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L'affermazione della Chiesa della Controriforma

Il primo trentennio del XVI secolo fu contraddistinto per gli stati italiani da continue guerre, sia a carattere internazionale tra Francia e Spagna, sia a livello locale. Ciò che emerse chiaramente fu il ruolo sempre più pragmatico dei pontefici, i quali si comportarono molto più da uomini di stato piuttosto che da pastori di anime.

Il ruolo di Giulio II

La figura di Giulio II è quella che forse meglio rappresenta questo nuovo ruolo intrapreso dai papi, con il suo modello di governo basato molto di più sulle armi e sugli intrighi politici. Erasmo da Rotterdam ebbe molto da criticare il suo comportamento, e anche il Concilio Lateranense del 1512 portò ad una richiesta di ripensare al comportamento della Chiesa. L’esperienza di Savonarola a Firenze va letta in quest’ottica di richiesta di cambiamento da parte, soprattutto, del clero regolare.

Il brevissimo pontificato di Adriano VI, incuneato tra quello di Leone X e Clemente VII, non fu lungo abbastanza per offrire alla Chiesa romana quel livello di cambiamento richiesto da più parti. I due papi puntarono, difatti, a rafforzare la posizione internazionale della propria famiglia e delle casate a loro fedeli attraverso la Lega di Cognac e gli accordi per Firenze dopo il Sacco di Roma.

La reazione al Sacco di Roma

Il Sacco della città fu un’onta difficile da cancellare per il papato e aprì gli occhi sulla necessità di una definizione nuova del modello di Chiesa cristiana. L’ascesa di Paolo III nel 1534 e le nomine vescovili di Pole, Carafa, Contarini e Bembo furono un segnale della volontà di riforma che il papa Fanese, frutto del pontificato di Alessandro VI, voleva operare. Il fronte riformistico di questi cardinali si ruppe fin da subito, con la rivalità nient’affatto sopita tra la visione di Pole e Contarini e quella di Carafa.

Il pontificato di Paolo III (1534-1549)

L’ingresso delle teorie luterane in Italia si deve al clima crescente di insoddisfazione verso il papato e verso la sua ingerenza sulle questioni di vita interna ai singoli stati. Repubbliche come Venezia e Lucca, gelose della propria autonomia e votate al commercio, furono centri di diffusione delle dottrine riformiste tra gli anni '30 e '50 del XVI secolo. In generale, in Italia si diffuse un movimento diversificato ma onnipresente, rivolto verso le classi inferiori della società, partendo però dai circoli umanisti delle corti rinascimentali.

Dopo il fallimento dei colloqui di religione del 1541, venne creato da Paolo III il tribunale del Sant’Uffizio, ispirato chiaramente all’Inquisizione spagnola, al fine di perseguitare penalmente ogni atto di riformismo ai danni della Chiesa di Roma. Il cardinal Carafa, futuro Paolo IV, ne prese le redini e si mosse verso la persecuzione di tutti quei principi, ecclesiastici e semplici cittadini in odore di eresia.

Le tensioni interne

Il cardinal Pole era vicino alle idee spiritualiste valdesi, le quali cercavano di trovare un’intesa con i protestanti. Il suo ruolo in seno alle prime riunioni del Concilio lo fecero ritenere come colui che avrebbe trovato la pace nella Chiesa Cristiana. La vittoria in sede conciliare della parte più oltranzista, che alla chiusura di un possibile accordo, gli fecero perdere anche il soglio pontificio alla morte di Paolo III. Carafa fu colui che, in qualità di membro del Sant’Uffizio, fece tutto ciò che era in suo potere per ostacolare il cardinale inglese.

Dal conflitto ai vertici della Chiesa alla guerra spirituale del cardinal Carafa

Il pontificato di Giulio III (1500-1555) aprì ad una fase di inasprimento delle ritorsioni e della chiusura della Chiesa romana contro ogni forma di eresia. Carafa assunse in questi anni poteri impensati tra le sue mani, anche grazie alla proclamazione in tempi non sospetti (1532) di una guerra spirituale contro i riformisti, ribadendo l’assoluta autorità papale e la fedeltà alla sua volontà da parte del popolo cristiano. Solo l’autorità di papa Giulio III riuscì, nel 1553, a far desistere le indagini contro i cardinali Pole e Contarini. L’inquisizione si mosse contro tutti e contro tutte quelle deviazioni rispetto all’ortodossia decisa da Roma sia interne che esterne al mondo ecclesiastico.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

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