il portale è addossato da un’edicola (protiro), con leoni stilofori. È un edificio massiccio (sulle pareti laterali si scarica il peso, per via della gravitas) e buio (ricorda il peccato e le sofferenze umane).
Edificio gotico:
- Pilastri a fascio
- Contrafforti in determinati punti su cui si scarica il peso, attraverso l’arco rampante (non si trova nelle pareti laterali, ma in quelle centrali)
- I costoni (o nervature)
- Archi a sesto acuto
- La facciata assume il ruolo della comunicazione: nelle strombature dei portali (i quali si moltiplicano) si creano delle lunette, e sopra troviamo la cuspide, che allunga le forme; la luce è l’elemento fondamentale.
Saint Denis
È un’importante chiesa di pellegrinaggio, ristrutturata con nuove formule dal 1127 al 1140 dall'abate Suger, che soprattutto lavora alla facciata, scandita in tre dai contrafforti e che apre tre portali strombati alla base: l'arricchisce con sculture, lunette e un rosone; oggi rimane solo una delle due torri. Luce e bellezza sono strumenti di elevazione spirituale. L’aspetto rivoluzionario è il deambulatorio (corridoio) doppio, costituito da cappelle a raggi nella zona dell'abside, spazio destinato al primo coro gotico di datazione certa.
Nostra Signora di Chartres (1194-125)
Comprende un’immensa cripta, coperta a volte. Ha una pianta monumentale, con un enorme sviluppo di transetto e coro, che si apre su un vasto deambulatorio circondato da sette cappelle radiali. La verticalità è permessa grazie agli archi rampanti. Purtroppo l’esterno è rimasto incompiuto. Possiede un eccezionale apparato decorativo, dato dalle vetrate e dalle sculture dei portali, che mostrano attenzione naturalistica.
Secondo l’ottica dell’abate Suger, più si arricchisce una Chiesa, più si ama Dio; tale concetto è ripreso dal monachesimo benedettino, mentre i cistercensi non sono d'accordo.
“Cistercense” deriva da “cistercium”, la città Citeaux (in Borgogna). Sono stati fondati da Roberto di Molesme, Alberigo e Stefano Harding. La loro filiazione si sviluppa da un monastero – madre, da cui partono dei monaci per fondare un monastero – figlio diffusione capillare in Europa. La terza figlia di Citeaux è Chiaravalle (1115) di Bernardo.
Esistono dei manoscritti con immagini di vita quotidiana dei monaci (a forma di lettere) che dunque non raffigurano il testo scritto; non c’è la staticità del romanico: sono immagini quasi divertite, di un mondo secondario, dinamiche e vivaci, prima ed ultima manifestazione dell'arte cistercense prima di Bernardo di Chiaravalle, unica parentesi occidentale di iconoclastia. Bernardo scriverà lo statuto “Sulle lettere e sulle vetrate”: le lettere devono essere geometriche e monocrome (Bernardo vuole potare il superfluo per lasciare l'essenziale); poi scrive un'apologia contro l'abatl'estetica bernardina.
L’abbazia cistercense (piano regolare, razional, basato sul quadrato) comprende:
- Un chiostro
- Una sala del capitolo
- Un refettorio
- Uno scriptorium
- Un cellarium
- Un dormitorio dei conversi
- Un locutorium
- Un calefactorium (l'unico luogo riscaldato)
Di questo stile fanno parte:
Fontenay (1139-1147)Fondata nel 1118 da Bernardo di Chiaravalle, è un edificio austero ma comunque gotico, con una sobria razionalità dell'organizzazione spaziale, data dal modulo quadrato e per il fatto che è spoglia di elementi decorativi. Le forme però sono protogotiche, vengono dal romanico borgognone. C’è una rigorosa sistemazione degli edifici attorno a un chiostro centrale.
Fossanova (1187-1208)Situata a Latina, è stata costruita da monaci venuti dalla Francia. È una chiesa a croce latina a tre navate (quella centrale caratterizzata da un notevole slancio verticale: ha tratti del tardoromanico italiano). Le aperture sulla parete della facciata sono l'unico elemento decorativo. C’è un’originale decorazione scultorea.
A 30km da Siena, a Monte Siepi, c'è l'abbazia cistercense, oggi in rovina, di San Galgano, il titolare del luogo che morì nel 1181. Ha avuto una vita sregolata: nel Natale del 1180 infigge nel terreno la sua spada, con l'intento di trasformarla in croce, poi si converte, perché la spada non uscirà mai più dalla roccia; in quel luogo, una comunità di monaci era già attiva nel 1201.
Ha una pianta basilicale a tre navate, con terminazione absidale rettilinea verso est. Ha una facciata spioventi, con tre portali a tutto sesto. È ricca di elementi fitomorfi, fra cui foglie di acanto. L'influenza di quest'abbazia a Siena è molto forte, tanto che alcuni suoi monaci sono chiamati per la costruzione del duomo.
