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Rebecca Rabozzi: appunti sintetici da "La comunicazione audiovisiva" di Bettetini

Capitolo 4: La conversazione testuale

"Conversazione" audiovisiva

L’esercizio concreto di ogni linguaggio si manifesta come rapporto tra due o più soggetti interlocutori, che possono inserirsi in uno schema gerarchico di ruoli (ognuno dei quali implica uno diverso ‘potere’ nella comunicazione) oppure avere lo stesso ‘potere’ (situazione di pariteticità nell’interscambio).

Il potere può ridursi sensibilmente in situazioni in cui sembra concentrarsi sulla ‘competence’ (espressiva e politica) di un solo attore dello scambio, il quale parla senza alcuna interferenza dialogica. È questo il caso delle comunicazioni di massa, definite come tali proprio in mancanza di un feedback contemporaneo all’enunciazione.

Le comunicazioni di massa, secondo il modello tradizionale, non consentono un dialogo: i linguaggi dei media agiscono in senso monodirezionale verso la massa, che svolge un ruolo di utenza (senza mai diventare un interlocutore).

Tutte le innovazioni nella programmazione (testi e programmi prodotti) fingono di avvicinarsi al pubblico, cercando un dialogo: in realtà rafforzano soltanto il meccanismo gerarchico. L’utenza non risponde immediatamente e non intreccia la sua azione in sincronia con la produzione/diffusione del discorso di massa, però questa reazione è una risposta effettiva che colloca il pubblico in un ruolo di ‘partner attivo’ rispetto all’emittente.

Programmi e soprattutto film contengono, oltre che a testi chiusi (definiti nella loro strutturazione semiotica), anche un progetto di rapporto comunicativo, di interazione con il pubblico. Ogni testo audiovisivo prevede un approccio alle sue forme significanti da parte dello spettatore (lo spettatore ‘con-versa’ con il testo, non con l’emittente).

"Conversazione" testuale

Ogni testo costruisce due simulacri (istanze simboliche) al proprio interno: quello del soggetto enunciatore, che mira all’organizzazione della produzione di senso del testo e alla direzione del relativo rapporto di ricezione, e quello del soggetto enunciatario, che mira alle modalità della stessa ricezione e alla definizione dei relativi percorsi di senso.

Il testo mette in scena anche una conversazione (interscambio comunicativo) simbolica. Un testo comporta anche la rappresentazione delle sue norme d’uso, delle modalità di accesso al suo senso attraverso la sua articolazione semiotica. Le istanze pragmatiche di un testo si concentrano nella messa in scena di un ‘dialogo’ tra simulacri interagenti.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/11 Letteratura italiana contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teorie e Tecniche della Comunicazione di Massa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Deriu Marco.
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