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Laboratorio di strumenti di valutazione dello sviluppo

Semestre: I

Prof.ssa Alessia Cadamuro

Crediti: 4

Breve descrizione del corso e degli obiettivi formativi

Lo scopo del corso è quello di fornire una conoscenza delle metodiche e delle tecniche utilizzate per la valutazione psicologica nell'ambito dello sviluppo. Si tratterà dell’importanza della valutazione precoce, della selezione degli strumenti, dell’interpretazione dei risultati e delle difficoltà che caratterizzano la valutazione infantile. Verranno presentati i principali strumenti di assessment del bambino nella sfera cognitiva, emotiva, di personalità e sociale. Sarà approfondito il tema della Teoria della Mente e della sua valutazione.

Testi per l'esame

  • Sabrina Bonichini, Ughetta Moscardino. (2015). La valutazione psicologica del bambino. Metodi e strumenti per l'età prescolare e scolare. Carocci Editore. Link
  • Ilaria Castelli, Flavia Lecciso, Cristina Pezzotta. (2003). Il certificato di acquisizione della teoria della mente. I compiti di falsa credenza nello studio dello sviluppo tipico e atipico. EDUCatt Università Cattolica (testo acquistabile su internet in versione cartacea ed online). Link

Programma d'esame

  1. Lo sviluppo delle competenze cognitive
    • La valutazione neuropsicologica
    • La valutazione dell’intelligenza
    • La valutazione del linguaggio in età scolare
    • La valutazione dei disturbi dell’apprendimento
    • Il gioco come strumento di valutazione dello sviluppo cognitivo ed affettivo
  2. Lo sviluppo socio-emotivo
    • La valutazione del temperamento e delle differenze individuali
    • Strumenti per la valutazione del legame di attaccamento
    • La valutazione dell’adattamento al contesto
    • Tecniche di valutazione del benessere socio-emotivo
    • La valutazione dello stress e delle strategie di coping in psicologia pediatrica
  3. I contesti dello sviluppo
    • L’assessment delle relazioni familiari
    • La valutazione dell’adattamento familiare: l’Ecocultural Family Interview
    • Il parenting nelle famiglie migranti
    • La valutazione del bambino nel contesto scolastico
  4. Definizione e dimensione evolutiva della Teoria della Mente
  5. I compiti di Falsa credenza nello sviluppo tipico
  6. I compiti di Falsa credenza nello sviluppo atipico

Modalità d'esame

Compito scritto a domande aperte

La valutazione psicologica del bambino: Capitolo 1 Introduzione

La valutazione psicologica del bambino permette di approfondire la controversa questione (natura/cultura). Dal punto di vista clinico serve a incrementare le capacità di diagnosi e intervento, per favorire la prevenzione primaria. Ci si concentra non solo sul bambino ma anche sul suo ambiente per capire quali caratteristiche possono favorire un buon adattamento o interferire con lo sviluppo. Si riferisce a un duplice fuoco:

  • Abilità del bambino: funzionamento socio-emotivo individuale, fattori di rischio, sintomi psicopatologici, funzionamento cognitivo.
  • Ambiente ecologico: il bambino è dipendente dalle sue figure di accudimento e non è quindi possibile valutarlo senza tenere conto del suo contesto di sviluppo (famiglia, contesto educativo, valori, credenze culturali, fattori di rischio della comunità).

Come si misura lo sviluppo?

Misurare lo sviluppo: tentativo di quantificare il comportamento (funzionamento) degli individui. Molte variabili non sono osservabili direttamente: sono costrutti (intelligenza, personalità, temperamento, attaccamento, linguaggio) intesi come proprietà astratte dei fenomeni, variabili concettuali o teoriche. Non esiste un unico protocollo di valutazione sempre valido, anche per lo stesso disturbo. Operazionalizzazione delle variabili (tradurli in qualcosa di misurabile).

Valutare è un processo selettivo, implica il fare delle scelte. C'è sempre un margine di scelta su:

  • Quali aspetti dello sviluppo indagare?
  • Attraverso quali strumenti?
  • Attraverso quali informant?
  • In quali ambienti ecologici?

