Brunilde e ‘Sigrdrífa’: la figura della
valchiria dalle fonti norrene alle
rivisitazioni di J.R.R. Tolkien Valentina Minniti
Filologia Germanica, A.A. 2014-15
Brunilde e ‘Sigrdrífa’: la figura della valchiria dalle fonti norrene alle
rivisitazioni di J.R.R. Tolkien
So che su un monte dorme una donna guerriera
e sopra vi gioca la sventura del tiglio’.
Col pruno Yggvr la punse: fu la rovina, lei,
per ogni uomo voleva averla.
Potrai, giovane, vedere la donna coperta dall’elmo
che dalla battaglia cavalcò su Vingskornir,
Non si può di Sigrdrífa rompere il sonno,
o congiunto di principi, contro i decreti delle norne.
‘La Canzone di Fafnir’
Brunilde:
1. un dilemma letterario
Nell’universo variegato e complesso della leggenda dei Volsunghi, la figura di
Brunilde riveste un ruolo tanto privilegiato quanto intessuto di questioni irrisolte. Al
fascino che il personaggio continua ad esercitare sui lettori moderni si legano, infatti,
dilemmi interpretativi posti dal carattere frammentario che emerge dalle fonti.
Brunilde è la valchiria che giace addormentata dentro il fortilizio di scudi e la
principessa sorella di Attila, re degli Unni, che scatenerà la vendetta ai danni di
1
Sigurd/Siegriefd/Sigfrido (Monaghan, 2014: 283; 292). I due aspetti, l’umano e il
soprannaturale, pseudo-leggendario e mitologico, sono fusi insieme in fonti quali il
2
viaggio di Brunilde verso gli Inferi saga dei Volsunghi,
o la laddove si trovano distinti
Nibelungenlied.
nei carmi eddici incentrati sulla giovinezza di Sigurd e nel La
tradizione norrena è certamente l’area principale di incontro e scontro tra due aspetti che
saga dei Volsunghi
il compilatore della ha tentato di coniugare, contribuendo
ciononostante al mistero che aleggia sulla natura originaria del personaggio.
In particolare, Brunilde figura in una costellazione di testi che trattano, ciascuno con
3
esiti diversi, la materia nibelungico-volsungica :
a) poetica
Una serie di carmi presenti nella sezione eroica dell’Edda che T.M.
Andersson (1980: 20-21) suddivide in tre categorie principali:
Grípisspá, Reginsmál, Fáfnismál Sigrdrífumál,
i. e relativi alle imprese
giovanili di Sigurd;
Brot af Sigurdarkviðu, Sigurdarkviða in skamma Sigurdarkviða in
ii. e
meiri (*ipotizzato), incentrati sulla morte dell’eroe e sui personaggi
Gudrún
femminili di spicco della vicenda, e Brunilde. La difficoltà
1 Considerate le varianti ortografiche dei nomi di Brunilde e Sigfrido, si è optato per le varianti
Sigurd e Brynhild, a metà strada tra la grafia norrena e quella italiana, al fine di rendere omogenea la
stesura del presente documento. Per tanto, anche nelle fonti citate nel testo è stato seguito questo
principio.
2 Poetica,
In riferimento ai carmi dell’Edda si segue la traduzione dei titoli di P. Scardigli, M. Meli (a
Il canzoniere eddico
cura di), (III edizione), Milano, Garzanti, 2012.
3 Lied vom Hürnen Seyfrid
Non è incluso il (Canto di Sigfrido dalla pelle di corno) dal momento che
risulta assente il personaggio di Brunilde. 1
Brunilde e ‘Sigrdrífa’: la figura della valchiria dalle fonti norrene alle
rivisitazioni di J.R.R. Tolkien
principale è rappresentata dalla cosiddetta ‘grande lacuna’, causata dalla
to
Codex Regius 2365 4
scomparsa della quinta segnatura del , risultante
nella perdita di un numero indeterminato di versi riguardanti il nucleo
centrale della leggenda di Sigurd.
Guðrúnarkviða in fyrsta, Guðrúnarkviða ǫnnor, Guðrúnarkviða in
iii. þriðja, Helreið Brynhildar Oddrúnargrátr:
e il gruppo elegiaco.
