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LA GERUSALEMME LIBERATA

POEMA EPICO EROICO ma fortemente RELIGIOSO, 20 CANTI,

Tipologia: e comprende

il modello è l’Eneide e in generale la tragedia classica:, questi venti canti possono essere

1917 ottave;

infatti raggruppati in cinque parti che riprendono i cinque atti della tragedia classica.

Carattere, STORICO e RELIGIOSO ( contrapposto al carattere cavalleresco delle opere

precedenti) Storico: perché l’epoca tratta della prima crociata , ma al contempo, vista la situazione

con i turchi ( vedi dopo) e le guerre tra cristiani, auspica che i popoli cristiani si riuniscano di nuovo

Alfonso II d’Este.

sotto una sola bandiera crociata contro l’invasore musulmano, guidati da

Religioso: perché l’evento storico si svolge con la benedizione Divina, e la stessa Musa

ispiratrice sta in Paradiso.

Usa la “meraviglia” per attrarre i lettori in maniera verosimile, Tasso cercherà di intrecciare con

temi più leggeri, senza però sminuire l'intento serio ed educativo dell'opera: la poesia può unire al "vero" il

"verosimile", a condizione di mantenere una coerenza storica nello sviluppo complessivo della vicenda. La storia,

ricondotta nell'alveo dell'intervento provvidenziale di Dio, permette di realizzare lo scopo educativo e, per

conseguire il diletto, che per Tasso è l'altro fine irrinunciabile, l'elemento "meraviglioso" sarà anch'esso di impronta

cristiana, consisterà cioè nella partecipazione di angeli e demoni.

il metro è l’ottava di endecasillabi con rime alternate e le ultime due rime baciate

Tasso iniziò a scrivere l'opera all'età di 15 anni con il titolo di Gierusalemme nel 1559 durante il soggiorno

a Venezia, ma si fermò a 116 ottave, alcune delle quali sono rimaste nelle redazioni successive.

poema epico di argomento cavalleresco

1562: pubblica Rinaldo,

1575: completa La Gerusalemme liberata vera e propria, ma iniziò un tormentato lavoro di revisione

1580 fu pubblicata a Venezia senza l'autorizzazione del poeta ma è alla base dell’opera che leggiamo oggi.

1593: Tasso autorizzò la pubblicazione del poema profondamente rivisto e ampliato, tolsela maggior parte delle

scene amorose, accentuando il tono religioso ed epico della trama la Gerusalemme Conquistata che non ebbe i favori

di critica e pubblico.

La prima edizione illustrata della Gerusalemme Liberata fu stampata a Genova nel 1590.

ARGOMENTO:

La fase finale della prima crociata con la conquista di Gerusalemme da parte dei Cristiani nel 1099.

( Al termine dei venti canti, il poema si chiude con la conquista di Gerusalemme e la liberazione

della città che ritorna ai Cristiani)

L’evento storico è riportato quasi fedelmente e fa da sfondo a storie e personaggi inventati.

Gerusalemme, è l’oggetto del desiderio e luogo da conquistare a tutti costi. Attorno a Gerusalemme

agiscono: forze diaboliche e demoniache, che distolgono gli eroi cristiani dal realizzare l’impresa in

contrapposizione all’impegno e agli sforzi degli eroi sostenuti dall’aiuto celeste. 1

All’inizio de La Gerusalemme liberata ci troviamo nella fase conclusiva della prima crociata (1099):

i crociati - e qui il modello chiarissimo è quello dell’Iliade - sono già da sei anni in Terrasanta, ma

non sono ancora riusciti a conquistare Gerusalemme.

PROEMIO: annuncia l’argomento del Poema / Invoca la Musa cristiana ispiratrice/ Dedica

l’opera al suo protettore

Viene annunciato l’argomento del Poema, la conquista del Santo Sepolcro da parte di Goffredo di

Buttiglione che grazie alla sua intelligenza e forza sopportò molteplici avversità opponendosi alle

forze infernali malvagie, e alle truppe unite musulmane dell’Africa del Nord e dell’Asia per

conquistare il Santo Sepolcro con la benedizione divina, riuscì a riunire sotto una sola bandiera

(della croce) tutte le truppe cristiane sbandate e moralmente demoralizzate dalla forza e dalla

malvagità degli infedeli.

1. Canto le armi pie e il condottiero,

2. che conquistò il gran sepolcro di Gesù Cristo.

