Esame di letteratura francese: la rappresentazione del corpo nei romanzi del Settecento
Sade: critica allo scarto tra i principi della rivoluzione e la mancata messa in pratica degli stessi
Con Sade siamo alla fine del '700, già spostati dunque verso gli inizi del secolo successivo. I temi illuministi, già trattati come quello del corpo in Sade, si estremizzano e arrivano addirittura a ribaltarsi. Per esempio, il rapporto con Rousseau: Sade si pone come ammiratore di Rousseau ma ne estremizza le idee, porta all'eccesso i suoi concetti fino al punto di ribaltarli. "La Filosofia nel Boudoi" è un'opera paradossalmente educatrice e il tema dell'educazione era già presente in Rousseau. Solo che adesso l'idea di educazione è ripresa ma portata all'estremo: l'educazione consiste ora in una diseducazione radicale in cui i soggetti devono ricercare soltanto il piacere sessuale. Sade giustifica poi il male riconducendolo alla natura, e questa esaltazione si pone in continuità con Rousseau, ma in Sade la natura non è più buona, bensì moralmente indifferente, quasi crudele, spietata e ciò dunque secondo lui va a giustificare la legittimità delle pulsioni e la ricerca del piacere che si stacca da tutti i principi morali e religiosi (idea già in voga nel 1600 con Hobbes).
Si va a sottolineare poi il processo di deantropocentrizzazione che in Sade serve per porre le premesse di un soggetto che si sente scaraventato in un universo aperto, infinito che gli provoca un senso di angoscia e smarrimento perché allontanato da Dio. Ma l'allontanamento da Dio permette appunto di legittimizzare la ricerca del piacere: Dio è lontano dunque l'uomo deve ricercare la felicità in terra, può scatenare le sue pulsioni senza dover preoccuparsi della morale religiosa o sociale. Se da una parte Sade si schiera nella piena libertà delle pulsioni e del piacere, si pone però il problema di conciliare la liberazione delle pulsioni con l'ordine sociale. Un altro aspetto importante è quello che Sade definisce "la mistificazione del pensiero borghese": ci troviamo ora davanti alla classe borghese che si erge a classe universale poiché mentre l'etica sociale divideva nettamente le classi e dunque anche i diritti erano divisi tra le classi, la Rivoluzione Francese fonda dei principi invece universali, i diritti dell'uomo e del cittadino pretendono di essere uguali per tutti. Il problema è che però la borghesia che va al potere difende i propri diritti di classe dunque si crea un problema: c'è una divisione tra i principi della Rivoluzione (libertà, uguaglianza, fraternità, traslazioni laiche del patrimonio universalistico del pensiero cristiano che adesso prende connotazione laica) e l'atto pratico, reale che vede invece la stessa borghesia che si spaccia per classe universale e che detta i principi dei diritti dell'uomo e del cittadino, diventerà la classe che difenderà i propri interessi. Si scava dunque un solco drammatico tra la teoria e la prassi, tra la teoria ugualitaria e universalistica della Rivoluzione Francese e la pratica della borghesia. Sade, demistificando i principi della morale dominante, mette l'accento su questa contraddizione. Sade partecipa in prima persona alla Rivoluzione anche se poi rischia di esser ghigliottinato (molti rivoluzionari rischiarono di esser ghigliottinati) ma rigetta ugualmente tutti i principi della morale borghese e ciò viene interpretato come una critica a questo scarto tra teoria e prassi della società post-rivoluzione, questa contraddizione tra la classe borghese che detta principi fondando le nozioni di cittadino che però non trova riscontro in senso pratico. Lo stesso avverrà nel Socialismo e nel Comunismo: dettano principi di uguaglianza che poi non trovano riscontri pratici.
