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Comunicazione politica - Il Faust di Goethe Appunti scolastici Premium

Appunti per l'esame di Comunicazione Politica, professor Franz Foti, corso di laurea in scienze della comunicazione. L'argomento trattato è il Faust di Goethe, con relativa analisi dell'opera, riassunto, allegorie con spiegazioni critiche, simbolismi vari.

Esame di Comunicazione politica docente Prof. F. Foti

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ESTRATTO DOCUMENTO

volerla fare sua, viola questa legge. La catastrofe Ë inevitabile.

Atto Secondo

Stretta stanza gotica con alte volte: Faust Ë presente solo con il corpo,

ma la sua mente Ë altrove. L'evocazione di Elena e il tentativo di Faust di

impadronirsene, mettono Mefistofele di fronte a nuovi problemi. Lo riporta

nello studio dove strinsero il patto e, mentre Mefistofele si diverte con

Wagner, ormai dottore inorgoglito e con il Famulus di lui, Faust sogna

Elena.

Laboratorio: Wagner cerca di creare artificialmente un uomo. Wagner mette

insieme gli elementi, Mefistofele gli soffia la vita Homunculus. Eredita da

Mefistofele il piacere dello scherzo, da Faust il desiderio di fare. Ma per

essere veramente vivo egli ha bisogno di una propria individualit‡, ha

bisogno di divenire, di formarsi. E in questa ricerca di vita trover‡ la

sua fine. L'anima di Faust Ë immersa nel mondo della classicit‡ e non in

quello nordico medievale.

Notte di Valpurga: questa scena costituisce il ponte necessario tra il

laboratorio di Faust e l'esperienza con Elena, non pi˘ ombra evocata ma

creatura viva. Faust, per arrivare a questo, dovr‡ passare per il terribile

mondo mitologico greco. Vi Ë qui un dramma nel dramma.

Scena: Homunculus, Faust e Mefistofele giungono sui campi di Farsaglia.

Scena: Sfingi, Grifoni e Sirene li accolgono nel loro mondo.

Scena: lungo il Peneio inferiore, Faust ha la visione della nascita di

Elena e si incontra con Manto, una Sibilla, che gli permette la discesa

all'Orco.

Scena: lungo il Peneio superiore, Mefistofele si trasforma in Forciade,

cosÏ puÚ entrare ed essere accettato, nel mondo classico.

Scena: tra le rocce del mar Egeo si compie il destino di Homunculus. Egli

vuole vivere una vita concreta, uscire dal vetro dove conduce una vita

artificiale. Assetato di amore e bellezza si slancia verso la dea Galatea

ma, nell'impeto, infrange il cristallo e muore. Homunculus sacrifica la sua

vita spirituale e da questo sacrificio scaturir‡ la vera essenza della

fusione corpo / spirito. Egli muore per diventare perchÈ per vivere la sua

assoluta spiritualit‡ deve fondersi con la realt‡. Anche nell'esistenza

degli uomini, lo spirito per vivere e per dare vita, deve incatenarsi.

Morire e diventare attraverso questo spirito sono la via alla vita.

Il Goethe espone qui le teorie sull'origine del mondo (polemica vulcanisti

e nettunisti) e quelle sull'origine della vita. I vulcanisti ritengono che

la crosta terrestre sia effetto dell'azione dei vulcani, i nettunisti che

sia effetto dell'azione dell'acqua. Goethe inclinava verso i nettunisti Vi

sono in queste scene, tre azioni singole e parallele.

Atto Terzo

Davanti al palazzo di Menelao a Sparta: Elena appare sulla scena avvolta da

un'aura tragica, come un personaggio di Euripide. Goethe, scrivendo questo

atto, pensava a una seconda grande esperienza d'amore di Faust,

un'esperienza che fosse felice conquista spirituale della classicit‡ e

della bellezza, amore che fosse armonia di anima e corpo. Assistiamo qui ad

una nuova vita di Elena e Faust in Grecia e, nella loro unione, vi Ë una

simbolica unione del mondo classico-mediterraneo con il mondo nordico-

romantico. Mefistofele-Forciade (rappresenta il mondo cristiano-

occidentale) deve creare in Elena il desiderio spontaneo di seguirlo e

rifugiarsi da Faust, per sfuggire alla vendetta di Menelao. CosÏ

Mefistofele e Faust appaiono come salvatori. Elena si avvia verso il

castello, ciÚ vuol dire avviarsi verso un'altra vita e un altro tempo.

