10. THEORIES AND EFFECT OF MASS COMMUNICATION
(TEORIA E EFFETTI DELLA COMUNICAZIONE DI MASSA)
Ci sono molte discordanze su presenza, forza ed effetti della comunicazione di massa.
1. I contenuti dei media hanno un impatto limitato sul pubblico perché sa che non sono veri; la
gente sa che non sono reali. Ci sono comunque delle contro argomentazioni. Per esempio le
news non sono finte, molte serie tv sono prodotte per sembrare vere, molta TV è
espressamente reale (reality show). Inoltre la pubblicità dovrebbe dire la verità e la TV per i
bambini dovrebbe rappresentare una “early window”, per vedere com’è la realtà. Infine, per
apprezzare ciò che si consuma, la TV sospende l’idea di finzione, di scetticismo.
2. Un’altra argomentazione sulla comunicazione mediatica dice che i contenuti mediali sono solo
un gioco, un intrattenimento. Ma anche qui troviamo delle contro argomentazioni, che dicono,
ad esempio, che le notizie non sono solo un gioco o che, se il media contiene solo un gioco,
questo gioco è molto importante per il modo in cui noi sviluppiamo la conoscenza di noi stessi
e del mondo, quindi ha molta influenza.
3. La terza argomentazione dice che sei i media hanno effetto non è colpa loro, perché loro sono
lo specchio della società e della realtà. Le contro argomentazioni dicono che i media fanno
vedere solo una parte della società, non tutta, e in modo distorto.
4. La quarta argomentazione riguarda il fatto che se i media hanno effetto, essi rinforzano dei
valori già esistenti. Le contro argomentazioni dicono che molti valori già esistenti sono sbagliati
(es. razzismo, sessismo). Essi invece dovrebbero creare dei nuovi valori e migliori.
5. La quinta dice che gli effetto sono solo su cose non importanti, come le mode. In realtà esse
sono importanti, perché definiscono il proprio sé, proprio per influenza dei media.
EFFETTI DI MICRO LIVELLO VS EFFETTI DI MACRO LIVELLO.
E’ evidente che i media a volte sono causa dei comportamenti, a volte no.
Sono nate due tipe di ottiche di veduta, quella degli effetti di micro livello e quella degli effetti di
macro. Nella prima, i media hanno pochi effetti e comunque sono a livello personale. Inoltre molte
persone non vengono colpite dai loro effetti.
Viceversa dice chi trova nei media effetti di macro livello, sostenendo che i media influiscono sul
clima culturale con molta forza.
Nel primo caso, per esempio, la violenza in TV ha un piccolo impatto sulla gente perché alcune
persone potrebbero essere colpite, ma la maggior parte no. Nel secondo caso, la violenza in tv ha
un grande impatto perché essa influenza il clima culturale.
RICERCA AMMINISTRATIVA VS RICERCA CRITICA
La ricerca amministrativa si pone domande riguardo l’immediata e osservabile influenza della
comunicazione mediatica. Paul Lazarsfeld, il padre della ricerca sociale, diceva che c’è i media
posso creare il pericolo di una vista ristretta. La soluzione è che la ricerca critica deve farsi più
domande e di più larga veduta.
PROSPETTIVA TRASMISSIONALE VS PROSPETTIVA RITUALE
Nella prospettiva trasmissionale, i media mandano informazioni con lo scopo di controllare e
inoltre, hanno degli effetti sui comportamenti.
La prospettiva rituale invece vede la comunicazione di massa come la rappresentazione dei saperi
condivisi, che mantiene la società nel tempo, grazie ai suoi contenuti culturali.
DEFINIRE LA TEORIA DELLA COMUNICAZIONE DI MASSA
C’è più di una teoria sulla comunicazione di massa.
La prima fa una riflessione sulla cultivation analysis, cioè l’idea che noi abbiamo di noi e del mondo
è formata e mantenuta soprattutto attraverso la TV.
Un’altra teoria è la attitude change theory, la quale dice la è la nostra percezione a guidare i
comportamenti.
Per capire meglio la teoria della comunicazione di massa, bisogna riorganizzare le seguenti idee:
-‐non c’è una sola teoria, ad esempio c’è l’interazionismo simbolico o la teoria della dipendenza.
-‐spesso le teorie sono prese in prestito da altri campi della scienza. L’attitude change theory ad
esempio viene dalla psicologia.
-‐Le teorie sono costruzioni umane (biases umani). La gente le crea, facendosi influenzare dalla
situazione sociale, culturale e temporale.