3. Molto si impegnò con l’intelligenza e la forza;

4. molte cose sopportò per la gloriosa conquista:

5. e invano l’Inferno gli fece opposizione; e invano

6. si armarono le schiere alleate di Asia e di Libia:

7. il cielo gli assicurò il suo favore, e sotto ai sacri

8. vessilli ricondusse i compagni sbandati.

Armi pie: introduce il tema bellico ( armi) religioso ( devote): guerra necessaria per la liberazione

del Santo Sepolcro a Gerusalemme

Condottiero: è Goffredo di Buglione. Personaggio storico, francese, comandante della prima crociata

Invoca la Musa perché ispiri la sua poesia

1. O Vergine, tu, che di effimeri onori

2. non cingi le cime del monte Elicona,

3. ma su in Paradiso tra i cori dei beati hai

4. una corona d’oro di stelle immortali; ispira

5. al mio cuore ardori religiosi, rischiara 2

6. il mio canto, e perdonami se mescolo

7. invenzioni poetiche al vero, se in parte

8. adorno le pagine di altri piaceri, oltre ai tuoi

La Musa ispiratrice è una musa cristianizzata, è un tratto originale della Gerusalemme

liberata, non cinge di alloro la fronte dei poeti, ma sta in Paradiso, la invoca per ispiralo a

riuscire a comporre un poema che mescoli il vero con l’invenzione e quindi di perdonare

la sua libertà poetica nel mescolare ed arricchire eventi storici a eventi inventati utili ad

arricchire il suo poema e a renderlo quindi più attraente per la maggior parte dei lettori.

1. Sai che l’umanità accorre là dove la poesia,

2. carica di lusinghe ( Parnaso) , diffonde più dolcezze;

3. e che la verità, presentata con piacevoli versi,

4. ha convinto anche i più schivi, seducendoli.

5. Così al fanciullo ammalato porgiamo

6. il bicchiere con gli orli cosparsi di liquido dolce:

7. egli, ingannato, beve intanto una medicina amara

8. e dal proprio inganno trae la sua salvezza

Il poema avrà più successo, sarà seguito da più persone se i versi saranno piacevoli , cosi come i

bambini bevono volentieri una medicina che li salverà se con l inganno si rende dolce il bordo del

bicchiere

Parnaso: è il monte in Grecia, residenza di Apollo e delle nove Muse, e come tale è

qui metafora della poesia che, con la sua bellezza, seduce anche i più “schivi”

Si tratta di un tema fondamentale per la Gerusalemme Liberata: utilizzare l’invenzione

letteraria per abbellire il contenuto morale che si vuol trasmettere al lettore.

La seconda parte dell’ottava è occupata da una celebre similitudine ripresa dal De rerum

natura di Lucrezio

Dedica l’opera al suo protettore: La quarta ottava del proemio è appunto dedicata

alla dedica nei confronti Alfonso II d’Este (1533-1597), duca di Ferrara e protettore del

:

Tasso sin dal 1572.

1. Tu magnanimo Alfonso, che sottrai

2. all’impeto della tempesta e guidi in porto

3. me, pellegrino errante, sballottato tra gli scogli

4. e le onde, e quasi sommerso;

5. accetta benignamente questo mio poema, 3

6. che ti porto quasi come un voto sacrale. Forse

7. un giorno accadrà, che la mia poesia che prevede

8. il futuro, oserà scrivere di te ciò che ora accenna.

Il Duca “magnanimo” cioè nobile d’animo, lo sottrae dal rischio della cattiva sorte e gli

garantisce sicurezza . in cambio , per riconoscenza, come si fa con i santi protettori, gli

offre questo poema che forse presagirà un suo futuro come condottiero di una nuova

crociata I turchi infatti avevano occupato la regione della Tracia

e Costantinopoli nel 1453, provocando la fine dell’Impero Romano d’Oriente. Ora Tasso

invita la cristianità ad una nuova Crociata per riconquistare Gerusalemme, al cui

comando dovrà esserci Alfonso II d’Este. La nuova spedizione militare era all’epoca

sollecitata anche dalla vittoria della Lega Santa contro gli Ottomani nella battaglia di

Lepanto del 7 ottobre 1571.

1. È giusto, se accadrà mai che il buon popolo

2. di Cristo viva in pace, che con navi e cavalli

3. cerchi di riprendere a Costantinopoli

4. il Santo Sepolcro occupato ingiustamente,

5. e che a te conceda il potere dell’esercito o,

6. se preferisci, l’alto comando dei mari.

7. Emulo di Goffredo, ascolta i nostri versi,

8. per ora, e preparati a combattere.

