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Fine della dinastia Tang

Il Buddhismo fu da un lato un fattore popolare molto importante di coesione o creazione di una nuova consapevolezza, dall’altro venne utilizzato come strumento dal sovrano, che, facendo appello alla diffusione popolare, riusciva ad ottenere il consenso generale. Dal punto di vista economico, però, ci furono persecuzioni in varie epoche, soprattutto nel periodo Tang: nella metà del IX secolo, dal 843 al 845 furono messe in atto delle misure economiche per far tornare la maggior parte dei monaci allo stato radicale, per avere soggetti tassabili e recuperare la proprietà di terre di notevoli estensioni e di oggetti preziosi donati dai fedeli.

In seguito iniziò la perdita di potere da parte della dinastia Tang, che conquistò il territorio più grande fino a quel momento, anche più grande degli Han. Allo stesso tempo si segnala la presenza dell’impero tibetano, aggressivo e pericoloso, i turchi nella parte settentrionale, e ancora, verso Occidente, oltre ai tibetani, c’è un’altra popolazione, prima chiamata Qian, ma che cambia nome a seconda del periodo, che riguarda di fatto la regione a nord del Tibet che oggi chiamiamo Xinjiang, popolata da un’etnia, che in quel periodo prende il nome di uiguri, di religione musulmana.

La battaglia di Talas

Si arrivò infine alla battaglia di Talas (751), che vede una sconfitta cocente dei Tang, che fino a quel momento essi ebbero successo in tutte le direzioni, compresa la Corea. Dunque viene spontaneo chiedersi perché vengano sconfitti. Probabilmente sono coinvolte dinamiche economiche: essendo così estesi i territori, i Tang non riescono a garantire lo stesso tipo di supporto economico, di approvvigionamento ed equipaggiamento ai loro eserciti enormi; vanno poi considerati i governatori militari, visti come dei sovrani in piccolo nelle regioni strategiche, quindi richiedevano l’impiego di ulteriori risorse. Anche l’Impero romano andava avanti conquistando, e con i nuovi territori alimentava i vecchi (questa era la logica di tutti gli imperi). Con i Tang sorge il problema proprio per la presenza di questi governatori, ognuno dei quali gestiva il lato fiscale.

La battaglia del Talas non vede un arrivo massiccio di eserciti islamici dal Medio Oriente, dove già vennero sconfitti alcuni stati di antica data, come i sasanidi. Ciò che invece accadde lo si vede ancora oggi: l’Islam si diffonde in Asia, moltissimo, tanto che la popolazione degli uiguri, come abbiamo detto di religione musulmana, tutt'oggi causa problemi, pretendendo di non essere sottomessa al governo di Pechino e di essere indipendente. La diffusione dell’Islam va anche a scapito del buddhismo, che subisce una contrazione molto grave non solo in Cina, ma anche in altri paesi dell’Asia centrale, dove si era inizialmente diffuso, paesi che per la maggior parte resteranno legati a tale fede. Questo è il motivo per cui si dà importanza alla battaglia di Talas. L’Islam verrà perseguitato quanto il buddhismo. Ci si è chiesto il motivo alla base di questa ossessione contro le religioni straniere in un periodo in cui la popolazione è cosmopolita, ci sono tante comunità diverse provenienti da differenti luoghi.

Conseguenze culturali e politiche

Un’interpretazione recente riguarda il fatto che la perdita di potere dell’impero aveva stimolato tali tendenze etnocentriche, quindi la definizione del sé diventa più necessaria col diffondersi di tante popolazioni diverse. Questo movimento darà poi luogo al grandissimo influsso del sistema degli esami.

Iniziano a coesistere due esigenze: da un lato la costruzione di una cultura Han, la civiltà cinese, per distinguere coloro che sono in Cina rispetto a tutte queste enormità di popolazioni straniere, che seguono varie religioni, per cui si enfatizzerà una cultura legata al passato, si enfatizzano dei dati, ma in modo da condurre ad un’identità molto precisa: ciò porterà al neoconfucianesimo nell’epoca successiva; dall’altro lato c’è l’esigenza dello stato di selezionare una burocrazia distaccata dalle famiglie aristocratiche: l’epoca Tang segna la fine dell’aristocrazia terriera, esistita per tanti secoli, che basava la ricchezza su cariche burocratiche e il dominio sui latifondi, ma che adesso, iniziando a perdere importanza, cerca di riciclarsi e mantenere le sue posizioni attraverso questa definizione della cultura, sulla base della quale saranno selezionati i funzionari nel sistema degli esami, nati nel 595, esistenti da 200 anni prima del declino Tang, ma che erano rimasti molto marginali fino a questo momento.

A partire dall’VIII secolo, continuando nel IX e nel X, il sistema degli esami assumerà un’importanza sempre maggiore, influenzando le trasformazioni della società. Gli esami erano aperti a tutti, persino ai figli dei mercanti, l’importante era che avessero i soldi per pagare gli studi. In questo modo scompaiono gradualmente le posizioni legate al privilegio ombra, assegnate in base all’ereditarietà.

La conclusione della dinastia Tang

La dinastia Tang viene dichiarata conclusa nel 907. Dall’843 al 907, anno in cui la dinastia Tang viene dichiarata conclusa, ci furono ancora alcuni avvenimenti di rilievo, a partire da una sanguinosissima rivolta, guidata da un mercante, Huan Chao, che si dice abbia causato almeno 120000 morti nella sola città di Canton, prendendo di mira principalmente gli stranieri. La rivolta parte dallo Shangdong, muovendosi verso sud e ha un’esplosione in più di metà dell’impero, prolungandosi per parecchi anni. Ci sarà l’omicidio di due imperatori di fila a causa degli eunuchi, che in questo periodo assumono più importanza, dato che i sovrani non si fidano dei funzionari. A questa rivolta partecipano anche i tibetani e i uiguri, finché le due capitali vengono distrutte.

Dopo il termine della dinastia, seguono circa 50 anni di divisione, periodo che viene denominato delle Cinque Dinastie e Dieci Regni, che termina nel 960, quando viene fondata una nuova dinastia. Si tratta di un’epoca che unisce gli esteti, grazie all’influsso di una cultura caratterizzata dall’arrivo di varie popolazioni e da tanti sviluppi in pittura, poesia e filosofia ecc. Ci sono però degli aspetti negativi, tra cui i testi del letterato Han Yu, nei quali se la prende con gli stranieri, e in modo particolare col buddhismo, definendola una religione straniera che porta scompiglio, dei valori negativi, e lo associa alla superstizione, un dato che tornerà tante volte nei secoli successivi; infatti esiste un osso, una falange di un dito del Buddha storico che veniva portato in processione, (reliquia conservata tutt’ora in Cina) e Han Yu usa questo rituale come esempio di dato sbagliato che diffonde nel popolo, confuso, valori negativi.

Il sistema degli esami (595-1905)

Il sistema degli esami era già presente in epoca Tang, ma sarà durante la dinastia Song che vedrà una maggiore diffusione, e continuerà fino al 1905. Nei testi d’epoca imperiale è ben identificato come un obiettivo di vita, dato che permetteva di accedere alla classe dei funzionari, la classe più alta, che per alcuni aspetti era meglio dell’imperatore, rappresentando il funzionario un livel

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/21 Lingue e letterature della cina e dell'asia sud-orientale

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