Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società e partecipanti ai

Ø collegi e commissioni

Percettori di pensione di vecchiaia

Ø Contratti di collaborazione stipulati nelle P.A

Ø Collaborazioni coordinate occasionali

Ø

Il regime legale del contratto a progetto era restrittivo, tra questi “vincoli” troviamo:

a) La presenza di un PROGETTO (qualcosa di predefinito e predeterminato)

b) Indicazione di un RISULTATO FINALE

c) Necessaria previsione di un TERMINE finale

d) L’impossibilità di dedurre in contratto compiti ESECUTIVI o RIPETITIVI

e) L’obbligo di forma Ad Probationem

f) L’adeguatezza del corrispettivo (commisurato al trattamento del lavoratore

dipendente)

g) Il riconoscimento di alcune tutele in caso di malattia e maternità

h) La recedibilità del committente consentita solo in alcune ipotesi

i) La conversione automatica in contratto di lavoro subordinato a tempo

indeterminato nell’ipotesi di patologia del progetto (dove per “patologia” si

intende quando il datore usa il contratto a progetto in modo poco veritiero e quindi

non corrisponde all’attività del lavoratore, ed in tal caso il rapporto diviene un

rapporto subordinato a tempo indeterminato)

Per effetto del D.lgs. n.276 del 2003

I rapporti di lavoro parasubordinato dovevano diventare obbligatoriamente contratti a

progetto pena la configurazione di contratti di lavoro subordinato, fatte salve alcune

eccezioni. Autonomia e Parasubordinazione – IX Parte

vSubordinazione,

L’esperienza del “contratto a progetto” e le c.d. “partite IVA”

La scelta attuata con la riforma del 2003 ha attuato notevolissimi limiti emersi nella fase

attuativa, applicativa del decreto, quindi in particolare dal 2003-2004 fino al decennio

successivo.

Oscurità concettuale (cos’è un progetto? )

Ø [N , .

ON VIENE DEFINITO DALLA LEGGE NÉ DAGLI ACCADEMICI E TANTOMENO DALLA GIURISPRUDENZA IL

.

CONCETTO DUNQUE RISULTA INCOMPLETO POICHÉ NON È DEL TUTTO CHIARITO LO STRUMENTO È BEN POCO

]

GESTIBILE DAL MOMENTO IN CUI VI È INCERTEZZA DA PARTE DEL SISTEMA

Alta vertenzialità (con costi elevati per i sistemi e per le imprese)

Ø Rigidità della regolazione

Ø Severità del sistema sanzionatorio (presunzione assoluta di subordinazione in caso

Ø di patologia del progetto)

[ TUTTE LE VOLTE IN CUI IL PROGETTO ERA CARENTE E NON PRECISO ALLORA LA CONSEGUENZA NON

“ ’

ERA RISARCIMENTO DEL DANNO O RISTORO ECONOMICO ALL INTERNO DI PARAMETRI MINIMI E

MASSIMI MA ADDIRITTURA DELLA TRASFORMAZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO DA AUTONOMO A

. A ]

SUBORDINATO A TEMPO INDETERMINATO DIR POCO ECCESSIVO

Tutto ciò porta al fenomeno noto come “fuga dalla parasubordinazione” attuato

prevalentemente attraverso il ricorso a contratti d’opera (lavoro autonomo) soprattutto con

protagonisti i professionisti titolari di c.d. partita IVA.

Con la c.d. Riforma Fornero (L .n.92 del 2012) si è tentato di limitare i fenomeni elusivi ed il

ricorso abusivo alle c.d. “false partite IVA”.

Lo strumento adoperato, fu quello della previsione di una presunzione relativa di

collaborazione coordinata e continuativa (quindi tendenzialmente a progetto)

in presenza almeno di un paio di caratteristiche, cioè:

Che la collaborazione avesse una durata complessivamente superiore a 8 mesi

Ø annui per 2 anni consecutivi

Che il corrispettivo derivante dalla collaborazione costituisse più dell’80% dei

Ø corrispettivi in toto percepiti dal collaboratore nell’arco di 2 anni consecutivi

Che il collaboratore disponesse di una postazione fissa di lavoro presso una delle

Ø sedi del committente

Se si presentano almeno 2 delle 3 caratteristiche allora non si parla di professionista ma di

lavoratore parasubordinato.

La presunzione relativa (iuris tantum) a differenza di quella assoluta (iuris et de iure) inverte

gli oneri probatori ma è superabile in giudizio dimostrando fatti contrari.

QUINDI QUALORA SI AVESSERO 2 DELLE 3 CARATTERISTICHE ALLORA LA PARTITA IVA SI

TRASFORMA IN LAVORATORE A TEMPO INDETERMINATO.

I rischi sono la conversione del rapporto, da contratto d’opera presuntivamente

parasubordinato a -> contratto di lavoro subordinato tramite il meccanismo

all’Art.69 del D.lgs. n.276 del 2003.

La previsione sulle c.d. “partita IVA” aveva limiti operativi e non si operava:

A) Quando il prestatore non fosse titolare di posizione fiscale ai fini IVA

B) Quando il prestatore fosse titolare di un reddito annuo da lavoro autonomo

complessivo non inferiore a 1,25 volte il livello minimo imponibile

Tradotto in concreto, tale meccanismo di presunzione venne limitato sia ai titolari di partita

IVA e solo a coloro con reddito inferiore ad una certa soglia, agganciato ad un

meccanismo legato al minimo imponibile (vicina ai 18.000 EURO, quindi reddito

bassissimo).