Il Sade scrittore e l'importanza della sua biografia
Sade ha dovuto attendere il Novecento per vedersi riconosciuto un ruolo importante nella letteratura francese, ed in particolare ha dovuto attendere il poeta Apollinaire (1880-1918) poiché è lui il primo che comincia a riconoscere l'importanza di Sade. Durante l'800 i testi di Sade circolano in maniera sotterranea e clandestina, tutti i grandi scrittori conoscono Sade ma le sue opere non circolano alla luce del sole. Il grande riconoscimento avviene però durante il Surrealismo ed in particolare con Breton, dunque nei primi anni del '900 nel periodo dell'avanguardia, l'importanza letteraria e morale di Sade viene largamente apprezzata. Già prima c'erano stati riconoscimenti che vedevano in Sade una sorta di profeta, un anticipatore di Nietzsche, di Freud proprio perché nella sua opera letteraria c'è per la prima volta l'espressione di un immaginario sessuale e soprattutto umano, che ha a che fare con l'erotismo in senso lato. La psicanalisi infatti allarga il concetto di sessualità e dunque si riconosce nella letteratura di Sade. Sade è il primo dunque a dare importanza a tutti quei sentimenti e pulsioni umane che prima di lui non aveva ricevuto una forma letteraria compiuta. L'opera di Sade era stata infatti giudicata come mediocre dal punto di vista letterario perché queste esperienze legate al sesso e all'erotismo avevano un aspetto ripetitivo ma al di là del giudizio estetico non c'è dubbio che la sua importanza sia enorme come creatore che ha dato forma all'immaginario erotico in senso più ampio. Come hanno detto vari critici del '900 come Simone de Beauvoir e Bataille, Sade viene considerato un grande moralista più che un grande scrittore, e definendolo moralista si riferiscono ai grandi moralisti francesi che si esprimono nel genere della Massima soprattutto (La Bruyère, Pascal, La Rochefoucauld...), genere letterario che si interroga sull'io.
Sade ha passato moltissimi anni prigione dunque essendo rinchiuso in prigione l'immaginario e la creazione letteraria diventa per lui l'unico modo possibile per dare una realizzazione ai suoi desideri ed ecco perché l'immaginazione erotica in lui sarà così esaltata. Per quanto riguarda il rapporto tra desiderio ed immaginazione si sottolinea qualche tratto biografico di Sade. Il primo grande scandalo che caratterizza la sua vita avviene nel 1768 quando Sade e il suo domestico aveva segregato una ragazza e seviziata e dunque Sade viene incarcerato. Quattro anni dopo nel 1772 a Marsiglia Sade viene accusato di aver segregato quattro prostitute, di averle avvelenate e di aver abusato di loro. In questa società dell'Ancien Régime, prima della Rivoluzione, Sade si giustifica dicendo che in una classe ricca e potente come i nobili (come appunto era Sade) era del tutto normale che i loro rappresentanti libertini potessero prendersi queste libertà nei confronti di individui considerati inferiori. In seguito a questi scandali Sade fugge comunque in Italia. Tra il 1784 e il 1790 torna in Francia e viene incarcerato alla Bastiglia. In questo periodo, in carcere, scrive uno dei suoi romanzi più famosi ovvero "Justine o le disgrazie della virtù" che viene pubblicato anonimo nel 1991. Una volta liberato partecipa agli avvenimenti rivoluzionari e di nuovo imprigionato durante il periodo del Terrore, sfugge poi all'esecuzione e viene poi definitivamente liberato nel 1794.
Nel 1975 esce invece "La Filosofia nel Boudoi o i precettori immorali" mentre nel 1797 esce "Nouvelle Justine" e "Histoire de Juliette". Justine e Juliette sono due sorelle: Justine è virtuosa dunque subisce una serie di sventure perché perseguitata come oggetto di piacere da parte dei libertini (si vede la contrapposizione libertini-vittime, forti-deboli) e dal punto di vista letterario esiste una prima versione in cui il punto di vista è quello di Justine, dunque il punto di vista della vittima può dare un risultato più interessante di quando invece la narrazione è in terza persona. Tra il 1801 e il 1814 Sade viene di nuovo imprigionato a Parigi dove morirà. L'erotismo di Sade è dunque un erotismo pensato, immaginato poiché come visto passerà gran parte della sua vita in prigione.
