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Compendio di diritto urbanistico

Espropriazione, urbanistica e edilizia

Il diritto urbanistico e la sua evoluzione storica

Il diritto urbanistico è:

  • Parte del diritto amministrativo
  • Complesso di norme che regolano la pianificazione e l’utilizzazione del territorio
  • Corregge gli effetti negativi delle città industriali
  • Assicura lo sfruttamento razionale del territorio
  • Protezione dell’ambiente: tutela e salvaguardia dell’equilibrio dell’ecosistema

Una materia di potestà legislativa e amministrativa delle regioni:

  • Funzione legislativa: legge cost. 3/2001 attribuisce:
    • Alle regioni a statuto ordinario una potestà legislativa concorrente in materia di governo del territorio, nel senso che allo Stato è riservata la determinazione dei principi fondamentali (legge quadro o cornice)
    • Alle regioni a statuto speciale (e province autonome di Trento e Bolzano) i relativi statuti attribuiscono una competenza legislativa esclusiva
  • Funzione amministrativa: è una funzione di pianificazione e si esplica attraverso l’emanazione di atti amministrativi. Alle Regioni è stata attribuita una competenza amministrativa esclusiva
  • Rimane allo Stato la competenza a svolgere funzioni di indirizzo e coordinamento delle linee fondamentali

Legge 1150/1942: prima disciplina urbanistica, cd. Legge Urbanistica

  • Introdusse 2 livelli di pianificazione dell’uso del suolo:
    • Singoli aggregati urbani
    • Ampie porzioni del territorio

Presentava però tante lacune questa legge e infatti venne integrata dalla Legge Ponte 765/1967. Dopo svariate leggi in materia edilizia si raggiunse una disciplina organica, la Legge 47/1985, e le successive modificazioni.

D.lgs. 42/2004: Codice dei beni culturali e del paesaggio.

DPR 327/2001: TU in materia di espropriazione per pubblica utilità: è un codice delle espropriazioni che assembla e coordina in un unico sistema le procedure di espropriazione.

Il DPR 380/2001 TU in materia edilizia

  • Riunisce e riordina le norme legislative e regolamentari in materia edilizia
  • Elementi innovativi:
    • Riduzione dei titoli abilitativi a due: il permesso di costruire e la denuncia di inizio attività (soppressione autorizzazione edilizia)
    • Snellimento della procedura per il rilascio del permesso di costruire e del certificato di agibilità
    • Viene istituito lo sportello unico dell’edilizia
    • Non c’è più certificato di abitabilità e il certificato di agibilità, ma solo il certificato di agibilità anche per i locali ad uso abitativo

La tutela del paesaggio e del patrimonio artistico e storico è contenuta nel D.lgs. 42/2004: Codice dei beni culturali e del paesaggio.

La pianificazione urbanistica di direttive

La pianificazione urbanistica:

  • Disciplina la distribuzione spaziale degli interventi nel territorio
  • Organizza i relativi strumenti strutturali per uno sviluppo del territorio compatibile con lo sviluppo economico
  • Compiti di controllo e indirizzo attraverso i piani urbanistici. Tipi di piani urbanistici:
    • Piani territoriali di coordinamento regionali e provinciali
    • Piani regolatori generali intercomunali
    • Piani regolatori generali comunali
    • Programmi di fabbricazione
    • Programmi pluriennali d’attuazione
    • Piani particolareggiati di esecuzione e piani di lottizzazione
    • Piani speciali di zona: piani per l’edilizia economica e popolare, piani degli insediamenti produttivi, piani di recupero

I Piani territoriali di coordinamento regionali e provinciali e i Piani regolatori generali intercomunali forniscono direttive ampie per orientare e coordinare gli interventi urbanistici ed edilizi in ambito territoriale più vasto di quello comunale.

I Piani regolatori generali comunali e i Programmi di fabbricazione sono finalizzati alla regolamentazione operativa dell’assetto urbanistico del territorio comunale.

I Programmi pluriennali d’attuazione indicano la priorità da osservare nell’attuazione degli strumenti urbanistici vigenti.

I Piani particolareggiati di esecuzione e piani di lottizzazione e i Piani speciali di zona hanno finalità attuative degli altri piani.

I piani urbanistici sono classificati secondo un rapporto di gerarchia a piramide rovesciata.

La pianificazione delle direttive: piani territoriali di coordinamento delle Regioni

La legge urbanistica del 1942 prevedeva 2 diversi livelli di pianificazione:

  1. Pianificazione di competenza comunale: singoli aggregati urbani
  2. Pianificazione di porzioni di territorio più ampie di quelle dei singoli centri abitati: il piano territoriale di coordinamento (è il più importante strumento urbanistico di direttive).