Cortile interno del castello: Faust e Elena si avviano alla loro fusione.

Faust ha superato il suo stato d'inquietudine e si presenta in nobile

compostezza e sicurezza di sÈ (ideale greco di Goethe). Ha compiuto la sua

educazione estetica. Il suo spirito nordico ha preso possesso della sua

grecit‡, di cui se ne arricchisce e non vi si perde, ma grazie allo spirito

e non alla grecit‡, torna a vivere nuove forme. L'unione di Faust e Elena Ë

l'unione del mondo umano e del mondo divino. Conducono uno stile di vita

libero, secondo natura, fuori dalle convenzioni. Nuovo Faust Ë sicuro di

sÈ. Vivono fuori del tempo e nella natura eternamente giovane. Arcadica

felicit‡, ma Faust non potr‡ rimanere fermo a lungo.

Bosco ombroso (in Arcadia): il personaggio principale Ë Euforione, figlio

di Faust e Elena. Del padre ha lo slancio verso l'infinito, il desiderio

dell'amore, dell'azione e, della madre ha la bellezza. Ma in lui non Ë

armonia, titanismo faustiano e classicit‡ non sono in lui fusi in un tutto

equilibrato. Predomina in lui l'elemento dionisiaco. questa sua natura Ë la

causa fatale della sua morte (si ispira al Byron, quindi muore nella guerra

di liberazione della Grecia, cioË volto verso l'azione, ma fermato dal suo

tragico destino). Il suo destino determina quello degli altri, Elena muore,

il coro si disperde e Faust muove verso le ultime esperienze.

Atto Quarto

Alta montagna: perduta Elena, Faust tende alla potenza e all'azione, alla

realt‡ e alla vita. Come l'amore per Margherita, anche quello per Elena ha

avuto fine. Dolorosa anche questa esperienza, ma pi˘ alta. Si chiude un

momento della sua esistenza. Egli prende congedo dalla vita amorosa e,

senza rimpianti e con virile decisione, inizia l'ultima esperienza, quella

della vita attiva per sÈ e per gli altri. Mefistofele pensa alla gloria a

vantaggio di chi la consegue. Faust persa a una grande azione fine a se

stessa e Mefistofele non lo comprende. Faust Ë molto cambiato, un tempo la

natura si identificava con il divino, ora egli vede nella natura un'energia

che l'uomo puÚ domare e rendere proprio strumento esperienza dell'azione e

creazione. "L'azione Ë tutto, la gloria nulla".

Sui contrafforti: Faust partecipa alla guerra tra imperatore e

antimperatore. Con l'aiuto delle arti magiche di Mefistofele combattono per

l'imperatore schiere di spiriti e gli procurano la vittoria.

Tenda dell'antimperatore: l'imperatore sa benissimo che deve la vittoria

alle arti magiche dei suoi due alleati, ma fa finta di credere che sia

merito dei quattro principi e si affretta a ricompensarli. Faust viene

investito del litorale dell'impero. L'imperatore nota che il suo impero Ë

in declino, ha una forma di governo che crolla e i suoi principi lo

derubano e non ha la forza di reagire. Ma Faust sta per iniziare

quell'azione che creer‡ una nuova forma di vita sociale, un nuovo statoAtto

Quinto

Paesaggio aperto: Goethe riprende l'episodio delle Metamorfosi di Ovidio,

in cui Giove e Mercurio percorrono la Frigia e trovano ospitalit‡ presso

due coniugi Filemone e Bauci. A dimostrare la loro gratitudine ne cambiano

la modesta casa in tempio e concedono loro la grazia di poter morire

contemporaneamente. Filemone si trasforma in quercia e Bauci in tiglio. In

questo episodio, un viandante naufragato venne salvato dai due. Torna a

ringraziarli, ma al loro posto vi trova un'oasi di pace. Si nota come vi Ë

un presagio di catastrofe, un nuovo mondo assale l'antico.

