LA GERUSALEMME LIBERATA
POEMA EPICO EROICO ma fortemente RELIGIOSO, 20 CANTI,
Tipologia: e comprende
il modello è l’Eneide e in generale la tragedia classica:, questi venti canti possono essere
1917 ottave;
infatti raggruppati in cinque parti che riprendono i cinque atti della tragedia classica.
Carattere, STORICO e RELIGIOSO ( contrapposto al carattere cavalleresco delle opere
precedenti) Storico: perché l’epoca tratta della prima crociata , ma al contempo, vista la situazione
con i turchi ( vedi dopo) e le guerre tra cristiani, auspica che i popoli cristiani si riuniscano di nuovo
Alfonso II d’Este.
sotto una sola bandiera crociata contro l’invasore musulmano, guidati da
Religioso: perché l’evento storico si svolge con la benedizione Divina, e la stessa Musa
ispiratrice sta in Paradiso.
Usa la “meraviglia” per attrarre i lettori in maniera verosimile, Tasso cercherà di intrecciare con
temi più leggeri, senza però sminuire l'intento serio ed educativo dell'opera: la poesia può unire al "vero" il
"verosimile", a condizione di mantenere una coerenza storica nello sviluppo complessivo della vicenda. La storia,
ricondotta nell'alveo dell'intervento provvidenziale di Dio, permette di realizzare lo scopo educativo e, per
conseguire il diletto, che per Tasso è l'altro fine irrinunciabile, l'elemento "meraviglioso" sarà anch'esso di impronta
cristiana, consisterà cioè nella partecipazione di angeli e demoni.
il metro è l’ottava di endecasillabi con rime alternate e le ultime due rime baciate
Tasso iniziò a scrivere l'opera all'età di 15 anni con il titolo di Gierusalemme nel 1559 durante il soggiorno
a Venezia, ma si fermò a 116 ottave, alcune delle quali sono rimaste nelle redazioni successive.
poema epico di argomento cavalleresco
1562: pubblica Rinaldo,
1575: completa La Gerusalemme liberata vera e propria, ma iniziò un tormentato lavoro di revisione
1580 fu pubblicata a Venezia senza l'autorizzazione del poeta ma è alla base dell’opera che leggiamo oggi.
1593: Tasso autorizzò la pubblicazione del poema profondamente rivisto e ampliato, tolsela maggior parte delle
scene amorose, accentuando il tono religioso ed epico della trama la Gerusalemme Conquistata che non ebbe i favori
di critica e pubblico.
La prima edizione illustrata della Gerusalemme Liberata fu stampata a Genova nel 1590.
ARGOMENTO:
La fase finale della prima crociata con la conquista di Gerusalemme da parte dei Cristiani nel 1099.
( Al termine dei venti canti, il poema si chiude con la conquista di Gerusalemme e la liberazione
della città che ritorna ai Cristiani)
L’evento storico è riportato quasi fedelmente e fa da sfondo a storie e personaggi inventati.
Gerusalemme, è l’oggetto del desiderio e luogo da conquistare a tutti costi. Attorno a Gerusalemme
agiscono: forze diaboliche e demoniache, che distolgono gli eroi cristiani dal realizzare l’impresa in
contrapposizione all’impegno e agli sforzi degli eroi sostenuti dall’aiuto celeste. 1
All’inizio de La Gerusalemme liberata ci troviamo nella fase conclusiva della prima crociata (1099):
i crociati - e qui il modello chiarissimo è quello dell’Iliade - sono già da sei anni in Terrasanta, ma
non sono ancora riusciti a conquistare Gerusalemme.
PROEMIO: annuncia l’argomento del Poema / Invoca la Musa cristiana ispiratrice/ Dedica
l’opera al suo protettore
Viene annunciato l’argomento del Poema, la conquista del Santo Sepolcro da parte di Goffredo di
Buttiglione che grazie alla sua intelligenza e forza sopportò molteplici avversità opponendosi alle
forze infernali malvagie, e alle truppe unite musulmane dell’Africa del Nord e dell’Asia per
conquistare il Santo Sepolcro con la benedizione divina, riuscì a riunire sotto una sola bandiera
(della croce) tutte le truppe cristiane sbandate e moralmente demoralizzate dalla forza e dalla
malvagità degli infedeli.
1. Canto le armi pie e il condottiero,
2. che conquistò il gran sepolcro di Gesù Cristo.
3. Molto si impegnò con l’intelligenza e la forza;
4. molte cose sopportò per la gloriosa conquista:
5. e invano l’Inferno gli fece opposizione; e invano
6. si armarono le schiere alleate di Asia e di Libia:
7. il cielo gli assicurò il suo favore, e sotto ai sacri
8. vessilli ricondusse i compagni sbandati.
