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Laboratorio di progettazione architettonica 1 - 055537

Indice

Introduzione – Rapporto tra architettura e spazio aperto - Espressione dell’essenziale - Leggere l’architettura – caratteri architettonici degli edifici - Il sistema di caratteri architettonici relazionali degli spazi - L’elenco dei 15 elementi dell’architettura di Rem Koolhaas - Il tipo architettonico come strumento della progettazione – aggiornamento e rigenerazione delle strutture tipologiche - Radici disciplinari dell’indagine tipologica - Il limite del linguaggio neoclassico - Definizioni e esempi di applicazione del tipo in architettura - Studio Ecoarch - Casa NM - Casa BG - Casa MM - Ricomposizione di un tassello urbano e disegno dello spazio pubblico in Viale Andrea Doria, Milano - Ruolo e valore della storia per la progettazione architettonica - Milano - Fasi storiche - Controllo climatico nella progettazione architettonica - Controllo climatico e dei caratteri ambientali nella progettazione architettonica - La mappa strategica - Il disegno - Pianta al suolo – lo spazio pubblico aperto - Luce naturale nelle sue molteplici articolazioni - Il progetto di architettura - Caratteri architettonici degli edifici - I 5 punti dell’architettura moderna di Le Corbusier, 1926 - Tipologia architettonica - La soglia fra casa e città – Le Corbusier e il paradigma casa Curutchet - “La città è uno strumento di lavoro”, Le Corbusier in Urbanisme 1925 – il luogo - Il processo compositivo - Gli elementi della facciata - La definizione della soglia tra casa e città.

Introduzione

Architettura è una disciplina complessa – elementi tecnici, artistici, umanistici. Cinque imprescindibili relazioni nel mestiere dell’architetto, che si ancorano nella storia (costituenti il Common Ground che orienta sempre il lavoro dell’architetto).

Architettura come pratica teorica

Da Vitruvio (80-15 a.C. circa) nel suo De Architectura (25 a.C.), l’architettura come scienza che regola il lavoro fatto ad arte, è pratica in cui ci si sporca le mani, in cui si disegna a matita, si esercita la manualità e nello stesso è necessaria una teoria che dà supporto all’azione e descrive ciò che facciamo.

  • Pratica – eseguita con le mani, dà forma alla materia e allo spazio, verifica e aggiorna i modelli teorici.
  • Teoria – dimostra razionalmente il lavoro fatto, guida alla pratica, comprende e descrive i fenomeni urbani.

Architettura come misura

L’architetto realizza spazi e forme d’arte per l’umanità: il progetto architettonico dello spazio è per l’uomo, che mantiene una fisicità costante nel tempo. L’architetto si avvale di regole e ragione, del movimento di pesi e di corpi, del controllo di strutture e dell’organizzazione spaziale. La misura è un numero: costruire proporzioni vuol dire mettere in relazione misure tra loro. Da De Re Aedificatoria (1485) di Leon Battista Alberti (1404-72): “L’architetto deve possedere conoscenza, cultura, capacità di ragionamento e eccellenti cose”.

Architettura come natura

La questione ambientale punta ad una riconnessione delle persone con la natura attraverso l’architettura. Ambiente naturale e ambiente costruito non costituiscono una coppia antinomica. L’edificio è un artificio dell’uomo ma l’architetto non si deve opporre alle regole della natura: il bravo architetto lavora con e non contro la natura. L’obbiettivo è la riconnessione delle persone in una dimensione naturale, che diventa anche culturale. Gli architetti hanno la grande responsabilità dell’ambiente costruito. Relazione con l’ambiente e connessione con la natura determinano la qualità di un progetto. Edificio manifesto: il Padiglione dei Paesi Nordici di Sverre Fehn (2018, giardini della Biennale di Venezia).

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Architettura come luce

Luce naturale. “L’architettura è il corretto, rigoroso e magnifico gioco di volumi alla luce” – Le Corbusier (1887-1965) in Verso una Architettura (1923), l’architettura come fatto plastico. Le ombre e le luci rivelano le forme. Litografia Poema dell’angolo retto: quadro con la sezione dell’unità di abitazione accompagnata dallo studio del movimento del sole e dell’orientamento dell’edificio. Il sole è la fonte energetica principale naturale. Il fatto tecnico di luci, di ombre e della quantità di luce negli interni diventa anche un fatto poetico e plastico. “L’architettura è al di là dell’utile, è arte nel senso più alto, è ordine matematico, armonia, proporzione esatta di tutte le relazioni” – Le Corbusier.

