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La finanza pubblica

Introduzione ai concetti di finanzia pubblica, spiegazione dell'evoluzione della finanza pubblica negli stati e spiegazione delle diverse teorie evolutive basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Serati dell’università degli Studi Carlo Cattaneo - Liuc.

Esame di Scienza delle finanze docente Prof. M. Seratti

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LA FINANZA PUBBLICA

La scienza delle finanze è la disciplina che studia l’attività finanziaria dello stato diretta a procurarsi le entrate necessarie per

soddisfare, mediante la prestazione di servizi pubblici, i bisogni della collettività. I soggetti che agiscono nel sistema

economico, gli operatori sono:

• Le famiglie: prestano lavoro alle imprese e allo stato, ricevendo stipendi e salari con i quali acquistano beni e servizi

prodotti dalle imprese stesse, e pagano i tributi allo stato. Se i consumi sono inferiori ai redditi, effettuano risparmi che

in genere si depositano presso le banche

• Le imprese: producono beni e servizi, che vendono sul mercato. Eventuali utili realizzati possono essere investiti

nell’impresa (autofinanziamento) o possono effettuare nuovi investimenti che sono finanziati anche dalle banche.

Pagano i tributi allo stato.

• Lo stato incassa i tributi e li utilizza per fornire servizi pubblici alla collettività.

• Il resto del mondo: comprende i flussi originati dai rapporti economici fra residenti in Italia e residenti nei paesi stranieri

I rapporti tra questi operatori sono approfonditi dall’economia politica, scienza che studia la produzione e la distribuzione della

ricchezza. L’attività economica si distingue in due settori:

• Settore privato: caratterizzato da decisioni individuali effettuate per soddisfare obiettivi di singoli

• Settore pubblico: caratterizzato da decisioni collettive assunte dai rappresentanti del popolo finalizzate al

raggiungimento degli obiettivi di interesse generale. Non rispondono alle mere condizioni del mercato.

Gli elementi costitutivi dell’economia pubblica: l’attività che lo stato e gli altri enti pubblici svolgono per raggiungere i loro fini

presuppone l’esistenza di un sistema finanziario pubblico, costituito da:

• Soggetti attivi dell’attività finanziaria: dotati del potere di imporre tributi (stato e anti territoriali)

• Soggetti passivi dell’attività finanziaria: coloro che sono sottoposti al potere finanziario dei soggetti attivi,ossia i

contribuenti. Il rapporto tra soggetti attivi e soggetti passivi ha natura obbligatoria

• I beni economici di proprietà pubblica; che comprendono:

o I fattori produttivi

o Altri beni economici di proprietà pubblica (arredamenti degli uffici, attrezzature)

o Denaro delle casse pubbliche

IL RUOLO DELLO STATO NELL’ECONOMIA

CONCEZIONE LIBERISTA: l’intervento pubblico non deve ostacolare l’iniziativa privata, ma occuparsi esclusivamente del

mantenimento dell’ordine pubblico, della difesa nazionale e dell’amministrazione della giustizia, settori nei quali i privati non

hanno la possibilità o la convenienza a intervenire. Lo stato deve pertanto garantire il rispetto delle regole di mercato e

intervenire con sanzioni contro chi non le rispetta.

La concezione liberista è stata posta in crisi dalla grande depressione, scoppiata nel 1929, secondo cui il libero mercato non

poteva assicurare l’impiego ottimale delle risorse. Oggigiorno, in tutti i sistemi economici moderni, vi è un’integrazione tra

iniziativa privata e intervento pubblico; essi differiscono solo per l’estensione di tale intervento.

I valori nell’economia pubblica: l’economia pubblica studia il fenomeno finanziario mediante due tipi di analisi:

• Positiva: studia la realtà e cerca di interpretarla, ossia di scoprire leggi che regolano gli interventi pubblici nell’economia

e i loro effetti sul sistema economico; studia le conseguenze di una nuova imposta sulla formazione del bilancio

• Normativa: studia come dovrebbero essere le scelte pubbliche per raggiungere determinati obiettivi giudicati

desiderabili in una collettività.

I bisogni pubblici: desiderio di disporre di beni e servizi atto al soddisfacimento del bisogno stesso. Possono essere:

• Privati: avvertiti singolarmente

• Pubblici: avvertiti dalla collettività

I servizi pubblici: beni prodotti dallo stato e dagli altri enti pubblici allo scopo di soddisfare i bisogni pubblici. Possono essere

• Divisibili: goduti dai singoli soggetti (servizio postale.)

• Indivisibili: i servizi prestati all’intera collettività e goduti dal singolo in quanto partecipa a un aggregato sociale (difesa)

• Parzialmente divisibili; soddisfano bisogni in parte divisibili e indivisibili (istruzione)

TEORIE SULL’ATTIVITA’ FINANZIARIA DELLO STATO:

• Teorie economiche:

o Teoria del consumo (Say ): quando lo stato attua un prelievo fiscale per fornire servizi pubblici, non fa altro che

sottrarre ricchezza ai privati, impoverendo quindi la società. Secondo questa tesi, lo stato deve limitare al

massimo al prelievo tributario.

o Teoria dello scambio (Senior): i tributi pagati dai contribuenti sono il corrispettivo dei servizi che gli enti pubblici

forniscono ai privati. I tributi sono il prezzo pagato per l’acquisto dei beni e dei servizi pubblici: tra prestazione

e controprestazione si deve verificare un’equivalenza economica: l’attività finanziaria incontra un limite quando

viene a mancare tale equivalenza:

 Obbligatorietà del pagamento dei tributi in quanto imposti per legge. Lo scambio tra privati ha come

presupposto fondamentale la libertà dei contraenti.

