Che materia stai cercando?

Riassunto esame Finanza pubblica e delle istituzioni internazionali, prof. Di Maio, libro consigliato La finanza pubblica nel mondo delle idee, Di Maio Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Finanza pubblica e del prof. Di Maio, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dal docente La finanza pubblica nel mondo delle idee, Di Maio. Scarica il file in PDF!

La finanza pubblica dei governi nazionali e delle istituzioni sovranazionali (FMI, UE, ecc) si occupa dei problemi relativi agli equilibri macroeconomici.... Vedi di più

Esame di Finanza pubblica docente Prof. A. Di Maio

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Questione mano invisibile, Adam Smith, La ricchezza delle nazioni, 1776: capacità del mercato di

autoregolarsi attraverso una mano invisibile meccanismo implicito nella struttura economica,

equilibrio efficiente ed equo che si autodetermina.

In una situazione di concorrenza perfetta esistono:

 ∞ imprese

 q bene omogeneo

 c = 0 costi di transazione nulli, cioè non ci sono asimmetrie informative

 p il prezzo è l‟unica vera discriminante

Si ragiona su questa base perché l‟economista non ha un vero laboratorio, dunque deve crearsi un

“laboratorio concettuale” e questa è una buona cartina al tornasole.

Partendo da qui si è creata una branca nota come E .

CONOMIA DEL BENESSERE

I teorema dell‟economia del benessere, equilibrio economico generale. Stigler ha chiamato mano

invisibile questo risultato: in una concorrenza perfetta si raggiungono le condizioni di efficienza. In

realtà, più che a Smith, Stigler si rifà ad altri economisti a lui più vicini, ad esempio a Walras.

Due approcci all‟economia: E (atemporale)

CONOMIA DELLO SCAMBIO

 E (sequenziale)

CONOMIA DELLA PRODUZIONE

L‟economia ha un approccio molto antico (da Aristotele), con l‟idea che l‟economia

dello scambio

studi la scarsità delle risorse e il modo migliore per sfruttarle.

2

Questo è l‟approccio dominante, mainstream.

Ma l‟osservazione a tavolino non corrisponde per forza di cose alla realtà, dunque questo approccio

dello scambio è normativo: non dice come la realtà è, ma come dovrebbe essere, cosa sarebbe

giusto fare.

L‟economia pone l‟attenzione su altri aspetti, idea che l‟economia sia un sistema

della produzione

circolare, con origine e fine in un medesimo punto, e con risorse date.

Nel punto O = F ci sono risorse K e L.

Ma queste risorse a chi appartengono? K al capitalista e L al lavoratore.

forza lavoro, ma essa è potenziale se non c‟è domanda.

Il lavoratore possiede la sua

La domanda di lavoro la può fare il capitalista, che ha un K iniziale.

Il profitto giunge alla fine del ciclo, ma il lavoratore ha bisogno di un salario anticipato per il

proprio sostentamento: occorre dunque un credito, un terzo (lo Stato) che offra moneta M.

Il capitalista chiede questa moneta M pagando un certo interesse r. Una parte di questa M è salario

per il lavoratore.

 ’ e l‟insieme di quello

q > q S (Surplus). La differenza tra il prodotto complessivo

OVRAPPIU

1 0

destinato ai mezzi di produzione e ai lavoratori.

In questo schema altre figure come il nobile sono rentiers, hanno cioè una rendita e dunque non

creano, beneficiano senza partecipare.

L‟approccio della produzione resta in auge fino a metà „800, poi dopo Marx si indebolisce con la

nascita del marginalismo. 3

Attraverso curva di indifferenza e retta di bilancio individuiamo la curva di domanda.

Attraverso curva di isoquanto e retta di isocosto individuiamo la curva di offerta.

Questo equilibrio economico generale si può determinare endogenamente?

 LEGGE DI WALRAS (economista francese)

Walras pone condizioni di concorrenza perfetta: n mercati in cui operano i vari soggetti.

Per ciascuno dei mercati esistenti si indica un prezzo di partenza, fornito dal banditore.

A quel prezzo occorre verificare se in tutti i mercati c‟è equilibrio tra D e O. Se non c‟è equilibrio il

banditore stabilisce la modifica del prezzo fino all‟equilibrio simultaneo nei vari mercato

in equilibrio, allora lo sarà necessariamente anche l’ennesimo mercato n°.

Se n–1 è

Vediamo più nello specifico la rappresentazione walrasiana del mercato.