Canto I:

Dio volgendo lo sguardo all'esercito crociato, che già da sèi anni combatte in Oriente, vede i principi impegnati solo a

inseguire fini personali e a trascinare senza slancio la guerra, dimentichi del sacro obiettivo, la liberazione del Santo

Sepolcro. Manda allora l'arcangelo Gabriele all'unico eroe rimasto puro, Goffredo di Buglione, perché dia nuovo vigore

ai cristiani. Su proposta di Pier l'Eremita, Goffredo viene eletto capo supremo e passa in rassegna le forze. A

Gerusalemme il re saraceno Aladino minaccia i cristiani che sono in città.

Canto II: 4

I crociati muovono verso Gerusalemme e i saraceni si preparano alla difesa. Aladino sottrae al tempio cristiano

l'immagine di Maria e la porta nella moschea, da dove però sparisce. Per evitare rappresaglie l'eroina cristiana Sofronia e

Olindo si accusano del furto. Condannati al rogo sono salvati dalla guerriera saracena Clorinda che, certa della loro

innocenza, li fa esiliare. Alete e Argante, ambasciatori del re d'Egitto, giungono al campo cristiano per dissuadere

Goffredo dall'impresa. Goffredo non si dichiara disposto a rinunciare.

Canto III : I crociati giungono a Gerusalemme, prime battaglie e prime storie d’amore

Clorinda e Tancredi

Nascono i primi scontri in cui si distinguono :

fra i cristiani Tancredi e Rinaldo, tra i pagani la vergine Clorinda e il feroce Argante.

E l’ alba, I Crociati desiderosi di combattere guidati da Goffredo di Buglione giungono in vista di

Gerusalemme e ciascuno in cuor suo fa una preghiera e chiede perdono dei propri peccati. Il capitano fatica a

contenere l’ardore di combattere dei suoi soldati ( usa due similitudini: sarebbe stato più facile far cambiare

corso alla corrente dello stretto di Messina o o fermare il vento del Nord piuttosto che i suoi soldati). Gioia e

commozione si diffondono tra i soldati alla vista della Città del santo sepolcro, mentre nella città gli uomini

si preparano alla battaglia e le donne insieme ai vecchi e ai bambini si rifugiano all’interno delle moschee. .

Goffredo nel frattempo studia la città di Gerusalemme e decide di disporre l’esercito sul lato più debole e prepara quindi

Intanto Il re Aladino osserva dall’alto di una torre l’azione militare e vuole accanto a sé Erminia,

l’assedio

principessa di Antiochia (Erminia è un personaggio inventato da Tasso. Principessa musulmana di Antiochia,

Erminia, dopo che il padre fu ucciso dopo l’assedio della sua città da parte dei Cristiani, fu data come prigioniera

di guerra a Tancredi, che l’ha però liberata. Lei però se ne è innamorata e da quando si è rifugiata a Gerusalemme

ed è giunto l’esercito cristiano, scruta dall’alto della torre della città il campo nemico per vedere il suo amato.)

Comincia la prima battaglia: Il primo guerriero a uscire dalla città incontro al nemico è Clorinda, va incontro

a un drappello di soldati cristiani Franchi, che stanno tornando al campo con gli animali che hanno razziato.

Clorinda incita i suoi guerrieri che assalgono i soldati cristiani, Nello scontro Clorinda °Uccide il capo di quei

Franchi, il re Gardo. Goffredo accenna a Tancredi di andare in aiuto dei Franchi in difficoltà in loro aiuto va

Tancredi. Il Re Aladino lo osserva dalla torre e ne riconosce il valore , mentre Erminia, nonostante gli abbia

ucciso i parenti e l’abbia tenuta prigioniera ciò nonostante, ne è innamorata: per quanto finga di odiarlo,

parlandone con Aladino, non può nascondere del tutto il proprio sentimento, fra sospiri e lacrime a stento

trattenuti:

18: Chi è dunque costui che così bene

si prepara all’attacco e appare tanto feroce ?

A quella invece della risposta sulla bocca

viene un sospiro e sugli occhi il pianto.

Trattiene le lacrime e i sospiri,

ma non tanto da non mostrarli in parte :

perché gli occhi le si arrossarono intorno

ed emise un roco sospiro.

19: Poi gli dice fingendo e nascondendo

sotto l’odio un altro desiderio : 5

Oimé ! Lo conosco bene, e ho ben motivo

di riconoscerlo tra mille,

perché spesso l’ho visto riempire

i campi e le fosse del sangue del mio popolo.