L’insufficienza dei risultati ottenuti operati nel decennio 2003-2013, ha indotto il governo ad

intervenire in modo radicale su alcune materie adiacenti alla subordinazione.

Autonomia e Parasubordinazione – X Parte

vSubordinazione,

A partire dal 2014, il Governo Renzi ha adottato una serie di interventi incisivi, letti e

qualificati in maniera diversa (approvazione oppure no), di fatto sono stati incisivi per la

materia del diritto del lavoro.

Quasi nessun istituto, è stato trascurato, anzi tutti questi provvedimenti variamente

riconducibili ad una matrice ideale comune, sono denominati “Jobs Act”.

Questa, è un’espressione che di per sé significa poco, per non dire nulla.

Però, all’interno di questa serie di provvedimenti, un altro decreto estremamente incisivo, è

stato il Il D.lgs. n.81 del 2015 che per un certo periodo è stato proposto come codice dei

contratti di lavoro. È stato proposto come un provvedimento contenitivo riguardanti, tutte le

tipologie contrattuali dalle quali si potesse dedurre una contrattazione di lavoro subordinato,

ed in realtà nel corso della sua elaborazione tecnica è rimasto banalmente un “testo

organico limitato” sia per contenuti che per valenza innovativa, perché si trovano argomenti

non del tutto significativi.

Testo organico

Ø Modesti interventi sulle tipologie di lavoro dipendente

Ø Modesti interventi sulla disciplina del rapporto di lavoro dipendente

Ø Forti riflessi sulle tipologie contrattuali di lavoro non subordinato

Ø

Vengono abrogati gli Artt. 61-69 del D.lgs. n.276 del 2003.

Dunque si abbandona il meccanismo vincolato di deduzione dei rapporti di lavoro

parasubordinato nella forma del contratto a progetto.

I co.co.pro. in essere, producono effetti sino alla rispettiva cessazione.

Autonomia e Parasubordinazione – XI Parte

vSubordinazione,

Come abbiamo detto nella parte X, il suddetto decreto, aveva mostrato nella fattispecie della

parasubordinazione, i vari limiti.

Si era parlato della figura tipica del contratto di lavoro a progetto, introducendo un modello

che insisteva sulla riconducibilità vincolata.

Si sono presentati limiti di tipo tecnico anche sotto un profilo pratico, già in una prima fase di

elaborazione, ed infine si è proceduti con l’abrogazione (fortunatamente) degli Artt. 61-69 del

D.lga n.276 del 2003.

Questo significa che

Vi è un recupero della originaria parasubordinazione e dicotomia interna alla fattispecie

Viene confermata la permanente vigenza dell’Art. 409 comma 1 n.3 cod.proc.civ. articolata

in 2 sotto-insiemi:

A) Co.co.co caratterizzate da esclusiva (non solo prevalente) personalità, continuità ed

etero-organizzazione quanto ai tempi ed ai luoghi di lavoro [quindi con assoluta

eliminazione dell’organizzazione]

B) Co.co.co prive di connotati di quelle appena viste (A) ma comunque dotate dei

caratteri di cui all’Art.409 cod.proc.civ. [elemento di differenza, è l’assenza di etero-

organizzazione rispetto ai tempi ed ai luoghi di lavoro]

La dicotomia interna

A) A queste co.co.co si applica il regime di lavoro subordinato, anche se rimangono di

natura parasubordinata (quindi autonoma)

B) A queste co.co.co si applica il regime della parasubordinazione

La mancanza dei requisiti di cui al punto A può esser verificato dalle apposite commissioni di

certificazione.

Di fatto quindi, si disincentiva in misura massima il ricorso alle co.co.co caratterizzate da

elementi più vistosamente prossimi al lavoro dipendente (quindi tipologia A) e viene invece

liberalizzato il ricorso alle co.co.co caratterizzate dagli elementi più lontani dalla

subordinazione ma di tipo subordinato (quindi si preferiscono quelle della tipologia B)

Per discipline dedicate alla parasubordinazione, si intendono quelle tutele riconosciute nel

tempo, ad esempio:

Rinunzie e transazioni

Ø Rito del lavoro

Ø Copertura previdenziale (gestione separata INPS)

Ø Tutela contro gli infortuni (INAIL)

Ø Tutela delle condizioni di lavoro

Ø Estensione del regime di impugnazione del recesso dettato per il licenziamento

Ø (60 giorni per quella stragiudiziale e 180 giorni per il ricorso giudiziale)

Alla dicotomia interna, di cui si parlava prima, si sottraggono alcune forme di collaborazione

che anche se prestate in modo etero-organizzato, alle quali non si applica il regime per la

subordinazione. Si tratta di:

Ipotesi individuate dai contratti collettivi nazionali di lavoro (c.c.n.l.)

Ø Collaborazioni con professionisti iscritti in albi

Ø Collaborazioni di componenti collegi o commissioni

Ø Collaborazioni con società o associazioni sportive

Ø

Viene superato il meccanismo presuntivo di cui all’Art. 69 bis. del D.lgs. n.276 del 2003 con

conseguente liberalizzazione dei contratti di lavoro autonomo (d’opera) con titolari di partite

IVA.