Metodi di misurazione

  • Test: sequenza organizzata di stimoli che prevede una somministrazione attraverso una modalità standard.
  • Osservazione: rilevazione del comportamento manifesto, avendo chiarito il focus.
  • Questionari: osservazione indiretta, che, attraverso una serie di quesiti (item), valuta le caratteristiche di un individuo, basandosi su racconti personali (self-report), o sul punto di vista di altri a lui vicini.
  • Interviste: colloqui, più o meno strutturati, che permettono di raccogliere informazioni tramite i resoconti narrativi.

Qualunque sia la scelta, è necessario che gli strumenti siano:

  • Affidabili: che diano uguali risultati nel tempo, consistenti e con diversi somministratori.
    • Stabilità della misurazione
    • Consistenza interna
    • Lo split-half
    • L’α di Cronbach
  • C'è accordo tra giudici diversi? Procedura inter-rater
  • Validi: che misurino realmente ciò per cui è stato costruito. Abbiamo 4 forme di validità:
    • Validità di costrutto
    • Validità di contenuto
    • Validità concorrente
    • Validità predittiva
  • Applicabili a un campione normativo, che permetta di ottenere parametri con cui confrontare i punteggi delle prestazioni dei singoli soggetti. Ci sono diversi modi per riferirsi a una norma:
    • Percentili: indicano la percentuale del gruppo normativo che è al di sotto del punteggio ottenuto da un certo soggetto
    • Punteggi età equivalenti: punteggi tipici di un bambino che ha un’età specifica espressa in anni e mesi
    • Punteggi standardizzati

Questioni aperte nella valutazione dello sviluppo

Non esiste un criterio universalmente valido nel processo di verifica delle misure che utilizziamo (validazione); perché deriva da lingue diverse o periodi culturalmente vecchi. Con i bambini spesso serve un adattamento delle richieste perché hanno difficoltà a comprendere la consegna del compito.

Utilizzare misure ripetute, misurazioni di diversi aspetti psicopatologici, diverse fonti, valutare l’adattamento e il funzionamento generale di un bambino nei contesti quotidiani. Considerare i fattori che influenzano o mediano la performance (differenze di genere, età, aspetti cognitivi, cultura di appartenenza).

Il protocollo di valutazione

È uno script che integra e organizza tutte le rilevazioni che si intende fare su un individuo, utilizzando più metodi di misurazione. Deve essere:

  • Ripetibile
  • Efficiente
  • Affidabile
  • Flessibile

L’obiettivo è formulare una prognosi.

Difficoltà tecniche legate all’età

  • Reattività alla prova
  • Sensibilità alle variabili situazionali
  • Presenza di adulti
  • Difficoltà di comprensione
  • Motivazione al coinvolgimento

I bambini hanno bisogno di essere motivati e di trovare significato in quello che devono fare, serve l’alleanza terapeutica, in ogni fase dell’intervento.

L'interpretazione dei punteggi

Per poter interpretare correttamente il significato della prestazione di un bambino misurata con un determinato strumento, occorre conoscere dettagliatamente il processo di taratura e standardizzazione a cui è stato sottoposto il test. Si deve inoltre tenere in considerazione l’instabilità dello sviluppo, bambini possono cambiare molto velocemente fra una valutazione e l’altra, e le differenze individuali.

Esistono principi etici da rispettare (codice deontologico): equità, onestà. È necessario un aggiornamento permanente (riviste specializzate, case editrici specializzate, cataloghi nazionali ed internazionali).

Valutazione dei disturbi dell'apprendimento

  1. Valutare la lettura:
    • Parole
    • Non-parole
    • Brano
    • Comprensione del testo scritto
  2. Valutare la scrittura:
    • Parole e non-parole (in bambini di 6-7 anni o con un forte ritardo nell’acquisizione della scrittura)
    • Dettato di frasi con parole omofone non omografe
    • Dettato di brano

Dislessia: definizione

La dislessia è una disabilità specifica dell’apprendimento di natura neurobiologica. È la difficoltà ad effettuare una lettura accurata e/o fluente (difficoltà di decodifica del testo scritto). Queste difficoltà sono inattese in rapporto alle abilità cognitive generali (che sono nella norma) e alla garanzia di un’adeguata istruzione scolastica. Conseguenze secondarie possono includere i problemi di comprensione nella lettura e una ridotta pratica della lettura che può impedire la crescita del vocabolario e della conoscenza generale.