Ahi quanto è crudele nel ferire ! Nessuna ferita

che egli faccia può essere curata con erba o arte magica.

20: Egli è il principe Tancredi: oh come vorrei

che fosse mio prigioniero un giorno! E non lo vorrei morto;

lo vorrei vivo, per poter placare il feroce desiderio

con una dolce vendetta.

Così parlava, e il vero significato delle sue

parole è frainteso da chi la ascoltava ;

e mescolato con le sue ultime parole

uscì un sospiro inutilmente represso.

Subito dopo Clorinda si lancia in duello contro Tancredi , nello scontro lClorinda perde l’elmo e i capelli

biondi rivelano l’identità a Tancredi che è segretamente innamorato di lei e quando la riconosce non riesce

più a combattere (bifrontismo)

21: Clorinda intanto va all’assalto

di Tancredi, e mette la lancia in resta.

Si colpiscono sulle visiere e i pezzi

volano via e in parte rimane scoperta ;

perché, rotte le cinghie, egli le fece volare via

dalla testa con un mirabile colpo l’elmo ;

e con i biondi capelli sparsi al vento

apparve in mezzo al campo la giovane donna

Clorinda lo incalza e lo sfida.

( Ossimoro)

22: Gli occhi lampeggiarono, gli sguardi folgorarono,

erano dolci nell’ira, come sarebbero nel riso ?

Tancredi che pensi ?, che guardi ?

Non riconosci l’orgoglioso viso ?

Questo è proprio quel bel volto per cui tutto ardi ;

risponda il tuo cuore, dove la sua immagine è incisa.

Questa è quella che hai incontrato mentre si rinfrescava

presso la solitaria fonte.

23: Egli che prima non aveva fatto caso all’elmo

e allo scudo dipinto ora vedendola si fa di pietra ;

ella meglio che può si ricopre il capo nudo

e l’assale ; ed egli arretra.

Va incontro agli altri e rotea l’arma crudele, 6

ma non chiede pace a lei,

che lo insegue minacciosa e gli grida “Voltati”;

e lo sfida a morire nello stesso momento due volte

Deciso a lasciarsi uccidere il giovane decide di rivelare alla donna il suo amore e la invita ad affrontarlo lontano

dalla mischia. Tancredi le rivolge parole inaspettate e le offre il petto privo di difesa perché lo uccida, lui non vuole

più vivere dal momento che lei lo vuole morto

24: Colpito il cavaliere non colpisce,

né si preoccupa di difendersi dall’arma,

ma guarda i begli occhi e il volto

da cui Amore tende il suo arco inevitabile.

Fra sé diceva “I suoi colpi a volte vanno a vuoto,

quando colpisce con la mano destra,

mai nessun colpo del bel volto scoperto

fallisce il segno e sempre mi colpisce il cuore.

25: Infine decide, sebbene non speri pietà,

di non morire tacendo il suo amore.

Vuole che ella sappia che ferisce un suo prigioniero

già inerme, supplichevole e tremante ;

perciò le dice ” O tu, che sembri avere solo me

come nemico tra tanti cavalieri,

usciamo dalla mischia e in disparte

potremo affrontarci in duello.

26: Così si vedrà meglio se il tuo valore

è pari al mio. Ella accettò l’invito:

e come se non le importi di essere senza elmo

andava avanti coraggiosa, ed egli la seguiva smarrito.

La guerriera si era già disposta alla battaglia

e già l’aveva ferito

quando lui disse “Fermati,

e prima dello scontro stabiliamo i patti”.

27: Si fermò e il disperato amore

lo trasformò da pauroso in audace.

” I patti siano che poiché tu non vuoi

pace con me, che tu mi strappi il cuore:

Il mio cuore non più mio, se a te non piace

che viva, vuole morire:

da tanto tempo è tuo, ed è tempo ormai

che tu lo prenda e che io non lo impedisca.

28: Ecco io abbasso le braccia e ti presento

il petto senza difesa: perché non colpisci?

Vuoi che ti aiuti? Sono contento di

togliermi adesso la corazza, se lo vuoi nudo.

Forse avrebbe parlato ancora

del suo dolore, il povero Tancredi,

ma una folla improvvisa

di soldati pagani e cristiani glielo impedisce.

Nel momento culminante della dichiarazione è interrotto dal sopraggiungere di stuoli di soldati pagani e

cristiani (uno di questi si scaglia in sua difesa contro Clorinda e la ferisce lievemente al collo perchè Tancredi

la difende e rincorre l’assalitore).