Gli interventi sui contratti di associazione in partecipazione

Vengono vietati i contratti di “associazione in partecipazione” nei quali l’apporto associato

consiste in prestazione di lavoro, i contratti continuano a produrre effetti fino alla loro

naturale cessazione.

In sintesi:

Al lavoratore subordinato spetta la disciplina protettiva dettata per il lavoro

Ø dipendente

Al lavoratore parasubordinato che presta lavoro esclusivamente personale ed

Ø etero-organizzato spetta la disciplina per il lavoro dipendente

Al lavoratore parasubordinato che presta lavoro prevalentemente personale e non

Ø etero-organizzato, spetta la disciplina dettata per il lavoro parasubordinato

Al lavoratore autonomo che presta attività d’opera, spetta la disciplina dettata per il

Ø lavoro autonomo

contratto di agenzia – I parte

vIl

è un contratto che presenta motivi di particolare interesse.

Esaminando il contenuto dell’Art. 409 cod. proc. civ. si individuano gli elementi della

parasubordinazione e ci si imbatte nell’agenzia.

Art. 409 cod. proc. civ.

“Si osservano le disposizioni del presente capo nelle controversie relative a (..) rapporti di

agenzia, di rappresentanza commerciale ad altri rapporti di collaborazioni che si concretino in

una prestazione di opera continuativa e coordinata prevalentemente personale anche se non a

carattere subordinato.

Cos’è il contratto di agenzia? Ai sensi dell’Art. 1742

“Quel contratto con la quale una parte assume stabilmente l’incarico di promuovere per conto

dell’altra, verso retribuzione, la conclusione di contratti in una zona determinata.”

L’agente, colui che su incarico della casa mandante, promuove gli affari e promuove beni e

servizi, realizzati e studiati, il tutto verso retribuzione.

La stabilità del rapporto come tratto qualificante (≠Ÿ dal c.d. procacciamento d’affari

Ø cioè particolare contratto atipico con il quale il procacciatore segnala, mette in

contatto, promuove operazione di vendita. Difatti l’elemento che distingue

procacciatore da agente, è la stabilità dell’incarico)

L ’ , ’

A STABILITÀ DELL INCARICO SIGNIFICA CHE ESISTE UN PRECISO OBBLIGO IN CAPO ALL AGENTE CHE SI

, .

TRADUCE NELLA DOVEROSITÀ NEL DOVER PROMUOVERE AFFARI IN MODO COSTANTE E CONTINUATIVO

Il contratto di agenzia e le figure affini

Ø Le fonti regolative: leggi, accordi collettivi erga omnes, accordi collettivi comuni

Ø ACCANTO ALLA REGOLAZIONE NORMATIVA CONTENUTA IN GRAN PARTE NEL CODICE CIVILE E ACCANTO ALLA

, .

REGOLAZIONE DEL CONTRATTO INDIVIDUALE ABBIAMO ANCHE QUI LA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA

( ’ ) S

NONOSTANTE QUESTA FIGURA APPARTENGA AL MONDO DELL AUTONOMIA I PARLA DI ERGA OMNES

.

PERCHÉ È ANCORA CONCEPITA NEI DECRETI E NEGLI ACCORDI DI DIRITTO COMUNE

Anche il rapporto di agenzia può esser considerato parasubordinato (co.co.co) a condizione

che la prestazione sia resa in modo prevalentemente personale, dunque:

è parasubordinato se l’agente opera personalmente

Ø non è parasubordinato se l’agente opera in forme complesse (società)

Ø

La tendenziale inestensibilità delle tutele previste per il lavoro dipendente, pone una serie di

interrogativi e fa particolare riferimento a:

Retribuzione sufficiente (art.36 cost.)

• [ , ’ ]

QUESTO PERCHÉ IL LAVORATORE SUBORDINATO GODE DI CERTE TUTELE INVECE L AGENTE NO

Regime delle prescrizioni

• [ È RISAPUTO CHE IL LAVORATORE SUBORDINATO GODE DI UN REGIME FAVOREVOLE AFFINCHÈ NON SI

]

FACCIA DECORRERE LA PRESCRIZIONE ANCHE IN UN MOMENTO LONTANO

Per quanto concerne il Regime di rinunce e transazioni si ha una parziale estensione

• [ INFATTI QUESTO REGIME SI APPLICA SIA AL LAVORATORE SUBORDINATO CHE AL CONTATTO DI

’A .409 . . .]

AGENZIA POICHÉ È RICOMPRESO NELL RT COD PROC CIV

La forma del contratto Art.1742

“il contratto deve esser provato per iscritto* ciascuna parte ha diritto di ottenere dall’altra un

documento stesso sottoscritto che riproduca il contenuto del contratto e le clausole aggiuntive.

Tale diritto è irrinunciabile”.

*non a pena di invalidità, infatti non è richiesta ad substantiam ma ad probationem (quindi ai fini della prova)

Per quanto riguarda le lacune contrattuali ed il rinvio agli accordi economici collettivi

Ø [S ]

ONO COLMATE ATTRAVERSO IL RINVIO AI CONTRATTI COLLETTIVI NAZIONALI DI LAVORO

Ammesso il patto di prova

Ø Ammesso il termine

Ø [ ’ . 1750 . .]

