La semiosi deittica e l'ostensione
G. Gobber
Obščee Jazykoznanie
6 aprile 06
Semiosi categoriale
- I simboli sono eventi comunicativi verbali che manifestano, esibiscono una componente di senso: “dentro” al simbolo vi sono categorie per leggere il dato della realtà, così come è depositato entro una tradizione (common ground).
- P.es. formaggio – cheese (< caseus formaticus): significo nominando una caratteristica, che rappresenta un’intera porzione di realtà.
- Si dice “categoriale” la semiosi che denota nominando proprietà, relazioni, caratteristiche.
Nota
- Aleksandr A. Potebnja ("Pensiero e linguaggio", 1861) – fondatore della tradizione russa di ricerca semiotico-linguistica – parlava di “segno del significato”: una parola si è costituita privilegiando un tratto dell’esperienza – il quale costituisce il “signifié”. P.es. formaggio < formaticus “[prodotto caseario] in forma”.
- Il saussuriano “signifiant” era per lui un “segno” di secondo grado: era segno del segno del significato.
Semiosi deittica o Deissi
- La deissi funziona “nell’incontro del linguaggio con l’esperienza” (p. 43). È un’istruzione per la quale si identifica un elemento del contesto.
- I deittici hanno una parte linguistica (semiosi) e una parte esperienziale.
-
Che significa ora? Per interpretare serve:
- La conoscenza dell’italiano (non sempre è omologo a now). Cfr. lat. hac hora sp ahora, it ora;
- La conoscenza del “context of use”.
Deittico vs categoriale
- Albero: “rimanda all’esperienza di cose fatte così e così”. Il lessema è dotato di un semantismo – a un’ “idea” – presente già nel sistema linguistico (p. 44).
- Adesso: è una istruzione che indica come ci collochiamo rispetto al tempo.
- La deissi è presente in pronomi, morfemi flessionali.
Deittici vs anafore / catafore
-
Le anafore (“anà” + phero “rimando in alto”) e le catafore (“katà” + phero “rimando in basso”) sono segnali testuali:
- Per riprendere denotati che precedono nel testo (anafore)
- Per anticipare denotati che precedono nel testo.
- Sono detti anche elementi “forici”. (p. 45).
Ostensione
“La realtà partecipa alla comunicazione per