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Fu necessaria la messa a punto del sistema alfabetico per chiarire distinzione

fra grafemi simili e per fornire simboli appositi per le vocali, le elisioni e gli

arresti vocalici.

Al-Khalil Ibn Ahmad di Bassora inventò il sistema di simboli che identificano e

governano i suoni del testo coranico -> fu lui a comporre un dizionario: il

Kitab al-ayn.

Il Corano servì inoltre a formulare i Cinque Pilastri dell’Islam:

Professione di fede – shahada

- Cinque preghiere quotidiane – salat

- Elemosina – zakat

- Digiuno durante il mese del Ramadan – sawm

- Pellegrinaggio alla Mecca - hajj

-

Ne fu aggiunto in realtà un altro, jihad cioè “sforzo” che comprende diffusione

dell’Islam fra altri popoli e la difesa della religione dai suoi nemici.

Sulle questioni sulle quali il Corano “taceva” si ricorse alla Sunna, cioè

racconti relativi alla condotta del Profeta.

Iniziò la raccolta degli hadith cioè i detti attribuiti a Muhammad.

La comunità islamica attribuiva grande valore al contributo intellettuale degli

ulama, cioè sapienti dediti alla conoscenza della religione.

I cambiamenti dell’ambiente intellettuale

697 durante il regno del califfo Abd al-Malik l’arabo fu designato lingua

ufficiale dell’amministrazione (sostituendo greco e persiano).

I principali dibattiti intellettuali

Gli ulama furono invitati a far uso dell’analogia per valutare l’opportunità di

integrare nel corpus giuridico circostanze nuove e inconsuete a questioni già

in precedenza determinate.

Il messaggio coranico sull’unicità di Dio e sugli atti di devozione e di pietà

individuali portarono allo sviluppo del misticismo (tasawwuf = sufismo), allo

sviluppo di sette mistiche e alla ricerca di una via per realizzare un percorso

più simile a Dio.

Nel processo di costruzione di un’identità propria, il Sufismo sviluppò rituali

caratteristici e una consapevolezza del potenziale allegorico del linguaggio.

I mistici abbandonarono l’interpretazione letterale del testo coranico per una

che suggeriva una molteplicità di sensi raggiungibile solo attraverso

l’esperienza spirituale.

Ciò suscitò l’opposizione dei teologi tradizionalisti.

La sfida della modernità: il rapporto con il presente e con il passato

1953 fondazione rivista araba letteraria più ampia “Al-Adab” (Beirut).

Gli scrittori che decisero di esplorare il lato più oscuro dell’immagine costruita

dai mezzi di comunicazione sotto il controllo del governo si ritrovarono in

prigione o uccisi a meno che non si rassegnassero al silenzio o all’esilio.

Anni Ottanta e Novanta riscoperta dell’Islam e grande aumento dei movimenti

popolari islamici che erano diventati forza politica di primo piano in molti

Paesi.

1979 rivoluzione islamica: importante poiché il sostegno attivo dell’Iran al

sentimento identitario delle comunità sciite del mondo arabo ha spinto

all’azione queste comunità e poi ha condotto i governi sunniti a opporsi alla

minaccia sciita.

Fertile crescita di movimenti islamici sempre più attivi

Il Corano, testo sacro e paradigma culturale

1.Introduzione

Per i Musulmani il Corano è fonte primaria di teologia e legge, ma anche una

presenza quotidiana nella vita della comunità e dei suoi singoli membri.

2.Struttura

Il Corano è diviso in 114 capitoli = sure.

Ogni Sura ha un titolo.

La prima Sura “Al-Fatiha” è in forma di preghiera e la sua lettura si usa per

suggellare contratti (es quello matrimoniale).

A parte la prima, le Sure sono ordinate per lunghezza, dall più lunga Surat al-

baqara (della vacca) che ha 286 versetti, alla più breve anche da 3 versetti.

La lettura del Corano è considerata un atto meritorio.

Per questo il testo è diviso in 30 parti uguali, una per ogni giorno del mese e

ogni parte è a sua volta divisa in metà.

Ogni Sura è introdotta da una sezione che ne indica il numero, il titolo e il

luogo.

Però 29 Sure iniziano con una sequenza di lettere il cui scopo è sconosciuto.

Obblighi specifici dei credenti sono presentati sotto forma di imperativi che

iniziano con “O voi che credete…” e danno istruzioni su temi come il cibo, il

taglione, i testamenti, il digiuno, il divorzio e il debito.

3.Lingua e Immagini

In molti versetti coranici si evince che il testo è espresso in una lingua araba

molto chiara, quindi si presume che il messaggio di Dio fu recitato da

Muhammad in una lingua che i suoi ascoltatori erano in grado di

comprendere.

Il Corano si serve di metafore sulla cecità e sordità per rappresentare

l’incredulità.

Nella Sura della Luce (24) c’è una metafora sulla luce, i credenti la

posseggono.

4.La funzione del suono

La recitazione del Corano è un evento quotidiano imposto al credente il cui

effetto è stato accresciuto dai mezzi di comunicazione.

Nelle moschee delle città mediorientali la voce del muezzin viene spesso

amplificata.

5.Il Corano e la letteratura araba

Corano considerato unico.

Nel campo della poesia la lingua coranica e le sue immagini divennero fonte

di allusioni e citazioni.

La Poesia

1.Introduzione

La poesia araba è sempre stata considerata il diwan al-arab (registro delle

tradizioni degli arabi).