Criteri diagnostici

  • Si fa riferimento alla International Classification of Diseases (ICD-10, OMS, 1992) e alla Consensus Conference sui DSA (CC, Istituto superiore di sanità, 2010).
  • Viene diagnosticato come dislessico un bambino che presenta una accuratezza di lettura < al 5° percentile e/o una velocità di lettura < 2 deviazione standard in almeno due prove di lettura (per il brano < 1,5 ds).
  • Non annoverare la comprensione tra i parametri criteriali.
  • Considerare anche la discrepanza rispetto al QI.
  • La diagnosi si può fare a partire dalla fine della seconda elementare.

Valutare la lettura

  • Parole
    • Lettura di parole (Batteria per la Valutazione della Dislessia e della Disortografia Evolutiva, DDE-2, Sartori, Job e Tressoldi). Mentre il bambino legge, l’esaminatore segna errori e tempo impiegato.
    • Lettura di non-parole (del test DDE-2). Mentre il bambino legge, l’esaminatore segna errori e tempo impiegato.
    • Lettura di brano (test M.T.-2 di Cornoldi e collab.). Mentre il bambino legge, l’esaminatore segna errori e tempo impiegato.
    • Comprensione del testo scritto (test MT-2). Il bambino può leggere il brano come preferisce, sia ad alta voce che nella mente (in genere il bambino sceglie la lettura silente). Non è a tempo! Sono domande chiuse a risposta multipla. Non è a tempo! Il bambino può andare a rivedere il testo tutte le volte che vuole.

Disortografia: definizione

Disordine persistente delle capacità di scrivere (codificare) correttamente la forma ortografica delle parole; è un disordine non necessariamente legato a un disturbo di lettura. Tuttavia, disturbo di lettura e scrittura compaiono spesso in associazione. Il bambino disortografico quando scrive commette errori fonologici e/o ortografici non più compatibili con l’età.

Non è il bambino con scrittura “gallinacea”, poco leggibile. In questo caso si parla di disgrafia (non di disortografia). La disgrafia non è un disturbo dell’apprendimento propriamente detto, ma un disturbo della funzione motoria (difficoltà di fluenza grafo-motoria).

Criteri diagnostici per la disortografia

  • Si fa riferimento alla International Classification of Diseases (ICD-10, OMS, 1992) e alla Consensus Conference sui DSA (CC, Istituto superiore di sanità, 2010).
  • Viene diagnosticato come disortografico un bambino che presenta una accuratezza di scrittura < al 5° percentile.
  • Considerare anche la discrepanza rispetto al QI.
  • La diagnosi si può fare a partire dalla fine della seconda elementare.
  • Per la disgrafia, i principali parametri di valutazione riguardano la fluenza grafo-motoria (< 2 deviazioni standard) e l’analisi qualitativa delle caratteristiche del segno grafico.

Valutare la scrittura

  • Parole e non-parole (in bambini di 6-7 anni o con un forte ritardo nell’acquisizione della scrittura)
  • Dettato di frasi con parole omofone non omografe
  • Dettato di brano

BN 5-11 di Bisacchi, Gugliotta, Tressoldi, Vio, 2005

È una batteria di test per la valutazione neuropsicologica adatta a bambini e ragazzi di età compresa tra i 4 anni e 7 mesi e gli 11 anni e 6 mesi. Contiene un ventaglio di test raggruppati per diverse aree:

Lingua

  • Discriminazione uditiva: ad ogni coppia di parole ascoltata bisogna dire se siano uguali o diverse fra loro.
  • Ripetizione di non parole: bisogna ripetere ogni parola ascoltata.
  • Analisi fonemica: si deve dire di quali suoni è composta ciascuna parola ascoltata.
  • Fusione fonemica: si deve dire la parola che risulta dai fonemi ascoltati.
  • Denominazione: viene richiesto di nominare ogni figura mostrata.
  • Comprensione sintattica: il soggetto deve indicare la figura corrispondente alla frase ascoltata.

Percezione visiva

  • Discriminazione visiva: viene chiesto di osservare un’immagine astratta e di identificarla nel più breve tempo possibile, scegliendola fra alcuni distrattori. Si ripete la procedura per diversi item.