Architettura come suolo

Il basamento, matrice dello spazio pubblico, condensa il senso di appartenenza delle persone alla società civile e diventa luogo di incontro tra le ragioni dell’architettura e quelle del sito specifico. La linea di terra è il segno grafico che rappresenta il rapporto tra architettura e suolo, tra spazio individuale a pubblico. L’architettura non si sposta, essa è immobile (non è oggetto di design). Lo scavo come sottrazione di materia: primo momento del cantiere. Fondamentale controllare la qualità del passaggio dall’esterno all’interno, da spazio pubblico a privato.

Scopo del corso

Acquisire una grammatica del progetto:

  • Contesto (fisico e culturale): luogo, geografia, spazio, storia.
  • Funzione: uso che l’uomo fa dello spazio, con le sue ragioni e le sue contraddizioni.
  • Composizione: ordinare lo spazio con la geometria, dimensione, proporzione, scala metrica.
  • Costruzione: realizzazione degli spazi pensati, con fisicità, struttura, materiali, tecnologia (gravità e materia).
  • Idea: non c’è architettura senza un’idea, tanto più precisa quanto più precisamente risponde agli altri punti (contesto, funzione, composizione e costruzione).

Giochi con la luce, pensare a cosa accade negli spazi pensati di mattina, di pomeriggio, all’alba, al tramonto. Fatto tecnico e poetico. Si inizia a lavorare partendo da un concept: categorie spaziali primarie, poi diventa progetto architettonico. Processo di messa a punto progressiva e paziente del progetto di architettura. Suolo non è mai il vuoto, il bianco, ma si disegna e aggiunge senso al progetto.

“L’architettura è una pratica teorica artistica” – Vittorio Gregotti. Atteggiamento con il contesto - l’architettura è il progetto di volume pieno (l’ambiente costruito) e di volume vuoto (spazio aperto). La responsabilità civica dell’architettura sta proprio nelle relazioni impalpabili tra le cose, nell’assenza del volume (spazio pubblico, paesaggio urbano…).

Architettura dello spazio aperto

Lavora per costruire specifiche intenzioni nel vuoto. Il rapporto di un edificio con lo spazio aperto (es. strada, piazza, giardino) diventa fondativo del progetto. Casa – è l’iscrizione tipologica primaria. Il progetto necessita di un controllo compositivo e spaziale – controllo delle misure e della loro relazione.

Concept programmatico – l’intenzione del progetto/l’idea/l’azione fondamentale che dà senso al progetto stesso e che si imprime nella materia, nei volumi. Suolo – superficie referente con la quale l’architettura interagisce. L’architettura, infatti, non è un oggetto mobile, essa si radica. Lo scavo, le fondamenta costituiscono un’operazione tecnica ma anche concettuale. (relazione necessaria tra fondazioni e fondamento di Vittorio Gregotti).

Cambio destinazione d’uso dell’architettura

Molto spesso “L’architettura sopravvive all’architetto che l’ha generata” – Cino Zucchi (1955-vivente, architetto e professore universitario italiano, studio di architettura CZA-Cino Zucchi Architetti). Il lavoro dell’architetto è un lavoro umile, egli pensa a spazi temporaneamente definiti. L’architettura non si congela nel tempo: è possibile un processo di trasformazione, un cambio di destinazione d’uso. Per questo si parla di relativizzazione dell’aspetto funzionale: il processo progettuale è potenzialmente infinito, l’architettura lavora molto sull’esistente. Es. la Villa Savoye (Poissy, 1928-31) di Le Corbusier, da residenza privata, è diventata museo di sé stessa, raccontando il modo di vivere degli anni ’30. Ha mantenuto però dei caratteri permanenti che la rendono un caposaldo dell’architettura. Intenzionalità è nodale, fondamentale nel progetto di architettura.

