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Cinema e comunicazione audiovisiva 2015/2016

Lezione 1

Che cos'è il cinema?

Forma di illusione che esige una mediazione tecnologica molto forte. Si parla di ri-locazione del cinema. Esistono vari ambiti fruitivi di esperienza e di visione. Il cinema oggi è un fenomeno capace di agire nell'immaginario collettivo pur essendo un fenomeno minoritario nel paesaggio dei mass media. È stato un fenomeno egemone fino agli anni '50, fino a quando entra in scena la televisione (anche se ovviamente non fa sparire il cinema). Il cinema ha una vitalità intrinseca, le immagini visive ci saranno sempre. In riferimento alla domanda che ci siamo posti possiamo dire che non esiste una risposta univoca. Godard negli anni '60 reinventa il linguaggio cinematografico scrivendo “Il cinema è il cinema”. Il significato del cinema possiamo trovarlo nei film stessi.

Cinema come funzione sociale, esperienza spettacolare di piacere, rigenerazione, sfruttamento positivo del tempo libero, esperienza di evasione, conoscenza di punti di vista diversi del mondo... Il cinema crea un'esperienza che ci coinvolge, ha un potere immersivo e identificativo. I film possono essere visti come riflessioni sul cinema stesso.

Che cosa ci dice sul cinema questa sequenza?

Blow Out di B. De Palma, 1981 → John Travolta e Nancy Allen. I fonici si occupano di registrare i suoni e dopo di mixarli con le immagini. Travolta assiste ad un incidente: macchina che cade in un fiume e Travolta stesso si tuffa salvando la ragazza, il conducente (si scopre che era un candidato alla presidenza degli Stati Uniti) muore. Travolta si insospettisce pensando ad un omicidio e non ad un semplice incidente. Inizia a sentire i rumori che aveva registrato ricorrendo anche alle immagini in quanto quella notte era presente anche un cinematografo in quel posto. Travolta compra la rivista dove c'erano i fotogrammi e si mette a fare cinema per capire cosa era successo veramente. Porta il negativo della pellicola per ottenerne il positivo: ricostruisce la continuità dinamica dell'incidente associando il suono alle immagini. Scopre che c'è un puntino luminoso (fiammata del fucile) che coincide con uno sparo. Si deduce che si è trattato di un omicidio politico.

  • Si basa sull'illusione cinetica: il movimento animato deriva dal movimento della pellicola, del flusso digitale. Successione di istanti immobili (paradosso del movimento apparente e reale → tema di cui si sono interessati i semiotici francesi negli anni '60;
  • Esige una forte mediazione tecnologica: mediazione superiore alla comunicazione orale e scritta. Questo è stato anche un limite perché non tutti potevano accedere a tali tecnologie;
  • Prevede la possibilità di manipolare la realtà: il cinema può manipolare il tempo nascondendo la manipolazione stessa;
  • È un'esperienza audio + visiva (senza l'aiuto dei rumori Travolta non avrebbe capito il significato del puntino luminoso): tutti i film muti erano commentati da musiche che li commentavano;
  • Può essere un'esperienza di conoscenza e di rivelazione della realtà: Travolta capisce la verità di quella sera attraverso il cinema stesso;

Film realizzato in Francia negli anni '70. F. Truffaut, Effetto Notte (La nuit americaine). Il regista del film sta dentro il film stesso per far vedere il suo lavoro. Truffaut dirige una sequenza in una piazza. Le immagini non sono tutte uguali e per raccontarci qualcosa devono essere messe in relazione tra di loro. Il cinema è l'operazione di messa in successione delle immagini.

Effetto notte durante il giorno → illusione del cinema.

  • Come si costruiscono le immagini di un film?
  • Come si mettono in relazione le immagini di un film?

Es: film Psycho sequenza della doccia (Hitchcock). Le immagini per cosa differiscono?

  • Distanze
  • Dentro/fuori (ogni messa in quadro è sempre una operazione di selezione. Da considerare anche ciò che viene escluso: porzioni di spazio fuori campo)
  • Luci (il cinema ha bisogno di luce anche durante il giorno)
  • Movimenti (immagini in movimento per il movimento interno al quadro ma in molti casi si muove anche la macchina da presa → movimento di macchina)
  • Punti di vista (il posizionamento della macchina dipende dal punto di vista ottico. Ci sono anche altri tipi di punti di vista come quello ideologico e quello narrativo)
  • Racconti (esistono diversi livelli di interpretazione, tutti legittimi)
  • Sguardi (i film sono delle tramature e tessiture di sguardi. Gli sguardi talvolta sono più importanti delle battute di dialogo stesse).

