Analisi del personaggio di Margherita nel Faust di Johann Wolfgang von Goethe
Introduzione
A.A. 2018/2019
Corso di Letteratura tedesca: strumenti e metodologie
Stefàno Floriana
Chi è Margherita?
All'inizio dell'opera, Margherita è una fanciulla semplice che ha avuto già una vita non facile: è orfana di padre, la madre è malata ed ha dovuto crescere la sorellina.
Descrizione di Margherita
Possiamo conoscere la sua figura tramite le parole di Faust che ai versi 2609-2618 dice:
Beim Himmel, dieses Kind ist schön! Per il cielo, che bella bambina!
So etwas hab’ ich nie gesehn. Non ho mai visto nulla di simile.
Sie ist so sitt- und tugendreich, Così modesta, così virtuosa,
Und etwas schnippisch doch zugleich. ma con qualcosa di provocante.
Der Lippe Rot, der Wange Licht, Il rosso delle labbra, la luce delle gote
Die Tage der Welt vergess’ ich’s nicht! Non li scorderò finché avrò vita!
Wie sie die Augen niederschlägt, Il suo modo di chinare gli occhi
Hat tief sich in mein Herz geprägt; Mi si è impresso in fondo al cuore,
Wie sie kurz angebunden war, e il suo scontroso tagliar corto
Das ist nun zum Entzücken gar! è un incanto addirittura!
L'innocenza di Margherita
Vediamo dunque una Margherita che, come ben presto dirà Mefistofele, è “ein gar unschuldig Ding”, “una creatura tutta innocenza” sulla quale lui non ha alcun potere. Queste parole vengono pronunciate da Mefistofele nel momento in cui Faust comincia a meditare di conquistarla e gli chiede aiuto, aiuto che Mefistofele non può fornire in quanto in grado di corrompere solo animi, impulsi e sentimenti già potenzialmente malvagi.
La metamorfosi della passione
Cominciamo subito a vedere la metamorfosi della passione. Margherita è nella sua stanza e pensa all’incontro con Faust:
Ich gab’ was drum, wenn ich nur wüßt’, Non so cosa darei, per sapere
Wer heut der Herr gewesen ist! chi era oggi quel signore!
Er sah gewiß recht wacker aus, Aveva un’aria molto ardita,
Und ist aus einem edlen Haus; e viene da una nobile famiglia;
Das konnt’ ich ihm an der Stirne lesen – gliel’ho potuto leggere in fronte…
Er wär’ auch sonst nicht so keck gewesen. Non sarebbe stato, se no, così sfacciato.
La vita di Margherita
Più avanti, Faust, entrato nella stanza di Margherita con l’aiuto di Mefistofele, si compiace della “pienezza” della povertà” ai versi 2693-94:
In dieser Armut welche Fülle! In questa povertà quale pienezza,
In diesem Kerker welche Seiligkeit!” in questo carcere quale beatitudine!
Nella stessa scena, immagina la vita di Margherita, svelando dunque al pubblico la probabile infanzia della fanciulla. Versi 2697-2716:
Wie oft , ach! Hat an diesem Väterthron Ah quante volte intorno a questo trono
Schon eine Schar von Kindern rings gehangen! dei padri si raccolse un cerchio di bambini!
Vielleicht hat, dankbar für den heil’gen Christ, Qui forse, grata ai doni di Natale,
Mein Liebchen hier, mit vollen Kinderwangen, l’amor mio, con le guance rotonde di bambina,
Dem Ahnherren fromm die welke Hand geküßt. baciò la mano vizza dell’avo con affetto.
Ich fühl’, oh Mädchen, deinen Geist Sento, fanciulla, spirarmi intorno
Der Füll’ und Ordnung um mich säuseln, il tuo spirito di ordine e pienezza,
Der mütterlich dich täglich unterweist, che ogni giorno, materno, ti sostiene,
Den Teppich auf den tisch dich reinlich breiten heißt, ti dice di stender bene la tovaglia
Sogar den Sand zu deinen Füßen kräuseln. sul tavolo, e di spargere sotto i piedi la rena,
O liebe Hand! so göttergleich! O mano cara, mano divina! Tu
Die Hütte wird durch dich ein Himmelreich Fai di questa capanna un paradiso.
