Giovedì 23 marzo 2017
La posizione della donna nel diritto criminale
Le pene della donna sono sempre molto diverse da quelle maschili. Si ritiene che la posizione giuridica della donna greca sia peggiore rispetto a quella della donna romana; ma la donna greca aveva delle caratteristiche apprezzate nel suo mondo e la letteratura greca ha creato dei personaggi femminili spesso tragici ma interessanti, che hanno creato nella storia dell'uomo degli ARCHETIPI. Uno di questi è Antigone; lei è una delle quattro figlie di Edipo, è un personaggio del mito di cui si servono i tragici greci.
Eschilo, Sofocle, Euripide sono tra i più importanti tragici greci. Le tragedie erano delle opere teatrali che venivano rappresentate in occasioni di feste religiose, erano una grande fonte di svago ma anche di educazione della cittadinanza in particolare di Atene.
Uno dei personaggi cardine di questi miti è Edipo. Egli si era innamorato della propria madre ma senza sapere che era sua madre; suo padre infatti aveva avuto una profezia per la quale il proprio figlio l'avrebbe ucciso; quando nasce quindi lo fa portare da un suo aiutante perché fosse esposto, pratica per la quale veniva abbandonato in una zona impervia così che morisse. L'assistente del re però non riesce a compiere questo atto e lo lascia ad una famiglia di pastori; Edipo cresce, incontra quello che è suo padre senza saperlo e ci litiga; i due arrivano alle mani e Edipo uccide il padre.
Dato che la religiosità greca come quella romana si fondava sulla superstizione e aveva il suo fondamento nel compimento di atti oggettivi, il parricidio ha creato una rottura tra dei e uomini anche se non c'è stata volontà. Per gli antichi greci non era importante l'elemento soggettivo, su cui invece si basa tutto il nostro diritto. Edipo quindi ha creato una frattura nella pace tra uomini e dei senza saperlo, che finirà per tornargli indietro e punirlo—> ma non solo se stesso perché nel passato non c'era il concetto di personalità della pena—> il male compiuto da Edipo tornerà anche contro i suoi figli.
Dal matrimonio tra la madre di Edipo e lui nasceranno dei figli incestuosi; questi figli nascono praticamente segnati nonostante l'incesto non sia stato volontario. I figli sono 4, due femmine e due maschi, vivono a Tebe. Le due femmine si chiamano Antigone e Ismene. Venuti meno i genitori, il re di Tebe diventa lo zio dei ragazzi, Creonte. Questo è un re giusto, ma pesante, preciso, pignolo, cavilloso, non si attira le simpatie del vicinato.
Inizia così una guerra in cui alcuni tebani si associano al nemico; tra questi va a combattere contro i nemici di Tebe Polinice, figlio di Edipo; questa guerra la vince Creonte. Antigone e Ismene rimangono dentro alle mura della città. I due fratelli si trovano uno contro l'altro e nel combattimento si uccidono a vicenda sotto le mura di Tebe.
Creonte qualche tempo prima aveva emanato un editto che diceva che i ribelli contro Tebe uccisi non avrebbero dovuto trovare sepoltura (quindi l'anima avrebbe vagato senza pace); era una punizione gravissima e priva di pietà; quindi Iteocle viene sepolto mentre Polinice rimane abbandonato fuori dalle mura—> atto comunicativo del potere, il cadavere non veniva spostato.
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