 Nello scambio tra privati il prezzo di mercato è unico per tutti i compratori, mentre nell’attività

finanziaria pubblica il tributo è differenziato da contribuente a contribuenti

o Teoria della produzione (Wagner): lo stato fornisce servizi pubblici che permettono di creare nuova ricchezza

tra i privati. LIMITE: incapacità di quantificare l’incremento della produttività assicurato dai servizi pubblici.

o Teoria dell’utilità marginale: lo stato dovrebbe intervenire fino a quando l’utilità marginale del servizio reso

equivale all’utilità marginale dei servizi privati.

• Teorie politiche – sociologiche

o Teoria politica ( Griziotti): l’attività finanziaria ha solo lo scopo di favorire le classi (classi sociali, lobbie) che

hanno portato al potere la classe politica dominante.

o Teoria sociologica : l’attività finanza ira serve a mantenere al potere la classe dominante, la quale illude i

cittadini che i prelievi tributari avvantaggiano la collettività.

Gli aspetti giuridici dell’economia pubblica Il diritto finanziario, costituito dall’insieme di norme giuridiche che disciplinano la

raccolta e la successiva erogazione delle risorse economiche necessarie all’attività degli enti pubblici.

Il diritto finanziario comprende tre nuclei fondamentali di norme:

• Norme di diritto costituzionale: riguardano l’attività finanziaria (fissa i criteri generali dell’imposizione tributaria, disciplina

l’approvazione del bilancio dello stato da parte del parlamento)

• Norme di diritto amministrativo: disciplina la contabilità pubblica e la formazione dei bilanci degli enti locali.

• Norme di diritto tributario: relative ai rapporti giuridici sorgenti tra gli enti pubblici e privati

EVOLUZIONE STORICA DELLA FINANZA PUBBLICA

LA FINANZA NEUTRALE (dalla Rivoluzione francese fino alla metà dell’1800) Secondo gli esponenti della scuola classica, il

mercato di libera concorrenza raggiunge automaticamente la piena occupazione dei fattori produttivi e il reddito nazionale più

elevato possibile; pertanto, lo stato non deve intervenire nella vita economica ma limitarsi a predisporre i servizi pubblici

essenziali, che altrimenti non sarebbero assicurati dall’attività dei privati. Lo stato farà fronte ai necessari esborsi prelevando

tributi proporzionali al reddito dei contribuenti, tali da non alterare le posizioni relative dei diversi soggetti economici.

LA FINANZA DELLA RIFORMA SOCIALE Secondo questa finanza il compito primario dello stato è la realizzazione della

giustizia sociale intesa come una situazione volta a ridurre le sperequazioni nella distribuzione della ricchezza. Per fare ciò sono

suggeriti due strumenti:

• Il passaggio dall’imposizione proporzionale a quella progressiva

• Riforma del sistema successorio: si realizza attraverso l’introduzione d’imposte di successione oppure limitando

l’ammontare di ricchezza che ciascuna persona può ricevere in eredità.

FINANZA CONGIUNTURALE Dopo la crisi del1929 si afferma il concetto della finanza congiunturale, secondo cui lo stato

deve intervenire per attenuare l’ampiezza del ciclo economico, combattendo in particolare la disoccupazione. Per fare ciò deve

attuare una politica anticiclica, consistente in un insieme di strumenti idonei ad attenuare le onde del ciclo economico. Secondo

questa finanza: nella fase espansiva è necessario che lo stato realizzi entrate superiori alle spese accumulando avanzi che

servono per raffreddare l’eccesso di domanda; nelle fasi di depressione lo stato deve sopportare ingenti disavanzi per finanziare

la spesa pubblica,in modo da compensare la spesa privata insufficiente. Si deve quindi abbandonare l’obiettivo del pareggio di

bilancio annuale ma si deve realizzare lungo l’intero arco del ciclo economico, introducendo il bilancio pluriennale. In sostanza, i

disavanzi che si accumulano negli anni di depressione devono essere compensati dagli avanzi realizzati negli anni di

espansione.

FINANZA FUNZIONALE suggerita da Keynes, ritiene che lo stato deve combattere l’equilibrio di sottoccupazione al fine di

conseguire gli obiettivi dello sviluppo del reddito e della sua più equa ripartizione fra le classi sociali, anche se ciò comporta un

persistente deficit di bilancio. Per l’azione dei meccanismi del moltiplicatore, la spesa pubblica iniziale produce un aumento

della spesa privata, per cui la domanda globale (quindi il reddito) aumenta di un multiplo della spesa finanziata dallo stato.

SCUOLA MONETARISTA Secondo questa scuola l’instabilità del sistema deriva da cause monetarie, per cui uno sviluppo

stabilire è garantito solo da manovre monetarie poste in essere dalla BC intese a regolare la quantità di moneta in circolazione

SCUOLA DELLE SCELTE PUBBLICHE Considera eccessivo l’intervento dello stato nell’economia, pericolose per la difesa

delle stesse libertà individuali, per cui è necessario un nuovo “patto sociale” che ridefinisca i diritti dei singoli riducendo

l’intervento pubblico. In particolare ha cercato di spiegare il comportamento dell’operatore pubblico considerando i sistemi

elettorali e i loro effetti sulle scelte collettive, le azioni delle lobbie.

LA NUOVA MACROECONOMIA CLASSICA Ritiene utili solo manovre monetarie improvvise e rapide, in modo da rendere

difficili le contromosse messe in atto dagli operatori economici per annullare le conseguenze a loro sfavorevoli.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Angila945 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienza delle finanze e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Cattaneo - Liuc o del prof Seratti Massimiliano.

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