Non si sa se prima del XIII secolo ci sia stato un altro luogo al posto del duomo. Il Duomo di Siena rappresenta il passaggio dal romanico (come la struttura di base della torre campanaria) al gotico: è considerato come la prima cattedrale gotica in Italia. Le fonti appaiono nel 1226: si tratta di contratti per i materiali per la costruzione della cattedrale. La parte più antica è la zona della cupola (1250 – 1263), mentre negli anni ’80 del Duecento, verrà messa mano alla facciata da Giovanni Pisano.
In questa prima fase (fino al 1263) è chiamato Nicola Pisano: vengono impostati la pianta dell'edificio e la cupola (sei lati alla base e dodici lati in cima: è molto più sferica). È documentata la presenza di cistercensi da San Galgano razionalità, decorazione a fasce orizzontali nere e bianche, arco a tutto sesto (elementi romanici); i cistercensi volevano slanciare l'edificio, ma le cornici marcapiano e la bicromia delle righe abbassano la struttura. Ci sono delle irregolarità, frutto di interventi successivi, come il fatto che la cupola sia fuori asse. Nel 1263 si fermano i lavori. Viene poi chiamato Giovanni Pisano.
Nel 1285 riprende una nuova fase costruttiva, in cui la navata viene allargata, è realizzata la facciata, viene terminato il campanile, con un alleggerimento della struttura, grazie alle monofore (i diversi marmi danno come effetto finale la bicromia). Siccome dietro c'era una vallata, è stata costruita una zona architettonica sotto l'abside.
Nel ‘39 si decide di costruire un nuovo Duomo, affidato a Olando di Pietro, Giovanni e Domenico di Agostino; ma la peste nera del ‘48 segna la fine del progetto; ancora oggi però abbiamo il facciatone e la navata destra.
Il duomo possiede tre portali strombati, con lunette sormontate da ghimberghe con gli angeli e la Vergine. Comprende quattordici statue, tra profeti/esse, patriarchi, filosofi, che annunciano la venuta di Cristo attraverso la Vergine; ora ci sono solo copie, gli originali sono al museo.
Camaino di Crescentino, padre di Tino da Camaino, uno dei migliori allievi di Giovanni Pisano, subentra ai lavori. Il suo rosone è tipicamente gotico, con figure attorno, e sembra funga da aureola alla Madonna col bambino. I sotterranei del duomo vengono adibiti a battistero: anche qui, lavora Camaino e i lavori finiscono nel 1325; ha una facciata opposta a quella del duomo ed è divisa in due ordini: inferiore (battistero) e superiore (coro della basilica).
Domenico di Agostino realizza tre portali strombati, lunette, ghimberghe, bifore. La cupola ha due ordini di logge, colonne, archi a sesto acuto (tipicamente gotici). Sul lato destro ci sono bifore uguali a quelle dell'abbazia di San Galgano.
Una decina d'anni fa, facendo dei lavori di ricostruzione dell'oratorio, è stata scoperta una cripta, dove è venuto alla luce un ciclo di affreschi duecentesco di qualità altissima, del Vecchio (inferiore) e del Nuovo (superiore) Testamento, focalizzati soprattutto sulla Passione di Cristo; i pigmenti coprivano anche gli elementi architettonici.
Nicola PisanoNei documenti è chiamato “Nicola de Apulia”, dove a metà del Duecento c'era la scuola di Federico II (recupero classico). Nicola ha lasciato la sua inconfondibile impronta in opere principalmente scultoree, oltre che architettoniche. La sua opera ha avuto nell'ambito della scultura un ruolo altrettanto incisivo di quello che, una generazione più tardi, Giotto avrebbe rivestito per la pittura: l'immagine dell'uomo e la realtà del suo ambiente terreno diventano, in una misura fino ad allora sconosciuta al Medioevo, degni di essere rappresentati; le tematiche neotestamentarie giungono a rispecchiare i sentimenti umani con più forza di quanto non si sia verificato in precedenza, a partire dalla fine dell'Antichità. L'avvento di Nicola segna un'umanizzazione dell'arte, che sarà ripresa, al principio del Trecento, proprio da Giotto, seguace di Nicola nel senso più profondo del termine.
Pergamo del Battistero di Pisa (1267)
È diverso dagli altri (semplici e su base quadrangolare, piccoli e addossati alla parete) perché poligonale, grande e autonomo dall'architettura, enfatizza gli elementi decorativi con un repertorio del mondo classico; ad esempio nelle lastre del parapetto, come la Natività, in cui la Vergine guarda altrove: non c’è maternità, è un presagio di morte; la Vergine è la rappresentazione di una matrona romana. Le figure sono corpose, naturali, composte e monumentali (il rapporto tra la dimensione della figura e lo spazio che la contiene), infatti occupano tutto lo spazio: ad esempio nell'Adorazione dei Magi o nella Presentazione di Cristo al tempio (la profetessa Anna è molto espressiva e forse c'è la mano del figlio di Nicola).
