LA DIAGNOSI PSICOANALITICA- NANCY MC WILLIAMS
Diagnosi ? Insulti? Etichette?
Quadri generali di differenze individuali, informazioni e indicazioni utili
processo diagnostico→vantaggi e svantaggi collaterali
DSM e IDC → diagnosi descrittiva
diagnosi categoriale; ha un effetto sociale, si riflette in forme di estraneamento, forme di disconoscimento
delle responsabilità (forme alienate e distaccate e raccontate in “medichese”)
diagnosi→categoria→distanza/disconoscimento responsivo = disturbi da imporre agli altri.
Una diagnosi basata solo sul manifesto è inutile e pericolosa
necessario differenziare i sintomi momentanei dai sintomi strutturali di personalità.
Accurate valutazioni diagnostiche evita inutili e dannosi anni di terapia.
Empatia; sentire con il paziente , non è compassione.
Borderline; manipolazione, minaccia suicidio da depressione da abbandono, per il desiderio che qualcuno
si preoccupi , chiede aiuto e poi lo respinge in tutti i modi , non è il contenuto che interessa loro, ma il
contesto.
Ipomaniacale; si allontana da relazioni non appena stimolata la dipendenza ( un’altra dipendenza sarebbe
un disastro)
autostima; diniego del bisogno di ricevere attenzioni dagli altri
Controdipendenti; umiliati dal sentimento di dipendenza e di importanza dell’altro
Transfert; rassicurazione da identificazione con la figura parentale, ma ne teme il giudizio
è la possibilità di comprendere da parte del terapeuta , cosa proietta il soggetto nelle relazioni
Terapeuti che rischiano il burnout; sbarazzarsi del cliente borderline
Diagnosi; la ragione deve prevalere per poter eliminare i rischi.
Attingere a + fonti psicoanalitiche liberamente
Pulsioni, Freud, modello biologico sui processi istintuali, dalla sensibilità materna proviene il principio di
piacere e il principio di realtà, il fallimento è determinato dagli eccessi ; troppa gratificazione o eccessiva
e brusca frustrazione, occorre equilibrio tra indulgenza e inibizione.
Personalità depressiva (orale), 1 anno e mezzo, troppo gratificato o troppo trascurato
personalità ossessiva (anale), 1-3 anni, conquista autonomia impedita o pretesa precocemente
personalità isterica (fallica), 3-6 anni, rifiuto o sovrastimolazione seduttiva
W.Reich; analisi del carattere (fissazione istintuale), dalla teoria pulsionale alla diagnosi di personalità.
Erikson; stadi psicosessuali, totale dipendenza, fiducia di base (orale), acquisizione autonomia, vergogna-
dubbio (anale), senso autoefficacia (Edipo) iniziativa-colpa
M.Mahler; fasi e sottofasi processo di separazione-individuazione (dai 3 anni), relazioni oggettuali e
fissazioni, fase inconsapevolezza e relazionalità simbiotica(2 anni), poi differenziazione, sperimentazione,
riavvicinamento, in direzione costanza dell’oggetto
M.Klein, da posizione schizoparanoide a posizione depressiva (dalla fusionale alla separazione)
P.Fonagy, modello sviluppo relativo e adeguato senso di sé in relazione alla capacità di mentalizzare le
motivazioni altrui
Freud 1922 , modello strutturale, dai contenuti ai processi. Es preverbale ; desideri, fantasie,
gratificazione immediata, da cui deriveranno pensieri/azioni/emozioni. Pensiero processo primitivo =
modalità cognitiva primitiva. Es come Amigdala =funzionamento emotivo di base
Io, sviluppo life-long = adeguamento principio di realtà, interfaccia mondo int e mondo est, corrisponde
processo pensiero secondario (modello cognitivo logico-sequenziale), come mediatore .