Temi:

Triangolo amoroso: Erminia è segretamente innamorata di Tancredi che però la ignora, perché ama non corrisposto

Clorinda. Per questo amore Tancredi viene meno anche ai doveri di guerriero e nello scontro con Clorinda è smarrito e

. I tre danno così vita ad un disperato triangolo in cui

tremante, ma la salva da un cristiano che stava per ucciderla

vige la regola dell’impossibilità di essere riamati: una delle regole strutturali – la più sofferta – della 7

Gerusalemme liberata. In questo passo del canto III i tre personaggi sono in scena contemporaneamente e

subito vengono calati nel drammatico intreccio di guerra e amore che li caratterizza.

I personaggi protagonisti di questo canto sono Erminia, Clorinda e Tancredi:

Erminia, principessa di Antiochia (Erminia è un personaggio inventato da Tasso. Principessa musulmana di

Antiochia, Erminia, dopo che il padre fu ucciso dopo l’assedio della sua città da parte dei Cristiani, fu data come

prigioniera di guerra a Tancredi, che l’ha però liberata. Lei però se ne è innamorata e da quando si è rifugiata a

Gerusalemme ed è giunto l’esercito cristiano, scruta dall’alto della torre della città il campo nemico per vedere il

suo amato.)

Clorinda è una guerriera persiana, quando indossa la corazza, come Bradamante nel Furioso, è irriconoscibile

e sembra un guerriero. Fin da bambina ha disprezzato le attività femminili e si è dedicata alle arti marziali, è

donna-guerriera

orgogliosa e poco incline al sentimento. Anche Clorinda è un’invenzione di Tasso.

insensibile all’amore

Tancredi è invece un personaggio storico, cavaliere di origine normanna ma italiano di nascita, guidò alla Crociata

un esercito di ventimila uomini dalla Puglia, Calabria e Sicilia, secondo la storia fu valoroso e impetuoso, morì

giovane a trentacinque annni. Tasso ne fa un innamorato triste con un destino tragico.

Nel I canto Tancredi in un momento di riposo dalla battaglia vicino a una fonte vede Clorinda, armata, ma con il

volto scoperto e se ne innamora senza speranza. Nel terzo canto Tancredi e Clorinda si incontrano di nuovo,

questa volta si affrontano da nemici con le armi in pugno, ma Tancredi vuole rivelare alla donna il suo amore.

L’amore impossibile

In questo breve passo del canto III, in cui avviene il primo scontro fra cristiani e pagani, sono concentrati

due episodi

– Erminia che scorge Tancredi dall’alto delle mura di Gerusalemme

- e il primo duello fra Clorinda e Tancredi fra loro strettamente legati: non solo perché in entrambi è presente

Tancredi, ma anche e soprattutto perché sono accomunati, e come annodati, dal tema dell’amore impossibile.

Il triangolo Erminia-Tancredi-Clorinda non ammette contraccambio: Erminia e Tancredi amano senza poter

essere riamati. A generare l’unilateralità di questi amori non sono ragioni di campo (Tancredi è cristiano, Erminia

e Clorinda sono musulmane) ma intime ragioni personali: Tancredi non può amare Erminia essendo innamorato

di Clorinda, la quale non può contraccambiare Tancredi essendo una donna-guerriera che non pensa

affatto all’amore.

Erminia e Clorinda, dunque, rappresentano due tipi femminili antitetici e complementari:

la donna passiva (è tutta lacrime, sospiri, desideri segreti (celati sotto il manto de l’odio); il

suo rapporto con Tancredi si riduce al puro sguardo.

e la donna volitiva, dotata cioè di grande forza di volontà . Concentrata e protesa soltanto al combattimento, è tutta

movimento e azione

È significativa anche la diversità degli spazi in cui esse sono

collocate: l’alto delle mura di Gerusalemme per Erminia, il campo di battaglia per Clorinda. Tancredi, da

parte sua, è interamente nel segno della passività: sordo all’amore di Erminia, completamente succube di

Clorinda. Quando riconosce l’amata, impètra, retrocede, non reagisce; alla fine, è disposto per amore a rinunciare

alla propria identità di guerriero e perfino alla propria vita. L’atteggiamento di Tancredi – paragonabile

a quello di Olindo (II, 15-54) per la disponibilità al sacrificio estremo – riflette in sostanza il modo

di porsi di Tasso nei confronti dell’amore, nel segno della sofferenza, dell’unilateralità, della sconfitta.