Palazzo: ormai la sua spiaggia Ë divenuta fiorente. Ma Faust Ë irritato

perchÈ di fronte al suo mondo creato dal nulla, meccanico, fabbricato e non

divenuto, sta quello di Filemone e Bauci, idillico, sereno, lentamente

divenuto. Il desiderio del possesso Ë pi˘ forte di lui, Mefistofele non

capisce le sue inquietudini. Faust chiede a Mefistofele di far cambiare

residenza a due vecchi, ma in cambio ha distruzione e morte. Vengono uccisi

e sente che la colpa di ciÚ ricade su di lui. Viene colto da senso di colpa

e pentimento. Mefistofele ha portato alle estreme conseguenze il suo

desiderio di possesso. E cosÏ il titano Faust si fa uomo. Ritrova,

ripudiando la magia, la sua umanit‡, i limiti della sua umanit‡ e la sua

libert‡. Ora Faust puÚ morire.

Notte profonda: Faust canta le lodi della vita e si esalta nella bellezza

del mondo. Un'affermazione d'amore verso la vita. Notare quanto sia forte

il contrasto con la descrizione dell'incendio, della distruzione e della

morte con lo stato d'animo di Faust. Vi Ë la sua prima incertezza

interiore. Il senso di colpa, il rimorso, il pentimento. Tuttavia si

riprende.

Mezzanotte: la crisi di Faust si sta sviluppando, si sta allontanando dalla

magia e lo conduce ad una reazione di fronte a Mefistofele e alle sue arti

magiche perchÈ si accorge che viene quasi sempre trascinato dove non

avrebbe dovuto e voluto arrivare. Sente il desiderio di essere libero. La

sua volont‡ di uomo si sostituir‡ al potere della magia. Ma non gli Ë

possibile tornare com'era prima del patto lo assale un senso di tragica

solitudine. Gli passa davanti la visione della sua vita, vita di cui non si

pente. Il suo progredire interiore e il suo non appagarsi mai non si Ë

placato e Faust riconferma il superamento del patto con Mefistofele. Le

forze misteriose e demoniache che agiscono sull'individuo e ne turbano

l'armonia sono anche fonte di grandi azioni. Gli uomini che hanno vissuto

sotto il dominio della cura sono stati ciechi tutta la loro vita. Faust che

non l'ha conosciuta le si oppone. Sar‡ ora cieco, ma Ë cecit‡ solamente

esteriore. Faust ha saputo vincere la cura perchÈ per reazione, dentro

brilla una luce. E lo spirito raddoppia le sue energie e tende all'azione

con impeto giovanile. Con un abbandono alla vita pieno di fiducia e

gioioso. Accetta la vita come un inevitabile susseguirsi di bene e di male,

nei loro fatali limiti imposti a ciÚ che si puÚ desiderare e volere. Di

fronte ad esse l'uomo, pur accettandole, Ë libero e non cessa mai di

guardare lontano, di tendere, di salire, di progredire nell'alterna vicenda

di tormento e felicit‡. CosÏ la vittoria di Faust sulla cura non sta nel

respingerla o nell'ignorarla, ma nell'accogliere entro di sÈ questa

accettazione della realt‡ senza che, spenta la luce degli occhi, si spenga

quella dell'anima.

Grande cortile antistante al palazzo: dopo che Faust si Ë staccato da lui,

Mefistofele Ë divenuto solo sorvegliante. L'ultimo Streben del vegliardo,

creare uno stato dove vi regni e lo governi una libera cooperazione di

uomini liberi, lietamente operosi uno stato del XIX secolo ‡ l'uomo del

XVIII secolo (titanico, egocentrico, estetico) cede di fronte a questo


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AUTORE

Menzo

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
Docente: Foti Franz
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Menzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Comunicazione politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Insubria Como Varese - Uninsubria o del prof Foti Franz.

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