RINVIO ALL ART COD CIV

Prevista la modifica anche unilaterale dell’oggetto contrattuale

Ø [ , , ]

AD ESEMPIO CAMBIO DI ZONA DELLA CLIENTELA DELLE PROVVIGIONI

La questione dell’iscrizione a ruolo

Ø [F ’ ’ ,

INO A QUALCHE ANNO FA ERA OBBLIGATORIA L ISCRIZIONE DELL AGENTE A RUOLO DEGLI AGENTI MA

, .

A SEGUITO DI ALCUNE PRESE DI POSIZIONE DA PARTE DELLA COMUNITÀ EUROPEA NON È PIÙ RICHIESTA

O ’ ENASARCO, .]

GGI SI RICHIEDE L ISCRIZIONE ALLA PER UN DISCORSO DI PREVIDENZA

contratto di agenzia – II parte

vIl

L’esclusiva

È un elemento naturale, significa che è sempre presente ma che le parti possono volendo

eliminare. Il contratto di agenzia nasce come contratto esclusivo, ma può esser omesso.

Art. 1743

“Il preponente non può valersi contemporaneamente di più agenti nella stessa zona e per lo

stesso ramo di attività, né l’agente può assumere l’incarico di trattare nella stessa zona e per lo

stesso ramo gli affari di più imprese concorrenti tra di loro.”

Si presenta così l’esclusività:

L’esclusività del contratto

• [ VALE A DIRE CHE CI VUOLE UN MINIMO DI FEDELTÀ PER EVITARE SITUAZIONI DI CONFLITTO DI

]

INTERESSI

dal patto di non concorrenza

• [ , , ]

QUESTO RIGUARDA LA FASE POST CONTRATTUALE QUANDO IL CONTRATTO È CESSATO FINITO

dal vincolo di monomandatario e plurimandatario

• E ,

SCLUSIVA NON VUOL DIRE CHE IL SOGGETTO NON PUÒ AVERE PIÙ CONTRATTI DI AGENZIA MA CHE NON

’ . I

PUÒ AVERE PIÙ CONTRATTI DI AGENZIA PER LA MEDESIMA ZONA O RAMO D AFFARI L VINCOLO DI

,

MONOMANDATO VUOL DIRE CHE SE APPOSTO NON AMMETTE ALTRE FORME DI RAPPORTO

La violazione dell’esclusiva

Gli obblighi dell’agente Art. 1746

“(…) L’agente deve tutelare gli interessi del preponente e agire con lealtà e buona fede. In

particolare deve adempiere l’incarico affidatogli in conformità delle istruzioni ricevute e fornire

al preponente le info riguardi le condizioni del mercato, e ogni altra informazione utile per

valutare la convenienza dei singoli affari.”

L’ “ ”,

AGENTE HA LA TEDENZA A LARGHEGGIARE ACCETTANDO SIA PROPOSTE SERIE CREDIBILI E AFFIDABILI CHE

, , .

DEBOLI QUESTO PERCHÉ OVVIAMENTE NON RISCHIA MA INCORRE IL RISCHIO IL PREPONENTE

Vi è infatti un tendenziale “conflitto di interessi” tra l’agete e il preponente in ordine della

conclusione degli affari.

L’agente bravo e adempiente non è solo quello che raccoglie l’ordine, ma che adempie i propri

obblighi e passa le informazioni alla casa mandante.

Fino a qualche anno fa, a tutela della casa mandante, era stata introdotta una garanzia da

parte dell’agente in caso di cattivo adempimento, chiamata StarterCredere ed oggi è venuta

meno. È ammessa solo in casi particolari enunciati sempre dall’Art.1746 del codice, ovvero:

quando si deve concordare volta per volta la concessione di un’apposita garanzia da

• parte dell’agente, con riferimento ai singoli affari, individuati singolarmente

quando l’obbligo di garanzia dell’agente non sia di ammontare più elevato dalla

• provvigione

quando è previsto per l’agente apposito corrispettivo

Le provvigioni

A fronte degli affari procurati con esito favorevole, l’agente ha diritto alla provvigione,

contenuta nell’ Art. 1748

“Per tutti gli affari conclusi durante il contratto l’agente ha diritto alla provvigione quando

l’operazione è stata conclusa per effetto del suo intervento.

La provvigione è dovuta anche per gli affari conclusi dal preponente con terzi che l’agente aveva

in precedenza acquisito

clienti per affari dello stesso tipo appartenenti alla zona alla categoria

Ÿcome Ÿo Ÿo

gruppo clienti riservati all’agente, salvo diversamente pattuito.”

Ÿo

L’agente fondamentalmente raccoglie ordinativi che la casa mandante scrutina e valuta, se

questo rifiuto di qualsiasi proposta contrattuale avviene in modo sistematico, potrebbe

esserci un risarcimento da parte di questa nei confronti dell’agente.

L’onere della prova dell’eventuale conclusione dell’affare, spetta all’agente e non alla casa

mandante. La legge impone obblighi di natura documentale alla casa mandante.

Momento di maturazione del diritto a provvigione

Vi sono una serie di condizioni stringenti che tutelano l’agente domandandosi se ha un

compenso fisso. Questo avviene solo laddove questo compenso non abbia consistenza

prevalente. Visto che non si parla di lavoro subordinato ma autonomo, vale il principio del

rischio.