Rapporto tra architettura e spazio aperto

Spazio aperto – non è ciò che rimane, è ciò che dà senso al pieno: senza uno studio del vuoto, non si riesce a dare forma all’ambiente costruito. Affresco Allegoria del Buon Governo di Ambrogio Lorenzetti nel Palazzo Pubblico di Siena (1338-39) – uno dei primi esempi di paesaggio culturale. Il paesaggio alla scala antropogeografica nel dipinto di Lorenzetti, rappresentato nell’arte, nella fotografia, diventa oggetto estetico, è parte della nostra storia disciplinare. Diventa così paesaggio culturale. Il puro paesaggio di natura non contempla l’azione dell’uomo sulla terra, invece, il paesaggio diventa antropizzato, culturale (prodotto della cultura che l’ha generato) se è il risultato di un processo operativo umano. Il paesaggio, quando viene rappresentato, diventa paesaggio di cultura, diventa espressione di un progetto di paesaggio, una proiezione. Ogni segno (canale, traccia di alberi) diventa parte di un insieme di paesaggio e ne costruisce la qualità figurale.

Contributo di Vittorio Gregotti nella relazione architettura-paesaggio - il progetto del paesaggio è strettamente connesso al progetto d’architettura. Per strutturare lo spazio fisico dell’uomo operiamo sulla costruzione del manufatto, ma dobbiamo anche controllare l’insieme in cui il nostro progetto si inserisce, e la cui esistenza precede la nostra azione diretta. Lo spazio aperto preesiste al nostro progetto. L’architettura è una disciplina proiettiva e progettuale. L’architetto percepisce il valore estetico del paesaggio quando acquista coscienza della sua qualità figurale.

Come avviene il riconoscimento della qualità figurale di un paesaggio da parte dell’architetto:

  1. Un gruppo sociale elegge un sito a luogo simbolico – es. bosco sacro con al centro l’albero più antico, stele funeraria come luogo di sepoltura, presenza di una fonte dove abbeverarsi. Definizione di un sito per rappresentare un valore specifico. Es. la croce per una sepoltura.
  2. Quando un paesaggio viene rappresentato, ritagliato dal contesto e caricato di un’oggettualità, diventa paesaggio di cultura, ogni rappresentazione è strumento di conoscenza del paesaggio, l’inquadratura include elementi e ne tralascia altri. Arte, poesia, descrizione letteraria, fotografia.
  3. Quando la forma del paesaggio alla scala generale viene pianificata, quando il paesaggio o un territorio diventano oggetto di una pianificazione alla scala generale. Lo strumento di pianificazione aiuta a conoscere la forma del paesaggio antropogeografico e l’architettura in esso contenuta. Attraverso gli strumenti della pianificazione urbanistica.

In questo processo di conoscenza si passa da uno stato di natura, a uno stato di cultura (sia nella campagna che nelle città). La costruzione del paesaggio si fa progressivamente sempre più globale. Nell’affresco Allegoria del Buon Governo – ci sono personaggi allegorici che incarnano valori simbolici: giustizia, pace, generosità. Oltre a tali valori, si esprime come il buon governo della città porta all’attività edilizia: costruzione di edifici, torri, portici con coronamenti merlati, bifore. Le caratteristiche architettoniche ci parlano di aspetti sociali, artistici, commerciali e ci raccontano, in una società ben governata, della cura dei luoghi che l’uomo ha, sia dentro il tessuto urbano, sia fuori.

La cura: tema sostanziale per il nostro progetto

Villa Medicea di Poggio a Caiano (1485) di Giuliano da Sangallo, commissionata da Lorenzo il Magnifico – relazione della villa con il lotto: bosco fitto, giardino di ingresso, giardino segreto, campi coltivati con edifici annessi a ovest. Lunetta di Utens (1599) – rappresenta il prospetto sud ovest della villa. Chiaro è il rapporto tra la villa e il giardino. Compenetrazione esterno-interno. Il loggiato è spazio aperto ma coperto, filtra il rapporto tra esterno e interno. Tema della loggia come mediazione. Rigorosa simmetria della villa. Il portico, dove si smistano le merci di arrivo, costituisce il basamento su cui gli spazi domestici della villa si ergono. Il portico è un ulteriore filtro tra spazio esterno e spazio privato della casa. C’è un salone principale al centro, dove la luce giunge attraverso tagli di luce verticale.

La Villa Capra di Palladio 1566-67 - disegni di Vincenzo Scamozzi. La villa è un edificio quadrato simmetrico, inscrivibile in un cerchio. Il salone principale, con cupola e matroneo, si trova al centro della croce greca. Ciascuno dei quattro ingressi presenta una loggia fredda aperta, ma coperta, e un vestibolo di ingresso. La sala centrale è il centro nevralgico della composizione. Ogni spazio è proporzionato da regole matematiche. Si percepisce una forza centrifuga della villa rispetto alla campagna: il paesaggio entra in modo diretto, immediato, dentro la rotonda. La campagna è sempre osservabile da ogni punto della casa. Orientamento di 45° rispetto ai punti cardinali = volontà di equivalenza dei quattro fronti.

