Mercoledì 12 ottobre '05 (1° lezione)
Osservazione dei fenomeni linguistici
Dobbiamo osservare due fenomeni. Esistono lingue di numero sterminato, circa 6.000. Il dialetto è una lingua a tutti gli effetti. Le lingue sono anche molto diverse fra loro per quanto riguarda la modalità di osservare la realtà. Le lingue sono delle modalità con cui un popolo guarda la realtà e la categorizza. Quando noi parliamo usiamo parole, che sono categorie, da agora (piazza del dibattito).
Le lingue come categorie della realtà
Cate|goria (dal greco cata, a ridosso di). Le categorie sono elementi che noi buttiamo addosso alla realtà. Le lingue sono diverse messe a fuoco della realtà. Pensiamo all’ambito di realtà che ha a che fare con il movimento:
- Andare
- To go
- Gehen – fahren (in tedesco e in russo si differenzia tra l’andare a piedi o con un mezzo)
- Idti
Italiano: Mano
Russo: Ruka (articola due segmenti di realtà; uno come in italiano, l’altro comprende anche la parte che va dalla punta delle dita alla spalla); in russo c’è un termine che indica la totalità delle 5 dita. Il latino distingue tra zio, fratello di padre e zio, fratello di madre.
Il linguaggio e la lingua
Il linguaggio non va confuso con la lingua. In linguistica ci occupiamo del linguaggio umano, che è la facoltà di cui dispone l’uomo di produrre eventi comunicativi. Tra la totalità degli eventi noi prendiamo in considerazione quegli eventi che vengono prodotti per comunicare e che quindi si appoggiano su uno strumento verbale, le lingue storico naturali (che sono le singole lingue).
Comunicazione verbale e non verbale
In linguistica generale ci occupiamo di comunicazione verbale (non tutta la comunicazione è verbale: espressioni del volto, elementi cinesici, del corpo, elementi prossemici, questa comunicazione non verbale è in stretta comunicazione con la comunicazione verbale).
Pervasività e complessità della comunicazione
La comunicazione pervasiva è un oggetto complesso, perché interpella una molteplicità delle dimensioni dell’esistenza umana. Possiamo dire che tutta la vita umana è intessuta di comunicazione, il potere democratico si costruisce con la comunicazione, di comunicazione vive l’educazione, che è una comunicazione pedagogica di generazione in generazione. La comunicazione ha sistemi segnici verbali, è oggetto d’indagine da parte delle scienze linguistiche.
Costellazione delle scienze linguistiche
- Semiotica
- Comunicazione
- Scienze linguistiche (noi siamo qui ^^)
- Scienze umane
- Scienze tecnologiche
La comunicazione è sempre calata in un contesto (sociale, culturale…), la comunicazione coinvolge anche dimensioni psico-socio-culturali. Tutte le dimensioni coinvolte dalla comunicazione rivolgono domande alla comunità scientifica.
Il comunicazionista e la buona salute della comunicazione
Qual è l’intento della disciplina di linguistica generale? Noi dovremmo diventare dei buoni comunicazionisti, in modo da essere in grado di assumerci una responsabilità civile di intervenire nei casi in cui la comunicazione va in crisi. Questi casi sono molti: momenti in cui vengono stravolte le dinamiche testuali. (es da “la strada” di Fellini). Quando la comunicazione non è sensata (supponiamo che uno scapolo dica che sua moglie è un’ottima cuoca, la comunicazione sarebbe irreale), un discorso per avere senso deve avere rapporto con la realtà. Noi potremmo essere interpellati nella valutazione della qualità della comunicazione.
Giovedì, 13 ottobre '05 (2° lezione)
La linguistica generale
La linguistica generale si occupa di quell’infinita serie di eventi comunicativi, ossia prodotti per comunicare e che si appoggiano su una delle lingue storiche naturali. La comunicazione è pervasiva (dall’antica agora a internet, la comunicazione è diventata sempre più diffusa) e complessa. La comunicazione in quanto utilizza sistemi di segni e strumenti linguistici coinvolge dimensioni semiotiche-linguistiche. La comunicazione coinvolge dimensioni umane di tipo psicologiche, psicosocioculturali, è l’area delle scienze umane.
Il comunicazionista
Il comunicazionista non è il comunicatore (colui che riesce a ottenere un’efficace comunicazione); noi saremo comunicazionisti, tutti coloro che hanno una conoscenza sistematica delle dinamiche costitutive della comunicazione, in modo tale da:
- Saper costruire una comunicazione efficace
- Saper entrare in merito a quei casi in cui la comunicazione va in crisi
Il comunicazionista è colui che sa assumersi una responsabilità civile a favore di una buona salute della comunicazione.
