Mark Bekoff-LA VITA EMOZIONALE DEGLI ANIMALI
In questo libro Marc Bekoff, uno dei maggiori etologi al mondo, vincitore di premi
Award per la scienza, basandosi su anni di studio sulla comunicazione sociale in
un’ampia varietà di specie, dimostra attraverso una serie di storie straordinarie
l’esistenza della ricca vita emotiva degli animali(provano gioia, dolore, imbarazzo,
rabbia, amore e tutta la gamma di emozioni proprie della specie umana).Le emozioni
degli animali ci insegnano sull’amore, la compassione, l’empatia e ci impongono di
modificare radicalmente il modo in cui ci relazioniamo con loro.Bekoff da ampio spazio
alla soggettività, cercando di stabilire e riconoscere un rapporto, un legame con gli
animali che osserva. Sostiene infatti che è assurdo non riconoscere un’identità agli
animali studiati: è assurdo, ad esempio, non dare loro un nome, così come è
impossibile considerarli “estranei” alla società umana, in quanto è documentato che
con noi condividono il processo di co-evoluzione. L’etologo statunitense muove sempre
da dati sperimentali di valore scientifico, ma riesce a cogliere anche una sorta di
“punto di vista” degli animali, a partire da quelli che vivono al fianco dell’uomo: li
descrive come individui, personalità ricche, con una mente collegata ad emozioni,
esseri senzienti con complesse vite affettive passibili di relazione empatica.Bekoff
esplora inoltre l'evoluzione delle emozioni, focalizzando l'attenzione sulle ultime
scoperte scientifiche relative a quelle strutture del cervello che elaborano le emozioni
e che sono condivise da uomo e animali e pone l'accento sul ruolo che queste hanno
nello stabilire una continuità evolutiva tra le diverse specie. Bekoff sosteneva che le
vituperate bestie, almeno quelle con un cervello ragionevolmente sviluppato, hanno
vivide e distinte personalità, menti capaci di alcuni tipi di pensieri razionali e,
soprattutto, sentimenti. Ci raccontava che i gorilla fanno funerali, i cani ridono, gli
scimpanzé piangono, i cavalli hanno il senso dell’umorismo, i topi sono grandi amanti
del divertimento, mentre i pesci possono essere afflitti e spaventati, e sono pure
capaci di astuzia e inganno.Definita la moralità come «insieme di comportamenti
correlati e indirizzati verso gli altri, tesi a sviluppare e regolare le complesse
interazioni all’interno dei gruppi sociali», Bekoff e Pierce ritengono che questa possa
essere presente nelle specie che hanno tre caratteristiche: comportamenti empatici
(legati alla capacità di sentire le sofferenze altrui, provare cordoglio, eccetera),
cooperativi (quando c’è altruismo, reciprocità, fiducia, punizione o vendetta) e
concernenti la giustizia (quando gli animali valutano la correttezza delle azioni altrui,
hanno aspettative riguardo a ciò che si meritano o a ciò che deve essere condiviso,
quando sono presenti sdegno, castigo, rancore).Quindi una morale reale, che cresce e
vive nella relazione, una capacità etica che si forma con la cooperazione e la
collaborazione, caratteristiche di molte specie non-umane sociali ed osservabili
durante l’attività di gioco, in cui ogni individuo sperimenta come non nuocere all’altro,
senza imbrogliarlo, cioè rispettando gli accordi. Nel gioco un animale è in grado di
modulare consapevolmente i propri comportamenti lasciandosi guidare dall’altro che
con lui si relaziona e comunica attraverso segnali precisi, spesso ritualizzati. Secondo
Bekoff è proprio attraverso il gioco che ogni giovane individuo impara ad essere
“giusto” con gli altri e ad avere fiducia in essi. Valorizzando la vita emozionale degli
animali e avvalorando una equilibrata antropomorfizzazione, Bekoff non arriva però a
dimenticare le differenze tra le specie, compresa quella umana, sottolineando che ci
troviamo di fronte a diversità di grado e non di qualità: è una finestra su nuovi mondi e
punti di vista. Bekoff insiste su questa visione per dare la possibilità alle persone di
cogliere le similitudini tra l’umano e il non-umano, affinché l’umano aumenti la propria
sensibilità nei confronti del modo in cui vengono trattati gli animali, quando sono
sfruttati dagli uomini per il cibo, per la ricerca, l’educazione, il divertimento.Infine
nell’invitarci costantemente a considerare che non siamo solo parte integrante della
natura, ma anche che abbiamo una totale responsabilità nei suoi confronti ci conduce
verso un’etologia profonda, dandoci la possibilità di passare dall’essere “coloro che
osservano” a “coloro che sono osservati”, per avere noi una percezione di come gli
animali percepiscono il mondo che li circonda, di come si comportano ed affrontano la
vita.
Gli animali provano un’ampia varietà di emozioni,incluse le 6 emozioni universali di
Darwin:rabbia,felicità,tristezza,disgusto,paura,sorpresa.Ci sono differenze tra le specie
rispetto a come esse esprimono le loro emozioni,anche tra individui della stessa
specie(personalità).Gli animali non filtrano le emozioni,ma riconoscerle non significa
aver compreso il loro comportamento sociale(motoso un lupo nero di medio rango
lecca la faccia di kamots maschio del branco più alto di rango,alfa,percepiamo affetto
senza conoscere reali dinamiche ma in realtà è segnale di sottomissione per rinforzare
il legame sociale e mantenere unione branco).Facile riconoscere
emozioni:cambiamento tono muscolare,postura,andatura,espressione
facciale,sguardo,odori.Per riconoscerle non è necessario essere scienziati:questo
perché l’uomo ha una naturale abilità a distinguere emozioni altre specie e perché le
emozioni degli animali non sono ben distinte.ODORI:forte potere
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