Storia economica
Il sostantivo "storia" ed "economica" è "l’aggettivo". La storia per definizione si occupa del passato. Storia economica significa occuparsi del passato con un approccio, un atteggiamento e con degli strumenti dell’economia. La storia è lo studio del passato: l’economia, invece, deriva dal greco antico (oikos=casa, inteso anche come "beni di famiglia", e nomos=legge, norma) — una cosa importante perché l’economia di mercato ai tempi di antica Grecia non c’era o per lo meno si presentava in poche occasioni, e in assenza di economia di mercato i fondamenti di economia stavano ovviamente nella casa, esattamente da qui deriva il significato. Perché è partito tutto dalla gestione della vita quotidiana, quindi la gestione delle modalità con cui era possibile soddisfare i bisogni innanzitutto materiali passava dalla casa (cioè la famiglia).
L’Unità economica produttiva sono quindi le famiglie (in inglese household).
Importanza delle parole nella storia economica
Uno storico francese, Lucien Febvre, diceva che le parole sono importanti, appunto perché a seconda dell’utilizzo dei termini, interpreto e manifesto diversi concetti.
Definizioni e classificazioni
Economia = dal lat. oeconomía, gr. οἰκονομία, comp. di οἶκος (casa) e νόμος (legge).
- Family: Intesa come famiglia, rapporti sentimentali.
- Household: Intesa come istituzioni.
L’economia è classificata fra le scienze sociali, di conseguenza non è una scienza esatta (come la matematica), non è scientifica. La storia è una disciplina umanistica. Questo comporta che la storia economica sia considerata e definita da Carlo Cipolla, storico: "una disciplina tra due culture: umanistiche e scienze sociali".
Rapporto tra economia e altre sfere
Il fatto che la disciplina sia tra due mondi comporta che chi indaga il passato con gli attrezzi di economia si sforzi sempre di ricordare che l’economia non è una cosa ben definita, non ha un confine, è sempre stata influenzata dalla sfera culturale, religiosa, basti pensare al protestantesimo dove secondo Weber l’etica protestante ha influenzato il mondo trascinandoci verso un sistema capitalistico - diceva che c’era un nesso tra la salvezza dell’anima e lo spirito imprenditoriale, la logica del profitto.
David Landes afferma che una delle ragioni per comprendere come mai alcune aree europee (zona mediterranea) vi sia stato l’avvento dell’industrializzazione è da ricondurre alla religione: ad esempio nel settore agricolo la produzione di vino, legata ed accettata dalla Chiesa cattolica. La produzione che non esiste ad esempio nella cultura musulmana dove gli alcolici sono banditi.
Obiettivi della storia economica
L’obiettivo della storia economica è rendere evidente ed individuare gli aspetti della complessità. L’economia di suo, tende a semplificare usando modelli matematici. Esempio del mercato: domanda=offerta, questa è una estrema semplificazione perché non prende in considerazione diversi fattori.
Secondo Cipolla — l’economia studia il presente per prevedere il futuro, per predire il futuro gli economisti devono costruire dei modelli matematici per cui bisogna decisamente limitare le variabili. La storia ha come obiettivo invece comprendere il passato per poter comprendere anche il presente. Per fare questo mestiere, ossia considerare il presente ed il passato, la storia deve comprendere moltissime variabili. Questo secondo Cipolla distingue l’economia dalla storia economica.
Perché l'economia ha bisogno della storia economica
"Why Economics needs economic history" Kevin O’Rourke
L’interesse principale che ha sempre mosso la disciplina, è la domanda: perché alcune nazioni sono ricche e altre povere (affermazione di Landes), o perché alcune persone sono così ricche e altre persone così povere. Quindi l’argomento principale è la disuguaglianza nella distribuzione delle ricchezze. Quindi qui è fondamentale il ruolo dello Stato per l’andamento dell’economia, soprattutto adesso che l’economia è molto più complessa.