b) Völsunga saga, la quale permette di ricostruire il contenuto, sebbene non la
Codex Regius,
forma, dei versi perduti insieme al quinto fascicolo del dal
momento che il compilatore dell’opera sembra aver dipeso da una raccolta
simile, per quanto non identica, al manoscritto dei carmi eddici (Del Zotto,
2003: 19)
c) Snorra Edda Sturlusonar, Skáldskáparmál
nel cui secondo capitolo, (‘Il
linguaggio poetico’ o i ‘dialoghi sulla dizione poetica’), è illustrato il motivo
per cui «l’oro è detto riscatto della lontra» (Snorri Sturluson, 1982: 143),
seguito da una breve summa della leggenda dei Volsunghi/Nibelunghi
d) Nibelungenlied, un’opera che pone maggiormente l’accento sul rapporto tra
Siegfried Gudrún/Crimilde
e (Battaglia, 2014: 157). Difatti, non è riportato
Siegfried
l’incontro tra e Brunilde prima che questi giunga alla corte dei figli
Gjúki.
di Invero, Brunilde conserva alcuni tratti soprannaturali, ma l’elemento
magico-sapienziale non è evidenziato
e) Thiðreks saga of Bern, testo in cui la vicenda nibelungico-volsungica si trova
«inserita in un più ampio quadro narrativo incentrato su
Teoderico/Thiðrekr/Dietrich» (Battaglia, 2014: 164)
f) Brunilde Sivard og Brynhild,
La ballata feroese e la ballata danese più tarde e
in maggiore misura influenzate dal racconto popolare.
Ciascun testo concorre a delineare un ritratto di Brunilde oscillante tra analogie e
discordanze al punto che, come sottolinea giustamente T.M. Andersson (1980: 19),
«
the various forms of the Brynhild legend in Scandinavia and Germany invite
comparison to the extent that they are both similar and different. Shared features reveal the
shape of Germanic heroic lay and the solidity of the tradition. Differences illuminate the
genius of the individual poets who were drawn to the legend […]. Germanic literature,
which did not observe the tribal boundaries and which survives most abundantly in heroic
poetry, is itself an historical entity with a claim on our attention. No more important key
»
exists to our understanding of Germanic literature than the legend of Brynhild.
Pure nell’impossibilità di giungere ad una risposta definitiva rispetto a tale dilemma
letterario, il dibattito sulla ‘leggenda di Brunilde’ ha notevoli ricadute sul quadro dello
sviluppo della materia nella sua interezza, oltreché della sua ricezione moderna e
contemporanea.
A tal proposito, centrale risulta essere l’episodio del risveglio della valchiria narrato
Sigrdrífumál, Canzone di Sigrdrífa:
nel la Sigurd desta dal sonno eterno una figura
Sigrdrífa,
corazzata, la valchiria punta con la spina del sonno per aver disobbedito ad
Odino. Una volta liberata, la valchiria impartisce a Sigurd precetti di sapienza runica e
consigli per l’avvenire dell’eroe, che si comprende essere inesorabilmente segnato da
una sorte avversa. Nel carme non si fa menzione esplicita della sorella di Attila/Atli e
Sigrdrífa, sigr
tuttavia l’antroponimo ‘colei che elargisce la vittoria’, da ‘vittoria’ e
drífa ‘concedere, elargire, spingere a” (Del Zotto, 2003: 137), è stato interpretato a
priori come epiteto per Brunilde, con la conseguente identificazione tra quest’ultima e la
2
Brunilde e ‘Sigrdrífa’: la figura della valchiria dalle fonti norrene alle
rivisitazioni di J.R.R. Tolkien
figura addormentata dentro il muro di scudi (Bellows, 1936: 384). Dunque, l’episodio
del risveglio della fanciulla è stato considerato il primo incontro, conclusosi con lo
scambio di promesse nuziali, tra Sigurd e Brunilde/Sigrdrífa.
In realtà, l’identificazione tra la valchiria risvegliata da Sigurd e Brunilde non è una
Grípisspá Fáfnismál
questione risolvibile così agevolmente. Invero, nel e nel (più tardi
Sigrdrifa),
rispetto al carme di a Sigurd sono predetti l’impresa del risveglio della
valchiria e l’incontro con Brunilde, sebbene l’ordine in cui i due episodi si susseguono
Canzone di Fáfnir
non sia coincidente nei due testi. Nel manoscritto, alla segue il
Sigrdrífúmál senza che la conclusione del primo e l’inizio del secondo carme siano
Brynhildarljóð, Canto di
indicati. Soltanto le copie cartacee presentano il titolo il
Brunilde (Del Zotto, 2003: 43), identificando la valchiria addormentata con Brunilde.
to
Codex Regius 2365 4
Inoltre, il testo tràdito nel si interrompe alla strofe 29, a partire
Great Lacuna.
dalla quale inizia la Grazie ai testi cartacei è possibile recuperare il testo
fino alla strofe 37, anche se permane la perdita del finale e, con essa, l’incertezza
sull’esatto valore dell’episodio nel quadro più esteso delle imprese di Sigurd.
saga dei Volsunghi
Il caso vuole che il compilatore della abbia usufruito di una
Codex Regius.
raccolta di carmi eddici molto vicina a quella tràdita nel I capitoli XXI e
4
XXII della saga sono incentrati sull’episodio del risveglio di Brunilde/Sigrdrifa che si
shield-maiden.
conclude con lo scambio di promesse tra l’eroe e la Tuttavia, è difficile
credere che il carme eddico si concludesse allo stesso modo. Difatti, l’associazione tra
le due figure sembra essere stata operata al fine di armonizzare le due versioni in
patchwork
circolazione e ottenere così un maggiormente unitario poiché finalizzato alla
celebrazione dell’allora dinastia regnante in Norvegia (Meli, 1993: 169).