Provvigioni ridotte Art.1748

“Se la casa preponente e il terzo si accordano per non dare in tutto o in parte, esecuzione al

contratto, l’agente ha comunque diritto per la parte ineseguita ad una provvigione ridotta

determinata dagli usi (in mancanza secondo equità del giudice).

L’agente è tenuto a restituire le provvigioni riscosse solo nelle ipotesi in cui il contratto tra

preponente ed agente non avrà luogo per cause non imputabili alla casa preponente.

L’agente non ha diritto al rimborso delle spese di agenzia.”

Il concetto di fondo regola che se il contratto concluso ha valore parziale allora lo sarà anche

la provvigione, laddove questa situazione non sia imputabile alla casa preponente.

Obblighi della casa preponente

Ai sensi dell’ Art. 1749

“Il preponente (...) deve agire con buona fede e deve mettere a disposizione dell’agente la

documentazione relativa ai beni o servizi trattati, fornire all’agente le info necessarie

all’esecuzione del contratto, in particolare avvertire l’agente entro un termine ragionevole on

appena prevede che il volume delle operazioni sarà notevolmente inferiore a quello che l’agente

avrebbe fatto normalmente.”

In sintesi

Il preponente deve agire in buona fede ed ha:

L’obbligo di informazione del rifiuto o accettazione dell’affare

• Obbligo di fornire info per la verifica delle provvigioni e gli oneri probatori

• contratto di agenzia – III parte

vIl

La fase delicata riguarda la cessazione del rapporto.

È una fase critica perché si avvertono maggiormente le tensioni tra le parti, dando vita a

situazioni di possibili patologie.

Il contratto di agenzia a tempo indeterminato:

Art. 1750

“Il contratto di agenzia a tempo determinato che continui ad essere eseguito dalle parti

successivamente alla scadenza del termine, si trasforma in contratto a tempo indeterminato.”

Il contratto di agenzia a termine e le clausole di rinnovazione automatica del termine

Ø [Q , ]

UINDI SE IL RAPPORTO SI PROLUNGA NEL TEMPO DIVIENE A TEMPO INDETERMINATO

La risoluzione per inadempimento ed il recesso per giusta causa

Ø [ ,

QUALORA NON VI SONO RECESSI DA PARTE DELLA PREPONENTE PRIMA DELLA SCADENZA DEL TERMINE

]

SI DA PER SCONTATO CONCLUSO IL RAPPORTO UNA VOLTA ARRIVATI AL TERMINE

La clausola risolutiva espressa

Ø [ “ ” .

IN QUESTO CASO IL TAL CONTRATTO SI RINNOVA PER UN PERIODO NORMALMENTE IDENTICO

È ]

UNA CLAUSOLA ALQUANTO FREQUENTE

La giusta causa (licenziamento) e l’estensione analogica dell’art. 2119 cod. civ.

Ø [ , ,

SI VERIFICA QUANDO VI È GIUSTA CAUSA E QUINDI AI SENSI DI TALE ARTICOLO NON SI RINNOVA E NON

]

ESTENDE IL CONTATTO

Il recesso per giusta causa della casa preponente: in termini di tempestività e

Ø immodificabilità dell’inadempienze

[I ,

N TAL CASO FACENDO RIFERIMENTO AL LICENZIAMENTO PER GIUSTA CAUSA CI DOVRÀ ESSER UNA

,

COMUNICAZIONE DI RECESSO IMMODIFICABILE CHE DIA CONTO ALLE INADEMPIENZE OVVIAMENTE IN

!]

TEMPO

Il recesso per giusta causa dell’agente

Ø ’ ,

IN CASO DI LICENZIAMENTO NON È PREVISTO UNA CONTESTAZIONE DA PARTE DELL AGENTE COME

INVECE AVVIENE SOLITAMENTE CON IL LAVORO SUBORDINATO

Il recesso immotivato ante tempus ed il risarcimento del danno

Ø D :

UE CASI

1. S ,

E LA LA CASA PREPONENTE NON ADEMPIE OPPURE NON DÀ PREAVVISO PRIMA DELLA SCADENZA DEL

, ,

TEMPO QUINDI RECEDE SENZA MOTIVO VI SARÀ UN RISARCIMENTO DEL DANNO A CAUSA DI UN

’ .

ADEMPIMENTO CONTRATTUALE NEI CONFRONTI DELL AGENTE

[Casa preponente l’agente]

èrisarcise è

2. V ’ , ,

ALE ANCHE L INVERSO A PATTO CHE LA PREPONENTE CHE SUBISCE IL RECESSO ABBIA UNA PROVA

, ’

DEL DANNO LEGATO ALLA CRITICITÀ CHE L ABBANDONO DEL RAPPORTO APPORTI GRAVI CONSEGUENZE

SULL OPERATO

[Agente risarcisce casa preponente]

è è

Il recesso dal contratto di agenzia Art. 1750

“Se il contratto di agenzia è a tempo indeterminato, ciascuna delle parti può recedere dal

contratto stesso dandone preavviso all’altra entro un termine preciso.

Il termine di preavviso non può esser:

1 mese per il primo anno di durata del contratto

< 2 mesi per il secondo anno iniziato

< 3 mesi per il terzo anno iniziato

<

… 6 mesi per il sesto anno iniziato (..ecc..ecc..)

<

Le parti possono concordare termini di preavviso di maggior durata ma il preponente non può

osservare un termine inferiore a quello stabilito dalla legge.”