Variabili dell'andamento economico
L’andamento dell’economia dipende da 4 variabili:
- Istituzioni: Se parliamo di istituzioni facciamo riferimento sicuramente alla politica economia in cui lo Stato ha un ruolo importante (per esempio molti storici hanno detto che l’industrializzazione è avvenuta in Inghilterra perché lo Stato v’era la Common law che facilitava le decisioni da un punto di vista giuridico – oltre a facilitare la nascita di nuove industrie).
- Risorse: Dentro nel contenitore economia dobbiamo mettere delle cose che possano essere utilizzate per mangiare, produrre cose - che chiamiamo risorse, non solo come materie prime ma anche prodotti. In un’economia molto semplice abbiamo: la terra, acqua (risorse idriche), frutti della terra…
- Popolazione (variabile demografica): Il problema grosso è che ci deve essere un rapporto adeguato tra risorse e produzione. Che cosa può cambiare nel rapporto risorse e popolazione (se il marchese non dà nulla ai contadini loro non avranno risorse e moriranno, il marchese interviene nel rapporto popolazione e risorse) – in aiuto dei più deboli possono intervenire anche le leggi – che cambiano appunto il rapporto.
- Tecnologia: (può cambiare il rapporto che si instaura tra popolazione e risorse) Consente di conseguenza l’aumento di produttività, ad esempio: a parità di terra il fertilizzante (tecnologia) mi consente di avere un aumento di produttività.
Introduzione alla disciplina
Che cosa studiare della storia è influenzato dal presente; la storia stessa è influenzata dagli autori dell’epoca. Negli ultimi 5-10 anni le scienze economiche si occupano molto del problema della disuguaglianza, problemi ambientali, social responsability (prassi nuova), etica di impresa... Man mano che si sono accorti che le imprese non potevano lavorare soltanto allo scopo di profitto, ma devono rispettare l’ambiente, il contesto in cui lavorano – influenza del macroambiente. Quindi gli studiosi sono condizionati da tutto quello che li accade attorno.
In generale ogni opera di storia è caratterizzata dal tempo in cui è stata scritta:
- Individualità di ogni autore.
- Contesto.
- La cultura.
- Avvenimenti di quell'epoca.
Anche perché la scienza economica è una disciplina nuova. L’economia come scienza nacque con: Smith nella seconda metà del 700. Già nel 600 la storia si era data un metodo scientifico – critica delle fonti. La storia comincia ad occuparsi dell’economia quando quest’ultima è diventata economia moderna cioè caratterizzata dalla industrializzazione, fino a quel momento (fino alla fine del 800) la storia era di stampo politico: (studiava i re, regine, dinastie…).
Scuole storiche
Scuola storica tedesca (Schmoller, 1838-1917): metodo sistematico per costruire la storia sull’evoluzione dei fatti economici, piuttosto che sulle dinamiche di carattere politico, religioso o filosofico. La scuola di Annales – il suo fondatore è Braudel – hanno dominato la pubblicazione di lavori di storia fino al secondo dopoguerra. Principalmente hanno detto che l’economia non può considerarsi come: sfera a sé stante onnicomprensiva. L’economia nella storia è solo un aspetto della società - il livello della vita economica è solo più evidente delle altre sfere della vita.
Sfere nella storia
Se si guarda l’evoluzione della società vedo tre livelli:
- Sfera politica (livello più visibile, più alta).
- Sfera dell’economia che è evidente ma un po’ meno di quella della politica.
- Sfera della vita materiale (la vita quotidiana di tutti gli individui, le tradizioni).
Questi tre livelli si muovono con un ritmo diverso: la vita politica è quella che è più veloce a muoversi - questi mutamenti non necessariamente comportano delle modifiche anche ad altri livelli. Il livello economico è un 50%-50%, il livello che sta alla base invece è lentissimo a cambiare - ad esempio il concetto del bambino è cambiato dal 800 ad oggi – prima non esisteva della figura del bambino ma si parlava di un adulto informe. Braudel diceva che l’economia non era impermeabile dagli altri livelli, ma è anche condizionata dalla politica e dal livello della vita materiale (cultura, religioni, tradizioni) (gli economisti si dimenticano di questa evidenza).