Descrivere la struttura che si vuole studiare, schematizzare, fare ipotesi che sostituiscono il

laboratorio delle scienze esatte: ipotesi concorrenza perfetta, i prezzi sono dati e si muovono per

raggiungere l‟equilibrio (uguaglianza tra D e O simultaneamente in tutti i mercati).

Per quanto riguarda figure e personaggi parliamo di produttori e consumatori, non si fa più la

distinzione in classi sociali). (= aggregata) l‟insieme di tutte le cose, materiali e immateriali, che

Si intende per ricchezza sociale

sono suscettibili di avere un prezzo perché sono scarse, cioè sono utili e sono disponibili in una

quantità limitata.

Gli elementi del mercato sono:

A) CAPITALI (beni durevoli, fattori di produzione)

1) Capitali naturali

2) Capitali personali

3) Capitali propriamente detti

Ciò che manca è il capitale sociale, Walras non lo considera per una questione matematica.

4

B) REDDITI (beni che servono una sola volta)

Per usi di consumo

1) Beni di consumo

2) Servizi consumabili di A

Per usi di produzione

1) Beni intermedi

2) Servizi produttivi di tutte le A

Quali elementi hanno un prezzo? Nelle società moderne solo i capitali naturali e quelli propriamente

detti possono essere oggetto di scambio e quindi possono avere un prezzo. Per quanto riguarda i

capitali personali, solo i loro servizi sono scambiali e hanno un prezzo: Walras sceglie cioè di

eliminare l‟ipotesi di un‟economia schiavista.

I soggetti presenti nel mercato sono:

1) Proprietari fondiari

2) Lavoratori

3) Capitalisti

4) Imprenditori

L‟imprenditore non è proprietario ma organizzatore di beni e servizi posseduti da altri.

Per l‟equilibrio economico generale il profitto deve essere 0. l‟imprenditore “Sisifo”, fatica

continua senza rendimento.

La remunerazione del capitalista è l‟interesse, quella dell‟imprenditore è il profitto.

In relazione al ruolo degli imprenditori, il mercato complessivo del sistema può essere visto come

costituito da due mercati:

- Mercato dei servizi, in cui gli offerenti sono i proprietari fondiari, i lavoratori e i capitalisti,

e i domandanti sono gli imprenditori.

- Mercato dei prodotti, in cui gli offerenti sono gli imprenditori e domandanti, tra che per i

beni intermedi, sono tutti gli altri soggetti.

Il modello di Walras è atemporale, statico, logico e non cronologico.

5

Formalizzazione aritmetica della legge di Walras:

due soggetti che domandano, A e B;

due beni, X e X ;

1 2

ciascun soggetto spende tutte le sue risorse (escludiamo il risparmio)

Consumatore A

p x a + p x a = p w a + p w a

1 1 2 2 1 1 2 2

Consumatore B

p x b + p x b = p w b + p w b

1 1 2 2 1 1 2 2

Sommando i due vincoli:

p x a + p x b + p x a + p x b = p w a + p w b + p w a + p w b

1 1 1 1 2 2 2 2 1 1 1 1 2 2 2 2

p (x a + x b) + p2 (x2a + x b) = p (w a + w b) + p (w a + w b)

1 1 1 2 1 1 1 2 2 2

[domanda complessiva = offerta complessiva]

– – – –

p (x a + x b w a w b) + p (x a + x b w a w b) = 0

1 1 1 1 1 2 2 2 2 2

≠ 0. In questo caso l‟equilibrio riguarda dunque soltanto il bene X

Se p = 0, allora p , anche perché

1 2 2

ipotizzare p = 0 significa, in economia, che il bene non esiste.

1

Nell‟espressione p – – – –

(x a + x b w a w b) + p (x a + x b w a w b) = 0, supponendo che il

1 1 1 1 1 2 2 2 2 2

 – –

mercato del bene X sia in equilibrio avremo: x a + x b = w a + w b x a + x b w a w b = 0.

1 1 1 1 1 1 1 1 1

– –

Elidendo dunque il primo addendo avremo p (x a + x b w a w b) = 0.

2 2 2 2 2

≠ 0, – –

Per p sarà x a + x b w a w b = 0.

2 2 2 2 2 è necessariamente anche l’altro.

Ciò vuol dire che se un mercato è in equilibrio, lo

Ipotizziamo ora un eccesso di offerta nel mercato del bene X .

1

 – –

x a + x b < w a + w b x a + x b w a w b < 0.

1 1 1 1 1 1 1 1

– – – –]

Considerando p > 0, allora p (x a + x b w a w b) < 0. [perché + * =

1 1 1 1 1 1

– –

Pertanto avremo p (x a + x b w a w b) > 0.