Il piano territoriale di coordinamento:

  • Previsto dalla legge 1150/1942
  • Scopo: orientare e coordinare l’attività urbanistica da svolgere in determinate aree del territorio nazionale
  • È sovraordinato a: piani provinciali, piani metropolitani e piani comunali (questi sono vincolati alle previsioni del piano territoriale di coordinamento)
  • Cosa serve tale piano:
    • Individuare e separare nel territorio determinate aree destinate a insediamenti edilizi, residenziali, agricoli, industriali, fissando la collocazione più adatta a ciascuna zona di insediamento
    • Assicurare la conservazione degli aggregati edilizi esistenti
    • Determinare la natura e l’estensione degli impianti pubblici
  • L’elaborazione e l’approvazione del piano territoriale di coordinamento spetta alle Regioni: assume diverse denominazioni: piano territoriale regionale, piano di indirizzo territoriale, scheda di assetto territoriale
  • Il piano territoriale ha vigore a tempo indeterminato e possono essere apportate allo stesso delle varianti
  • Le direttive del piano territoriale hanno come destinatari le Province, i Comuni e gli altri enti che devono recepirle negli strumenti urbanistici locali. Non vincolano i privati, ma alcune leggi regionali prevedono che tali piani possono essere immediatamente efficaci nei confronti dei privati.

Il piano territoriale di coordinamento di competenza della Provincia

La riforma delle autonomie locali (l. 142/1990) ha introdotto per la Provincia compiti di programmazione, di predisposizione ed adozione di un piano territoriale di coordinamento ad estensione provinciale, da inquadrarsi secondo le direttive fissate dalla legislazione e dai programmi regionali e per ciò che riguarda le competenze dei comuni. È un piano d’indirizzo urbanistico che di regola non è immediatamente vincolante per i privati.

Le leggi regionali devono prevedere che il piano di coordinamento provinciale assuma il valore e gli effetti dei piani di tutela dei settori della protezione: natura, tutela ambientale, acque, difesa del suolo, tutela delle bellezze naturali.

Altri piani di indirizzo urbanistico

Piano comprensoriale: formato e gestito da una struttura organizzativa spesso costituita da un consorzio di Comuni; è uno strumento di pianificazione a livello intermedio tra la dimensione regionale e quella comunale. È rivolto a quelle parti del territorio della Regione che necessitano di una disciplina unitaria e programmata.

Piano regolatore intercomunale: viene adottato per le caratteristiche di sviluppo degli aggregati edilizi di due o più comuni contermini e si riconosce opportuno il coordinamento delle direttive riguardanti l’assetto urbanistico dei comuni stessi. È di ridotta efficacia in quanto è facoltativo e di scarsa attitudine.

Piani delle aree e dei nuclei di sviluppo industriale (piani ASI): sono dei piani per la pianificazione e la localizzazione delle aree e dei nuclei di sviluppo industriale. Sono degli strumenti di pianificazione diretti a favorire l’industrializzazione del Meridione, specialmente per individuare le aree destinate a nuovi insediamenti di particolari tipi di industrie ed orientare gli interventi pubblici e privati verso le aree prescelte.

I piani territoriali paesaggistici: sono diretti ad individuare le trasformazioni compatibili con i valori paesaggistici, le azioni di recupero e riqualificazione degli immobili e delle aree sottoposte a tutela, gli interventi di valorizzazione del paesaggio e anche in relazione allo sviluppo sostenibile.

Comunità montane

Le Comunità montane sono unioni di Comuni, enti locali costituiti fra comuni montani e parzialmente montani, anche appartenenti a province diverse, per la valorizzazione delle zone montane attraverso l’esercizio di funzioni proprie o di funzioni conferite. (267/2000)

Spettano alle comunità montane:

  • Le funzioni direttamente attribuite dalla legge
  • Gli interventi speciali per la montagna stabiliti dall’UE, dalle leggi statali o regionali
  • L’esercizio associato di funzioni proprie dei comuni o a questi conferite dalla Regione
  • L’esercizio di ogni altra funzione ad esse conferita dai Comuni, Province e Regione

Le Comunità montane provvedono all’adozione di piani pluriennali di sviluppo economico e sociale: devono prevedere le concrete possibilità di sviluppo dei vari settori economici, produttivi e sociali.

La pianificazione urbanistica metropolitana e comunale

La pianificazione dell’area metropolitana

L’istituto delle aree metropolitane nasce con la L. 142/1990, finalizzato a fornire una risposta concreta ai problemi di vivibilità e governabilità di particolari grandi comuni. La materia è però attualmente disciplinata dagli articoli 22 e 26 del TUEL.

Art. 22 Aree metropolitane

Le aree metropolitane sono considerate le zone comprendenti i comuni di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari, Napoli e gli altri comuni i cui insediamenti abbiano con essi rapporti di stretta integrazione territoriale e in ordine alle attività economiche, ai servizi essenziali alla vita sociale, nonché alle relazioni culturali e alle caratteristiche territoriali.

Su conforme proposta degli enti locali interessati la regione procede entro centottanta giorni dalla proposta stessa alla delimitazione territoriale dell'area metropolitana. Qualora la regione non provveda entro il termine indicato, il Governo, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, invita la regione a provvedere entro un ulteriore termine, scaduto il quale procede alla delimitazione.

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Scienze giuridiche IUS/10 Diritto amministrativo

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto urbanistico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università internazionale degli studi sociali Guido Carli - (LUISS) di Roma o del prof Urbani Paolo.
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