La prospettiva storica: conoscere il passato per capire il linguaggio della contemporaneità

Il cinema (nato nel 1895) è un fenomeno che riesce nel corso del '900 a diventare “l'occhio del '900” costruendo un immaginario collettivo.

Alice nel Paese delle Meraviglie di Tim Burton, 2010 → moltiplicazione dei punti di vista, montaggio intensivo, effetti speciali... Il cinema racconta spesso le stesse storie. La prima versione di “Alice nel Paese delle Meraviglie” è del 1903. Impatto traumatico, seducente delle immagini in movimento sullo schermo; reazione di paura e stupore nel vedere per la prima volta qualcosa che non è lì fisicamente, ma solo sullo schermo.

Il cinema, il passato, i fantasmi

Che cosa ci dice del cinema questa sequenza? Al cinema non esiste la diretta come in TV in quanto vediamo immagini confezionate in precedenza. Il cinema ha a che fare con ciò che è accaduto.

Incubi notturni, 1945, Autori vari. Siamo in Inghilterra: guerra appena finita/serie di episodi/gruppo di persone che si raccontano delle storie alcune terrificanti altre semplicemente strane. Episodio: coppia che si sta per sposare, lei dona al futuro marito uno specchio del '800 che non era mai stato scoperto fino al momento dell'acquisto (specchi, finestre, macchine foto, dispositivi di visione: riflessione e metafora del cinema stesso). L'uomo vede l'omicidio (proprietario dello specchio che aveva strangolato la moglie). Storia d'amore: uomo che ha paura di sposarsi, ansia, preoccupazione. È in gioco una componente meta-cinematografica, lo specchio viene paragonato alla pellicola cinematografica.

  • I film esistono solo perché vengono percepiti e pensati dallo spettatore;
  • Le immagini filmiche sono una traccia riflessa del passato;
  • Il cinema esercita un potere seduttivo sullo spettatore;
  • Il cinema è “phantasma” (sogno, visione): esperienza che ricorre per certi aspetti all'esperienza del sogno; al cinema infatti vediamo cose che sono accadute e che non esistono più. Noi vediamo per esempio un film di Totò come se lui fosse con noi, ridiamo, partecipiamo, interpretiamo, pensiamo etc... “Il cinema è la morte al lavoro”. Il cinema è dunque anche una vittoria contro la morte;
  • “Il cinema è la prova che l'avvenire appartiene ai fantasmi” (J. Derrida); il cinema dunque proietta nel nostro presente ciò che è stato rendendolo attuale.

Così lontano, così vicino...

Permanenza e rimediazioni delle storie del cinema: il cinema muto, un passato vivo. Sequenze girate a Torino negli anni '10. 1913 luogo: fine corso San Maurizio (Murazzi)

  • Ricordo dei luoghi che ci riporta all'attualità;
  • Coscienza che le immagini si riferiscono ad una realtà perduta

1913: Luna Park Carnevale luogo Piazza Vittorio (didascalia in Olandese). Fantasmi proiettati verso il presente. Non c'è niente che va perduto nella storia del cinema.

Georges Melies (1861-1938) → uomo di teatro (trucchi, magie, giochi di prestigio). Nei suoi film i trucchi sono una componente assolutamente essenziale. Melies era un illusionista, che riversò nel nuovo strumento, inventato dai fratelli Lumiere, il suo bagaglio di trucchi teatrali, e ne inventò di nuovi, squisitamente cinematografici. I trucchi nel cinema di Melies si esibiscono apertamente come tali, perché egli vuole stupire il pubblico con una “magia”. Un effetto speciale invece è un trucco che cerca di non passare come tale, che fa di tutto per non essere notato, altrimenti si mette in crisi la credibilità del film. Un trucco che lui usa spesso è quello di arrestare la cinepresa, rimuovere l'oggetto ripreso e ricominciare a girare, generando l'impressione di una inspiegabile sparizione, e se al posto dell'oggetto rimosso ne metto un altro, darò vita a una trasformazione.

Es: Viaggio attraverso l'impossibile, 1904

Smashing Pumpkins, Tonight Tonight → videoclip di Faris e Dayton → forti influenze di Melies, fanno un passo indietro anziché in avanti (il nome della nave si chiama proprio Melies). L'immagine digitale implica la possibilità di rielaborare l'immagine analogica; anche la grafica dei videogiochi cambia notevolmente col passare del tempo. L'immagine inizia ad avere un rapporto sempre più forte e stretto con la realtà. I film esistono perché sono i film stessi ad essere comunicati e quindi percepiti come tali.