-‐Le teorie sono dinamiche, perché cambiano insieme all’ambiente in cui sono nate. 1 di 10
BREVE STORIA DELLA TEORIA DI COMUNICAZIONE DI MASSA
Le teorie sulla comunicazione di massa sono particolarmente portate ad evolversi per tre ragioni:
-‐avanzamento della tecnologia e nascita di nuovi media;
-‐richieste di controllo o regolamentazione;
-‐se una democrazia vuole proteggere la democrazia e il pluralismo culturale, noi ci domandiamo
quale tecnologia o media può incoraggiare a raggiungere questo obiettivo.
Questa evoluzione tecnologica e culturale ha prodotto quattro era della teoria della comunicazione
di massa: l’era della società di massa, l’era della prospettiva degli effetti limitati, l’era culturale e
l’era della prospettiva creatrice di significato.
L’ERA DELLA TEORIA DELLA SOCIETÀ DI MASSA
Il ‘900 era un secolo di grandi cambiamento nella società USA. Iniziavano i sovvertimenti dello
status quo, aumentavano le richieste di equità, dignità e di diritti. Alunni pensavano che i media
avrebbero dovuto difendere i valori tradizionali.
Dopo aver visto il potere immenso dei media nelle dittature, si è pensato che sarebbe stato
necessario che i media fossero controllati, per prevenire simili abusi e usi sconsiderati.
Da qui la nascita della teoria della società di massa, la quale sostiene che i media corrompono le
influenze che minano all’ordine pubblico e sociale, di quelle persone che sono senza difese contro
queste tipo di influenze. Lo spettatore viene considerato sordi e incapace di comprendere il
mondo. L’assunzione fondamentale di questo pensiero si può esprimere con l’Hipodermic needle
theory o con la “magic bullet theory”. Esse dicono che i media saranno pallottole nella testa di uno
spettatore passivo in balia dei messaggi. I media vengono visti come pericolo droghe o una orza
assassina conto le persone che non sanno difendersi.
L’EMERGENZA DELLA PROSPETTIVA DEGLI EFFETTI LIMITATI
Variabili intervenienti quali l’appartenenza a gruppi o a particolari classi sociali, i contatti
interpersonali e con i leader d’opinione, l’insieme di micro-‐relazioni in cui ciascun individuo è
inserito, i processi di educazione e formazione, tendono a trasformare i comportamenti in
comportamenti socialmente determinati. Questo approccio rileva non una capacità di persuasione
dei media ma un potere di influenza dei media sui comportamenti. L’influenza dei media è tuttavia
mediata (quindi limitata) dalle relazioni sociali che agiscono da filtro.
Ci sono stati anche casi famosi in cui i media hanno in qualche modo scatenato comportamenti
drammatici e pericolosi. Orson Welles durante lo sceneggiato radiofonico la Guerra dei Mondi.
Trasmesso dalla CBS nell’ottobre del 1938 il radiodramma è rimasto famoso per aver scatenato il
panico simulando la descrizione di un’invasione aliena.
Gli studi empirici di Lazarsfeld e altri, condotti presso il Bureau for Applied Social Research della
Columbia University risultarono fondamentali. In particolare, sarà il progetto condotto durante
l’elezione di F.D. Roosevelt nel 1940 a determinare i modelli di voto e la relazione tra media e
comportamento di voto. Qui le lezioni presidenziali non subirono una forte influenza dei media, ma
soprattutto quella degli opinion leader.
La teoria del flusso a due fasi di comunicazione (Two Step Flow of communcation) è stata
elaborata da Paul Felix Lazarsfeld. Secondo tale teoria non esiste un flusso costante di
informazioni che va dai media ai destinatari finali, bensì il flusso passa dai media agli opinion
leader e successivamente dagli opinion leader al gruppo sociale di riferimento.
Per spiegare invece il cambiamento di un atteggiamento Festinger [1957] si basa sulla Teoria della
dissonanza cognitiva, ovvero se due cognizioni sono attinenti ma non coerenti tra loro la
dissonanza che ne deriva provoca uno stato di disagio emotivo che l’individuo desidera rimuovere
e riportare in equilibrio. Per farlo occorre ridurre la dissonanza, ed è possibile tramite diverse
strategie come: modificare l’elemento dissonante meno resistente al cambiamento e il sentimento
di libera scelta. In poche parole, selezionando le informazioni, riduciamo &
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