Armi pie: introduce il tema bellico ( armi) religioso ( devote): guerra necessaria per la liberazione
del Santo Sepolcro a Gerusalemme
Condottiero: è Goffredo di Buglione. Personaggio storico, francese, comandante della prima crociata
Invoca la Musa perché ispiri la sua poesia
1. O Vergine, tu, che di effimeri onori
2. non cingi le cime del monte Elicona,
3. ma su in Paradiso tra i cori dei beati hai
4. una corona d’oro di stelle immortali; ispira
5. al mio cuore ardori religiosi, rischiara 2
6. il mio canto, e perdonami se mescolo
7. invenzioni poetiche al vero, se in parte
8. adorno le pagine di altri piaceri, oltre ai tuoi
La Musa ispiratrice è una musa cristianizzata, è un tratto originale della Gerusalemme
liberata, non cinge di alloro la fronte dei poeti, ma sta in Paradiso, la invoca per ispiralo a
riuscire a comporre un poema che mescoli il vero con l’invenzione e quindi di perdonare
la sua libertà poetica nel mescolare ed arricchire eventi storici a eventi inventati utili ad
arricchire il suo poema e a renderlo quindi più attraente per la maggior parte dei lettori.
1. Sai che l’umanità accorre là dove la poesia,
2. carica di lusinghe ( Parnaso) , diffonde più dolcezze;
3. e che la verità, presentata con piacevoli versi,
4. ha convinto anche i più schivi, seducendoli.
5. Così al fanciullo ammalato porgiamo
6. il bicchiere con gli orli cosparsi di liquido dolce:
7. egli, ingannato, beve intanto una medicina amara
8. e dal proprio inganno trae la sua salvezza
Il poema avrà più successo, sarà seguito da più persone se i versi saranno piacevoli , cosi come i
bambini bevono volentieri una medicina che li salverà se con l inganno si rende dolce il bordo del
bicchiere
Parnaso: è il monte in Grecia, residenza di Apollo e delle nove Muse, e come tale è
qui metafora della poesia che, con la sua bellezza, seduce anche i più “schivi”
Si tratta di un tema fondamentale per la Gerusalemme Liberata: utilizzare l’invenzione
letteraria per abbellire il contenuto morale che si vuol trasmettere al lettore.
La seconda parte dell’ottava è occupata da una celebre similitudine ripresa dal De rerum
natura di Lucrezio
Dedica l’opera al suo protettore: La quarta ottava del proemio è appunto dedicata
alla dedica nei confronti Alfonso II d’Este (1533-1597), duca di Ferrara e protettore del
:
Tasso sin dal 1572.
1. Tu magnanimo Alfonso, che sottrai
2. all’impeto della tempesta e guidi in porto
3. me, pellegrino errante, sballottato tra gli scogli
4. e le onde, e quasi sommerso;
5. accetta benignamente questo mio poema, 3
6. che ti porto quasi come un voto sacrale. Forse
7. un giorno accadrà, che la mia poesia che prevede
8. il futuro, oserà scrivere di te ciò che ora accenna.
Il Duca “magnanimo” cioè nobile d’animo, lo sottrae dal rischio della cattiva sorte e gli
garantisce sicurezza . in cambio , per riconoscenza, come si fa con i santi protettori, gli
offre questo poema che forse presagirà un suo futuro come condottiero di una nuova
crociata I turchi infatti avevano occupato la regione della Tracia
e Costantinopoli nel 1453, provocando la fine dell’Impero Romano d’Oriente. Ora Tasso
invita la cristianità ad una nuova Crociata per riconquistare Gerusalemme, al cui
comando dovrà esserci Alfonso II d’Este. La nuova spedizione militare era all’epoca
sollecitata anche dalla vittoria della Lega Santa contro gli Ottomani nella battaglia di
Lepanto del 7 ottobre 1571.
1. È giusto, se accadrà mai che il buon popolo
2. di Cristo viva in pace, che con navi e cavalli
3. cerchi di riprendere a Costantinopoli
4. il Santo Sepolcro occupato ingiustamente,
5. e che a te conceda il potere dell’esercito o,
6. se preferisci, l’alto comando dei mari.
7. Emulo di Goffredo, ascolta i nostri versi,
8. per ora, e preparati a combattere.
Canto I:
Dio volgendo lo sguardo all'esercito crociato, che già da sèi anni combatte in Oriente, vede i principi impegnati solo a
inseguire fini personali e a trascinare senza slancio la guerra, dimentichi del sacro obiettivo, la liberazione del Santo
Sepolcro. Manda allora l'arcangelo Gabriele all'unico eroe rimasto puro, Goffredo di Buglione, perché dia nuovo vigore
ai cristiani. Su proposta di Pier l'Eremita, Goffredo viene eletto capo supremo e passa in rassegna le forze. A
Gerusalemme il re saraceno Aladino minaccia i cristiani che sono in città.