Il cuore della comunicazione: la logica del Munus (dono)
Il termine comunicazione è usato secondo una duplice accezione. La comunicazione è l’insieme degli atti comunicativi; questa è una definizione induttiva di comunicazione. L’uso della parola comunicazione però può essere inteso così: la comunicazione è quella operazione che sta a monte della totalità degli eventi comunicativi, la competenza del dire (facultas loquendi), è una comunicazione deduttiva.
Esempio di deduzione e induzione (preso dal campo della matematica): per definire i numeri pari ci sono due modi:
- 2, 4, 6, … 1000, 1002, …. (indicando la totalità dei numeri pari) questa è una modalità induttiva, utilizzo della ragione.
- Lo definisco con una regola 2x=y, questa è una definizione di tipo deduttivo.
Ma qual è la logica della comunicazione? È stata scoperta facendo l’analisi (l’etimologia) del termine. L’etimologia è la descrizione del percorso attraverso cui un popolo si è costruito la sua categorialità. Il verbo italiano COMUNICO deriva da COMMUNICO (in inglese sono rimaste le 2 M “comunicative”, così come in francese e tedesco).
Etimologia: COM|UNICO
COM rimanda al CUM latino e al CON italiano, è una preposizione di relazionalità. La comunicazione è un processo che mette l’altro a parte di qualche cosa. Perché ci sia comunicazione ci deve essere diversità. La diversità è un elemento costitutivo di qualsiasi comunicazione. Quando i latini parlavano di communicatium intendevano un processo molto più ampio di quello che intendiamo noi, voleva dire: permettere all’altro di usare un mio bene.
Venerdì, 14 ott. 05 (3° lezione)
Il cuore della comunicazione: la logica del munus
L’etimologia permette di entrare nel semantismo (significato) delle parole. LATENZA. Quei momenti in cui nella lingua troviamo degli elementi diacronici che appartengono al passato. MIT – TEILEN (mit riprende il cum) COMMUNICATIO COMMUNIIO risale a COMMUNIS. Comunicare significa mettere in comune mondi diversi, di cui la diversità è un fattore costitutivo. Quando le parole passano di secolo in secolo subiscono delle riduzioni. I latini con COMMUNICATIO potevano comunicare anche dei beni fisici, era uno scambio di merci. Lentamente queste merci si sono smaterializzate e sono diventate non fisiche.
Nesso tra comunicazione e marketing
Nesso che è adombrato dalla teologia pagana di Mercurio (MEDIUS CURRIT mediatore). Era un dio che faceva il mediatore tra gli dei e gli uomini. Quindi il dio della comunicazione, nello stesso tempo era anche il dio del commercio. MERC|URIO (Deriva dal latino MERX merce, radice che troviamo in: mercato, commercio, marketing). Mercurio in greco si dice Ermete (HERMENIA interpretazione; HERMENEUO interpretare), quindi egli doveva codificare il messaggio dagli dei agli uomini. Si può interpretare con due processi:
- Dare un senso a un testo
- Dare un testo a un senso di partenza
Comunicazione, troviamo una radice che ha a che fare con MUNUS, la troviamo in una serie di termini, come: matrimonio, patrimonio, municipio. MUNUS significa sia dono (Gabe in tedesco), che come compito (Aufgabe). Per noi moderni è difficile cogliere un nesso fra un dono e un compito. Ciò che è bene, caro… è anche un compito. Hai avuto qualcosa che hai voluto, amato… adesso arriva per te il compito, la responsabilità. Nella comunicazione si apre un munus che comporta anche una responsabilità. Victor confida a Wolf di essersi innamorato di Aurora, per Wolf si apre il compito della discrezione. Se Victor dà un dono a Wolf, questi deve come compito utilizzarlo.
Esempio di comunicazione non verbale
Supponiamo di avere una descrizione pittorica che rappresenta un caso di bellezza, colui che guarda ha il compito di venerare questa bellezza. Questi obblighi che il munus comporta sono stati definiti in inglese: commitments.
Significato di "caro"
ITA: caro: - amato lo stesso duplice significato c’è in latino e in spagnolo. Le lingue- costoso germaniche hanno subito una scissione (inizialmente “dear” significava entrambe le cose, così come “teuer” in tedesco).
Nozione di senso connessa alla nozione di atto comunicativo
(lo definiamo come evento, perché si tratta di uno scambio di segni che produce un senso). L’uomo è un animale che è condannato ad avere senso. Non esistono i non sensi nella realtà. Quando usiamo la parola senso?
- L’uomo ha 5 sensi, l’udito è un senso
- Questa frase non ha senso
- Questa strada è a senso unico
- Avere il senso del dovere
- La parola “uomo” in italiano ha due sensi
Mercoledì, 19 ottobre '05 (4^ lezione)
L'atto comunicativo come evento
Nell’atto comunicativo ci scambiamo dei beni particolari, segni che producono un senso.