2.Il poeta

Individuo e personaggio poetico

Il poeta in arabo è un essere senziente, shair, che può percepire cose che gli

altri non possono.

Questa visione del poeta incoraggiò l’idea che poeti si nascesse e che il dono

poetico fosse la conseguenza di qualità innate.

Nella società araba pre-islamica i poeti erano considerati chiaroveggenti (tieni

a mente Sura dei poeti (26) poeti=traviati).

Il poeta poteva incitare la sua tribù con il panegirico (madih) elogiante la

nobiltà d’animo e la generosità dei suoi capi e uomini; poteva ricordare le

qualità degli eroi deceduti nell’elegia (marthiyya) oppure spargere calunnia su

tribù rivali con la satira (hija).

La formazione poetica

Dal X sec la poesia fu inclusa nel sillabo prescritto dalla formazione di un

perfetto letterato.

L’aspirante poeta doveva memorizzare la poesia degli antichi, studiare la

grammatica, i tropi, la rima e il metro e acquisire quindi familiarità con la

scienza genealogica.

La prima fase della formazione era quella del rawi, il trasmettitore di poesia:

imparare l’arte imparando a memoria la poesia di un poeta più anziano e di

recitarne i poemi.

Poi doveva imitare i migliori esempi di poeti e infine comporre le proprie

poesie.

La recitazione

La recitazione pubblica della poesia fu una costante sin dagli inizi.

Veniva recitata anche in eventi ufficiali.

3.Il poema

Le raccolte

Una raccolta poetica di solito in arabo è chiamata diwan.

Uno dei modi preferiti di ordinare poemi raccolti era l’ordine alfabetico delle

rime finali.

Dopo che l’evoluzione della tradizione poetica araba ebbe condotto

determinati generi a essere riconosciuti come entità separate, il diwan del

poeta fu spesso diviso in categorie.

Rima e metro

Il significato del verso si articola tra il primo e il secondo emistichio.

La Qasida segue uno schema che prevede la stessa rima alla fine di ogni

verso dell’ode.

Le categorie

Forma più breve: qita. Servi spesso da poema monotematico per

un’occasione particolare (es morte di un eroe).

La Qasida avrebbe struttura tripartita:

Nasib: introduzione nostalgica

- Rahil: viaggio

- Messaggio del poema

-

4.I temi

Poesia panegirica – madih

Personaggio del poeta vagabondo, messo al bando dalla società, che ama la

solitudine, il pericolo e l’imminenza della morte.

Poesia satirica – hija

Insulto appropriato e denigrazione personale.

E’ il contrario del panegirico.

Bersagli più facili virtù cavalleresche maschili e l’onore femminile.

Poesia elegiaca – ritha’

Scopo di commemorare ed elogiare un personaggio scomparso di recente.

Omaggio iniziale al defunto poi seguito da racconto dell’evento fatale e dalla

commemorazione delle sue virtù.

Termina spesso con parole di monito per la tribù.

Poesia descrittiva – wasf

Lessico ricco per descrivere animali del deserto.

Poesia erotica – ghazal

Nostalgia per i tempi passati, desiderio e sentimento dell’assenza, ricordi

malinconici.

Umar Ibn Abi Rabia introdusse nella poesia erotica l’abbandono del tono

nostalgico per una visione dell’amore come sport dongiovannesco praticato

nel presente.

Jamil introdusse invece un’altra evoluzione. L’assenza, il desiderio e la

distanza erano una condizione perpetua, una vera e propria ossessione.

La Poesia bacchica – khamriyya

Divieto consumo di vino -> dottrina islamica ufficiale

I poeti manifestavano la propria sfida verso l’ortodossia loro imposta.

I bevitori sfidano il fato; la forma della bottiglia è paragonata spesso a quella

di una bella donna.

Rispetto alla qasida questo (con il ghazal) è un genere destinato a esprimere

sentimenti intimi riservato a un’occasione privata.

Poesia venatoria – tardiyya

Tema della caccia, il cacciatore si avventura di prima mattina insieme al suo

cane dotato di qualità eroiche.

Poesia omiletica – zuhdiyya

Esorta a sfuggire gli eccessi della vita mondana per scegliere un percorso di

abnegazione e contemplazione.

5.La Poesia araba moderna

Il Romanticismo trovò il suo primo impulso creativo fra gli scrittori arabi che

vivevano in comunità -> conseguenza di un cambiamento di emigrazione

(mahjar) nelle due Americhe.

Questi scrittori istituirono proprie società culturali: al-Rabita al-qalamiyya = La

Lega della penna, fondata a New York nel 1920.

Un altro gruppo Jamaat Apollo (La società di Apollo) nato grazie al sostegno

di Ahmad Zaki Abu Shadi.

Anni Trenta-Quaranta emerse gruppo di poeti simbolisti di origine libanese e

cercarono i propri modelli fra i poeti simbolisti francesi.

Per i poeti palestinesi il senso di oppressione acquistò senso particolare

quando nel 1948 teatro di guerra dopo la proclamazione dello Stato di Israele

-> voce ribelle in segno di resistenza -> il più famoso Mahmud Darwish

Jabra Ibrahim Jabra (palestinese) tradusse in arabo alcune delle opere più

significative della letteratura inglese (es Shakespeare).

Le “belle lettere” e la narrativa

1.Introduzione

La biografia genere popolare.


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itscay

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e culture dell'Asia e dell'Africa
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher itscay di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura araba e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Benigni Elisabetta.

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