Canto II: 4
I crociati muovono verso Gerusalemme e i saraceni si preparano alla difesa. Aladino sottrae al tempio cristiano
l'immagine di Maria e la porta nella moschea, da dove però sparisce. Per evitare rappresaglie l'eroina cristiana Sofronia e
Olindo si accusano del furto. Condannati al rogo sono salvati dalla guerriera saracena Clorinda che, certa della loro
innocenza, li fa esiliare. Alete e Argante, ambasciatori del re d'Egitto, giungono al campo cristiano per dissuadere
Goffredo dall'impresa. Goffredo non si dichiara disposto a rinunciare.
Canto III : I crociati giungono a Gerusalemme, prime battaglie e prime storie d’amore
Clorinda e Tancredi
Nascono i primi scontri in cui si distinguono :
fra i cristiani Tancredi e Rinaldo, tra i pagani la vergine Clorinda e il feroce Argante.
E l’ alba, I Crociati desiderosi di combattere guidati da Goffredo di Buglione giungono in vista di
Gerusalemme e ciascuno in cuor suo fa una preghiera e chiede perdono dei propri peccati. Il capitano fatica a
contenere l’ardore di combattere dei suoi soldati ( usa due similitudini: sarebbe stato più facile far cambiare
corso alla corrente dello stretto di Messina o o fermare il vento del Nord piuttosto che i suoi soldati). Gioia e
commozione si diffondono tra i soldati alla vista della Città del santo sepolcro, mentre nella città gli uomini
si preparano alla battaglia e le donne insieme ai vecchi e ai bambini si rifugiano all’interno delle moschee. .
Goffredo nel frattempo studia la città di Gerusalemme e decide di disporre l’esercito sul lato più debole e prepara quindi
Intanto Il re Aladino osserva dall’alto di una torre l’azione militare e vuole accanto a sé Erminia,
l’assedio
principessa di Antiochia (Erminia è un personaggio inventato da Tasso. Principessa musulmana di Antiochia,
Erminia, dopo che il padre fu ucciso dopo l’assedio della sua città da parte dei Cristiani, fu data come prigioniera
di guerra a Tancredi, che l’ha però liberata. Lei però se ne è innamorata e da quando si è rifugiata a Gerusalemme
ed è giunto l’esercito cristiano, scruta dall’alto della torre della città il campo nemico per vedere il suo amato.)
Comincia la prima battaglia: Il primo guerriero a uscire dalla città incontro al nemico è Clorinda, va incontro
a un drappello di soldati cristiani Franchi, che stanno tornando al campo con gli animali che hanno razziato.
Clorinda incita i suoi guerrieri che assalgono i soldati cristiani, Nello scontro Clorinda °Uccide il capo di quei
Franchi, il re Gardo. Goffredo accenna a Tancredi di andare in aiuto dei Franchi in difficoltà in loro aiuto va
Tancredi. Il Re Aladino lo osserva dalla torre e ne riconosce il valore , mentre Erminia, nonostante gli abbia
ucciso i parenti e l’abbia tenuta prigioniera ciò nonostante, ne è innamorata: per quanto finga di odiarlo,
parlandone con Aladino, non può nascondere del tutto il proprio sentimento, fra sospiri e lacrime a stento
trattenuti:
18: Chi è dunque costui che così bene
si prepara all’attacco e appare tanto feroce ?
A quella invece della risposta sulla bocca
viene un sospiro e sugli occhi il pianto.
Trattiene le lacrime e i sospiri,
ma non tanto da non mostrarli in parte :
perché gli occhi le si arrossarono intorno
ed emise un roco sospiro.
19: Poi gli dice fingendo e nascondendo
sotto l’odio un altro desiderio : 5
Oimé ! Lo conosco bene, e ho ben motivo
di riconoscerlo tra mille,
perché spesso l’ho visto riempire
i campi e le fosse del sangue del mio popolo.
Ahi quanto è crudele nel ferire ! Nessuna ferita
che egli faccia può essere curata con erba o arte magica.
20: Egli è il principe Tancredi: oh come vorrei
che fosse mio prigioniero un giorno! E non lo vorrei morto;
lo vorrei vivo, per poter placare il feroce desiderio
con una dolce vendetta.
Così parlava, e il vero significato delle sue
parole è frainteso da chi la ascoltava ;
e mescolato con le sue ultime parole
uscì un sospiro inutilmente represso.
Subito dopo Clorinda si lancia in duello contro Tancredi , nello scontro lClorinda perde l’elmo e i capelli
biondi rivelano l’identità a Tancredi che è segretamente innamorato di lei e quando la riconosce non riesce
più a combattere (bifrontismo)
21: Clorinda intanto va all’assalto
di Tancredi, e mette la lancia in resta.
