La dinastia Tang (618-907)
La dinastia Tang viene spesso paragonata alle dinastie Sui e Qin poiché si pensa che con le due condivida il fatto di essere di breve durata e precedere un periodo molto denso di eventi. Ancora una volta Tang era il titolo nobiliare e che alludeva all’ambito geografico, del fondatore della dinastia Tang, Li Yuan, un capo militare come quello della dinastia Qin. Inoltre l’imperatore proveniva dall’aristocrazia sino-barbarica, come lo era l’imperatore Sui.
Anche qui abbiamo degli stereotipi, ad esempio quello del sovrano indegno della dinastia Sui che aveva portato solo sciagure e doveva essere sostituito dal nuovo sovrano. Questa dinastia si è imbarcata in imprese di lavori pubblici e bellici (unificare un territorio separato per molti anni e conquistare territori stranieri). Realizzano il grande canale, sistemano la struttura territoriale ma vengono rovesciati da un colpo di stato.
Espansione geografica
Il territorio dei Tang è molto più vasto rispetto a quello delle dinastie precedenti. Tra le popolazioni straniere confinanti, i Tujue saranno una popolazione molto problematica per i Tang, insieme a quelle tibetane che diventeranno così violente da invadere addirittura la capitale. Per quanto riguarda la Corea, i Sui lanciarono degli attacchi verso questa, perché era un punto di accesso e di risorse e i Tang continuano quest’operazione. Era importante controllare questo territorio a confine con quello cinese.
Le origini e il mito
Il fondatore è un generale che si trova a Taiyuan, che rovescia i Sui e ristabilisce la capitale a Chang’An, per continuità con la dinastia Han. Ma sia la dinastia Sui che Tang non hanno una discendenza completamente cinese, ovvero Han, anzi sono “barbariche”. Erano forse origine Tuoba o Xianbei, tribù assimilate ai mongoli. Questo dato fu omesso per molto tempo dalla storiografia perché non si poteva ammettere e giustificare l’ascesa al trono di sovrani che non erano della stirpe pura.
L’origine straniera della famiglia Li viene legittimata e giustificata, in termini propagandistici, come discendente da Laozi, grande mastro taoista (il quale si chiamava Li di cognome). Laozi è l’esponente del classicismo perché fondatore di una parte delle teorie taoiste, un modello incontrovertibile. Per cui si comincia ad enfatizzare lo studio dei testi taoisti, specialmente il daodejing durante questa dinastia. Questo si accompagna ovviamente ai rituali confuciani (per il grano ecc) perché si mantiene questo sincretismo.
La struttura del governo
La struttura del governo resta la stessa dei Sui: il consiglio degli Affari di Stato era formato da: Ministero Finanze e Giustizia, Ministero Personale e Guerra e Ministero dei Riti e Lavori Pubblici. In più troviamo due uffici: Segreteria e Cancelleria costituiti da funzionari che riportavano dei rapporti sui problemi dell’impero. La segreteria schematizzava i problemi e ricercava le fonti e la cancelleria scriveva gli editti e i provvedimenti da emanare. Due uffici che ci fanno capire il progresso della burocrazia.
Istruzione
Gli esami imperiali fanno un passo avanti. Viene introdotta la prova di calligrafia e le prove pratiche (parte delle 6 arti confuciane, che richiamano l’antichità tradizionale oltre che il progresso militare, e sono ad esempio andare a cavallo, tiro con l’arco ecc). L’università imperiale è aperta a circa 500 studenti all’anno mentre i figli delle famiglie più importanti (300) frequentano la «scuola dei figli dello stato» Guozi xue, perché l’epoca Tang è ancora un’epoca aristocratica, anche se è considerata la fine della parabola di questa classe.
Infatti la dinastia Tang sancirà la fine dell’ascesa aristocratica. Già con la dinastia Qin si era cercato di tagliare, senza risultati, i poteri degli aristocratici. E questo processo va molto avanti verso l’epoca Tang. Gli esami scritti inizialmente erano basati su competenze amministrative, poi dal 736 passano dal ministero del Personale a quello dei Riti, dunque testi classici. Ogni anno ci saranno circa 400 candidati per 20/30 diplomi.
Capitale
Chang’An viene mantenuta sullo stesso sito degli Han e dei Sui, però viene edificata in modo nuovo: una pianta a scacchiera. Le linee sezionano anche i quartieri a seconda del mestiere. Si Hang (che crea una divisione che si riverbera dal punto di vista sociale con il termine Hang indica le file ma anche le attività economiche). In seguito queste Hang cominciano ad essere anche delle aggregazioni di strati diversi dall’aristocrazia: le corporazioni di mestiere. La capitale risulta talmente bella che viene copiata anche all’estero, ad esempio nella capitale giapponese Nara. Alcuni elementi sono così influenti da arrivare oltre i confini cinesi.
Funzionari e imperatore
Gli esami si andavano ad aggiungere agli altri modi già esistenti per accedere all’amministrazione pubblica dei funzionari (privilegio ombra, compravendita di cariche, suggerimento da parte di altre persone). Gli esami diventano una risorsa che consente una certa mobilità sociale a persone che non hanno parenti nell’amministrazione imperiale. Questo serve a cambiare gli equilibri tra sovrano e funzionari: in epoca di predominio aristocratico il sovrano è visto come un membro dell’aristocrazia che ha completato la sua scalata sociale, uguale agli altri, ma ora i funzionari non sono soltanto figli di famiglie aristocratiche, sono studenti che hanno passato l’esame sui classici, allora colui che diventerà futuro ministro può esercitare il suo giudizio sul sovrano perché ha il compito etico di guidarlo e allo stesso tempo il sovrano dovrà retrocedere e farsi giudicare. Questo processo fa parte di un’evoluzione della figura di Shi, da consigliere di corte a ministro, vincitore di un concorso e di una posizione amministrativa di rilievo.
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