Und hier! E qui!
Er hebt einen Bettvorhang auf Solleva una cortina dal letto
Was faßt mich für ein Wonnegraus! Che brivido di voluttà mi assale!
Hier möcht’ ich volle Stunden säumen. Qui vorrei indugiare ore ed ore.
Natur! hier bildetest in leichten Träumen Natura, qui hai formato in sogni lievi
Den eingebornen Engel aus! l’angelo in lei innato!
Hier lag das Kind, mit warmen Leben Qui si è distesa la bambina, pieno
Den zarten Busen angefüllt, di calda vita il petto delicato,
Und hier mit heilig reinem Weben qui da una pura e santa tessitura
Entwirkte sich das Götterbild! si sviluppò l’immagine divina.
Margherita viene immaginata come una fanciulla beneducata, dai buoni valori, viene quasi mistificata da Faust. Già qui notiamo la mano di Goethe e la sua passione per la figura fanciullesca ma allo stesso tempo materna (e tutta dedita alla famiglia) della donna.
Il gioiello e la canzone
Successivamente, Mefistofele lascia uno scrigno con dei gioielli dentro l’armadio di Margherita. Quando Margherita rientra, sente un’afa che la soffoca, avverte quindi la presenza di Mefistofele grazie alla sua bontà e sensibilità. La ragazza intona allora il “Re di Tule”, scritto nel 1774, che sembra un canto popolare ma in realtà è un’invenzione di Goethe. Tule, nome antico dell’Islanda, per Margherita è un mondo di fiaba. La canzone narra la storia triste di un amore fedele fino alla morte ed al suo interno troviamo la trasposizione dell’amore e del godimento dei sensi (vietati ad una brava ragazza) in un mondo di fiaba. Versi 2759-82:
Es war ein König in Thule, Viveva in Tule un re
Gar treu bis an das Grab, fedel fino alla morte,
Dem sterbend seine Buhle morendo un nappo d’oro
einen goldnen Becher gab. gli diè l’amante in sorte.
Es ging ihm nichts darüber, Nulla ebbe mai più caro,
Er leert' ihn jeden Schmaus; lo svuotava ogni pranzo,
Die Augen gingen ihm über, e aveva ad ogni sorso
So oft er trank daraus. gli occhi umidi di pianto.
Und als er kam zu sterben, Quando venne a morire
Zählt' er seine Städt' im Reich, le sue città contò,
Gönnt' alles seinen Erben, lasciò tutto all’erede,
Den Becher nicht zugleich. la coppa d’oro no.
Er saß beim Königsmale, A regale convito
Die Ritter um ihn her, sedè fra i cavalieri
Auf hohem Vältersaale, nell’alta sala avita
Dort auf dem Schloß am Meer. del castello sul mare.
Dort stand der alte Zecher, S’alzò il vecchio gaudente,
Trank letzte Lebensglut, bevve alla sacra coppa
Und warf den heiligen Becher l’ultimo sorso ardente
Hinunter in die Flut. e la gettò alle onde.
Er sah ihn stürzen, trinken La vide cader giù,
Und sinken tief ins Meer, scender in fondo al mare,
die Augen täten ihm sinken, anche gli occhi gli caddero
Trank nie einen Tropfen mehr e non bevve mai più.
Margherita e i gioielli
Importanti risultano, ai fini della nostra analisi i versi 2796-2804, in cui Margherita, adornandosi dei gioielli davanti allo specchio dice:
Wenn nur die Ohrring’ meine wären! Fossero miei soltanto gli orecchini!
Man sieht doch gleich ganz anders drein. Così si ha subito un altro aspetto.
Was hilft euch Schönheit, junges Blut? A cosa serve essere belle, giovani?
Das ist wohl alles schön und gut, Tutte cos
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