LA TRANSIBERIANA
D’ABRUZZO
Geografia del Turismo
Professore Luca Zarrilli
Natali Francisca Luigia
A.A. 2021/2022
IL TRENO STORICO DELLA
TRANSIBERIANA D’ABRUZZO REGALA
UN’ESCURSIONE NEL CUORE DELLA
REGIONE, GIUNGENDO FINO AL MOLISE,
ATTRAVERSANDO PARCHI NAZIONALI E
RISERVE NATURALI. TRA MONTAGNE E
STRETTE GOLE, IL TRENO PERCORRE UNA
DELLE VIE PIÙ PAESAGGISTICHE D’ITALIA.
“È un po’ come vedere un documentario dal vivo con le immagini che scorrono dai finestrini del treno.”
Per opera della Fondazione FS Italiane che sensibile alla tematica e vicina alle tante realtà associative e imprenditoriali
locali, ha tutelato la “nostra ferrovia” all’interno del proprio progetto denominato Binari Senza Tempo: dieci spettacolari
linee ferroviarie del nostro Paese, diventate un vero e proprio “museo dinamico” da preservare e valorizzare, percorribili a
bordo di un convoglio storico con carrozze “Centoporte” e “Corbellini” realizzate tra gli anni ’20 e ’50 del Novecento.
Binari senza Tempo è il progetto della Fondazione FS pensato per dare una nuova vita a dieci linee ferroviarie che attraversano la
provincia italiana, creando una formula innovativa di turismo ferroviario. Si tratta di circa 600 km di strada ferrata caduti in secondo
piano perché poco appetibili per il trasporto regolare di persone e merci, ma che hanno ancora molto da offrire: percorrendo il loro
tracciato si possono ammirare panorami unici, in zone d’Italia da riscoprire e aprire al turismo. Grazie alla legge sulle ferrovie storiche
del 2017, stimolata anche dal lavoro della Fondazione, oggi queste linee sono tutelate e rispondono al nuovo scopo di rivalutare i
territori che attraversano creando un museo diffuso – un museo mobile, se vogliamo dei piccoli borghi e dei gioielli paesaggistici
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italiani. Il progetto di Binari senza Tempo infatti è proiettato verso il futuro: è conservando la memoria di queste linee che è possibile
promuovere l’Italia ancora nascosta e, insieme, l’idea di un turismo lento e sostenibile.
Il soprannome “Transiberiana d’Italia”, che l’ha
resa celebre in questi anni, lo troviamo per la
prima volta associato alla ferrovia sulla rivista
Gente Viaggi del novembre 1980 dove il
giornalista Luciano Zeppegno, descrivendo
questa ferrovia appenninica, la apostrofò come
“la piccola Transiberiana” per via delle
abbondanti nevicate nel periodo invernale che
la fanno somigliare alla vera Transiberiana che
da Mosca raggiunge Vladivostok.
“Transiberiana d’Italia”, così è soprannominata la ferrovia Sulmona-Carpinone, vincolata come ferrovia turistica ma storicamente la si
considera fino ad Isernia è la seconda linea a scartamento ordinario più alta d’Italia, che si sviluppa per un lungo tratto oltre i 1.000 m
di altitudine attraversando i boschi del Parco Nazionale della Majella e i rinomati altipiani d’Abruzzo, che d’estate appaiono come
verdi praterie con animali al pascolo mentre d’inverno ricordano le bianche distese di neve sferzate da venti gelidi della Siberia.
Un’escursione nel cuore dell’Abruzzo e del
Molise tra Parchi Nazionali e Riserve Naturali
che attraversa montagne, altipiani, vallate e
strette gole. Un tracciato spettacolare quello
della Ferrovia dei Parchi, soprannominata
affettuosamente la “Transiberiana d’Abruzzo”,
che porta alla scoperta di piccoli borghi dove
la storia e le tradizioni sono custodite dalle
comunità locali. Un viaggio che unisce la
montagna dell’Appennino, le sue
ragguardevoli cime e i suoi grandiosi altipiani
carsici con centri storici, monumenti, opere
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