Processi consci sè-Io , processi inconsci( difensivi: rimozione, spostamento…)
Io come cortecce prefrontali (centro controllo)
Io osservante e Io esperienziale; scissione terapeutica dell’Io
Forza dell’Io= capacità di riconoscere la realtà senza ricorrere al diniego
difese arcaiche; evitamento , distorsione
difese + mature ; capacità di adattamento (uso e varietà a seconda del caso, se sempre la stessa stabile
difesa =rigidità =patologia)
Super-Io; sovraintende, coscienza morale
Fairbairn; no soddisfazione impulsi, ma ricerca di relazione(attaccamento, senso calore, far parte
dell’esperienza)
Ferenczi; esperienze primarie di amore, solitudine, creatività e integrità del sé
oggetti d’amore ; loro immagine e rappresentazioni interne
Freud; istinti; direzionati→fonte/meta/oggetto
il paziente ha bisogno di una esperienza e NON di una spiegazione (From-Reichmann 1950)
-prima infanzia, esperienza simbiotica
2 anni, conflittualità io – altro
- 3 anni in poi, identificazioni complesse
- fase edipica, sviluppo cognitivo, esistenza a prescindere da sé
Patologie gravi; invece che Io integrato con funzioni di auto-osservazione, ci sono diversi stati dell’Io,
incapacità di pensare oggettivamente (no sé coeso, no difese mature)
Relazioni oggettuali, punto di vista, ampliare scopi e portata del trattamento, acoltare gli atteggiamenti
degli introietti dai quali il soggetto non ha operato la differenziazione
Kernberg; “stabile instabilità” del borderline, mancanza io osservante, lavorabilità su oggetti e immagini
interne. Winnicott “l’odio nel controtransfert”. Racker 1968; categorie di controtransfert concordanti e
complementari 1) percezione empatica ; cosa ha sentito il bimbo in relazione all’oggetto 2) percezione
non empatica; cosa ha sentito l’oggetto verso il bimbo. Processo di induzione inconscia di atteggiamenti
paragonabili, processo parallelo; stesse fonti emotive e preverbali= comprensione.
Relazioni oggettuali; la trasformazione del controtransfert in strumento di contributo significativo.
Le comunicazioni viaggiano da cervello destro a cervello destro, durante la comunicazione intima si
modificano le reti neurali.
Kohut; sé e temi del suo sviluppo, possibili distorsioni, un infanzia senza oggetti da idealizzare per poi
gradualmente deidealizzarli= narcisisticamente danneggiati (senso di vuoto, ricerca di rassicurazione).
Melancolia; depressione introiettiva, senso di colpa, troppo pieno di altri da interiorizzare.
Vuoto narcisistico; diffuso senso di vergogna, difettoso, brutto, privo di interiorizzazioni positive.
Psicoanalisi relazionale; processo co-costruzione→enactment (attualizzazione)
Principio di Heisenberg; l’osservatore influenza l’osservato (valore alla personalità del terapeuta)
Teorie di riferimento:
teoria pulsionale
psicologia dell’io
teoria delle relazioni oggettuali
psicologia del sé
orientamenti relazionali
personologia
psicoanalisi moderna
teoria del copione
teoria controllo-padroneggiamento
modelli biologico-evolutivi
teorie di genere contemporanee
Lacan
teoria del caos (sistemi generali non lineari)
LIVELLI EVOLUTIVI DI ORGANIZZAZIONE DI PERSONALITA’
maturazione, carattere, incompleti o irrisolti = fissazione, arresto evolutivo
maggiore è la precocità, maggiore sarà il grado di patologia (compromissione)
stile difensivo in relazione al livello evolutivo raggiunto
Grado di individuazione ; psicotico, borderline, nevrotico, normotipico
Tipo di carattere; paranoide, depressivo, schizoide…… (e poi; si o no ?quanto? In che modo? Quali sfide
evolutive non sono state superate?) fasi organizzative psicologiche infantili (stadi) -fasi: accento su
pulsioni, difese, sviluppo dell’io, immagine sé-altri, problemi comportamentali, cognitivi, affettivi.
Relazioni di attaccamento , prescrizioni culturali; sviluppo normativo (positivo), svil.atipico (negativo).
(I depressi manifestano tratti di oralità, i compulsivi, di analità). Correlazioni; sviluppo egoico e
differenziazione sè-altro, salute e patologia; organizzazione di personalità. “sana”= più o meno d’accordo
con ciò che costituisce la realtà, alterata= distacco dal consenso.
Condizioni isteriche; fobie, ossessioni, compulsioni, stati maniacali, stati depressivi – non psicotici
psicotici: allucinazioni, deliri, disturbi del pensiero
“follia morale”; antisociali
Kraepelin 1856-1926, 2 macrocategorie; origini endogene (incurabili), origini esogene (curabili)
orientamento analitico freudiano; nevrotico (difese dell’Io inflessibili), psicotico (difese dell’Io deboli che
non originano dall’Es).
Nevrosi; su livello di disadattamento, nevrosi sintomatica (specifica), nevrosi del carattere (disturbo di
personalità. (fattori precipitanti, incremento angoscia, egosintonico o egodistonico, io osservante presente
o no). Ruolo educativo dell’analista; centrale, rendere egodistonico quello che prima era egosintonico.
Disturbi di personalità, reazioni nevrotiche da schemi di identificazione di apprendimento e rinforzo
(traumi ripetuti). Borderline; confine tra nevrosi e psicosi, territorio mentale fluttuante tra sanità e follia,
mancanza sintonizzazione genitoriale, truma relazionale precoce di attaccamento.
