Bioconfezione e nannofossili calcarei
I coccolitoforidi, in quanto produttori primari (fitoplancton), sono oggetto di predazione da parte dello zooplancton. Attraverso i "fecal pellets", i coccoliti vengono trasportati al fondo in modo facilitato ed è lì che entrano a far parte dei sedimenti oceanici (fanghi a nannofossili calcarei). La loro quantità è talmente elevata da essere elementi litogenetici. Fra i maggiori "consumatori" di coccolitoforidi ci sono i copepodi.
Combustione
La combustione è un processo necrolitico molto importante, che facilita il processo di fossilizzazione dei resti vegetali, soprattutto di quelli arborei. Gli incendi naturali, a scala geologica, sono piuttosto frequenti, verificandosi in natura, su una stessa area boschiva anche con una periodicità di 200 anni.
- La cellulosa e la lignina delle piante, con la combustione, vengono trasformate rapidamente in carbonio quasi puro dalla combustione.
- Il carbone risulta praticamente inattaccabile dai batteri e avendo acquisito durezza e rigidità risulta quasi indeformabile.
- Le porzioni del vegetale rimaste vuote dopo la combustione possono essere successivamente riempite da sostanze minerali che le conservano ancor meglio e per tempi indefiniti.
- La combustione è perciò il primo passo verso una buona fossilizzazione.
- Resti di vegetali combusti sono noti sin dal Devoniano (prime piante terrestri).
Bioerosione
Il termine bioerosione indica i danni recati ai resti di un organismo da parte di altri organismi: alghe e spugne perforanti, batteri... Questi danni possono essere prodotti anche durante la vita dell’organismo, ma è dopo la morte che non possono essere più riparati. I danni da bioerosione vanno dalla frammentazione alla perforazione fino alla microperforazione.
Le perforazioni non distruggono lo scheletro o la conchiglia, ma la rendono molto più debole e aumentano il rapporto superficie-volume, elemento che favorisce la dissoluzione prediagenetica. In alcuni casi la bioerosione porta alla "micritizzazione" del guscio dove i vuoti vengono riempiti da fanghi calcarei che portano a una particolare fossilizzazione: lo pseudoguscio. Una forte bioerosione indica che i resti dell’organismo sono rimasti esposti a lungo prima del seppellimento e questo può essere un buon elemento per ricostruzioni paleoambientali.
Dissoluzione
La dissoluzione prediagenetica che si verifica prima del seppellimento, è uno degli agenti distruttivi maggiormente efficaci. Con la perdita delle parti molli, le parti dure degli scheletri e delle conchiglie rimangono direttamente in contatto con le acque deposizionali.
A seconda del grado di saturazione dell’acqua rispetto al componente minerale dello scheletro, si possono verificare due effetti differenti:
- Se l’acqua è sottosatura rispetto al minerale dello scheletro, si verificherà dissoluzione.
- Se l’acqua è soprasatura, si rimane all’equilibrio e si procederà verso la conservazione.
A parità di condizione dell’acqua dell’ambiente deposizionale...