Trattamento economico in caso di fine rapporto (TFR)

Condizioni POSITIVE Art.1751

“all’atto della cessazione del rapporto il preponente è tenuto a corrispondere all’agente

un’indennità se ricorrono le seguenti condizioni:

1. Che l’agente abbia procurato nuovi clienti al preponente o abbia sviluppato gli affari con

i clienti esistenti e il preponente riceva tutt’ora vantaggi

2. Che il pagamento a tale indennità sia equo, tenuto conto di tutte le circostanze del caso,

in particolare delle provvigioni che l’agente perde e che risultano dagli affari con i clienti.

Condizioni NEGATIVE Art.1751

“L’indennità non è dovuta quando il preponente risolve il contratto per un’inadempienza

imputabile all’agente, che per la sua gravità non consente la prosecuzione anche provvisoria del

rapporto. Cioè:

1. Nel caso in cui l’agente recede dal contratto, a meno che non sia giustificato da alcune

circostanze attribuibili ad una parte piuttosto che l’altra (malattia, infermità, età) per le

quali non si può richiedere la prosecuzione dell’attività

2. Quando l’agente cede ad un terzo i diritti e gli obblighi del contratto d’agenzia della casa

preponente.

Circostanze negative: recesso per giusta causa del preponente, recesso dell’agente per

circostanze personali non attribuibili alla casa preponente, cessione del contratto di agenzia.

Il trattamento allora non è dovuto. Segue una logica di tipo “Equitativo” è giusto che l’agente

abbia ristoro economico se la privazione del contratto non nasce da una scelta sua personale.

contratto di agenzia – IV parte

vIl

Una volta che si sono verificate le condizioni positive, si calcola l’importo del TFR.

Ai sensi dell’ Art. 1751

“Non può superare una cifra pari ad un’indennità annua

calcolata sulla base

della media annuale e delle retribuzioni riscosse dall’agente negli ultimi 5 anni

e se il contratto risale a meno di 5 anni sulla media del periodo in questione.

La concessione dell’indennità non priva comunque l’agente del diritto all’eventuale risarcimento

danni.

L’agente decade dal diritto all’indennità prevista se nel termine di un anno dallo scioglimento

del rapporto, omette di comunicare al preponente l’intenzione di valere i propri diritti.”

La disciplina della contrattazione collettiva

3 componenti:

1. FIRR (Fondo Indennità Risoluzione Rapporto) dovuto di fatto in ogni caso di

cessazione del rapporto di agenzia

[ ’ENASARCO, %

ISTITUITO DALL ALIMENTATO DA UNA QUOTA DELLE PROVVIGIONI SPETTANTI ALLA

, ’ ]

CASA MANDANTE MOLTO SIMILE ALL ACCANTONAMENTO NEI RAPPORTI SUBORDINATI

2. Indennità di clientela, dovuta a meno di recesso dall’agente o di recesso della

proponente per giusta causa, calcolata in percentuale su tutte le provvigioni percepite

nell’intero periodo di svolgimento del rapporto

( 3-4% ’ , ’ ,

SIAMO INTORNO AL DELL INDENNITÀ VERSATA ALL AGENTE QUANDO IL RAPPORTO FINISCE

,

SEMPRE CHE NON VI SIA RECESSO DA CASA PROPONENTE PER GIUSTA CAUSA O RECESSIONE

’ )

DELL AGENTE VOLONTARIAMENTE

3. Indennità meritocratica, dovuta a meno di recesso dell’agente o di recesso della

preponente per giusta causa, calcolata solo su margine di sviluppo della clientela o del

fatturato

[ ,

CALCOLATA SOLO SU MARGINE DI SVILUPPO DELLA CLIENTELA QUINDI GUARDANDO IL BILANCIO

’ , ’

COMPLESSIVO DELL AGENTE GUARDANDO SE HA APPORTATO RISULTATI SIGNIFICATIVI PER L AZIENDA

’ ]

OPPURE NO CON L INGRESSO DI NUOVI CLIENTI

Il rapporto tra la legge degli a.e.c: quale regime prevale?

La regola generale è che debba prevalere il regime più favorevole per l’agente (se dopo un

confronto, la contrattazione collettiva, risulta migliore, allora si applicherà questa)

contratto di lavoro a termine – I parte

vIl

Il contratto di lavoro a termine, rappresenta uno degli strumenti probabilmente più utilizzati

dal datore di lavoro, il quale sicuramente vuole avvalersi degli strumenti flessibili.

Dal punto di vista concettuale rappresenta una figura “banale”.

Altro non è che un contratto di lavoro a tempo determinato con apposta scadenza, senza che

occorra avvalersi dell’atto di dimissione o del licenziamento.

Il termine è un elemento accidentale del contratto.

Consente al datore di lavoro di esercitare una certa pressione sul lavoratore dipendente, una

“pressione” evidente anche a livello psichico, proprio perché il lavoratore subordinato è

assunto a termine, e si può dire che confidi nel fatto che mostrando un atteggiamento

disponibile nei confronti del DDL, potrà ottenere una stabilizzazione del rapporto (contratto

di lavoro a tempo indeterminato).