Erikson; rielaborazione compiti interpersonali, distinguere tra fissazione e problemi di primaria
dipendenza (fiducia-sfiducia).
DIMENSIONI SPECIFICHE DELLO SPETTRO NEVROTICO/ BORDERLINE/ PSICOTICO
soggetti più sani; la rimozione è la difesa della norma
meccanismi più arcaici , diniego, scissione, identificazione proiettiva
Cure genitoriali empatiche; rimozione, mettere da parte gli stati mentali dolorosi, sennò vissuti
ripetutamente e quindi rinnegati, scissi, proiettati.
Struttura carattere sano; senso integrato ella propria identità, coerenza, senso temporale di continuità
Livello nevrotico; solido contatto con la realtà, non c’è il bisogno della distorsione.
Struttura di personalità di livello nevrotico; preferenza , rimozione, (cure genitoriali empatiche, il bimbo
può provare gli stati affettivi intensi senza doversi aggrappare a modalità + infantili ingestibili, da adulto
li metterà da parte e non avrà bisogno di ripetere il vissuto e quindi rinnegarli, scinderli o proiettarli.( in
condizioni di sicurezza, si analizzano in nevrosi da transfert, senso di sé integrato nella propria identità,
coerenza esperienza di sé, del tempo, e continuità biografica)
Scissione terapeutica; sé osservante in alleanza terapeutica, portare una sensazione di successo in tal
senso comporta fiducia e + autonomia di base che corrobora il percorso verso l’integrità, una identità
definita vivificata dal senso di iniziativa.
Struttura di personalità a livello psicotico: disperate e disorganizzate, allucinazioni, deliri, idee di
riferimento, pensiero illogico, alcuni soggetti mostrano i sintomi solo se sotto forte pressione che ha
effetto disorganizzante (posizione schizoparanoide , mondo interno simbiotico-psicotico)
Lo psicotico usa: chiusura, diniego, controllo onnipotente, idealizzazione e svalutazione primitiva, forme
primitive di proiezione e introiezione, scissione, dissociazione estrema, acting out, somatizzazione ( da
preverbale e prerazionale), “terrore senza nome”, difesa = distorsione= male minore.
Gravissime difficoltà identitarie; non sono sicuri di esistere, soprattutto in situazione soddisfacente, non
riescono a riconoscere la continuità del sé negli altri (che possono cambiare repentinamente da persona
fidata a persecutore sadico)La descrizione di sé è vaga, evasiva, letterale o sensibilmente distorta, presenti
residui di credenze magiche, le interpretazioni delle altrui affettività sono sempre in termini
autoreferenziali. Manca la “funzione riflessiva”, che è necessaria per lo sviluppo cognitivo e per la
funzione di astrazione, grave incertezza sui confini interni-esterni, la mancanza dei confini è la mancanza
della fiducia di base (paura mortale), =troppo pericoloso entrare nello stesso mondo con gli altri. Manca
l’Io osservante, da conflitto primario essenziale (vita-morte, esistenza-annullamento, sicurezza-terrore).
La comunicazione col bambino è fatta di messaggi sottili di un essere che è una estensione e non un
individuo separato, manca la profonda convinzione del proprio diritto a una esistenza separata ( o
sentimento di esistenza).la relazione , così come la relazione terapeutica è una relazione di fusione
primitiva e idealizzazione, di meraviglioso attaccamento e terrificante nei bisogni =il peso imposto dalla
responsabilità è enorme ( è un elemento divorante sia per il terapeuta che per i familiari).
Struttura di personalità borderline: difese primitive e meccanismi arcaici globali (diniego, identificazione
proiettiva, scissione). L’esperienza di sé è intrisa di incoerenza e discontinuità dall’attaccamento insicuro
e privi di funzione riflessiva (Fonagy), non sono in grado di dare significato ai propri e ai comportamenti
altrui, manca la teoria della mente e sono ostili quando si fanno notare loro i limiti dell’integrazione
identitaria. Enormi problemi nella tolleranza e nella regolazione degli affetti , si arrabbiano anziché
provare vergogna, invidia anziché tristezza o altro di + moderato e adeguato.
Ricorrono massicciamente a difese primarie, il difetto del senso di sé non permette altro.
Kernberg 11975; “adeguatezza dell’esame di realtà” è la simulazione, il borderline simula adeguatezza in
termini di conformità come strategia di adattamento al mondo reale, poi lo nega con il suo modus
operandi e l’incoerenza, problematicità dal processo di separazione-individuazione, non hanno il concetto
emotivo del significato di identità integrata, non tollerano l’ambivalenza, non hanno difese mature, sono
pedissequi al protocollo altrimenti sono persi.
