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La seconda guerra mondiale

A provocare il secondo conflitto mondiale fu la politica di aggressione e di conquista attuata da parte della Germania. Le democrazie occidentali si erano illuse, a Monaco, di aver placato la Germania grazie alla cessione dei Sudeti. Ma tra marzo e maggio del 1939, Gran Bretagna e Francia avviarono una vera e propria offensiva diplomatica, che era volta appunto a contenere l’aggressione delle potenze dell’asse con una rete quanto più possibile estesa di alleanze.

Infatti, patti di assistenza militare furono stipulati con Belgio, Olanda, Grecia, Romania e Turchia, ma il più importante fu senza dubbio quello con la Polonia (che come ricordiamo costituiva il primo obbiettivo delle mire espansionistiche tedesche). L’alleanza fra Inghilterra, Francia e Polonia significava che le potenze occidentali erano disposte ad affrontare qualunque conflitto pur di evitare che la Polonia facesse la stessa fine della Cecoslovacchia.

Il patto di acciaio

Nel frattempo, nel maggio del 1939, Mussolini convinto che l’Italia non potesse restare neutrale e sicuro della superiorità della Germania, decise di trasformare il precedente accordo fatto con la Germania ovvero l’asse Roma-Berlino in una vera e propria alleanza militare chiamata “Patto di acciaio”. Questo patto stabiliva che, se una delle due parti si fosse trovata impegnata in un conflitto, l’altra sarebbe stata obbligata a scendere in campo al suo fianco.

Il patto di non aggressione

Nel frattempo i Sovietici si convinsero che i governi occidentali non avevano intenzione di offrire nulla in cambio del loro aiuto, così cominciarono a prestare maggiore attenzione alle proposte di Hitler. Sempre nel maggio del 1939 i ministri tedesco e sovietico Ribbentrop e Molotov firmarono il cosiddetto “Patto di non aggressione”.

L’1 settembre del 1939 le truppe tedesche attaccarono la Polonia; il 3 settembre Gran Bretagna e Francia dichiararono guerra alla Germania.

La distruzione della Polonia e l’offensiva al nord

Le prime settimane di guerra furono senza dubbio sufficienti alla Germania per sbarazzarsi della Polonia e per offrire al mondo una buona dimostrazione della sua efficienza bellica. A metà settembre i tedeschi invasero Varsavia conquistandola a fine mese. Nel frattempo i Russi, in conseguenza alle trattative segrete del patto precedentemente stipulato “Ribbentrop-Molotov”, si impadronirono delle regioni orientali del paese. Nel 1940 la Finlandia dovette cedere alle mire sovietiche. Successivamente i tedeschi conquistarono Danimarca e Norvegia e nella primavera del 1940 Hitler controllava buona parte dell’Europa centro-settentrionale.

L’attacco a occidente e la caduta della Francia

L’offensiva tedesca sul fronte occidentale ebbe inizio il 10 maggio del 1940 e si risolse con il successo tedesco. Il 14 giugno dello stesso anno i tedeschi entravano a Parigi, insieme alle forze armate cedeva anche la classe politica. Divenne presidente del consiglio il maresciallo Petain, che aprì immediatamente le trattative per l’armistizio. L’armistizio infatti fu firmato il 22 giugno, e in base ad esso il governo stabilì la sua sede nella cittadina di Vichy, inoltre il governo francese conservava la sua sovranità su una zona corrispondente alla metà del centro-meridionale. Il resto della Francia restava sotto l’occupazione della Germania. Il crollo della Francia, segnò la fine della terza repubblica. Il regime di Vichy si ridusse al rango di stato-satellite della Germania. Ogni rapporto con la Gran Bretagna fu interrotto.

L’intervento dell’Italia

Allo scoppio del conflitto del settembre 1939, l’Italia aveva inizialmente dichiarato la sua non belligeranza, giustificando l’inadempienza agli impegni del patto di acciaio, con l’impreparazione ad affrontare una guerra di lunga durata. Ma successivamente anche con la caduta della Francia, Mussolini decise di entrare in guerra. Il 10 giugno 1940 Mussolini annunciava da palazzo Venezia l’entrata in guerra dall’Italia. La prima prova militare dell’Italia contro la Francia si risolse in un fallimento. Le cose non andarono meglio contro gli inglesi.

La battaglia d’Inghilterra

Dal giugno del 1940, la Gran Bretagna era rimasta sola a combattere contro la Germania e i suoi alleati. Nel maggio del 1940 fu chiamato a guidare il governo Winston Churchill, egli annunciò subito la sua idea di voler continuare la guerra con un solo obiettivo, ovvero: “la vittoria a tutti i costi”. Hitler dava così il via al progetto per l’invasione dell’Inghilterra (l’operazione Leone-marino). Iniziò così la prima grande battaglia aerea della storia. La tenace resistenza Inglese, impose alla Germania la prima battuta d’arresto dall’inizio del conflitto.

Il fallimento della guerra italiana

Il 28 ottobre dell’anno 1940 l’esercito italiano compì un nuovo tentativo di aggressione, tuttavia l’impresa si concluse con un altro fallimento.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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