La filosofia nel Boudoi o i precettori immorali
I personaggi sono Madame de Saint-Ange e i due uomini libertini Dolmancé e il conte di Marval. Sono i portaparola dell'autore poiché sono loro che enunciano i principi libertini. Essi si danno infatti come compito di educare la giovane Eugenie ma l'educazione a cui fanno riferimento è molto particolare. L'educazione è un'educazione "negativa": si vuole toglierle i pregiudizi sulla virtù e sulla bontà, si vuole portarla allo stato di natura per insegnarle i principi della natura dunque quelli legati al corpo ovvero il piacere del sesso come unico dovere dell'uomo. Se questa però è l'ideologia di Sade, dal punto di vista descrittivo il corpo non è molto descritto, anzi si ritrovano descrizioni convenzionali. Il corpo in Sade non è un libro che va decifrato e interpretato ma è un corpo descritto in modo convenzionale e anche smontabile (si accenna soltanto ad alcune parti del corpo ovvero gli organi sessuali, il seno, i glutei) dunque è come se paradossalmente avessimo un ritorno al corpo-macchina di Cartesio e dunque una regressione rispetto a quel corpo biologico del '700, però questo smontamento del corpo in Sade è funzionale ad un'esaltazione del corpo dal punto di vista ideologico.
Da una parte abbiamo la centralità del corpo dunque mentre dall'altra parte abbiamo strategie narrative che sembrano ricalcare moduli convenzionali del corpo (quando si parla del corpo femminile ad esempio ci si rifà ai blasoni medievali del corpo femminile e ci si rifà alle descrizioni convenzionali dello stesso).
Pagine 8-10: i personaggi di questo passo parlano tra loro e Mme de Saint-Ange spiega cosa intende fare con questa giovane Eugenie. Ciò che è interessante è che al centro di quest'opera c'è un processo di educazione. Mme de Saint-Ange dice che si tratta dell'educazione di una giovane ragazza conosciuta in convento (il convento per Sade è il luogo del pregiudizio che va rigettato) che va educata in questo nuovo modo del tutto paradossale. Dice che quando la incontrò in convento non poté fare nulla perché non era il luogo adatto ma che avrebbe provveduto ad educarla poi in seguito. Per realizzare questa educazione ha dunque voluto conoscere la famiglia della giovane: il padre è un libertino che è stato convinto a questa nuova educazione e dunque la ragazza sta arrivando per essere educata in quel modo del tutto nuovo.
Dice che si metteranno dunque in quella ragazza tutti i principi del libertinaggio più sfrenato ed investe il fratello nel farlo. C'è dunque un'importante alternanza tra il momento pratico e il momento della teoria che dà misura della centralità del corpo: non si può fare teoria e filosofia astraendosi dal corpo ma l'unica forma di filosofia è quella di azzerare sé stessa per dare il primato al corpo. Il fratello viene dunque destinato a compiere questa educazione di sesso convenzionale, l'altro cavaliere destinato al senso anale. La figura dell'innocenza perseguitata è una figura molto ripresa durante il Settecento, la quale vede al centro una bella fanciulla innocente inseguita da libertini o comunque da personaggi "cattivi".
C'è dunque una polarizzazione di tipo etico che prende il nome di Melodramma, una polarizzazione di valori buoni e valori cattivi. L'originalità di Sade sta nel fatto che l'autore ci vuol fare identificare non nell'innocente perseguitato ma nei suoi persecutori, che però sono rappresentati come degli educatori e dunque la persecuzione non è negativa ma positiva perché ha funzione pedagogica. Si vede in quest'opera l'intento di portare la fanciulla alle coordinate elementari del suo corpo e dei suoi desideri e questo intento è definito come "piacere di corrompere", "corruzione" è un termine usato da Rousseau in senso negativo quando dice che non va corrotto il bambino con i pregiudizi ma va lasciato libero di pensare, ma questi termini con Sade sono ora connotati con allusioni morali e dunque considerati come positivi.
La corruzione cambia dunque di senso: si tratta ora di azzerare tutti i precetti e i principi inculcati nella ragazza dalla civiltà e dalla società. Ecco dunque l'estremizzazione del concetto di Rousseau: la civiltà corrompe, aliena e degrada l'uomo ma la corruzione con Sade diventa un qualcosa di positivo poiché significa togliere tutti quei pregiudizi inculcati nell'uomo che limitano il suo piacere. Il principio di Rousseau di azzerare la morale viene ripreso ma il vero piacere sta nel degradare, nel pervertire, nel corrompere tipico di una modernità alla quale la letteratura ha dato espressione, una letteratura che si va dunque veicolo di ciò che viene represso (una letteratura "del male") e via via questo intento viene sempre di più reso esplicito e questo piacere di fare il male sarebbe inconcepibile all'epoca di Rousseau, bisogna attendere il secolo successivo perché si possa esaltare il piacere di fare il male, male che la dottrina cristiana identificava nel demonio che doveva esser represso, demonio identificato nelle pulsioni, negli appetiti, negli impulsi appunto rigettati dalla società.