Crisi della scuola di Annales
La scuola di Annales nel 1973 entra in crisi – è l’anno in cui il mondo occidentale vive una grande crisi dopo il miracolo economico – crisi monetaria. Nasce la corrente dell’istituzionalismo, (North-Thomas, The rise of western world, 1973) - una corrente storico-economica che arriva a sostenere che le istituzioni giocano un ruolo importante nell’economia. Studiavano addirittura il feudalesimo. Dicevano che nelle società dove era consentito l’uso comune dei terreni, lo sviluppo economico era più lento mentre dove i feudi erano più organizzati lo sviluppo era molto più veloce.
Econometria e storia economica
L’econometria: entra a far parte della scienza economica - anche la storia economica viene condizionata da questi studi e così nasce anche cliometria, il cui obiettivo è quello di applicare modelli matematici e guardare con un approccio quantitativo al passato. Il loro obiettivo è appunto testare i modelli – storia controfattuale - cioè guardano il passato per testare nel passato modelli differenti.
Oggetto di studio della storia economica
L’oggetto di studio della storia economica: si occupa del passato, del quale vuole sapere come produce e come si distribuisce la ricchezza nel passato, perché alcune nazioni sono ricche e altre povere, sui privati: perché un imprenditore ha il successo ed un altro no. Dal punto di vista macro/sociale il perché interessa soprattutto le grandi aree. In quali circostanze si produce la ricchezza e come, quanto, ma soprattutto come viene distribuita?
Secondo Allen proprio questo è l’oggetto della storia economica. La distribuzione della ricchezza non è solo un problema di equità, di etica, ma perché la distribuzione della ricchezza (non è solo un problema etico – esso condiziona infatti la produzione della ricchezza – il problema spesso è la domanda: bisogna mettere i soldi in tasca alle persone per farli spendere.
Finalità - frase di O’Rourke: ciò che distingue la storia economica dall’economia è che l’economia si occupa di costruire i modelli astratti e prevedere il futuro, mentre la storia economica è una disciplina empirica considerando il più alto numero di variabili. Posso riconoscere come alcuni eventi si ripetano, e se riesco a capirne il motivo forse riesco a capire cosa sta succedendo adesso e come affrontarlo.
Il metodo della storia economica
Le fonti (sono le fonti di informazione sono residui del passato). Le fonti si classificano in:
- Fonti scritte (ciò su cui si basa la storia economica).
- Fonti iconografiche (immagini, i video, i quadri, i grafici).
- Fonti orali (dalla metà del 900’ una corrente ha utilizzato in modo sistematico le fonti orali e lo avevano fatto in maniera sistematica con: il registratore, quindi si dà un assetto scientifico alla storia orale. È una cosa importante perché l’analfabetismo era molto diffuso - i gruppi sociali ai margini della società - senza questa fonte non si sarebbe potuto sapere nulla di loro. Fu nello studio delle comunità autoctone che si iniziò a studiare la storia orale. I primi gruppi di studio erano sulla resistenza (fasciste, naziste), poi si estende alla società, alla classe operaia – sui gruppi di resistenza che non potevano parlare.
Abbiamo due filoni di fonti scritte: quelle pubbliche e quelle private, poi tra fonti primarie (scritto da qualcuno che era sotto l’osservazione) e fonti secondarie (quelle scritte già da altri), una distinzione molto importante. Lo storico è colui che conduce la sua indagine grazie alle fonti.
Variabili fondamentali dell'indagine storica
Popolazione, risorse, tecnologia ed istituzioni sono le 4 variabili fondamentali dell’indagine. Il rapporto tra popolazione e risorse ha caratterizzato per secoli la storia dal momento che si cerca di comprendere ciò di cui necessitavano le diverse società - inseguimento faticano per procacciarsi le risorse elementari inseguendole.