2 2 2 2 2 – –

Infatti, considerando p > 0, allora x a + x b w a w b > 0.

2 2 2 2 2

Ciò vuol dire che in un’economia di scambio, con un mercato in eccesso di offerta si

determina un altro mercato con eccesso di domanda.

6

Se Walras non si cura della realtà, chi ha invece la pretesa di osservare la realtà, senza dicotomia tra

teoria e pratica, è Say.

Nel 1803, quindi molto tempo prima della formulazione della legge di Walras relativa all‟equilibrio

economico generale (1874), il francese Jean-Baptiste Say formulò una legge:

 LEGGE DI SAY (o legge degli sbocchi):

l’offerta determina da sé la domanda. La domanda assorbe sempre la produzione.

Say immagina un produttore che ha appena finito di produrre un bene. Non vede l‟ora di

liberarsene. Ma chi compra? Colui che ha contribuito alla produzione. Un prodotto terminato offre

da quell‟istante uno sbocco ad altri prodotti per tutta la somma del suo valore. Quando il produttore

ha terminato il prodotto, il suo desiderio più grande è quello di venderlo perché il valore di quel

prodotto non resti morto nelle sue mani. Poi vorrà liberarsi del denaro che la vendita gli procura, e

non ci si può liberare del proprio denaro se non cercando di comperare un prodotto qualunque:

apre all‟istante stesso uno sbocco ad altri

dunque il fatto solo della formazione di un prodotto

prodotti.

In un tempo t abbiamo risorse date R t

K capitale interesse i

T terra X = X rendita v

o D

L lavoro salario w

Ciascuno ha ottenuto ciò che ha apportato alla produzione: si riceve in base al contributo dato alla

produzione: equità di trattamento.

Dipendenza dei valori delle merci dai prezzi dei fattori produttivi: il valore di X è dato dal suo

0

contenuto in L, più il valore della rendita:

 X = w L + i K + v T

0 l‟imprenditore sta dando un suo contributo

Se X > w L + i K + v T, allora e quindi

0

l‟organizzazione è un fattore della produzione.

|Q| = f (K, L, T)

, … , q , … , q

|Q| = q , q

1 2 n b

T 

q = q La tassazione è il prezzo da pagare allo Stato Stato imprenditore (in De Viti De

bo bd Marco T è dato dalla presunzione che tutti consumino un tot, ad esempio il 10%).

G = T Bilancio in pareggio (assenza di politica monetaria e debito pubblico).

s

Se G ≠ T, allora G – T ≠ 0 –

G T = M + B (offerta di moneta e debito pubblico)

 Non è più laissez-faire: lo Stato deve essere neutrale se interviene.

7

SINTESI DELLO SCHEMA NEOCLASSICO

Ricadute delle due leggi sul modello neoclassico.

Si parte dalla dotazione di risorse: forza lavoro, capitale, altri elementi (es. tecnologia). Sono noti

anche i diritti di proprietà e gli elementi da definire sono quantità e prezzo.

Risorse e tecnologia determinano l‟offerta; le preferenze e la distribuzione delle risorse determinano

la domanda. Tutti questi elementi sono considerati esogeni.

Le quantità dei fattori produttivi destinati alla produzione di ciascun bene, la quantità di ciascun

bene destinata a ciascun consumatore, i prezzi dei fattori e i prezzi dei beni finali risultano invece

variabili endogene al sistema.

L‟allocazione delle risorse, tanto nella produzione quanto nel consumo, si determina esclusivamente

attraverso lo scambio. Non esistono conflitti di classe: nel marxismo non si faceva riferimento

all‟individuo ma alle classi sociali, mentre lo schema neoclassico elimina le classi e tutti sono liberi

di agire in funzione del proprio benessere (anche il lavoratore può scegliere se lavorare o meno)

Occorre individuare il mercato dei fattori di produzione (tempo logico): capitale e lavoro.

Il capitale K è distinto in capitale di breve periodo e capitale di lungo periodo, ma comunque dato.

Per quanto riguarda il lavoro N l‟ipotesi è quella di un mercato in cui si opera liberamente: l‟offerta

) è espressa in considerazione dell‟utilità marginale dei singoli

di lavoro (N lavoratori, mentre la

s

domanda di lavoro (N ) è determinata sulla base della produttività marginale di ciascuna impresa.

d

Questo mercato si assume operi in condizioni di concorrenza perfetta, con costi di transazione nulli.

K e N devono finire in una funzione di produzione Y = f (K, N)

Individuata la quantità bisogna definire i prezzi. Per farlo, a meno che non siamo in un‟economia di

baratto, occorre la moneta. Quanta moneta?