Indubbiamente, il contenuto andato disperso nel codice manoscritto avrebbe
senz’altro fornito ulteriori elementi a supporto dell’identificazione o della distinzione tra
i due personaggi. Il testo riprende quando ormai la vicenda è giunta al tradimento di
Gjukunghi
Sigurd da parte dei e prosegue con la vendetta di Brunilde, espressamente
Viaggio di Brunilde verso
associata alla figura addormentata sul ‘monte della cerva’ nel
gli Inferi, tra i carmi più tardi della raccolta. Sigrdrifa
Infine, in area nordica, l’identificazione tra e Brunilde sembra non essere
Edda in prosa
accettata da Snorri Sturluson. Precisamente, nella sua si legge (Dolfini,
1980: 147-48):
«
Sigurd cavalcò finché giunse a una casa su un monte; là dentro dormiva una donna e
vestiva elmo e corazza. Egli trasse la spada e le recise l’armatura; allora ella si destò e disse
di chiamarsi Hildr, viene chiamata Brunildr, ed era una valchiria. Di là Sigurd ripartì col
suo cavallo e giunse presso quel re che si chiamava Gjúki; sua moglie era chiamata
Grimildr, i loro figli erano Gunnar, Högni, Guðrún, Gudný; Gotomor era un figliastro di
Gjúki. La Sigurd rimase per lungo tempo; poi Sigurd sposò Guðrún, figlia di Gjúki. E
Gunnar e Högni scambiarono con Sigurd il giuramento di fratellanza. In seguito Sigurd e i
figli di Gjúki si misero in viaggio per chiedere in moglie per Gunnar ad Atli, figlio di Budli,
la sorella di lui, Brynhild. Ella risiedeva a Hindafiall, e tutt’intorno alla sua casa c’era una
»
fiamma ardente […].
Nondimeno, a complicare la questione concorrono le fonti esterne alla tradizione
Beowulf,
nordica. Nella più antica attestazione della leggenda dei Volsunghi, il si fa
menzione solo dell’uccisione del drago compiuta non da Sigurd bensì dal padre di
Sigemund,
questi, forse per via della circolazione di versioni diverse nell’Inghilterra
4 Si segue la suddivisione in capitoli operata da M. Meli (1993). 3
Brunilde e ‘Sigrdrífa’: la figura della valchiria dalle fonti norrene alle
rivisitazioni di J.R.R. Tolkien
anglosassone. Allo stesso modo, gesta quali il superamento del muro di scudi/fuoco, il
risveglio della valchiria, l’arrivo presso la corte dei Burgundi e il seguito della leggenda
non figurano in quella che è stata considerata la versione primigenia della leggenda di
Sigurd (Goebel, 1897: 463).
Nibelungenlied
Nel non si fa menzione del risveglio della valchiria e similmente le
Siegfried
gesta compiute da durante la giovinezza sono rielaborate seguendo una
concatenazione narrativa lievemente diversa. L’uccisione del drago e il possesso del
tesoro sono diventati due episodi disgiunti, mentre Brunilde è dipinta come la regina di
un’esotica Islanda dotata di forza e temperamento straordinari, che si intuisce legati alla
sua condizione virginale, ma nulla ne evidenzia la componente magico-sapienziale.
Oltre a ciò, il ruolo di Brunilde è profondamente ridimensionato nel poema medio
tedesco al punto che essa funge principalmente come motore scatenante la morte
dell’eroe. Nel momento in cui Sigfrido esce di scena, Brunilde scompare per lasciare
5
posto alla maestosa personalità di Crimilde/Gudrún.
saga di Teoderico da Verona
La registra un ulteriore processo di limitazione del
ruolo di Brunilde che rende il personaggio qui delineato quasi trascurabile rispetto il filo
bridal-quest,
rosso della narrazione, ovvero il motivo della la ‘conquista della sposa
ideale/di rango’.
Più articolato, infine, è il ritratto del personaggio delineato nelle due ballate sopra
menzionate, largamente influenzate dal folclore popolare. In particolare, nella ballata
status
feroese «Brunhildr non detiene alcuno di valchiria e manca qualsiasi riferimento
a Odino, al motivo del sonno e della verginità» (Battaglia, 2014: 167).
