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La musica araba

Una delle più importanti caratteristiche della musica araba è senza dubbio la sua estensione geografica che ha fatto sì che nascessero varie e diverse forme musicali. Dal punto di vista geografico la zona di influenza della musica araba si identifica con quella linguistica: si tratta della musica cantata, suonata, ascoltata e capita dagli arabofoni indipendentemente dalla religione, l’etnia o il luogo di residenza. Questa zona si divide in tre scuole:

  • La scuola maghribina con Marocco, Algeria, Tunisia e Libia;
  • La scuola siro-egiziana con Egitto, Palestina, Giordania, Libano e Siria;
  • La scuola irachena con Iraq, Arabia Saudita, Bahrein, Kuwait, Qatar, Oman.
  • A queste se ne può aggiungere un’altra che è quella arabo-africana con Sudan e Mauritania.

La musica araba è una musica di tradizione orale ed è caratterizzata dall’assenza del concetto di armonia. Si tratta, infatti, di una musica che produce solo una linea melodica alla volta (se vi sono più strumenti suonano la stessa armonia un’ottava sopra, un’ottava sotto oppure all’unisono).

Fin dal IX secolo il sistema musicale arabo viene rappresentato sul manico del liuto arabo (ʿūd) e per questo motivo il liuto è considerato lo strumento principale della musica araba; inoltre non vi è la concezione visiva della nota sul pentagramma e per questo motivo ogni suono ha un nome che non viene ripetuto nell’ottava superiore o inferiore. La suddivisione dello spazio di un’ottava rispetto all’occidente è anche diversa: in Europa l’ottava viene divisa in semitoni mentre nella musica araba lo spazio di un’ottava è suddiviso in 24 intervalli. L’intervallo più utilizzato nella pratica musicale è quello composto da tre quarti di tono, che all’orecchio occidentale può sembrare calante, quasi stonato.

Il sistema tonale arabo non ha intervalli dell’ottava tutti uguali ma variano a seconda del modo usato e del gusto dell’artista; inoltre la musica araba ha un andamento orizzontale, il tempo scorre senza un concetto di sviluppo, non vi è l’obiettivo di arrivare ad una conclusione ma piuttosto ci si lascia trasportare dalla melodia e dalla propria emotività.

Ma improvvisare non è per nulla facile, in quanto la struttura araba tonale non è affatto libera: essa è modale e si basa sul concetto di maqam e tali scale modali sono formate da 7 note che possono essere costituite da intervalli di un tono, un semitono o ¾ di tono. Queste scale musicali sono più di 70 e ciascuna nota all’interno della scala ha un nome ma per facilità gli arabi hanno contra...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/12 Lingua e letteratura araba

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher yasmina.sharafeldin di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura araba e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Giolfo Manuela.
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