La letteratura araba nasce nel settimo secolo con l’Egira, esattamente nel 622. Questa
data non rappresenta Dio che si fa uomo, tantomeno la data di nascita o di morte del
profeta, bensì rappresenta la data in cui dio si fa parola attraverso la rivelazione
coranica. Il corano non rappresenta solo il messaggio di dio ma anche il cuore pulsante
di una civiltà, l’Islam, raccogliendo fonti arabe siriache e bizantine. Il corano
rappresenta la veridicità del messaggio del profeta e il passaggio dall’oralità alla
scrittura (632-661).
Il profeta (Rasa’ul) , Maometto nasce a la mecca nel 570 e muore durante un
pellegrinaggio nel 632. All’epoca la Mecca era una delle città più importanti della
penisola araba in quanto le grandi rotte commerciali provenienti dall’Asia e dall’India
che volevano risalire il mediterraneo dovevano passare per la via delle grandi
carovane, ovvero la mecca. Alla nascita del profeta la mecca era governata
dall’oligarchia, e le famiglie più importanti detenevano il potere, come è anche
testimoniato dalla poesia preislamica, la mecca era politeista (tra i dei più importati vi
era Allah e Allaht la sua corrispondente femminile) e le famiglie che governavano la
città traevano vantaggi economici dai pellegrinaggi verso la Caba (dove si adorava la
pietra nera -un meteorite). Maometto nasce in una di queste famiglie dominanti, i
banu Qurays, ma a causa della morte di entrambi i genitori quando aveva soli 7 anni la
sua unica via di riscatto era quella di essere allevato da un parente. Lo prende sotto la
sua protezione lo zio Abu Talib il quale lo fa diventare un abile commerciante.
Maometto vive una vita come tutti gli altri uomini, se non fosse per le frequenti
apparizioni raccontate nella letteratura di Syra e negli Hdith (come ad esempio
l’episodio che narra che mentre stava passeggiando con i suoi cammelli vede due
figure luminose avvicinarglisi, prendere il suo cuore, purificarlo e metterlo al suo posto,
o come l’episodio in cui si reca a casa della sua balia beduina, Ammina, e da li le cose
cominciano ad andargli sempre meglio).
Maometto si sposa con una ricca vedova commerciante Hadigia, grazie alla quale
diventa ancor più un uomo rispettabile. Durante i suoi scambi commerciali entra in
contatto con la religione ebraica in quanto Damasco, essendo capeggiata dai bizantini,
aveva esiliato tutti coloro che non condividevano la loro organizzazione mandandoli
nelle provincie come Medina.
Nel 610 Maometto ebbe la sua prima rivelazione coranica. Spaventato e credendo di
essere controllato dai Ginn (demoni nella letteratura cristiana ma spiriti amici nella
letteratura preislamica, in quanto si credeva che la linea tra mondo terreno e
ultraterreno non fosse poi così marcata) si reca presso un monaco monoteista (Un
prete cristiano) il quale gli afferma che non è posseduto da demoni bensì riesce a
sentire la voce di Dio. La prima a convertirsi alla nuova religione che si fonda sul
messaggio di dio trasmesso da Maometto e sua moglie, seguita da tutti coloro che
sono gli emarginati della società in quanto il messaggio coranico faceva
esplicitamente rifermento ai più deboli sulla terra. Gli anziani di la Mecca inizialmente
non se ne preoccuparono in quanto credevano che Maometto non avrebbe riscosso
alcuna popolarità, ciò però non fu in quanto egli era ormai circondato da moltissimi
discepoli. Gli anziani non poterono fare nulla fino al 621 quando i protettori di
Maometto (lo zio e la moglie) morirono. Allora Maometto fu costretto a pellegrinare
verso Medina nel 622 assumendo il ruolo di capo militare, governativo e guida
spirituale (tipo Mosè). Maometto provò a tornare a la Mecca per risolvere la questione
con gli anziani, spostò anche la direzione di preghiera verso la mecca, ma fu costretto
a vari pellegrinaggi durante uno dei quali morì.
Secondo l’opera di Lewis “il linguaggio poetico dell’islam” esistono diverse figure che
governano nella comunità. Vi sono i Califfi i quali dovrebbero detenere il potere ma
man mano diventeranno solo delle figure rappresentative; i Visir, ministri, i quali
detengono effettivamente il potere; i principi che si formano piano piano durante la
fase d’espansione dell’Islam in quanto nelle nuove città fondate venivano mandate le
famiglie arabe ad abitarci le quali diventavano sempre più forti ed autonome
nonostante avessero giurato fedeltà ai califfi; i sultani, o bei signori; i Pashà; i Pakishà.
Alla nascita del profeta si ha la nascita di una nuova religione che viene accusata di
essere un ‘resia del cristianesimo e duna ricostruzione sincretica di tradizioni arabe
ebraiche e cristiane. La figura del santo che si diffonde in quel periodo nella zona
occidentale (secondo le teorie dello storico Brown) alimenta quest’idea. Maometto
però è più vicino ala visione biblica di profeta che alla tradizione cristiana. Inoltre,
nell’islam il fulcro è il messaggio profetico e non il suo portavoce.