2. Alcune letture critiche
Evidentemente, uno scoglio filologico-letterario di tale entità ha suscitato una pronta
e sollecita risposta da parte della critica che ha favorito di volta in volta la
Sigrdrífa.
sovrapposizione o la scissione tra Brunilde e A tal proposito:
«
There are two main points concerning Brynhild on which scholars differ. The first is
that of her identity. Is she, in these lays, a divine valkyrie, or the daughter of a mortal king?
Are Brynhild and Sigrdrífa one and the same person here and in their origin, or two
different persons, later combined into one? The second point, her relations with Sigurd,
»
depends largely on the first (Gildersleeve, 1909: 3)
Diverse sono le proposte di lettura circa l’episodio del risveglio della valchiria e sulla
sua collocazione all’interno della leggenda in termini di origine, sviluppo e funzione.
Tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del secolo scorso, era opinione comunemente
accettata che l’origine della leggenda, e con essa il motivo del risveglio della valchiria,
dovesse rientrare in ambito mitologico, integrato successivamente con il riferimento a
episodi e figure storico-leggendarie:
«
Sigurd was supposed to represent some god-Odin, Freyr, or Baldr. The story of Sigurd
and Brynhild was interpreted as a summer and winter or day and night myth. Sigurd is the
god of Spring, who frees the Earth goddess from her imprisonment in the castle of Winter,
and with his sword, the sunbeam, cuts her free from the covering of ice. Or he is the god of
Light, who in the morning drives away the mist dragons and awakens the Sun sleeping
upon the mount of heaven, which shines like fire in the morning glow; but in the evening he
5 Grimhildr/Crimilde Gudrún.
Nella tradizione nordica è la madre di 4
Brunilde e ‘Sigrdrífa’: la figura della valchiria dalle fonti norrene alle
rivisitazioni di J.R.R. Tolkien
is overcome again by the powers of dark-ness, who bear the Sun back into their misty
»
realms beneath the earth (Gildersleeve, 1909: 2).
Tuttavia, l’ipotesi di un’origine mitologica è stata presto abbandonata a favore di una
genesi storico-leggendaria dei protagonisti, idealizzati al punto da attribuire loro tratti
6
mitologico-soprannaturali. Secondo Mogk, Brunilde nasce come principessa guerriera
dotata di forza fisica sorprendente che avrebbe potuto sposare solo un uomo degno di
lei: Sigurd. Allo scambio di voti nuziali farebbero seguito il tradimento dell’eroe e la
vendetta di Brunilde. In origine, di conseguenza, la vicenda non avrebbe dovuto
riguardare personaggi connotati da tratti soprannaturali e mitologici e in questa forma
Nibelungenlied.
essa si sarebbe sviluppata ulteriormente nel
La figura della valchiria e il motivo del sonno indotto da un incantesimo provengono,
invece, dal contesto scandinavo, nel quale Mogk identifica due filoni narrativi distinti:
1. Il risveglio della valchiria da parte dell’eroe dopo l’attraversamento del muro di
fiamme
2. L’innamoramento e lo scambio di promesse tra Sigurd e una fanciulla guerriera
(shield-maiden)
Pertanto, Brunilde rappresenta il risultato della sovrapposizione di due personaggi, la
valchiria e la principessa amazzone, mentre il motivo dell’incontro e dello scambio di
promesse matrimoniali proviene dall’evoluzione del ciclo narrativo in area nordica.
Sulla scia di Mogk, Lichtenberge considera le promesse nuziali tra Sigurd e Brynhild
un elemento più tardo. A Lichtenberge si rifà Sijmons, il quale ritiene che Sigrdrífa e
Sigrdrífa
Brynhild rappresentino lo stesso personaggio. Böer, ancora, considera e
Brynhild due figure distinte ma aventi origine dal motivo indoeuropeo della ‘bella
Sleeping Beauty). Codex Regius
addormentata’ (the Al momento dell’allestimento del
to
2365 4 , il motivo della bella addormentata doveva essersi già sviluppato, portando
all’evoluzione di due figure in parte, sebbene non del tutto, distinte. Dal canto suo,
Heusler (Aguirre, 2002: 23) vede in Brunilde la fusione di due tipi ben distinti, la
Sigrdrífa,
guerriera e saggia valchiria, e la principessa di stirpe umana mossa dal
desiderio di vendetta. Di segno opposto è il parere di Schlauch, la quale trova difficile
coniugare in un tutt’uno coerente i due aspetti.
Muovendo, piuttosto, dal confronto operabile tra le versioni attest
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