Senso
Significati che non ci interessano:
- Senso come organo percettore, che mette capo a una percezione (senso della vista, dell’udito…), chiamata dai tedeschi Wahrnehmung - Marco ha buon senso. L’accezione è: essere umano che valuta con intelligenza
Significati che ci interessano:
- Un’espressione che non ha senso (qui senso assume la valenza di essere logico)
Osservazione di comportamenti umani
- Supponiamo di entrare in un bar e di chiedere al barista <<mi dia un caffè>>. Il barista dice di sì e poi se ne va (comportamento insensato).
- In un manicomio c’è un cartello, davanti a una porta, con scritto “si prega di bussare”, un uomo ogni volta che passa davanti a quella porta, bussa.
Questi comportamenti sono insensati e lo sono perché sono irragionevoli, non hanno ragioni adeguate; questo ci fa pensare che il senso ha a che vedere con la ragionevolezza.
Il dire
Il dire è un fare di un certo tipo particolare; è un fare con le parole. John Austin, autore di “How to do things with words” tradotto in italiano come “Quando il dire è il fare”, è il fondatore di una svolta pragmatica.
I fondamenti dell'insensatezza
L’insensatezza insorge quando questi fondamenti vengono cancellati. Il senso ha un fondamento, che è il rapporto con la realtà.
- Uno scapolo parla di sua moglie parla di una non – realtà come se fosse realtà. Un testo ha senso quando ha rapporto con l’altro.
- Sono in metropolitana e si avvicina un tizio che mi dice <<Sa, mio cugino è farmacista>> questa cosa probabilmente è vera, ma noi penseremmo che quello che dice è insensato. Parla sì di una realtà, ma che non è pertinente per me.
Il senso deve essere sempre pertinente per l’altro. Deborah Tannen parla di un involvement, per indicare il coinvolgimento. Il senso che viene prodotto quando noi comunichiamo, produce un effetto di senso. Il senso è un evento. L’evento è qualcosa di inatteso.
Confronto tra evento ed ereignis
Evento da evenio (venire) contiene eigen (proprio) sich aneignen (impossessarsi di) Ereignis. Il senso è qualcosa che si impossessa di te.
Il senso come habit change da Charles Peirce
(grande semiotico americano). Cambiamento nelle soggettività coinvolte nell’evento comunicativo. Tu non sei più com’eri prima dell’atto comunicativo. L’evento comunicativo cambia in noi questi habit. L’Habitus è l’atteggiamento nei confronti del reale. Ha senso scrivere un testo se questo ti cambia. Questo habit prodotto dal senso può trasformare quell’atteggiamento momentaneo emotivo (dalla rabbia passi alla gioia).
Differenza fra informazione e notizia
L’informazione è un dato che va ad aggiornare, è un aggiornamento di un data base (information retrieval). La notizia è un’informazione che è pertinente per la soggettività.
- Diciamo a Maria: <<La figlia di Clinton ha preso 30 in linguistica>> informazione.
- <<Il tuo ragazzo ha preso 30 in linguistica>> notizia. Perché l’informazione sia notizia deve essere pertinente per me; l’informazione è soggettivamente pertinente.
Giovedì, 20 ottobre 2005 (5^ lezione)
Le dinamiche orientate alla costruzione del consenso: persuasione e manipolazione
Il nostro secolo è stato il secolo che maggiormente ha sofferto per un uso distorto della comunicazione. È stato il secolo dell’ideologia (che è un uso sistematico del pregiudizio) e ha portato ai totalitarismi. Potere: noi moderni diamo un’accezione negativa a questa parola. Non era negativa in passato. Il potere è la possibilità di far fare qualcosa a qualcuno. L’uomo latino non aveva una percezione negativa di questa parola, la considerava qualcosa di neutro (Vox media), poteva essere positiva o negativa a seconda dei casi.
Potestas
- VIS forza fisica (far fare qualcosa a qualcuno in modo violento)
- DOLUS ingegno
Oppure
- Autorictas Autorevolezza (deriva da augeo che fa crescere. Augere vuol dire mettere nella realtà e dare gli strumenti per crescere. Augustus si denominava chi aveva fatto crescere la comunità civile. Chi esercita l’autorictas sono gli AUCTORES. I genitori sono il primo punto della realtà dove l’essere umano incontra queste auctoritas, che ti fanno crescere).
Quando il potere delle parole è usato positivamente allora persuadiamo. Se invece facciamo un uso perverso delle parole allora attuiamo la manipolazione. Possiamo quin
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
La comunicazione
-
La comunicazione
-
La suspense
-
La comunicazione interculturale e la comunicazione non verbale