È da notare, nei due episodi, la consueta alternanza fra momenti lirici (la confessione d’amore di Erminia e

la dichiarazione d’amore di Tancredi, entrambe con evidenti sottolineature patetiche) e momenti epici (il

duello fra Clorinda e Tancredi). 8

Canto IV - Satana manda in aiuto dei pagani le schiere infernali per seminare discordie nell'esercito cristiano. La

bellissima maga Armida, strumento del demonio, giunta al campo crociato, fa innamorare di sé i guerrieri, e fingendosi

scacciata dal trono di Damasco e perseguitata, chiede aiuto a Goffredo.

Canto V - La presenza di Armida suscita gelosie e contrasti, accesi anche dalle rivalità per la successione a Dudone.

Gerlando e Rinaldo ambiscono alla carica e Rinaldo in uno scatto d'ira uccide il compagno, che l'ha calunniato, ed è

costretto a fuggire. Molti dei più valorosi guerrieri, contro la volontà di Goffredo, seguono Armida per aiutarla a

riconquistare il regno e finiscono prigionieri nel suo castello fatato sulle rive del mar Morto.

LA FUGA DI ERMINIA:

Canto VI - Argante vuole risolvere con un duello le sorti della guerra. Viene scelto per difendere l'onore cristiano

Tancredi. Il sanguinoso scontro dura sino al calare della notte, quando gli araldi lo sospendono. Tancredi, incantato e

distratto dalla vista di Clorinda, è ferito. Erminia che assiste dall'alto è preoccupata per lui e, indossate le armi di

Clorinda, esce da Gerusalemme per recargli soccorso. Sorpresa da una pattuglia di crociati e scambiata per la guerriera

saracena è costretta alla fuga: nella notte esprime i propri sentimenti d’amore alle stelle , vede le tende dove si trova

Tancredi e trova coraggio ad avvicinarsi ricordando quando era stata prigioniera del suo amato. In quel momento un

raggio della luna illumina l’immagine della tigre sull elmo che era di Clorinda e due soldati di guardia alle greggi la

vedono, Poliferno le lancia una lancia e lei scappa al galoppo con la sua ancella inseguita dalle guardie, crddendo che si

tratti di Clorinda . intanto al campo Tancredi capisce che si tratta di Erminia e decide di seguirla.

103 A 114 : ERA LA NOtte e spiegava la volta celeste stellata chiara e senza alcuna nuvola, e già spargeva i raggi

luminosi e gocce di rugiada la sorgente luna L'innamorata donna esprimeva i propri sentimenti nella solitudine

notturna, quasi volesse confidarsi con il cielo, e confidenti del suo amore antico rendeva i campi muti e amico quel

silenzio. Poi guardando il campo quella diceva: — O tende italiane belle ai miei occhi! *si sente in sintonia perché le

Spira un'aria da voi che mi incoraggia tende ospitano Tancredi e mi conforta ad avvicinarmi; così alla mia vita

combattuta e infelice il cielo possa concedere un conveniente riposo, come lo cerco solo in voi, e mi pare solo che io

possa trovare pace tra le armi. Accoglietemi dunque, e in voi possa trovarsi quella pietà che Amore mi promise e che ho

già visto, prigioniera altrove, nel mansueto mio dolce signore(Tancredi). Né già mi mosse il desiderio di riacquistare il

mio regale onore con il vostro favore; se ciò non dovesse avvenire, assai felice io mi riterrò se mi sarà consentito di

servirvi.— Così disse questa, che non sa quale sventura le si prepari. Quella era in un luogo dove il raggio della luna

colpisce direttamente la sua armatura splendente, così che da lontano si vide il luccichio con il bianco della sopravveste

che la circonda e la veste, e la grande tigre d'argento del cimiero risplende così tanto che ognuno direbbe: “È proprio

lei.”(Clorinda) Come volle la sua sorte molti guerrieri avevano posto posti di guardia nascosti assai vicini; e ne erano

comandanti due fratelli italiani, Alcandro e Poliferno, e furono mandati per impedire ai saraceni di portare in

Gerusalemme greggi e buoi; e se lo scudiero passò, fu perché girò più alla larga e passò velocemente. Al giovane

Poliferno, , vista la sopravveste bianca e leggiadra, parve di vedere l'alta guerriera, e le incitò contro le squadre nascoste;

né frenando l'improvviso moto del cuore (com'era suo furore impetuoso e sconsiderato) gridò: -- Sei morta --, e le lanciò

invano la lancia. Così come una cerva che assetata si sposta per cercare un ruscello lucente e vivo, dove la fonte scaturisce

dalla roccia o perché vede un fiume tra le rive frondose, si imbatte in cani quando il corpo stanco crede di ristorarsi tra le

acque, sotto le ombre estive, si volge indietro fuggendo, e la paura fa dimenticare la stanchezza e l'arsura; LOCUS