Dilemma centrale; vicini agli altri sono nel panico per l’eccessivo coinvolgimento ( no
confini=fusione=terrore ), se separati dagli altri sono vittime di abbandono traumatico, l’esperienza
emotiva è un continuo entrare e uscire dalle relazioni e parlano di suicidio come richiesta di aiuto-rifiuto
(ricatto-minaccia-punizione sottrattiva). Fissazione alla sottofase di riavvicinamento della separazione-
individuazione (Mahler), 2 anni, bambini che oscillano tra rifiuto dell’aiuto materno e l’aggrappamento
disperato, continuamente scoraggiati nei tentativi di separazione e rifiuto di disponibilità nella richiesta di
aiuto e riavvicinamento regressivo = intrappolati, da cui scissione: totalmente buono o totalmente cattivo
(da poteri- virtù a debole-spregevole da un istante all’altro).
MOELLI DI ATTACCAMENTO E INFLUENZE TRAUMATICHE
- preoccupazioni centrali: sicurezza, autonomia, identità
- esperienza caratteristica dell’ansia: angoscia di annichilimento, ansia da separazione, ansie specifiche
(punizione, danno, perdita di controllo)
- conflitto evolutivo primario: simbiotico, separazione/individuazione o edipico
- capacità di relazione oggettuale: monadica, diadica o triadica
- senso di sé : sopraffatto, tormentato o affidabile
Erikson→ il paziente sano nel trattamento :
presenza; fiducia di base, alto grado di autonimia, senso identitario soddisfacente
scopi; rimozioni ostacoli inconsci, gratificazione ogni area di vita
cura=verità=libertà
presenza di autostima sufficientemente elastica da sopportare qualche sgradevole scoperta ( il necessario
“coraggio morale” T.Reik).
Terapie; psicoanalitica a orientamento psicodinamico generale/ esplorative/ di svelamento espressive
orientate all’insight
scopi; ridurre i conflitti , integrazione = + crescita
terapie analitiche a breve termine; stimolante per il nevrotico (cognitivo-comportmamentale),
dannosa per psicosi o borderline
Psicotico; psicoterapie di sostegno, + supporto attivo, bisogno di dignità, autostima, forza dell’Io, bisogno
di guida, ricordando che affidabilità non è compiacenza, deve confermare ed essere un oggetto sicuro,
depotenziare la preoccupazione e poi esplorare le percezioni, ricordando l’egosintonicità della
convinzione. La relazione deve essere un correttivo all’immagine fusionale della relazione che hanno
avuto i soggetti disturbati. “Terrore di un altro” potente, distante, persecutorio; occorre autorevolezza
( confini) ma non autoritarietà, in tono non umiliante.
Ruolo educativo-correttivo; che deve funzionare dove è stato usato un linguaggio emotivo paraliazzante
e sconcertante (dove si parlava di amore ma ci si comportava da odio), pensieri non inconsci e non
formulati (Stern1997). La normalizzazione fa parte del processo educativo, una ricostruzione verso l’alto,
il contrario dell’operazione che si attua col nevrotico “dalla superficie alla profondità”.
Invettive paranoidee; assalto dei sentimenti di odio e paura,, ma anche le costruzioni + paranoidee
contengono sempre elementi di verità.
Psicoanalisi moderna (Spotnitz 1985)→accettare apparentemente le distorsioni per comprendere lo
schema di riferimento, non si espreime accordo, ma non si rifiuta per non ferire l’orgoglio.
Atteggiamenti controfobici e un senso di potere di influenzamento (la personalità del terapeuta) facilitano
questo lavoro.
Borderline; ampia gamma di livelli di gravità da confine nevrosi a confine psicosi , lo scopo sarebbe di
sviluppare un senso di sé +integrato, complesso , affidabile, coerente e positivamente valutato, poter
tollerare e regolare un’ampia gamma di emozioni.
Terapie di elezione ; dialettico-comportamentale (Linehan 1993)
terapia basata sulla mentalizzazione (Fonagy 2004)
psicoterapia focalizzata sul transfert (Kernberg 2006)
terapia basata sullo schema (Young 2008)
Salvaguardare i confini e tollerare l’intensità emotiva; non ha un io osservante , oscilla tra diversi stati
dell’Io caoticamente, non è in grado di integrare questi aspetti differenti di sé.
Sé – altri / altri – sé / inglobamento – abbandono.
Per cui è essenziale mantenere saldi i confini e il setting deve essere costante.
Sono stati esposti a messaggi contraddittori; conferme nella regre
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