Pergamo del Duomo di Siena (1266 – 1268)Qui Nicola è affiancato dal figlio Giovanni e da Arnolfo di Cambio. Nicola mostra un’attenzione tutta gotica verso i particolari secondari. Nel duomo lascia una serie di teste mensola. Tornando all'ambone, si complica rispetto quello di Pisa: da sei a otto lati (aggiunge la Strage degli innocenti e il Giudizio Universale viene sdoppiato); c’è una moltiplicazione delle figure, scompaiono le colonnine che dividevano le lastre al posto di altre figure (fregio continuo), che sono più in rilievo e movimentate, aumenta il contrasto chiaroscurale, grazie all'uso del trapano.
Fontana di Perugia
Qui padre e figlio lavorano alla pari. È raccontata tutta la storia dell'umanità, per celebrare la città. Le figure quasi a tutto tondo mostrano lo stile più mosso e tormentato di Giovanni.
Lunetta del Duomo di Lucca
Arca di S. Domenico
Giovanni Pisano (1245 – 1318)Lavora a Siena, Pisa, Pistoia, dunque, in ambito toscano. Le sue figure hanno una particolare energia interna, come nel pulpito di Siena. Laddove Nicola lasciava incomplete alcune opere, Giovanni interveniva, come nel Battistero di Pisa.
Capomastro ('85-'96) al Duomo di Siena, lavora sulla pianta e sulla facciata: le sue figure sono autonome dalla struttura, si liberano nello spazio, dialogano tra loro, sono piene di vita, contorte e tormentate (come la Maria di Mosè), sproporzionate vista l'altezza.
Nel 1290 sarebbe dovuto andare in carcere, ma così non è stato, grazie ad un pagamento in denaro. Nel '96 se ne va e lascia incompiuto il Duomo.
Pergamo di Sant’Andrea a Pistoia (1297-1301)
Si torna all'impianto esagonale, sono presenti anche leoni stilofori e telamone (si tratta di una scultura maschile, a tutto tondo o a altorilievo, impiegata come sostegno, strutturale o decorativo, spesso in sostituzione di colonne o lesene) e l’arco a sesto acuto: con composizioni sempre più complesse, Giovanni supera suo padre. L’incisione del pulpito “Giovanni che scolpisce cose bellissime nel marmo, nell'oro, nel legno.” mostra il rispetto per i materiali nobili: andavano lasciati a vista → policromia parziale.
- Annunciazione, Natività, Bagno di Gesù e Annuncio ai pastori: la Vergine invece di guardare in lontananza si preoccupa del bambino in un incredibile gesto di humanitas.
- Sogno e adorazione dei Magi
- Strage degli Innocenti: Giovanni esaspera il dolore, esaltandone il pathos.
- Crocifissione: Giovanni Pisano sottolinea lo svenimento di Maria.
- Giudizio Universale
- Il sesto parapetto non esiste perché su quel lato vi è aperto l'accesso.
Viene realizzato nonostante ci sia già un ambone (poi spostato a Cagliari) per rinnovarlo. Non ci sono vuoti, né archi a sesto acuto, così si forma un motivo a mensola. Aumentano i lati (10), quindi ci sono più rilievi convessi e il manufatto diventa quasi circolare. Alcune colonne sono sostituite da figure. Lo vediamo a sinistra, ma in realtà era a destra: spostato in seguito ad un incendio del 1595, smembrato e trasferito nei depositi, non se ne saprà nulla fino al 1926; Peleo Bacci è stato il principale artefice della sua ricostruzione. Durante la Seconda Guerra Mondiale è rismontato e ricomposto alla fine di essa; alcuni pezzi finiti a Berlino però sono stati distrutti dai bombardamenti.
Alla fine della sua attività Giovanni riceve molte commissioni private:
- Il monumento a Margherita di Bramante (in stato frammentario) → assunzione dell'anima e del corpo.
- Crocifissi in legno (ad esempio a Siena al Museo dell'Opera del Duomo e a Berlino a Staatlische Museen) di un Gesù sofferente, ma anche in avorio.
- A proposito di questo materiale, nella Madonna in avorio madre e figlio si guardano teneramente (novità), ci sono anche le prime gestualità: questo dimost...
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Storia dell'arte medievale - Benedetto Antelami p.2 + L'arte gotica
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L'arte paleocristiana
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Dinastia Han: L'arte funeraria
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L'arte dell'insegnamento - Appunti