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"La tempesta" di Shakespeare (1610-11)

Shakespeare è lo scrittore canonico della letteratura occidentale. Il canone è l'insieme di testi considerati esemplari, in cui tutta la comunità si rispecchia. Nasce in epoca alessandrina, III sec. d.C., ad Alessandria, luogo del sapere: i poeti greci sentivano la cesura della storia rispetto alle città-stato e crearono i primi canoni.

La grandezza di Shakespeare è riconosciuta a partire dal Romanticismo, anche se Voltaire (classicismo) lo considerava un barbaro, uno scrittore che scriveva in maniera selvaggia, ardita e irregolare. Viene apprezzato, però, da Goethe, Manzoni e Verdi poiché Shakespeare sapeva mischiare elementi di comico, tragico e irregolarità stilistiche.

La tempesta

Opera: Appartiene all'ultima fase della produzione di Shakespeare, quella dei romances (drammi romanzeschi): opere in cui rielabora tematiche già trattate (nelle grandi tragedie o nelle commedie) collocandole in una dimensione mitica e sacrale. Nei romances ricorrono spesso temi quali morte e rinascita, espiazione seguita dal perdono e colpe dei padri riscattate dai figli.

Strutture drammaturgiche: La trama, come nella Celestina di de Rojas, è irregolare ma Shakespeare è più vicino all'unità aristotelica. Questa è l'unica opera di Shakespeare nella quale sono (quasi) rispettate le unità di tempo, di luogo e d'azione del dramma classico. L'unità di luogo è conseguita con l'ambientazione delle vicende su di un'isola remota. L'unità di tempo è data dallo svolgersi di tutte le azioni nello spazio di poche ore: dalle 2 alle 6 del pomeriggio. L'unità d'azione, in effetti, non è propriamente conseguita. Il motivo per cui Shakespeare rispettò le unità ne "La tempesta" non è noto. Nella maggior parte delle sue opere, gli eventi accadono in diversi giorni ed i personaggi si muovono in vari luoghi.

Alcuni studiosi hanno ipotizzato che, dato il contenuto fantastico de "La tempesta", Shakespeare avesse voluto rispettare le unità per aiutare il pubblico a superare l'incredulità. Altri hanno evidenziato le critiche che Shakespeare aveva ricevuto perché non rispettava le unità e sostengono che avesse voluto dimostrare di essere in grado di rispettare tali regole. Un'opinione diffusa tra i critici italiani è che il rispetto delle unità in questo caso sia stato voluto dall'autore per sottolineare il livello metateatrale sotteso a tutta la sua opera. Infatti, all'inizio della commedia si fa notare che sull'isola sono le due di pomeriggio, orario tradizionale delle rappresentazioni teatrali all'epoca: è come se si volesse far assistere il pubblico alle vicende in tempo reale.

Alcuni critici affermano che il soggetto de "La tempesta" fosse la messa in scena di una commedia intitolata "La tempesta", enfatizzando l'aspetto del teatro nel teatro certamente presente in quest'opera.

  • L'opera teatrale è suddivisa in 5 atti più un epilogo di Prospero.
  • Il dramma, ambientato su di un'isola imprecisata del Mediterraneo, racconta la vicenda dell'esiliato Prospero, il vero duca di Milano, che trama per riportare sua figlia Miranda al posto che le spetta, utilizzando illusioni e manipolazioni magiche.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/14 Critica letteraria e letterature comparate

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