Si colpiscono sulle visiere e i pezzi
volano via e in parte rimane scoperta ;
perché, rotte le cinghie, egli le fece volare via
dalla testa con un mirabile colpo l’elmo ;
e con i biondi capelli sparsi al vento
apparve in mezzo al campo la giovane donna
Clorinda lo incalza e lo sfida.
( Ossimoro)
22: Gli occhi lampeggiarono, gli sguardi folgorarono,
erano dolci nell’ira, come sarebbero nel riso ?
Tancredi che pensi ?, che guardi ?
Non riconosci l’orgoglioso viso ?
Questo è proprio quel bel volto per cui tutto ardi ;
risponda il tuo cuore, dove la sua immagine è incisa.
Questa è quella che hai incontrato mentre si rinfrescava
presso la solitaria fonte.
23: Egli che prima non aveva fatto caso all’elmo
e allo scudo dipinto ora vedendola si fa di pietra ;
ella meglio che può si ricopre il capo nudo
e l’assale ; ed egli arretra.
Va incontro agli altri e rotea l’arma crudele, 6
ma non chiede pace a lei,
che lo insegue minacciosa e gli grida “Voltati”;
e lo sfida a morire nello stesso momento due volte
Deciso a lasciarsi uccidere il giovane decide di rivelare alla donna il suo amore e la invita ad affrontarlo lontano
dalla mischia. Tancredi le rivolge parole inaspettate e le offre il petto privo di difesa perché lo uccida, lui non vuole
più vivere dal momento che lei lo vuole morto
24: Colpito il cavaliere non colpisce,
né si preoccupa di difendersi dall’arma,
ma guarda i begli occhi e il volto
da cui Amore tende il suo arco inevitabile.
Fra sé diceva “I suoi colpi a volte vanno a vuoto,
quando colpisce con la mano destra,
mai nessun colpo del bel volto scoperto
fallisce il segno e sempre mi colpisce il cuore.
25: Infine decide, sebbene non speri pietà,
di non morire tacendo il suo amore.
Vuole che ella sappia che ferisce un suo prigioniero
già inerme, supplichevole e tremante ;
perciò le dice ” O tu, che sembri avere solo me
come nemico tra tanti cavalieri,
usciamo dalla mischia e in disparte
potremo affrontarci in duello.
26: Così si vedrà meglio se il tuo valore
è pari al mio. Ella accettò l’invito:
e come se non le importi di essere senza elmo
andava avanti coraggiosa, ed egli la seguiva smarrito.
La guerriera si era già disposta alla battaglia
e già l’aveva ferito
quando lui disse “Fermati,
e prima dello scontro stabiliamo i patti”.
27: Si fermò e il disperato amore
lo trasformò da pauroso in audace.
” I patti siano che poiché tu non vuoi
pace con me, che tu mi strappi il cuore:
Il mio cuore non più mio, se a te non piace
che viva, vuole morire:
da tanto tempo è tuo, ed è tempo ormai
che tu lo prenda e che io non lo impedisca.
28: Ecco io abbasso le braccia e ti presento
il petto senza difesa: perché non colpisci?
Vuoi che ti aiuti? Sono contento di
togliermi adesso la corazza, se lo vuoi nudo.
Forse avrebbe parlato ancora
del suo dolore, il povero Tancredi,
ma una folla improvvisa
di soldati pagani e cristiani glielo impedisce.
Nel momento culminante della dichiarazione è interrotto dal sopraggiungere di stuoli di soldati pagani e
cristiani (uno di questi si scaglia in sua difesa contro Clorinda e la ferisce lievemente al collo perchè Tancredi
la difende e rincorre l’assalitore).
Temi:
Triangolo amoroso: Erminia è segretamente innamorata di Tancredi che però la ignora, perché ama non corrisposto
Clorinda. Per questo amore Tancredi viene meno anche ai doveri di guerriero e nello scontro con Clorinda è smarrito e
. I tre danno così vita ad un disperato triangolo in cui
tremante, ma la salva da un cristiano che stava per ucciderla
vige la regola dell’impossibilità di essere riamati: una delle regole strutturali – la più sofferta – della 7
Gerusalemme liberata. In questo passo del canto III i tre personaggi sono in scena contemporaneamente e
subito vengono calati nel drammatico intreccio di guerra e amore che li caratterizza.
I personaggi protagonisti di questo canto sono Erminia, Clorinda e Tancredi:
Erminia, principessa di Antiochia (Erminia è un personaggio inventato da Tasso. Principessa musulmana di
Antiochia, Erminia, dopo che il padre
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