AMOENUS: paragone già visto applicato ad Angelica così questa, che credeva di spegnere la sete d'amor, per la quale il

9

cuore infermo è sempre ardente, nelle accoglienze riguardose e cordiali, e di riposare la stanca mente, ora che contro gli

viene chi intende impedirlo, e sente il suono del ferro e le minacce, abbandona sé stessa e il suo desiderio primo, e timida

sprona il suo veloce cavallo. Erminia fugge infelice, e il suo cavallo con passo veloce calpesta il terreno. Fugge anche la

sua ancella, e l'impetuoso Poliferno non esita a seguire loro con molti cavalieri. Ecco che dalle tende il buon scudiero con

la notizia che Tancredi l'aspetta arriva a questo punto, e anch'egli si volge in fuga, pur essendo ignaro di quello che

succede, e il timore li disperde tutti per la campagna. Ma il più saggio fratello(Alcandro), il quale anche lui non aveva

visto la vera Clorinda, non la volle seguire, anche se era più vicino, ma è rimasto in agguato nel suo posto di guardia; e

mandò un messaggero al campo con la notizia dell'accaduto che né armento o animale lanuto, né altra preda simile, ma

che Clorinda è seguita impaurita dal suo germano; e che egli non crede già, né appare logico, che quella, che non è una

semplice guerriera ma anche un comandante, scelga una tale ora per uscire da Gerusalemme per un motivo lieve; ma il

pio Buglione giudichi e comandi, egli farà ciò che lui ordina. Giunge al campo la notizia, e si sente il primo suono nelle

tende italiane. Tancredi, al quale quell'avviso dello scudiero di Erminia sospese il cuore, e udendo questo pensò: "Oh!

Forse veniva in cortesia da me, ed è in pericolo per me", e non pensa al resto. E prende soltanto parte dell'armatura,

monta a cavallo e zitto esce velocemente; e seguendo gli indizi e le orme fresche, rapidamente si mosse al galoppo.

Tema: - amore come aspirazione a qualcosa di impossibile da raggiungere e come qualche cosa di vietato

- sensibilità per i paesaggi naturali, che vengono fatti partecipi delle vicende umane ( Erminia si rivolge al

cielo stellato ..)

Canto VII - Erminia si rifugia presso i pastori e Tancredi, credendo di inseguire Clorinda, giunge al castello di Armida e

diventa suo prigioniero. Così alla ripresa del duello con Argante si presenta il vecchio Raimondo di Tolosa. Colpito a

tradimento da una freccia, il duello si trasforma in un combattimento generale in cui i cristiani hanno la peggio anche

perché danneggiati da una tempesta scatenata dai demoni.

Canto VIII- Giunge al campo cristiano Carlo racconta la fine del re danese Sveno, che doveva portare aiuti ed è stato

ucciso in un agguato dal sultano dei Turchi Solimano. La spada del re deve essere data a Rinaldo. Si diffonde intanto la

notizia del ritrovamento del cadavere di Rinaldo e la furia Aletto sobilla Arginano ad accusare Goffredo della morte

dell'eroe. Scoppia un tumulto che Goffredo riesce a domare con l'aiuto di un angelo guerriero.

Canto IX - Solimano assale il campo cristiano aiutato da Clorinda e Argante, si scatena una grande battaglia alla quale

partecipano le forze infernali, che Goffredo, con l'intervento provvidenziale dell'arcangelo Michele, riesce a scacciare, e

con l'arrivo dei cinquanta guerrieri prigionieri di Armida, tra cui Tancredi liberato da Rinaldo erroneamente creduto

morto, mette in fuga i saraceni.

Canto X - II mago Ismeno conduce su un carro nella reggia di Aladino lo sconfitto Solimano. Nel campo crociato i

cinquanta guerrieri raccontano la loro prigionia nel castello di Armida e la liberazione ad opera di Rinaldo.

Canto XI - I cristiani per propiziarsi il favore del cielo fanno una processione sul monte Oliveta. Goffredo ordina

l'assalto di Gerusalemme, che viene sospeso per il sopraggiungere della notte. 10

LA MORTE DI CLORINDA

Canto XII - Nella notte Clorinda e Argante escono dalla città di Gerusalemme e incendiano la grande torre mobile

; accorrono due squadre di cristiani: breve è la battaglia mentre i pagani

usata dai cristiani come mezzo d'assalto.

rientrano in città attraverso l’Aurea Porta; ma Clorinda è in ritardo, e allora si mischia ai soldati cristiani.