Lezione 2

Importanza delle fonti per lo studio del pubblico

Anche il pubblico ha la sua storia, col passare del tempo cambia il modo di fruire. Le fonti per storia del pubblico sono il pubblico stesso. Fonti primarie: gli spettatori di quel tempo Fonti secondarie: racconti/resoconti/articoli sul pubblico.

Tre modelli storici di esperienza spettatoriale

(proliferarsi successivo di tre modelli principali di relazione tra pubblico e immagini)

1) Il modello “emersivo-aggressivo”

L'arrivo di un treno alla stazione → 60 secondi di Film (fratelli Lumiere). L'avvicinarsi sempre più del treno verso la macchina da presa porta reazioni di paura panico e spavento negli spettatori presenti in sala, i quali pensavano che il treno stesse per irrompere nella sala stessa. Questa è una leggenda che venne divulgata nei primi anni del cinema-muto. Film The Countryman's first sight of the animated pictures (1901): contadino che arriva in città e va al cinema per la prima volta nelle sua vita. Il treno si avvicina e lui scappa. Il protagonista sembra un bifolco che impatta con la modernità e ne rimane turbato. L'uomo che rappresenta la tradizione viene travolto dalla modernità. Non si distingue tra realtà e immagine: le immagini uscendo dallo schermo (emersione) e come se creassero un atteggiamento aggressivo nei confronti del pubblico. Questo era un genere di film che voleva deridere il pubblico ingenuo da una parte, mentre dall'altra voleva educarlo (funzione pedagogica: creare delle regole). Tale modello si consolida talmente tanto nel cinema da venire ripreso molti anni dopo in altri film come ad esempio Superfantozzi (storia del mondo dalla preistoria ai giorni nostri dal punto di vista di Fantozzi). Questo modello nei primi anni '10 però entrò in una momentanea crisi in quanto il pubblico era abituato a vedere molti film e non si spaventava più. Ormai la visione di un film non era più una cosa nuova/originale. Il cinema è chiamato a re-inventarsi al fine di non soccombere a causa dell'avvento degli altri media per cui tale modello in realtà ri-emerge.

2) Il modello onirico-immersivo

Si origina negli anni '10 e si consoliderà negli anni '50 perdurando fino ai giorni nostri. Esperienza inversa rispetto al primo modello: se prima le immagini aggredivano ora le immagini chiamano lo spettatore dentro il proprio mondo, prendendolo per mano. Le immagini richiamano il nostro sguardo. Al cinema i nostri sensi sono ridimensionati (poca possibilità di movimento in quanto incastonati in una poltrona) ma non la vista e l'udito. Quando il film ci piace infatti di solito entriamo completamente dentro il film stesso, e come se sognassimo ad occhi aperti; il film è un sogno artificiale pensato per noi. È come se ci immergessimo in questo mondo; forte rapporto tra lo schermo e la nostra mente.

Es: Sherlock Jr. di Buster Keaton, 1924. Keaton comico geniale che non rideva mai. Il film è una riflessione sulla modernità; Keaton interpreta la parte di un proiezionista in un cinema. Metafora cinema come sogno. Il regista si addormenta (metafora del rilassarsi nella sala cinematografica) e il corpo è come se si sdoppiasse in quanto lo sguardo viene assorbito dal mondo del film. Keaton diventa un personaggio del film che sta proiettando ma lo scenario cambia perché lui non riesce più ad abitare lì (riflessione sul sogno stesso). Keaton cerca dunque di mimare le dinamiche dell'esperienza onirica.

Tale modello dura ancora oggi. Woody Allen, La Rosa Purpurea del Cairo. È anche il titolo di un film visto dalla donna presente nel film di Allen la quale si reca al cinema per fuggire dalle sue preoccupazioni. Quel film viene visto talmente tante volte dalla donna al punto che la donna stessa viene presa e portata nel film dal personaggio che la vede come una spettatrice.

Anni '30/'40 trionfo del cinema classico a Hollywood. I mondi devono dichiararsi come credibili. Lo spettatore non deve avere la sensazione di essere al cinema ma deve avere la sensazione di abitare un mondo per cui viene passivizzato, ipnotizzato, non si muove autonomamente e in certi casi viene addirittura manipolato. Tale modello viene messo in crisi verso al fine degli anni '50.