La moneta viene considerata dagli economisti neoclassici esclusivamente come mezzo di scambio,

come numerario e unità di conto per l‟acquisto di beni e servizi, quindi non influenza il livello di

produzione, occupazione, salario reale e tasso di interesse. La moneta influenza solo il livello dei

prezzi, dunque è neutrale, e questa neutralità si spiega attraverso la teoria quantitativa della

moneta: la quantità di moneta in circolazione (M) moltiplicata per la velocità (V), indicante il

numero di volte che la moneta circola nell‟unità di tempo, è pari al valore della transazione (pT),

ovvero al valore della produzione scambiata (pY).

IDENTITA’ DI FISHER (O DI CAMBRIDGE)

MV = pT = pY

M = (1/V) * pY 1/V = K

M = KpY

P = M * 1/KY = MV / Y (essendo 1/K = V) 8

Dunque, come dicevamo, l‟unica relazione è quella tra P e M, la moneta è neutrale rispetto al resto.

(V costante nel breve periodo e Y produzione aggregata al livello di equilibrio).

In questa schema opera la legge di Say, quindi, perché si determini l‟equilibrio economico generale,

i meccanismi di mercato devono essere tali che la parte di reddito non consumato sia per intero

spesa in investimenti. Inoltre, tenuto conto della proposizione della legge di Say, il valore della

domanda non può essere inferiore al valore dei beni prodotti.

Offerta aggregata Y = C + C (consumi presenti e futuri).

s p f

Poiché non si conosce il prezzo del futuro, “metto un prezzo al sacrificio di oggi”, l‟interesse S (r).

Dunque Y = C + S (r) ; Y = C + I (r)

s p d p

risparmio investimento

Offerta aggregate e domanda aggregata, forze tra di loro autonome e simmetriche, si equilibrano

fornendo la seguente uguaglianza, espressa postulando l‟identità tra risparmio (S) e investimento (I)

Y C (r) = S (r) = I (r)

 Ǝ Ǝ r : S

p : C = C , = I

s d s d

Y = Y

e, considerando la legge di Walras, s d

Unico intervento possibile intervento di politica monetaria: è la politica del non errore, la politica

della giusta quantità di moneta che non vuole modificare lo status quo (che io sto osservando e che

è il migliore dei mondi possibili). 9

KEYNES

Teoria generale.

Keynes spiega perché il capitalismo entra in crisi. Innanzitutto la moneta non è più mezzo di

Poi uno degli elementi portanti è l‟esistenza di

scambio, ma elemento speculativo. condizioni di

incertezza. Cosa intende Keynes per incertezza?

L‟incertezza domina la realtà, tutte le nostre azioni sono incerte; altri elementi se non incerti sono

rischiosi.

Prevediamo che si possano verificare degli eventi. Ma con che probabilità?

- Probabilità oggettiva: si basa su frequenze osservate. Frequenza E / E (osservazione,

1 n

probabilità frequentista, es. meteo)

- Probabilità soggettiva: P E , P E . Su eventi che non si verificano nello stesso istante, ma

i x j x

almeno nell‟istante successivo. Dunque si parte dalla probabilità oggettiva (frequentista), ma

in ambito socioeconomico questa attribuzione non può che essere soggettiva.

Teoria keynesiana se si determina una crisi essa si può risolvere solo con interventi esogeni.

con la crisi del ‟29 (Keynes ispiratore del New Deal rooseveltiano).

La verifica empirica si è avuta ΔG = KΔY

A un incremento della spesa pubblica segue un incremento del reddito nazionale.

(K > 1)

Il reddito nazionale si incrementa di un certo K, moltiplicatore keynesiano .

da parte dello Stato nei confronti dell‟economia.

Dunque stimolo

L‟elemento di probabilità sta nel reddito che mi attendo (R ) se faccio un investimento (I);

a

l‟elemento di incertezza deriva dalla dinamicità. Ma queste sono situazioni micro, mentre Keynes

era interessato al livello macro.

Quali sono i determinanti?

Il determinante della probabilità oggettiva è la frequenza, mentre nella probabilità soggettiva è

l‟individuo che la assegna. Su quali determinanti? Che cos‟è che condiziona l‟attribuzione della

probabilità? Le credenze, la cultura diffusa (non del singolo ma della collettività).

Le reazioni che ci aspettiamo sono quelle più attese dagli altri (e sono diverse da contesto a

contesto): questo elemento nel passaggio da micro a macro viene eliminato da Keynes, non è un

problema macroeconomico.

