La rivoluzione francese
Cos'è - La Rivoluzione Francese determina un cambiamento nel passaggio dalla società dell’ancien regime all’affermazione borghese nell’economia. Si ebbe dunque nel 1789 la frantumazione del sistema politico tradizionale, e ne nacque uno diverso basato su principi morali che esistono ancora oggi, che per questo è definito ecumenico. La nuova società metteva al centro il cittadino con uguaglianza e sentimento di nazionalismo. Si divide in fase monarchico-costituzionale, repubblicano-democratica e repubblicano-moderata.
Antefatti
Durante il 1600 la Francia era una potenza da quasi trenta milioni di abitanti, con un commercio in pieno sviluppo ed una struttura politica solida. La società dava diritto di agire politicamente ai soli due ceti; il primo era la nobiltà, divisa in spada, uomini di corte che non sempre erano in politica, e toga, nobiltà più recente e attiva. Il secondo ceto invece era l’alto clero, aristocratico, che si distingueva dal basso che era misero e sorretto dalle congrue. I privilegi di entrambi i ceti erano le corvées, le manomorte, tasse come la decima che li favorivano, e diritti politici e giuridici. Oltre ai due ceti amministrativi esisteva il Terzo Stato, composto da mercanti, artigiani e borghesi, aperti alle idee illuministiche e attivi in economia, senza però diritti economici. Il termine Quarto Stato fa invece riferimento ai garzoni e ai servi.
L'economia
In ambito economico si erano create complicanze per via dei borghesi che, oltre a reclamare diritti politici, insistevano sul mercantilismo piuttosto che sulla fisiocrazia. Inoltre, le risorse dello Stato si stavano esaurendo per via della grande quantità di denaro spesa nelle lotte per la colonizzazione americana. Per questo motivo si pensò di riparare la situazione tassando nobiltà e clero, abituati a fin troppi privilegi. Il banchiere Necker propose la diminuzione delle tasse in favore della nobiltà, che però con la sua potenza nel 1781 lo spodestò. I prezzi dei prodotti base aumentarono visibilmente mettendo in pessime condizioni i più poveri ma anche lo Stato che rischiava la bancarotta. Così dopo più di un secolo, il re Luigi XVI fu costretto a riunire gli Stati Generali.
La convocazione
Dunque nel 1789 ci fu un’elezione a suffragio maschile, in cui furono votati i deputati degli Stati. Inizialmente si pensava che fosse un conflitto tra monarchia in difficoltà e ceti privilegiati non favorevoli all’aiuto ma, approfittando della convocazione, nacquero i cahiers de doléances, quaderni che esprimevano tutte le problematiche dello stato. Si diffuse così il malessere.
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La Rivoluzione francese
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Storia moderna - la Rivoluzione francese