Una delle direzioni della modernità è invece quella di dare importanza a ciò che veniva reputato come negativo: il demonio, il male dunque le pulsioni, simbolo di una natura umana che però la società reprime. Con Sade siamo in un'epoca in cui invece quello di fare il male diventa una qualità dei personaggi. L'eccesso di esplicitezza finisce comunque per esser quasi ingenuo: i difetti del cavaliere sono identificati come qualità: l'irreligiosità, il libertinaggio, l'inumanità...c'è dunque una critica a Fenelon da prendere come antimodello di scrittore perché esaltava la bontà cristiana e tutte le virtù che invece Sade rifiuta.
Madame de Saint-Ange è sicura che grazie al cavaliere la ragazza riuscirà ad educarsi ai principi libertini. La ragazza si rivelerà infatti un'allieva molto attenta e disposta ad imparare e ciò mostra il principio di Sade che elegge la natura a riferimento principale e dunque il corpo della ragazza vuole quello che vogliono i libertini, la sua tendenza naturale (in quanto ha un corpo) abbraccia per forza le idee libertine. Madame de Saint-Ange dice che non c'è da temere la famiglia perché ha già convinto il padre concedendosi a lui. Il padre è un libertino e la madre è una devota: questi due sono tipi umani frequentissimi nella letteratura del '700 che daranno origine a "Relazioni Pericolose" di Choderlons dove ci sono due terribili libertini che devono sedurre e corrompere un personaggio femminile religioso. Il nome Eugenia della ragazza è significativo perché vuol dire "Natura Felice".
Madame de Saint Ange dice che Eugenia è troppo bella per poterla descrivere ma il cavaliere la prega di accennare un po' a lei così che possa riempire anticipatamente la sua immaginazione. Dunque a questo punto si ha la descrizione del corpo. Siamo in pieno '700 a questa descrizione contraddice la visione del corpo di questa epoca, di un corpo inteso come organismo biologico e come oggetto di decifrazione, di caratterizzazione anche sociale dei personaggi. In questa descrizione il corpo è descritto come se si descrivesse una statua classica, corpo che dunque sembra non esser dotato di alcuna psicologia. Sade infatti va al di là della psicologia per raggiungere l'immaginario delle pulsioni. Eugenia ha i capelli castani lunghi che le scendono fino ai glutei, ha un biancore abbagliante, il naso aquilino, gli occhi di un nero d'ebano e di grande ardore, impossibile resistere ai suoi occhi dunque, ha meravigliose sopracciglia e interessanti palpebre, bocca piccolissima e denti superbi. Ha un'aria di nobiltà quando si gira, è più alta della sua età quindi sembra più grande, la sua vita è modello di eleganza e il suo petto è meraviglioso ha il più bel paio di seni che possano esistere, possono stare in una mano. Gli occhi rivelavano la sua anima mentre l'uomo le bacia i seni, gli occhi sono dunque lo specchio dell'anima (patognomia). Questo passaggio è un esempio di come Sade procede nella descrizione del corpo: descrizione statuaria del corpo.
L'altro aspetto importante di questo passo è l'intenzione pedagogica paradossale di Sade che fa da corollario a questa descrizione del corpo. I dialoghi non hanno nessun realismo ma sono dialoghi estremamente didattici in cui si esprimono dei concetti come se si scrivesse un trattato. Questo aspetto didattico ritorna spesso in Sade non solo nei dialoghi filosofici come questo ma anche nei Romanzi come Justine, in cui si vede questo bisogno di spiegare, bisogno di didattico che compromette il realismo della rappresentazione. Ciò appunto è stato definito negativamente ed ha fatto sì che Sade venisse definito come uno scrittore mediocre.
Sade invece è un moralista e deve enunciare delle verità morali dunque deve enunciare e non raccontare, e infatti soffermandosi troppo sulla spiegazione delle cose la parte narrativa viene compromessa.
Quinto dialogo
Questo aspetto didattico è molto evidente soprattutto nel quinto dialogo dell'opera tratto dalla pagina 76. Qui si ha una celebrazione dell'omosessualità maschile che al...
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