Interessa invece individuare il legame logico tra azione e reazione. Non bisogna badare alla

razionalità ma alla causalità.

Y = C + I + G Cosa succede su aumentano gli I? Il reddito Y aumenta, è un legame funzionale.

10

non si preoccupa del perché è aumentato o di altri elementi. L‟incertezza non è tanto in

Keynes

quello che si verifica, ma nell‟individuazione del legame funzionale. Essa si può modificare nel

tempo, quando cambiano le condizioni.

Come si individua la relazione funzionale?

   

M‟ a D D‟

Da M D M

Il legame tra D e D‟ è il tasso di interesse. L‟economia capitalista è un‟economia di produzione

– – spiega questo passaggio considerando l‟economia

monetaria. Marx e Keynes condivide

un‟economia di produzione monetaria.

capitalistica

Nel primo schema M e M‟ hanno un prezzo.

Nel secondo schema è la merce che sta acquistando denaro, quindi il denaro ha un prezzo e non è

solo mezzo di scambio: è un bene, ed è anche mezzo di scambio; non serve solo per transazione ma

serve anche per speculare.

Questo individuato da Keynes è un legame funzionale.

d s

M = l y l r = M

1 2

ragione ragione

transativa speculativa

La domanda di moneta, dunque, dipende in maniera diretta dal reddito e in maniera inversa dal

tasso di interesse.

[ragione transativa: preferenza per la liquidità. > incertezza = > pref. per la liquidità]

Ciò che è più incognito, I, costituisce l‟elemento determinante I (r) S. Se l‟I è negativo va

 ruolo dell‟intervento pubblico).

compensato con un I positivo (+I 

Δr – ΔI.

Più è elevato il tasso di interesse, minore sarà la fiducia (maggiore rischio): +

In Y = C + I non sono i consumi C a legare mercato dei beni e mercato della moneta, ma gli

investimenti I (per Keynes la formula neoclassica S (r) = I (r) è un fatto endogeno, finale).

Il capitale del quale si ha bisogno si può ottenere in due modi:

Indebitamento

K r

K proprio

Il tasso di interesse r è ovviamente presente nel caso dell‟indebitamento, ma è anche il costo del

il sacrificio dell‟alternativa e, se l‟alternativa

capitale proprio (è il concetto di costo-opportunità,

non c‟è, bisogna ragionare paragonando alla non-realizzazione).

L‟entità di un investimento ha il tempo come variabile rilevantissima.

11

 – –

Per vedere se investire I < B C (B C > 0)

Ma questo contro si può fare solo se si rendono gli elementi omogenei. Dunque è necessario

trasferendo tutto all‟anno 0 (trasferimento concettuale di elementi “previsti”, “attesi”,

attualizzare,

dunque in condizioni di incertezza).

Come trasferire?

R = R (1 + r) deve esserci la compensazione della rinuncia

1 0 R = R / (1 + r) R è il tasso di sconto

0 1 1

1 / (1 + r) è il fattore di sconto


ACQUISTATO

13 volte

PAGINE

30

PESO

972.60 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Finanza pubblica e del prof. Di Maio, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dal docente La finanza pubblica nel mondo delle idee, Di Maio. Scarica il file in PDF!

La finanza pubblica dei governi nazionali e delle istituzioni sovranazionali (FMI, UE, ecc) si occupa dei problemi relativi agli equilibri macroeconomici. Il materiale prevede una ricognizione della storia del pensiero economico, relativa al tema della politica fiscale e le problematiche principali attuali. Particolare attenzione è rivolta agli aspetti di deficit e disavanzo pubblici.

COMPLETO DI FORMULE E GRAFICI DETTAGLIATI.

- Economia del benessere e approcci all'economia
- Legge di Walras
- Legge di Say
- Schema neoclassico
- Keynes
- Hansen e modello reddito-spesa
- Hicks e modello IS-LM
- Legge di Wagner
- Effetto spiazzamento
- Modigliani
- Effetti ricchezza (Pigou e Keynes)
- Minsky
- Friedman
- Philips
- Buchanan e la public choice
- Political economy
- Debito pubblico


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche e relazioni internazionali
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MarcoPassero di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Finanza pubblica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli L'Orientale - Unior o del prof Di Maio Antonio.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea in scienze politiche e relazioni internazionali

Riassunto esame Etica e mercato, prof. De Chiara, libro consigliato Stakeholder engagement per strategie di sostenibilità, De Chiara
Appunto
Riassunto esame di Economia, Prof. Gaeta, libro consigliato Elementi di Economia, Sloman, Garratt
Appunto