Per molte migliaia di anni la popolazione doveva e poteva solo cogliere opportunità di raccogliere le risorse - sopravvivenza opportunistica, superato questo momento intervengono poi tecnologia ed istituzioni con la rivoluzione agraria del Neolitico. Il progresso tecnologico c’è stato anche prima, l’importanza della tecnologia arriva quando devo trovare il modo di aumentare la produzione delle risorse a parità di impiego. Ad esempio, in Mesopotamia con nuovi sistemi di irrigazione. L’irrigazione è quella che ha portato il successo: adesso c’è il deserto, a causa di questi sistemi si è portato appunto alla salinizzazione.
Periodo di studio: medioevo e preindustriale
Andremo a studiare sia il medioevo che il periodo preindustriale. Dal punto di vista storico andiamo a selezionare tutti gli aspetti industriali – (sistema di fabbrica – ultimi due secoli dalla rivoluzione industriale) dal punto di vista geografico selezioniamo il nostro Paese. Noi acquisiamo uno sguardo del mondo occidentale, quindi il nostro mondo, la nostra area geografica che però è condizionato dalle altre aree geografiche, soprattutto nel periodo di globalizzazione. Più andiamo indietro nel tempo più è faticoso e meno affidabile è la ricostruzione dello scenario. Noi abbiamo delle conoscenze alcune consolidate e altre che verranno ancora modificate.
Ogni periodo di transizione è molto lungo (ex: mesolitico – fase di transizione che hanno aggiunto col tempo) - infatti si scelgono le date ma le periodizzazioni sono di convenzione (ex: scoperta dell’America). In generale i movimenti storici sono molto lenti e non lineari. Noi usiamo le scansioni per individuare meglio i cambiamenti che ci sono stati.
Rivoluzione agraria del Neolitico
La rivoluzione agraria del neolitico: alcuni storici l’hanno definita come il più rivoluzionario avvenimento della storia dell’umanità — ovvero quando si passa dalla caccia alla coltura - cambia il rapporto tra l’uomo e l’ambiente. L’uomo inizia a capire come gestire l’ambiente circostante. Si inizia a coltivare i cereali semplici. Qualcuno si è accorto che anziché cacciare l’animale e bastava allevarlo – ciò avviene mediante innovazioni che incidono sul rapporto tra popolazione e risorse.
I primi posti in cui le collettività umane hanno iniziato ad essere sedentarie sono quelle che climaticamente sono più adatte – ad esempio dove c’era l’acqua ad esempio. Che cosa accade quando gli umani iniziano a coltivare — anziché la sopravvivenza opportunistica, le popolazioni diventano sedentarie. La sedentarietà è una caratteristica fondamentale per l’agricoltura – può esser vista come progresso ma ha anche degli aspetti negativi: scarsa igiene che comportava la diffusione delle malattie – incidendo negativamente.
Oscillazioni annuali— ci può essere l’anno in cui il raccolto va male. Prima c’era solo l’oscillazione quotidiana. L’oscillazione annuale porta ad un progresso ossia alla creazione delle scorte, è un modo per combattere l’oscillazione, e comporta al tempo stesso alla nascita delle istituzioni per regolamentare il tutto. All’interno di una comunità quando si riesce ad avere abbastanza cibo e la produttività aumenta vuol dire che alcune persone possono dedicarsi ad altro, quindi nasce anche la divisione del lavoro grazie alla forza lavoro che si rende disponibile.
Nasce così l’artigianato e quindi arriva lo stimolo per una nuova attività ossia il commercio (= lo scambio). La popolazione nonostante l’incremento del tasso di mortalità -dovuto agli assembramenti – continua ad aumentare ed espandersi. Le emigrazioni sono un fenomeno antichissimo – di tipo economico, la gente si è sempre spostata dove le condizioni erano migliori. Una popolazione in aumento si diffonde in molte zone della terra. Fin quando l’umanità o gran parte dell’umanità vive prevalentemente di agricoltura, l’oscillazione condiziona la vita. Le oscillazioni non vengono sconfitte del tutto nel tempo, ad esempio noi del mondo occidentale non abbiamo mai avuto il problema di carestia (oggi), ma le zone dell’altro mondo...
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