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La rappresentanza Appunti scolastici Premium

Appunti di diritto privato sulla rappresentanza basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Conte dell’università degli Studi di Firenze - Unifi, facoltà di Giurisprudenza, Corso di laurea magistrale in giurisprudenza. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto privato docente Prof. G. Conte

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La procura

La procura è l’atto con cui l’interessato conferisce volontariamente al

rappresentante il potere di rappresentarlo.

È un atto unilaterale, non richiede l’accettazione del rappresentante. Ed è un atto non

ricettizio: non si indirizza propriamente al rappresentante ma opera verso terzi con

cui il rappresentante potrà contattare in nome del rappresentato. La capacità dei

soggetti, la procura richiede che chi la conferisce abbia la capacità legale di agire. Al

rappresentante, invece, si richiede solamente che sia capace di intendere e volere

(capacità naturale) non che sia capace di agire.

La procura richiede una forma, la stessa forma prevista dalla legge per il contratto

che il rappresentante concluderà in nome del rappresentato. La procura può essere

data a voce, ma vi può essere anche procura tacita, quando il potere di rappresentanza

è attribuito per fatti concludenti.

La distinzione fondamentale è tra:

 procura generale, autorizza a compiere tutti gli affari del rappresentato,

ovvero tutta una categoria di affari

 procura speciale, riguarda uno o più affari determinati.

L’estinzione della procura può essere determinata: dal venir meno del rapporto

sottostante, dalla morte del rappresentante o del rappresentato, la rinuncia del

rappresentante, dalla revoca del rappresentato. La revoca non è ammessa in caso di

procura irrevocabile.

Gli interessi in gioco nella disciplina della rappresentanza: conflitto d’interessi e

contratto con sé stesso

Nelle situazioni di rappresentanza vi sono in gioco tre soggetti: il rappresentante, il

rappresentato, e il soggetto. Il rappresentante è tenuto ad agire in interesse del

rappresentato. se viola questo obbligo, e agisce in modo da avvantaggiare sé stesso

oppure un terzo, si crea un: conflitto di interessi con il rappresentato. il criterio per

scegliere a quale dare la preferenza è quello della conoscenza o conoscibilità del

conflitto di interessi da parte del terzo:

 se questi conosce o avrebbe potuto riconoscere l’esistenza del conflitto, prevale

il rappresentato e, quindi, il contratto è annullabile;

 se, invece, il terzo non era in grado di sapere del conflitto, si sacrifica la

posizione del rappresentato per proteggere l’affidamento del terzo: il contratto

resta valido.

Ipotesi estrema del conflitto d’interessi è il contratto con sé stesso, ricorre quando il

contratto concluso dal rappresentante in nome del rappresentato la controparte è il

rappresentante stesso. Esempio X rappresentante di Y in forza di procura a vendere

un bene di Y, acquista egli stesso il bene. Il contratto con sé stesso annullabile su

richiesta del rappresentato salvi due casi: quando il rappresentato aveva

specificatamente autorizzato il rappresentante a contrarre con sé stesso; e quando

aveva predeterminato il contenuto del contratto in modo tale da escludere la

possibilità di conflitto di interessi.

Revoca e modificazioni della procura

Il rappresentato è generalmente libero di cancellare o ridurre i poteri di

rappresentanza già conferiti al rappresentante. Ha però l’onere di portare a

conoscenza dei terzi, con mezzi idonei la nuova situazione, ad esempio inviando

lettere, circolari a tutti i terzi con cui il rappresentato potrebbe o ha preso contatti. Se

non lo fa, e il rappresentante ormai privato dei necessari poteri conclude ugualmente

il contratto con un terzo, in un primo momento il rappresentato è vincolato al

contratto, anche se il rappresentante non aveva più poteri. Per respingere da sé gli

effetti del contratto il rappresentato deve provare che il terzo era in mala fede, cioè ha

contratto con il rappresentante pur sapendo che la procura era stata revocata o

modificata. Senza questa prova “revoca o modificazioni non sono opponibili a terzi”

(Art.1396 c.1).

Rappresentanza senza potere e contratto del falso rappresentante

Nel momento in cui il potere di rappresentanza non vi è mai stato, si hanno i casi di

difetto di rappresentanza o rappresentanza senza potere, in cui un falso

rappresentante fa, in nome del rappresentato preteso, un contratto che non è mai stato

autorizzato a fare. Esempio X prende contatto con B, in nome di A, un appartamento

dello stesso A, situato a Milano, per il prezzo di 500000 euro. Ma X non ne aveva il

potere: o perché A non gli ha mai dato questo potere di procura: o perché gli ha dato

la procura a vendere un appartamento a Torino e non a Milano.

Questa situazione è disciplinata da quattro regole fondamentali:

1. inefficacia del contratto, il contratto del falso rappresentante non produce

effetti verso il preteso rappresentato, che non lo ha mai autorizzato, e nemmeno

verso il falso rappresentante;

2. ratifica del contratto, la legge dice che il preteso rappresentato potrebbe

trovare conveniente l’affare, che pure non aveva autorizzato: gli dà allora la

possibilità di ratificarlo. La ratifica è l’atto unilaterale con cui il preteso

rappresentato rende efficace il contratto fatto in suo nome dal falso

rappresentante. Richiede la stessa forma prescritta per il contratto da ratificare,

ed è atto ricettizio: cioè produce effetto quando giunge al terzo.

3. situazione di incertezza, la legge ci offre due rimedi: la prima è la possibilità

che i falso rappresentante e il terzo contraente sciolgano consensualmente il

contratto; l’altro è che il terzo contraente può fare un interpello al preteso

rappresentato, dandogli un termine, entro cui decidere se ratificare o no:

scaduto il termine nel silenzio dell’interessato, la ratifica si intende

definitivamente negata

4. responsabilità del falso rappresentante verso il terzo contraente. Se

interviene la ratifica, il terzo contraente non ha di che lamentarsi. Se non

interviene la ratifica, egli resta danneggiato, perché l’inefficacia del contratto

fa sfumare l’affare che pensava di aver concluso. Per tutelarlo la legge gli

accorda la possibilità di pretendere dal falso rappresentante il risarcimento del

danno da lui sofferto per aver confidato senza sua colpa nella validità del


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4 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chiara1207 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Conte Giuseppe.

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