Il classicismo musicale: evoluzione e protagonisti
Alla fine del '700 e negli anni '60 del secolo successivo, si sviluppa una nuova sensibilità da cui nascerà lo stile classico. Questo periodo segna un cambiamento nel teatro musicale, in cui le forme più auliche vengono sostituite da spettacoli più leggeri. Il classicismo è associato a Haydn, Mozart e Beethoven. Nel 1801, le loro opere vengono elogiate e definiti padri della musica tedesca. Tutti e tre sono presenti nella programmazione concertistica di inizio '800.
Musica e tecnica compositiva
La composizione viene percepita con serietà di intenti e progettualità su vasta scala. Il trio viennese mette a punto una tecnica di elaborazione motivica che porta a un incremento della complessità della scrittura. La musica non è mero virtuosismo, ma è un veicolo di un pensiero drammatico e di una concezione teatrale della musica. Il tono ludico del movimento conclusivo delle composizioni strumentali, spesso in forma di rondò, vede un’alternanza tra una sezione principale ricorrente ed una serie di episodi contrastanti.
Opera buffa e opéra-comique
Si afferma l’opera buffa goldoniana; a Parigi si diffonde l’opéra-comique. Vienna è la città crocevia di culture e ricca di autori. La Harmonie vede la diffusione di un complesso formato da coppie di fiati che eseguivano nei parchi delle pagine d’intrattenimento. Si parla di classicismo viennese perché qui si è sviluppato il culmine creativo della triade. La musica strumentale diventa il linguaggio per eccellenza, introducendo l’ideale della musica assoluta, centrale nel romanticismo.
La forma sonata
Grazie a questa forma, lo stile classico realizza un discorso musicale complesso, dando ad ogni pagina una differenziazione interna. Realizza un dramma esclusivamente con mezzi musicali. Il principio fondamentale è il contrasto tra aree tonali, responsabili della percezione di un cambiamento di scenario. L'esposizione è la prima parte, ha il compito di presentare il tema principale/primo tema e la tonalità d’impianto. Una sezione detta ponte modulante porta al secondo tema. La seconda parte è un movimento di ritorno alla tonalità di base, chiudendo circolarmente la forma. Talvolta può essere presente una sezione di sviluppo che sviluppa il materiale dell’esposizione; nel caso in cui non sia presente, la seconda parte inizia con la ripresa che ripropone il primo tema nella tonalità d’impianto ma può avere una forma variata. Nel caso di una forma sonata con sviluppo, alla fine proporrà il materiale sviluppato, ma nella tonalità d’impianto. Può essere inserita in un minuetto bipartito: nella prima parte propone la prima area tonale, nella seconda parte la seconda area tonale ed eventualmente anche sviluppo e ripresa.
Musica da camera
La musica da camera è un fenomeno caratteristico dello stile classico, sede dei massimi esiti e strumento di un’integrazione sociale in ambienti domestici aristocratici e borghesi. Dai due strumenti in poi, il numero delle parti è indicato dal titolo (trio, quartetto, ecc.); l’organico di riferimento era il trio pianoforte, violino, violoncello ed il quartetto d’archi. È un formato destinato a un ridotto gruppo di esecutori, popolare in ambito domestico e in occasione di banchetti.
Introduzione all'800
L'800 è considerato un secolo lungo, rispetto al secolo breve successivo. La civiltà strumentale introdotta da Mozart è concentrata sulla musica strumentale, svincolata dal balletto e dal teatro. Vi è una variabilità dei modi di fruizione e produzione e l'importanza della stampa musicale. Beethoven (1770-1827) è l’ultimo della triade del classicismo viennese. Haydn (104 sinfonie), Mozart (41 sinfonie) e Beethoven portano la musica strumentale a un'importanza tale da essere concepita come linguaggio musicale per eccellenza.
Il classicismo viennese
"I nostri tedeschi grandi maestri della musica strumentale sono i creatori della nuova musica" affermava Hoffmann. Il classicismo viennese creò dei modelli riconosciuti ovunque, con la scuola di Vienna, capitale della musica in quanto sede dell’attività di Haydn, Mozart e Beethoven. Fidelio tralascia il melodramma, scrisse solo l’opera lirica. Con lui accelera il processo di consacrazione dello strumentale come linguaggio musicale per eccellenza. A Vienna dal 1792, il conte Waldstein gli augura di proseguire la linea di Haydn e Mozart; qui resta fino alla morte.
Beethoven e la sua produzione
Beethoven compose 9 sinfonie, che sono caratterizzate da tanti suoni combinati insieme. Intorno al 1800 si dedica ad esse, centro della sua produzione. Ciascuna ha un carattere individuale e i tempi di composizione si allungano ad anni, poiché è soggetto a proprie scadenze e non quelle dei committenti. La creazione era frutto di un’ispirazione e urgenza individuali; scrivere musica rappresentava una missione civile e morale. Le sinfonie durano circa 20 minuti, l’ultima circa 70.
Periodi della carriera di Beethoven
La sua attività va dalla giovinezza fino al 1802. La fase eroica (1802-1814) vede la composizione della maggior parte delle sinfonie, delle sonate più importanti e dei 16 quartetti d’archi. Produce le opere più celebri, come la 3^ sinfonia-eroica e la 5^, considerate biografiche, esprimendo il mito dell’uomo che combatte vittoriosamente contro il destino avverso. Convive l’approfondimento del linguaggio musicale con un minimo materiale sonoro. In una fase di estrema maturità, l’antico diventa il riferimento ideale per parlare all’umanità.
La figura del musicista
La svolta dell’identità del musicista vede Beethoven passare da artigiano ad artista. La sua formazione fu irregolare; studiò con Christian G. Neefe, esplorò le composizioni di Mozart e lavorò con Haydn tra 1792 e 1794, ottenendo una solida preparazione tecnica. La sua immagine, restituita dalla statua di Klinger, è seriosa e corrucciata, e le composizioni del periodo centrale riflettono questa figura. Beethoven aspirò a essere uomo di cultura, diversamente dai musicisti della sua epoca, cercando di affermarsi come libero professionista. Tuttavia, perseguì il desiderio di ottenere un incarico a corte.
Commercio musicale e mecenatismo
All’epoca non esisteva il diritto d’autore nei paesi europei. Beethoven vendeva le sue opere, ma le edizioni successive non gli vennero pagate per questo motivo. Nel 1809, gode di una rendita da tre nobili mecenati viennesi per non farlo espatriare. Questo riflette una nuova concezione dell’arte musicale, ritenuta nobile, con il musicista che diventa un artista, genio creatore. Nel 1802, il Testamento di Heiligenstadt rivela la percezione di sé e lo scopo della sua vita nell’arte musicale, attraverso una lettera ai fratelli mai spedita.
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