3) Il modello disorientante-critico

Questo è il cinema della modernità il cui obiettivo è quello di decostruire mondi in quanto si vuole avere spettatori non passivi ma attivi e critici. Godard, 1967, La cinese. Nella locandina i due protagonisti guardano la macchina da presa e quindi è come se guardassero gli spettatori i quali non sono più immersi nel film ma sono tornati in sala.

Periodizzazione della storia del cinema

  • Cinema delle attrazioni (1895-1908) In quegli anni il cinema vuole proporre semplicemente delle cose da vedere, non racconti, che venivano proposte per colpire lo spettatore (sequenze di ballo, giochi di prestigio, esibizione di mostri, l'arrivo di un treno etc...);
  • Cinema dell'integrazione narrativa (1908-1925) I film diventano più estesi (da 60 secondi a 15/20 minuti). Importante è Melies in questo passaggio in cui il cinema inizia ad inventare racconti, inizia a prendere forma il livello onirico immersivo che raggiunge il suo apice con il cinema classico;
  • Cinema classico (1925-1955) Inizia a formarsi la dialettica campo fuori campo, l'inquadratura, il montaggio, le soggettive... Si inizia a parlare di montaggio invisibile: noi non ci accorgiamo che c'è dietro il film un complesso lavoro di montaggio in quanto tutto sembra fluido, completo, continuativo. Non bisogna dare la sensazione di un strappo tra un inquadratura e l'altra.
  • Cinema della modernità (1955-1975) Il montaggio vuole in questo caso far emergere lo strappo tra un inquadratura e l'altro. Si parla in questo caso di montaggio visibile. Non c'è più fluidità.

La rappresentazione dei sogni – Il sogno nella storia del cinema

1) Il sogno autarchico del cinema delle attrazioni

Film girato a Torino nel 1911 è un Western, Aspettando il diretto di mezzanotte. → incubo: il capostazione rientra nel suo ufficio e nel baule si è nascosto un ladro che aspetta che il capostazione si addormenti per agire. Si parla di immagine autarchica, ovvero immagine che vuole bastare a se stessa per farsi capire, non necessita delle immagini precedenti e di quelle successive. Le singole inquadrature devono essere sufficienti a raccontare tutto. Non ci sono elaborate strategie di montaggio.

Inquadratura: cambia il colore, non c'è lo sfondo, dietro l'immagine abbiamo il sognatore e i contenuti del suo sogno. Lo spettatore ha la possibilità di vedere due livelli di realtà. Nel cinema successivo questa sintesi/unione non ci sarà più. Si parla di condensazione.

Altri film 1914. Girato a Torino. Cabiria di D'Annunzio. Ambientato durante le guerre puniche. Era fondamentale per i produttori cinematografici coinvolgere il pubblico borghese, il pubblico colto. Giovanni Pastrone va a Parigi a cercare D'Annunzio per fargli mettere la firma per tale film. Il film dunque viene pubblicizzato come se fosse stato diretto proprio da D'Annunzio. Strategia di marketing.

Sequenza onirica: la principessa (Sofonisba) ha un sogno terrificante. Cabiria è il nome della bambina. Presenza di: sognatrice, il suo sogno e Cabiria. I contenuti delle immagini oniriche sono più complesse rispetto al sogno del film precedente (questa volta c'è qualcuno sveglio nella scena stessa). Non spettatore si non sa dove guardare: Cabiria e Sofonisba o Sofonisba e il suo sogno.

Giuseppe D'Abundo → neurologo e psichiatra italiano. Affronta le nevrosi da cinematografia. Alcune persone attribuiscono la loro patologia/sofferenza (soprattutto donne) alla visione di film e in particolare alla visione di sogni presenti nei film. Ad esempio una giovane paziente racconta di aver avuto allucinazioni gravi dopo aver visto l'incubo del capostazione. Le sue allucinazioni si verificavano anche di giorno (vedeva quelle mani gigantesche che si avvicinavano al capostazione durante il sogno come se volessero toccare lei). Questi sono problemi legati anche al modo di vivere la sessualità in modo nevrotico.

Il cinema viene percepito quindi anche come un pericolo sociale (accadde la stessa cosa negli '60/'70 per la tv e oggi per i videogame).

Il sogno nel cinema classico: demarcazione/integrazione

Tutto il mondo del film è un sogno ad occhi aperti: processo di identificazione. Io sono coinvolto se mi identifico con un personaggio che mi accompagna nel film. È molto difficile però identificarsi con i sogni di quel periodo.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessandro.lora-1993 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Cinema e comunicazione audiovisiva e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Alovisio Silvio.
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