La scelta legislativa in modo “esplicito” è chiara e fa riferimento all’Art.1 sia nel vecchio testo,

che nel testo in vigore:

Vecchio testo: “Il contratto di lavoro subordinato è stipulato di regola a tempo

Ø indeterminato (Art.1 Co.1 D.lgs. n.368 del 2001)

Nuovo testo: “Il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato costituisce la

Ø forma comune di rapporto di lavoro” (Art.1 D.lgs. n.81 del 2015)

Regime tradizionalmente limitativo

Tralasciando le discipline antecedenti gli anni ’60, ricordiamo:

Disciplina precedente (L. n.230 del 1962) sistema per ipotesi tipizzate

Ø rigorosamente

[P , ,

RIMA DISCIPLINA ORGANICA CHE INDIVIDUAVA IL SISTEMA A CAUSALE OVVERO DI NATURA ECCEZIONALE INFATTI IL

CONTRATTO A TERMINE ERA STIPULATO IN IPOTESI PARTICOLARI CHE ERANO TUTTE IPOTIZZATE DAL LEGISLATORE E

: ’ , ’

SCRITTE IN UN ELENCO DALL ASSENZA DEL LAVORATORE PER IMPEDIMENTO ALL IPOTESI DELLE ATTIVITÀ STAGIONALI

, / . T

NEL SETTORE AGRICOLO SPETTACOLI RADIOFONICI E TELEVISIVI DI BREVE MEDIA DURATA UTTE TIPIZZATE CON RIGORE

E CON UN CERTO MARGINE DI INTERPRETABILITÀ E INCERTEZZA CHE GENERAVA COMPRENSIBILI DISCUSSIONI E DUBBI

]

NELLE PERSONE

Disciplina intermedi (D.lgs. n. 368 del 2001) sistema per clausola generale

Ø [A ’ , D. . .368 2001 L. .230 1962

LL INIZIO DEL NUOVO SECOLO VIENE INTRODOTTO IL LGS N DEL E ABROGA LA N DEL E

; ’

AVEVA COME ELEMENTO INNOVATIVO LA SOSTITUZIONE DEL PRECEDENTE SISTEMA SI BASAVA SULL UNICA IPOTESI

. . CAUSALONE,

ENUCLEATA E DENOMINATA COME IL C D CHE ELENCAVA UNA SERIE DI NECESSITÀ DI RICORRERE AL

, , .

TERMINE PER ESIGENZE DI NATURA TECNICA PRODUTTIVA ORGANIZZATIVA O SOSTITUTIVA

N , , . V

ONOSTANTE TUTTO PERÒ LE DIFFICOLTÀ RIMASERO IN QUANTO NON SI RIUSCIVA A CAPIRE IL CONFINE ENNERO A

’ ]

CREARSI SEMPRE PIÙ INCERTEZZE CON L INTRODUZIONE DEL CAUSALONE

Disciplina vigente (D.lgs. n.81 del 2015) sistema acausale

Ø [D 2001, ’ , “A ”

OPO QUESTO VASTO DISEGNO DI RIFORMA DEL SI ARRIVA ALL ATTUALE SISTEMA DEFINITO CAUSALE DEL

2015, . O

CHE SPOSA IL CONCETTO DI LIMITI QUANTITATIVI E SOSTITUISCE IL MODELLO FONDATO SU MERE CLAUSOLE GGI

“ , ,

INFATTI NON È PIÙ NECESSARIA LA RICORRENZA DI RAGIONI DI CARATTERE TECNICO PRODUTTIVO ORGANIZZATIVO E

SOSTITUTIVO E LE ESIGENZE NON DEVONO PIÙ ESSER TEMPORANEE MA È SUFFICIENTE SODDISFARE IN TERMINI

]

QUANTITATIVI

In precedenza infatti:

- L’onere della prova dell’esistenza della ragione, gravava su chi aveva

interesse a dimostrarla (generalmente sul DDL)

In caso di contestazione, il giudice poteva accertare la sussistenza o meno delle ragioni

dichiarate nel contratto:

accertamento negativo, il contratto si intendeva a tempo indeterminato

w accertamento positivo, il contratto si intendeva a tempo determinato e rimaneva a

w

termine

Oggi, invece:

- Non occorre alcuna prova delle esigenze (non si impone l’obbligo per il DDL la

motivazione che sta alla base del termine, infatti rientra nelle ipotesi tipizzate dalla

legge)

- Vi sono solamente due limiti quantitativi:

uno “interno” tra lavoratore e DDL (36 mesi di durata max complessiva)

w uno “esterno” riguarda una soglia max di contratti stibulabili dal datore di lavoro in

w

quel preciso periodo (20% come soglia max di assunzioni a termine complessive)

contratto di lavoro a termine – II parte

vIl

Il contratto di lavoro a termine è assistito da una disciplina regolativa particolarmente

vincolante e fondamentalmente ispirata ad un disegno di tipo “anti-abusivo”, in altri termini

il legislatore sa che è il contratto a termine è particolarmente favorito dal DDL anche oltre il

lecito (quindi si scade nell’illecito penale) e proprio per questo, per evitare l’abuso, introduce

una disciplina “restrittiva”.

