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La pianificazione urbanistica metropolitana e comunale

L'articolo 114 della Costituzione prevede che la "Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato. I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione."

La Legge 8 giugno 1990 n.142 ha disciplinato per la prima volta le aree metropolitane, allo scopo di fornire una risposta concreta ai sempre più numerosi problemi di vivibilità e di governabilità che coinvolgono i grandi Comuni. Modifiche alla legge n.142/1990 vennero apportate con la Legge 5 maggio 2009 n.42. Con questa venne lasciata ai Comuni l'istituzione delle città metropolitane previo referendum da tenersi tra le popolazioni interessate e successiva ratifica con legge nazionale.

Una volta costituita la Città metropolitana era previsto che essa acquisisse le funzioni della Provincia e, qualora il suo perimetro non fosse coincidente con quello di una preesistente Provincia. Con la Legge n.214/2011 e la Legge 135/2012 venne stabilito un notevole ridimensionamento delle Province e delle loro funzioni e venivano soppresse le Province corrispondenti alle aree metropolitane già individuate. La Corte Costituzionale cancellò l'intera riforma posta dalle due leggi. È stata promulgata, quindi, la Legge 7 aprile 2014 n.56, formata da un solo articolo composto da 151 commi. Tale legge definisce le Città metropolitane come enti territoriali di area vasta che hanno connotazione giuridicamente autonoma distinta dalle Province ed alle quali sono state attribuite specifiche finalità istituzionali.

Funzioni e organizzazione delle città metropolitane

Nelle aree metropolitane l'amministrazione locale si articola in due livelli:

  • La Città metropolitana
  • I singoli Comuni

Alla Città metropolitana sono attribuite le funzioni fondamentali proprie:

  • Adozione e aggiornamento annuale di un piano strategico triennale del territorio metropolitano
  • Pianificazione territoriale generale
  • Strutturazione di sistemi coordinati di gestione dei servizi pubblici
  • Mobilità e viabilità
  • Promozione e coordinamento dello sviluppo economico e sociale
  • Promozione e coordinamento dei sistemi di informatizzazione e di digitalizzazione

Le funzioni della Città metropolitana, in materia di pianificazione del territorio, non possono ricondursi ad un modello unico ma variano nei diversi ambiti regionali.

Piano regolatore generale comunale

Il piano regolatore generale comunale è lo strumento urbanistico che fissa le direttive generali di sistemazione della totalità del territorio di un Comune. Tale piano è finalizzato ad assicurare la migliore composizione urbanistica dei singoli insediamenti e ad indicare la futura configurazione del territorio comunale, fissando le norme e le prescrizioni necessarie per attuare detti scopi.

Il piano regolatore deve, dunque, rispondere ad obiettivi di salvaguardia delle risorse territoriali e di uso del suolo ai fini sociali, attenendosi ai criteri di economicità, di flessibilità e di coordinamento con le scelte territoriali ed economiche di livello superiore.

Il contenuto essenziale del piano si identifica in previsioni:

  • Di localizzazione: con le quali determinate aree vengono destinate a servizi di interesse pubblico e preordinate all'espropriazione
  • Di zonizzazione: con cui il territorio comunale viene diviso in zone

Lo strumento delle localizzazioni deve contenere:

  • La localizzazione della rete delle principali vie di comunicazione
  • L'individuazione delle aree destinate a formare spazi di uso pubblico
  • L'individuazione delle aree riservate ad edifici pubblici o di uso pubblico

Tutte queste aree sono assoggettate dal piano a vincolo preordinato all'esproprio che ha la durata di 5 anni.

Lo strumento della zonizzazione deve contenere:

  • La divisione in zone del territorio comunale
  • L'indicazione dei vincoli da osservare nelle zone di pregio storico, ambientale e paesistico
  • La ricognizione del patrimonio edilizio-urbanistico da recuperare
  • La definizione delle norme per l'attuazione del piano

Le zone in cui viene divisa la città sono:

  • La zona A, che definisce il centro storico
  • La zona B, che indica le zone di completamento, ossia quelle zone già completamente o prevalentemente edificate
  • La zona C, che indica le zone di espansione
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Scienze giuridiche IUS/10 Diritto amministrativo

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chiavarr di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto urbanistico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Guzzardo Giovanni.
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