La sindrome del raffreddore comune
I rhinovirus sono gli agenti causali della sindrome del raffreddore comune, rinite acuta epidemica (coriza) generalmente causata da rhinovirus e caratterizzata da flogosi intensa delle mucose nasali e della congiuntiva. La sintomatologia insorge dopo incubazione di 1-4 giorni ed è caratterizzata da secrezione nasale (rinorrea), mucosa e poi purulenta, starnuti, lacrimazione, fotofobia, difficoltà alla respirazione per congestione della mucosa nasale, irritazione del naso e dell'orofaringe, tosse, brividi e malessere generale.
Il contagio è interumano, generalmente indiretto per via aerea per inalazione di goccioline infette o attraverso il contatto mano con mano. Data la grande varietà di tipi antigeni virali presenti, è quasi impossibile diagnosticare l'infezione su base anticorpale (sierodiagnosi), per cui la diagnosi eziologica si pone con l'isolamento colturale (in cellule diploidi umane: fibroblasti, dove produce CPE) del virus da secrezioni nasofaringee.
La differenziazione dagli enterovirus viene effettuata mediante esposizione dell'isolato clinico a un tampone acido: i rhinovirus sono labili all'acido, gli enterovirus sono stabili all'acido. La diagnosi è perciò in genere su base clinica.
Controllo e profilassi
La numerosità dei tipi antigeni circolanti (oltre 100) e la limitata immunità indotta dall’infezione rendono per ora impraticabile l'allestimento di vaccini efficaci per i rhinovirus; non sono disponibili farmaci antivirali efficaci per la terapia specifica. La profilassi si avvale del lavaggio frequente delle mani e nell’evitare l'inalazione di goccioline nasali infette.
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