Il contratto a termine è severamente vietato:

Per sostituzione di lavoratori in sciopero

Ø per le imprese che non hanno effettuato la valutazione dei rischi prevista dalla

Ø normativa sulla sicurezza (DVR) [ha effetto sanzionatorio]

**Nelle unità produttive interessate (nelle aziende) nei 6 mesi precedenti,

Ø (investite da) da procedure di mobilità o licenziamento collettivo a

dipendenti con le stesse mansioni

**Nelle unità produttive interessate (nelle aziende) da sospensioni dei rapporti

Ø con intervento CIG, sempre in relazione a dipendenti con le stesse mansioni

**[C , ’

ONCETTO DI FONDO È IL MEDESIMO NELL UNITÀ PRODUTTIVA CHE VI SIA STATO NECESSARIO IL

CIG,

LICENZIAMENTO COLLETTIVO O MOBILITÀ O CON INTERVENTO DELLA È VIETATO IL CONTRATTO A

. S DDL ,

TERMINE E IL LAMENTA UN ECCESSO DI MANODOPERA NON HA SENSO QUINDI ASSUMERE ALTRO

]

PERSONALE A TEMPO INDETERMINATO

Forma Il termine deve risultare per iscritto a pena di inefficacia

v (il contratto si intende altrimenti a tempo indeterminato), escluse le prestazioni

occasionali di brevissima durata (max 12 giorni) che non devono esser iscritte

il termine può risultare anche indirettamente

v [ , ,

CIOÈ NON NECESSARIAMENTE NELLA FORMA DELLO SCRITTO MA ANCHE IN MODO INDIRETTO OCCORE

PERALTRO CHE IL LAVORATORE CONOSCA CON ASSOLUTA PRECISIONE QUALE TERMINE È STATO APPOSTO AL

]

CONTRATTO

la sottoscrizione deve essere almeno contestuale rispetto all’effettivo inizio della

v prestazione

[P , ’ ]

ER EVITARE CHE IL TERMINE RAPPRESENTI UNA FACILE VIA DI FUGA QUASI COME UN ELUSIONE

La copia dell’atto va consegnata al lavoratore

v [P , DDL]

ER RAGIONI DI TRASPARENZA È UN OBBLIGO CHE SORGE IN CAPO AL

Limite quantitativo “Esterno”

La legge pone un limite massimo all’utilizzo dei contratti a termine, in questo caso,

corrispondente al 20% dei lavoratori in forza (cioè che sono alle dipendenze dell’azienda) a

tempo indeterminato al 1° Gennaio di ogni anno.

D 20% .

UNQUE NON POTRÀ AVERE UN NUMERO DI DIPENDENZE CHE VADA ALDILÀ DELLA SOGLIA DEL DEI LAVORATORI

La legge prevede alcune particolari ipotesi di causali, che costituiscono un vero e proprio

elenco di eccezioni, (il DDL avrà cura di specificarlo) quali:

sostituzione lavoratori assenti;

• “nuove attività”;

• “attività stagionali”;

• “start-up;

• “Specifici programmi radiotelevisivi”;

• “Lavoratori ultra 50enni”.

D DDL “E ”

UNQUE QUALORA IL AVRÀ SAURITO POTRÀ COMUNQUE ASSUMERE IL NUMERO DI DIPENDENTI NON

20% .

SEGUENDO LA SOGLIA DEL DI CUI SI PARLAVA PRIMA

Ragion per cui, nell’ipotesi dell’elenco, la contrattazione collettiva nazionale non può

prevedere limiti al numero dei contratti conclusi in base alle ragioni giustificative di cui sopra.

Generalmente, questa può limitare (tramite soglie percentuali) il numero dei contratti a

termine stipulabili, anche in modo non uniforme – ma in queste ipotesi, No.

Limite quantitativo “Esterno” – quali conseguenze in caso di violazione delle soglie?

PRIMA:

si aveva la conversione ne in rapporto a tempo indeterminato

OGGI:

è esclusa la trasformazione del rapporto a tempo indeterminato;

v è previsto il pagamento di una sanzione amministrativa pari a:

v 20% della retribuzione per ciascun mese di durata del rapporto se lo

• sforamento non è superiore a una unità; (sforamento 1)

<

50% della retribuzione per ciascun mese di durata del rapporto se lo

• sforamento è superiore a una unità. (sforamento 1)

>

Limite quantitativo “Interno”

Art.19

“La durata dei rapporti d lavoro a tempo determinato, intercorsi tra lo stesso DDL e lo stesso

lavoratore per effetto di una successione di contratti conclusi per lo svolgimento di mansioni di

pari livello e categoria legale e indipendentemente dai periodi di interruzioni tra un contratto e

l’altro non può superare i 36 mesi.”

[D , DDL, ’

UNQUE SI EVINCE CHE SE UN LAVORATORE HA LAVORATO ALLE DIPENDENZE DEL L INTERRUZIONE TRA UN

’ , 36 . A

CONTRATTO E L ALTRO NON PUÒ SUPERARE I MESI LTRIMENTI SI TRATTEREBBE DI RAPPORTO DI LAVORO A

.]

TEMPO INDETERMINATO


ACQUISTATO

1 volte

PAGINE

34

PESO

367.93 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chiccamatera94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto del mercato del lavoro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Modena e Reggio Emilia - Unimore o del prof Basenghi Francesco.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea in economia aziendale

170 casi di diritto privato
Appunto
Riassunto esame diritto privato, prof. Vignudelli, libro consigliato: istituzioni di diritto privato
Appunto
Riassunto esame Diritto Pubblico, prof. Pinardi
Appunto
Riassunto esame Diritto tributario, prof. Contrino, libro consigliato Compendio di Diritto Tributario, Tesauro
Appunto