Attenzione

  • Attenzione visiva selettiva: si deve trovare in un minuto quanti più stimoli target in mezzo a molti distrattori.
  • Attenzione uditiva selettiva: si deve ascoltare una voce registrata di circa 3 minuti che dice una lunga serie di parole. Quando viene udita la parola target si deve fare un’azione.

Prassie motorie

  • Prassie motorie: il soggetto deve compiere alcuni gesti, sia su richiesta verbale che su imitazione dell’esaminatore.

Memoria

  • Span di numeri avanti: viene richiesto di ripetere in maniera esatta serie di numeri progressivamente più lunghe.
  • Span di numeri indietro: si chiede di ripetere in ordine inverso serie di numeri progressivamente più lunghe.
  • Test di Corsi: si devono riprodurre sequenze progressivamente più lunghe di cubetti da toccare, osservando quanto fatto dall’esaminatore.
  • Apprendimento di coppie di parole: l’esaminatore legge alcune coppie di parole e successivamente dice la prima parola di ciascuna coppia e il soggetto deve ricordare quella associata.
  • Rievocazione libera di figure: si devono osservare delle immagini, una alla volta, e denominarle per poi rievocarle successivamente senza poterle vedere.
  • Ricordo selettivo di parole (immediato e differito): viene letta una serie di parole e poi viene chiesto di ripeterla. Successivamente l’esaminatore rilegge soltanto le parole dimenticate e chiede all’esaminato di ripeterle tutte, comprese quelle già dette. Si ripete la procedura per più volte. C’è poi una prova di recupero delle parole apprese a distanza di 30 minuti.

Funzioni esecutive

  • Torre di Londra: versione semplificata della TOL.
  • Fluenza fonemica: si deve produrre il maggior numero possibile di parole che iniziano per una determinata lettera.
  • Fluenza categoriale: nel tempo di un minuto, si deve produrre il maggior numero possibile di parole appartenenti ad una determinata categoria.

Stato degli apprendimenti

  • Lettura di parole e non parole: prova di lettura di liste di parole e non parole in cui si quantifica velocità e correttezza di lettura.
  • Lettura di brano: il soggetto deve leggere un brano e l’esaminatore quantifica il numero di sillabe lette correttamente e la velocità di lettura.
  • Scrittura di parole e non parole: vengono dettate parole e non parole e si calcolano velocità e correttezza di scrittura.
  • Dettato di brano: dopo aver dettato un brano all’esaminato, si conteggiano le parole scritte correttamente in due minuti e il tempo impiegato nel caso abbia impiegato meno di due minuti.
  • Calcolo – ordinamento di numerosità grafico-visivo: il soggetto deve ordinare dei cartoncini contenenti dei pallini, ordinandoli per numerosità.
  • Giudizio di numerosità uditivo: il clinico chiede di fare dei confronti di grandezza fra coppie di numeri detti verbalmente.
  • Enumerazione in avanti: il soggetto deve contare fino a 50 e si tiene conto del numero a cui è riuscito ad arrivare senza errori o del tempo impiegato per arrivare fino a 50.
  • Conteggio di elementi grafici: si vede fino a quanti pallini riesce a contare l’esaminato e il tempo che impiega.
  • Calcolo scritto: il soggetto deve compiere delle operazioni scritte.

Batteria per la valutazione della scrittura e della competenza ortografica 2, BVSCO-2 (Tressoldi et al.)

Strumento per valutare tutti gli aspetti implicati nel percorso di apprendimento della scrittura: il grafismo, la competenza ortografica e la produzione del testo scritto. La batteria stima le competenze del bambino per l’intero percorso scolastico della scuola primaria e secondaria di primo grado.

Struttura

La batteria si compone di 6 prove, raggruppabili in 3 categorie a seconda dell’aspetto valutato. Ogni prova presenta materiali di difficoltà crescente, calibrata in base al livello di scolarità.

  • Prove di competenza ortografica: Dettato di brano, Copia di brano, Scrittura di nomi di figure e Dettato di frasi con parole omofone non omografe; valutano la competenza ortografica del bambino distinguendo varie tipologie di errori (fonologici, non-fonologici e di accenti).
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lolona di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Laboratorio di Strumenti di valutazione dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia o del prof Cadamuro Alessia.
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