Solo Tancredi la riconosce e la sfida a duello, ingaggiando un mortale combattimento senza essere riconosciuta. Colpita

a morte, prima di spirare chiede di essere battezzata. Tancredi le scopre allora il viso: grande è il suo dolore

nel riconoscerla Il vecchio tutore Arsete le aveva infatti rivelato le sue origini cristiane.

Prima della battaglia: Durante la notte, mentre con Argante assiste al febbrile lavoro per rimettere in sesto le

difese, Clorinda promette a se stessa di andare a incendiare la grande torre dei Cristiani; Argante le dice allora

che vorrà essere vicino a lei nell’impresa. Concordi si recano dal re Aladino ed espongono il piano;

anche Solimano vuol partecipare all’impresa, ma il re lo dissuade mentre Ismeno chiede che attendano qualche

ora per preparare un miscuglio che possa incendiare bene la torre. Mentre Clorinda si veste, Arsete, che per tutta

la vita era stato suo fedele servitore, le chiede di rinunciare all’impresa, ma è inutile; allora le svela quali sono le

sue vere origini: figlia di Senapo, re cristiano d’Etiopia, era nata bianca da madre nera e per non urtare la gelosia

del re, era stata abbandonata alla nascita con gran dolore dalla madre e raccolta da Arsete, che la nascose e la

crebbe nella religione pagana, valorosa e ardita nelle armi. Clorinda lo rasserena dicendogli che sempre avrebbe

seguito la fede nella quale era stata educata.

Analisi:

di notte Clorinda e Argante escono dalle mura della città di Gerusalemme,e con passo svelto giungono alla Torre

costruita da Cristiani il cuore gli batte forte . La sentinella cristiana li scorge e gli grida di dire la parola d’ordine loro

non rispondono e allora òla guardia grida allarme allarme , ma cos’ come un fulmine mentre lampeggia tuona e scoppia

immediatamente appiccarono il fuoco alla torre che immediatamente si infiammò due squadre di i Franchi accorrono al

rogo ma non poterono fare nulla e in un attiimo andò in fumo tutto il loro lavoro. Argante giura di spegnere il fuoco con

il sangue dei cristiani Argante ritorna verso Gerusalemme incalzato dai nemici ( come il torrente cresce con la pioggia).

La porta Aurea è aperta e il re [Solimano] è giunto qui, circondato dal suo popolo armato, per accogliere i due guerrieri [Clorinda

e Argante] dopo una così grande impresa, sempre che la fortuna permetta loro il ritorno. I due saltano sulla soglia e l'esercito dei

crociati corre in massa dietro di loro, ma Solimano li scaccia e li respinge; e poi la porta viene chiusa e Clorinda è la sola a restare

fuori. Ne resta fuori perché nel momento in cui la porta è chiusa lei si mosse e corse fuori, furiosa e incrudelita, a punire Arimone

[un soldato cristiano] che l'aveva colpita. Lo uccise; e il feroce Argante non si era ancora accorto che lei si fosse tanto allontanata,

poiché la battaglia, la calca dei soldati e l'aria oscura [per il buio della notte e il fumo dell'incendio] rendeva i cuori insensibili, gli

occhi privi di vista.

Clorinda intanto uccide Arimone e pensa a un modo per salvarsi, vide la porta chiusa e se stessa circondata da nemici, e

pensò di essere destinata a morire. Pure, vedendo che nessuno bada a lei, le venne in mente uno stratagemma per salvarsi. Si finge

una di loro e si mescola silenziosa ai cristiani; nessuno la nota.

finge di essere un cristiano e si aggira tra di loro silenziosamente. Poi, come un lupo silenzioso torna nel bosco dopo aver

compiuto un misfatto nell'oscurità, e lascia le vie consuete, così lei se ne andava col favore della confusione e del buio. 51: Solo

Tancredi si accorge di lei; egli è sopraggiunto qui poco prima, quando lei ha ucciso Arimone: l'ha vista e l'ha tenuta d'occhio,

iniziando a seguirla Vuole sfidarla a duello: pensa che sia un uomo con cui possa degnamente misurare il proprio valore. Lei sta 11


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di Letteratura Italiana e Linguistica
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fedino_crazy di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Normale di Pisa - Sns o del prof Cabani Maria Francesca.

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