Maometto lascia in eredità gli hadith e il messaggio di Dio, il problema alla sua morte è
l’eredità del profeta. Lo succederanno in ordine cronologico dal 632 al 661: Abu Bakr,
Omar, Uthnan, Alì, chiamati ben guidati in quanto il periodo della loro reggenza fu
chiamato il periodo dell’oro. Ciò però non è del tutto positivo in quanto tutti e quattro i
califfi morirono di morte violenta a causa dei problemi di successione. L’apice si ebbe
sotto il governo di Alì il quale era successore di Maometto sia per via maschile che
femminile in quanto era sposato con Fatima, la figlia di Maometto. Un giorno Alì fu
sfidato da due dei discepoli di Maometto e dalla moglie A’isha, lo scontro si tenne
attorno della cavalcatura di lei, infatti è noto come battaglia del cammello. Il vero e
proprio scontro si ebbe nel 661 con la battaglia di Siffin dove i Sunniti guidati dal
generale Mu’awiyya si sfidarono con gli shiiti, ovvero i sostenitori di Alì. Indignati dal
patteggiamento di Alì con il generale Mu’awiyya, molti dei sostenitori andarono via e
da lì furono chiamati i Karigiti, ovvero coloro che andarono via e in seguito uno di loro
ucciderà lo stesso Alì.
BANU OMAYYA 661-750
La dinastia omayyade non durò molto ma apportò numerosi cambiamenti alla società
islamica. Prima di tutto vi fu la fissazione del corano e della lingua araba. La
peculiarità di quest’avvenimento era che il messaggio profetico era stato mandato a
Maometto in lingua araba e dunque si ebbe la possibilità di formare anche un canone
linguistico attraverso la vocalizzazione nella forma scritta dell’arabo classico. Venne
riscoperta anche la poesia preislamica con la sua forma per eccellenza, la Qasida, le
quali sezioni vengono però cambiante in quanto il Nasib che prima prevedeva solo
l’introduzione con la dichiarazione amorosa presso la donna ormai perduta diventa
parte di un nuovo genere, Gazal, che si suddivide in beduino e urbano. Ormai la
società islamica ha vissuto un processo di urbanizzazione con la fondazione della
nuova capitale Damasco che elimina le forme di governo tribali e inserisce un governo
centralizzato. Nasce anche l’idea della corte presso la quale i poeti si recano per
prestare servizio ai signori. Nasce così l’idea del poeta mecenate.
3 grandi guerre politiche ci furono alla fine della dinastia omayade e con l’ultima
guerra civile si arriva alla nuova dinastia.
BANU L’ABBAS 750-1258
Dinastia suddivisa in due grandi fasi. Nella prima troviamo la fondazione di una nuova
capitale, Bagdad, e il governo ancora più o meno centralizzato attorno alla figura del
califfo. Nella seconda parte, con la grande espansione dell’islam sia verso est che
verso ovest, vediamo la formazione di nuove città le quali sono abitate dalle famiglie
arabe che diventeranno poi principi delle stesse città e nonostante avessero giurato
fedeltà al califfo inizieranno ad acquisire sempre più potere e autonomia. Gli abbassidi
furono dei califfi molto più elastici rispetto agli omayyadi e ciò si vede soprattutto nella
letteratura (in quanto di diffuse ancor più il mecenatismo) ma anche nel fatto che loro
offrirono una sorta di protezione alla gente del libro. Infatti, i dimmih godevano di una
protezione chiamata dimmah che gli permetteva di professare la loro fede, nonostante
dovessero portare delle bande colorate per farsi riconoscere e avessero comunque
delle restrizioni nell’ambiente sociale. Gli eventi che segnarono questa dinastia fu la
scissione in ulteriori sotto gruppi (7) degli shiiti a causa del problema dell’imman, le
crociate per liberare Gerusalemme (1099) -fu un califfo abbasside a richiedere l’aiuto
delle forze armate dell’occidente per liberare Gerusalemme dai mamelucchi- , e la
conquista del potere da parte dell’impero mamelucco, sconfitto nel 1881 da
Muhammad Alì.
GAHILIYYA
O anche detto “periodo dell’ignoranza” indica il periodo preislamico. Le tribù erano
politeiste e ignoravano il messaggio profetico. La letteratura di questo periodo ( V-VII
secolo) non è necessariamente scritta, e molti di questi generi sopravvivranno anche
durante l’Islam -con o senza cambiamenti-
1. AYYAM AL-ARAB: le giornate di guerra degli arabi. (ammen 166-1667) Questo
genere racchiude le più leggendarie guerre svolte dagli arabi nel periodo della
Ghailiyya con numerose descrizioni di
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