Espressione dell’essenziale

L’architettura del 600 costruisce il paesaggio antropizzato, interviene molto sullo spazio aperto (La Palazzina Caccia di Stupinigi, la Venaria Reale) Compenetrazione totale tra spazio aperto e chiuso.

Nel moderno. Padiglione tedesco per l’esposizione universale e Barcellona di Mies Van der Rohe 1929 – Padiglione manifesto di un modo di fare architettura. Elementi importanti: la continuità spaziale tra dentro e fuori, i setti tra loro paralleli, disposti in una griglia che è il basamento della villa stessa. La vasca d’acqua inserita nel basamento specchia e moltiplica i piani orizzontali. La copertura sborda rispetto ai setti e si distingue come elemento a sé stante, come fosse un montaggio di piani controllati da un principio di misura. Basamento rivestito in travertino ed è 53x17 m.

Neue Nationalgalerie di Mies Van der Rohe 1962 – Lo spazio del museo è ribaltato rispetto alla concezione tradizionale. Questo edificio è la figura paradigmatica del basamento. L’organizzazione spaziale di Mies prevede il museo in cui l’esposizione deve essere presentata al pubblico dopo un ambiente di accoglienza, si arriva poi all’accesso ad uno spazio più appartato. Basamento ritmato dalla griglia della pavimentazione, dei pilastri sorreggono l’architettura. La copertura esce rispetto alla vetrata di ingresso e una volta superato l’ingresso, c’è un grande spazio aperto ma coperto che circonda il padiglione vetrato. Le due sale portano al museo che sta dentro a questo basamento pubblico. Il portico di acciaio e di vetro è in sé una sorta di astrazione dello spazio pubblico, né è un’ulteriore declinazione. Dall’aperto, all’aperto ma coperto, fino al coperto ipogeo, che lascia intravedere lo spazio aperto ma coperto e il muro di limitazione del museo. Relazione con la terra. Il basamento ha una forte carica simbolica. Pochi elementi dell’architettura. Cassettoni che alleggeriscono il tetto. Netta corrispondenza di ogni elemento con il tutto.

Casa Gaspar di Campo Baeza (1992) – sul mare in Spagna, una casa di vacanze. Lavoro sull’essenzialità degli elementi. L’essenzialità è una condiziona raggiunta, mai data a priori, si raggiunge togliendo (The less is more è il punto finale del progetto, quando non ho più nulla da togliere). Pochi elementi inseriti hanno un ruolo compositivo indispensabile: Campo Baeza domina i rapporti con la luce, immagina geometrie pulite, lavora molto sul rapporto con il contesto. La casa si iscrive in un quadrato, all’interno di una griglia. Un corpo costruito suddivide la zona giorno da due patii: uno di ingresso e uno solo retro. Camere, armadiature, servizi e disimpegno delle camere. Zona giorno ha un’altezza maggiore ed è l’elemento di filtro.

Casa Guerrero di Campo Baeza (2005) – i temi sono analoghi. Due patii, con vasca, zona centrale con soggiorno. La casa si riassume in un concept molto preciso e pulito. Luce e ombra a tutte le ore del giorno. Composizione simmetrica su entrambi gli assi di simmetria. Tutto è inamovibile, vuol dire che ciascun elemento è fissato nel modo corretto.

Casa Bernasconi di Luigi Snozzi (1989) – uno dei primi architetti della scuola ticinese (con Botta, Galfetti e Vacchini). Scuola ticinese: sulla scia del Moderno e dell’essenzialità del linguaggio, aggiornandolo nei contenuti tecnologici e tematici. Casa posta su un declivio. Un volume basso, uno alto, con un muro che li collega, rampa di scale d’accesso. Se si sale si va nella zona notte con tre camere e due bagni, se si scende si va al piano della zona giorno con cucina, dispensa, zona pranzo e zona conversazione. Vasca d’acqua e piccolo spogliatoio.

Rapporto tra innovazione e tradizione

Rapporto tra innovazione e tradizione non è banale, scontato. L’intervento contemporaneo deve essere dichiarato, se vuole essere culturalmente onesto, visibile per differenza dal preesistente.

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/14 Composizione architettonica e urbana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MinervaPallade di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Laboratorio di progettazione architettonica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Coppetti Barbara.
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